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San Pier d'Isonzo

Coordinate: 45°51′N 13°28′E
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San Pier d'Isonzo
comune
San Pier d'Isonzo – Stemma
San Pier d'Isonzo – Bandiera
San Pier d'Isonzo – Veduta
San Pier d'Isonzo – Veduta
La chiesa parrocchiale di San Pier d'Isonzo, dedicata a San Pietro
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Gorizia
Amministrazione
SindacoDenise Zucco (centro-sinistra) dal 15-04-2025
Territorio
Coordinate45°51′N 13°28′E
Altitudine18 m s.l.m.
Superficie9,03 km²
Abitanti1 882[1] (31-5-2026)
Densità208,42 ab./km²
FrazioniCassegliano, San Zanut
Comuni confinantiFogliano Redipuglia, Ronchi dei Legionari, Ruda (UD), San Canzian d'Isonzo, Turriaco, Villesse
Altre informazioni
Lingueitaliano, veneto bisiacco
Cod. postale34070
Prefisso0481
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT031021
Cod. catastaleI082
TargaGO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 268 GG[3]
Nome abitantisampierini
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pier d'Isonzo
San Pier d'Isonzo
San Pier d'Isonzo – Mappa
San Pier d'Isonzo – Mappa
Posizione del comune di San Pier d'Isonzo nell'ex provincia di Gorizia
Sito istituzionale

San Pier d'Isonzo (San Piero in dialetto bisiacco[4]) è un comune italiano di 1 882 abitanti[1] del Friuli-Venezia Giulia, parte della Bisiacaria.

Origini del nome

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Il paese prende il nome dall'antica pieve di San Pietro,[5] che comprendeva un territorio più vasto dell'attuale comune.[senza fonte] L'intitolazione della pieve a San Pietro potrebbe indicare, secondo lo studioso locale Giorgio Banchig, un originale insediamento slavo risalente alle prime ondate di colonizzazione slava, ancora nell'Alto Medioevo.[6] Ancora nel XV secolo il borgo era abitato da una popolazione in parte di lingua slava e in parte di lingua "ladina"[7] (ossia proto-friulana), prima della generale venetizzazione del Monfalconese conclusasi nel XVII secolo.[8] La prima attestazione del toponimo risale al 1247 nella forma Sanctus Petrus ultra Isontium.[5] Chiamato "San Pietro dell'Isonzo" ancora in epoca asburgica,[9][10] il toponimo venne modificato nella forma odierna col regio decreto n. 800 del 1923.[5][11]

In sloveno la località è chiamata con l'esonimo Špeter,[9] mentre in friulano è nota come San Pieri o San Pieri dal Tiritori.[12][4]

La chiesetta di San Silvestro a Cassegliano.

Abitato fin dall'epoca romana, i ritrovamenti di frammenti di mosaici, monete, laterizi ed anfore, fanno presumere la presenza di una famiglia dei Cassi da cui prende il nome la frazione di Cassegliano. Sul muro esterno della chiesetta dedicata a san Silvestro, costruita su un primo edificio risalente al XIV secolo, è incluso il frammento di una lapide di età imperiale ritrovato sul luogo. Sempre a Cassegliano esistevano altre due chiese, di cui si trova testimonianza in antichi documenti, andate distrutte nell'alluvione del 1492.

La pieve di San Pietro si trova per la prima volta in un documento patriarcale del 1247. Pur essendo certe le origini romane, dovute forse alla vicinanza con Aquileia, non ci sono stati ritrovamenti di rilievo per quanto riguarda il periodo medievale, se non si considera quel che resta di un antico borgo al centro di San Pier. Appartenente originariamente al patriarcato di Aquileia, entrò a far parte del territorio della Repubblica di Venezia fino all'invasione napoleonica. La pieve comprendeva anche il comune di Villesse; il legame tra i paesi era dovuto probabilmente al guado del fiume Isonzo, che collegava le comunità.

Il guado era di proprietà dei conti Sbruglio, residenti a Cassegliano fin dal 1400, e la sua importanza crebbe nel 1700 poiché questo traghetto era l'unico contatto tra Trieste e la pianura friulana (è visibile ancora un capitello mariano nei pressi del fiume, probabilmente dove esisteva il passaggio dei barconi che traghettavano i viandanti). Dopo il periodo napoleonