Sturmhaubitze 42

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Sturmhaubitze 42
Sd.Kfz. 142/2
Sturmhaubitze-42.jpg
StuH 42 di prima produzione, riconoscibile dal mantelletto squadrato
Descrizione
Tipo cannone d'assalto
Equipaggio 4 (comandante, cannoniere, caricatore/operatore radio, pilota)
Costruttore Alkett
Data impostazione 1941
Data primo collaudo tardo novembre 1942
Data entrata in servizio 1943
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania Germania
Esemplari 1.220
Sviluppato dal Sturmgeschütz III
Dimensioni e peso
Lunghezza 5,59 m
Larghezza 2,95 m
Altezza 2,16 m
Peso 24 t
Capacità combustibile 310 L
Propulsione e tecnica
Motore Maybach HL 120 TRM a 12 cilindri a V, alimentato a benzina e raffreddato ad acqua
Potenza 300 hp a 3.000 giri al minuto
Rapporto peso/potenza 12,5 hp/t
Trazione cingolata
Sospensioni a barre di torsione
Prestazioni
Velocità su strada 40 km/h
Velocità fuori strada 24 km/h
Autonomia 169 km
90 km fuori strada
Pendenza max 30° (57%)
Armamento e corazzatura
Apparati di tiro mirino Sfl. ZF1
Armamento primario 1 obice 10,5 cm StuH 42 da 105 mm
Armamento secondario 1 mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm
Capacità 36 proietti per l'obice
600 cartucce per la mitragliatrice
Corazzatura frontale 50 + 30 mm
Corazzatura laterale 30 mm
Corazzatura posteriore 50 mm a 10°
Corazzatura superiore 11 - 17 mm da 75° a 90°

fonti citate nel corpo del testo

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Lo Sturmhaubitze 42, abbreviazione del nome completo Sturmgeschütz III für 10,5 cm Sturm Haubitze 42, la cui denominazione d'inventario era Sd.Kfz. 142/2, è stato un cannone d'assalto dell'esercito tedesco impiegato nella seconda metà della seconda guerra mondiale. Fu progettato come sostituto dello Sturmgeschütz III, che da mezzo per l'appoggio ravvicinato della fanteria si era era evoluto in una valida arma anticarro; il nuovo veicolo era sempre basato sullo scafo del Panzer III da cui derivava lo Sturmgeschütz, ma in casamatta ospitava un obice da 10,5 cm StuH 42. Lo StuH 42 divenne operativo nel corso del 1943 e fu costruito in oltre 1.200 esemplari, servendo fino al termine della guerra talvolta anche in funzione controcarro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della seconda guerra mondiale l'esercito tedesco schierava nelle unità di artiglieria gli Sturmgeschütz III, per rendere così più agevole l'appoggio tattico alle operazioni della fanteria; con il proseguire del conflitto però i cannoni d'assalto vennero a trovarsi invischiati in combattimenti tra blindati, circostanza che indusse i militari a richiedere versioni dello Sturmgeschütz III specializzate in questo tipo di lotta, equipaggiandoli con cannoni da 75 mm lunghi.[1] In contemporanea l'originale cannone StuK 38 da 75 mm lungo 24 calibri (L/24) si era rivelato insufficiente contro fortificazioni pesanti, motivo in più per procedere con la progettazione di un nuovo semovente d'artiglieria che supportasse la fanteria.[2]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Durante il 1941 vennero stesi i primi progetti sotto il nome Sturmgeschütz leichte Feldhaubitze,[2] a seguito dei quali fu compiuta una conversione su un singolo StuG III Ausf. E, che divenne così il prototipo del futuro semovente: terminato nel marzo 1942 dalla Alkett, era stato dotato di un obice 10,5 cm StuH 42, derivato dal leFH 18 da 105 mm modificato, con meccanismo di sparo a controllo elettrico.[2] La ditta fabbricò poi una preserie di altri nove esemplari sulla base dello StuG III Ausf. F entro il termine del mese di ottobre,[3] che assieme al primo veicolo vennero assegnati alla terza batteria del 185. Sturmgeschütz-Abteilung ("185º distaccamento cannoni d'assalto"); l'unità sostenne alcuni combattimenti a sud di Leningrado verso la fine di novembre.[2]

I risultati raccolti dal periodo operativo furono incoraggianti e Adolf Hitler, colpito, ordinò a dicembre di costruire il semovente con un ritmo di ventiquattro pezzi mensili. Il nuovo blindato ricevette la denominazione ufficiale Sturmgeschütz III für 10,5 cm Sturm Haubitze 42 il 18 marzo 1944, ma solo ad agosto venne cambiata in "Sturmhaubitze 42" dall'Ispettore generale per le truppe corazzate Heinz Guderian.[4]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La Alkett di Berlino[4] completò i primi dieci modelli di serie entro il mese di marzo 1943; alla fine dell'anno gli StuH 42 disponibili ammontavano a 204. La linea d'assemblaggio rimase aperta fino al febbraio 1945, toccando la maggior punta produttiva nel periodo compreso tra agosto e novembre 1944, quando veniva fabbricata una media di cento unità al mese.[2]

In totale furono prodotti 1.211[2] o 1.220 esemplari.[1] Una fonte riporta la cifra di 1.212 veicoli suddivisi in due lotti, i quali rispettivamente iniziano con lo scafo numero 91651 e il numero 105001.[3] Un'altra fonte afferma invece che le unità fabbricate siano state circa 1.300.[4]

Poiché erano stati fabbricati tutti sullo scafo dello StuG III Ausf. G,[3] gli StuH 42 ebbero integrate le modifiche apportate al semovente cui derivavano: mantelletto stondato del tipo Saukopf ("muso di porco"), fianchi della sovrastruttura inclinati, aggiunta di una cupola per il capocarro equipaggiata con sette periscopi SE 14 Z a forbice, incrementi nella corazzatura.[2]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Lo StuH 42 fu distribuito ai distaccamenti cannoni d'assalto in ragione di nove per ogni reparto, con il compito di appoggiare gli Sturmgeschütz e le truppe. La prima operazione di rilievo cui partecipò fu la battaglia di Kursk del luglio 1943, che vide sessantotto esemplari divisi tra il Gruppo d'armate Centro e quello Sud.[2] Lo StuH 42 eccelleva comunque più nelle situazioni difensive, dove poteva operare tatticamente in funzione anticarro nonostante il limitato brandeggio dell'obice da 105 mm.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo StuH 42 presentava la caratteristica sagoma sfuggente dei semoventi con larga sovrastruttura e anzi era molto simile allo StuG III. La differenza più evidente stava nell'armamento, un derivato del leFH 18 da 105 mm lungo 28 calibri (L/28) designato come 10,5 cm StuH 42, la cui volata lunga 2,94 metri sporgeva oltre il bordo dello scafo per 55 centimetri;[1] il freno di bocca originale non venne più montato a partire dal settembre 1944 perché era stato constatato che non garantiva particolari vantaggi durante il tiro.[4] Il pezzo era inserito al centro di una casamatta con un mantelletto dapprima trapezoidale e squadrato, in seguito sostituito dal modello Saukopf: questa sistemazione limitò l'alzo a +20° e la gittata massima a 8.300 metri circa, mentre il brandeggio copriva 10° a sinistra e a destra a veicolo fermo.[1] L'otturatore a cuneo a scorrimento orizzontale e i freni di recupero idropneumatici permettevano una cadenza di fuoco di 6 colpi al minuto; il puntamento era demandato a un mirino telescopico Sfl. ZF1 (Selbstfahrlafetten Zielfernrohr 1).[5] All'interno del veicolo vi era spazio sufficiente per trasportare trentasei granate di pronto utilizzo, di solito divise tra cartocci-proietto ad alto esplosivo e cartocci bossolo perforanti:[2] di quest'ultimo tipo erano disponibili i tre modelli differenti Panzergranate 39H1/A, H1/B e H1/C[5] pesanti 14,8 chili e con una velocità iniziale di 540 m/s.[1] All'inizio sprovvisto di qualsiasi difesa dalla fanteria, il veicolo venne presto equipaggiato di mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm a controllo remoto, con un munizionamento di 600 cartucce.[1]

StuH 42 in azione nella città olandese di Arnhem durante gli scontri dell'operazione Market-Garden, nel settembre 1944.

Le protezioni erano state ereditate dallo StuG III e raggiungevano i 50 mm sulla parte frontale di scafo e sovrastruttura, alle quale vennero inchiavardate piastre supplementari da 30 mm. Con il procedere del ciclo produttivo s'iniziò a saldare direttamente corazzature da 80 mm, con inclinazione compresa tra 10 e 21° rispetto alla verticale.[1] Anche il mantelletto, in entrambe le configurazioni, ebbe corazzature da 80 mm, mentre le fiancate dello scafo erano spesse 30 mm con un'inclinazione massima di 11°; il tetto di scafo e sovrastruttura misurava del pari 30 mm.[1]

Uno StuH 42 mimetizzato sul fronte italiano.

L'equipaggio contava quattro uomini: un capocarro, un cannoniere, un pilota e un caricatore addetto anche all'utilizzo di una radio FuG 15 o FuG 16, con trasmettitore da 10 watt e un raggio utile di 4 chilometri. Il guidatore utilizzava il sistema frizione-freno di concerto con due leve direzionali per bloccare uno dei due cingoli e sterzare a sinistra o a destra il veicolo.[1]

Sia la meccanica che il motore originali erano rimasti invariati. Il motore a quattro tempi, situato nel vano posteriore, era un Maybach a 12 cilindri a V, con rapporto di compressione di 6,5:1 ed erogante 300 hp a 3.000 giri al minuto; il consumo si attestava a 4 litri di benzina ogni 2,7 chilometri su strada, mentre la marcia su terreni sconnessi richiedeva 4 litri ogni 1,1 chilometri percorsi. L'accensione avveniva grazie a un sistema elettrico che sviluppava 24 volt (12 volt una volta avviato), oppure tramite manovella. L'albero lo collegava a una trasmissione anteriore ZF SSG 77 sincronizzata con un cambio che contava sei marce avanti e una retromarcia, i cui comandi finali erano ingranati alla ruota motrice anteriore.[1] Il treno di rotolamento contava sei doppie ruote portanti con sospensioni a barre di torsione e due ammortizzatori, uno vincolato alla prima ruota e l'altro all'ultima; sopra si trovavano tre rulli tendicingolo e in fondo al treno era imperniata la ruota di rinvio. I cingoli adottati erano larghi 400 mm ed erano formati da 92 maglie con una guida a dente centrale.[1]

Lo StuH 42 pesava in totale 24 tonnellate e sviluppava una pressione specifica al suolo di ben 1,04 kg/cm2 a causa dei cingoli non molto larghi e che quindi non potevano ben distribuire la mole del veicolo. Il semovente era in grado di superare trincee larghe fino a 2,59 metri, guadi profondi 0,80 metri e ostacoli verticali alti 0,60 metri. Il raggio di sterzata misurava 5,80 metri e la luce libera (distanza tra fondo dello scafo e terreno) arrivava a 39 centimetri. Su strada il veicolo raggiungeva la velocità massima di 40 km/h e un'autonomia di 169 chilometri; su terra la velocità di punta diminuiva a 24 km/h e il raggio operativo a 90 chilometri.[1]

Esemplari esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente sopravvivono diversi StuH 42 in varie parti del mondo: un Ausf. F della preserie del 1942 è in esposizione all'Auto-und Technik Museum di Sinsheim, in Germania. Il Museo dei Corazzati presso Saumur possiede un Ausf. G completo dei sostegni per le Schürzen e corazzatura aggiuntiva.[6]

Negli Stati Uniti d'America due esemplari della stessa versione sono visibili all'Army Ordnance Museum di Aberdeen, Maryland: uno, catturato in Francia, presenta qualche danno superficiale, mentre l'altro ha le sospensioni gravemente avariate; entrambi mancano del freno di bocca. Anche al Patton Museum di Fort Knox si trova uno StuH 42 Ausf. G di tarda produzione, catturato dalla 3ª Armata.[6]

A Kubinka è in mostra un Ausf. G di prima generazione con corazze da 30 mm fissate allo scafo.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l StuH 42 su wwiivehicles.com, wwiivehicles.com. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  2. ^ a b c d e f g h i j StuH 42 su historyofwar.org, historyofwar.org. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  3. ^ a b c Sturmhaubitze 42 su achtungpanzer.com, achtungpanzer.com. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  4. ^ a b c d Sturmhaubitze 42 su books.google.it, books.google.it. URL consultato il 30 dicembre 2012.
  5. ^ a b Sturmhaubitze 42 su wehrmacht-history.com, wehrmacht-history.com. URL consultato il 29 dicembre 2012.
  6. ^ a b c Sturmhaubitze 42 su preservedtanks.com, preservedtanks.com. URL consultato il 30 dicembre 2012.

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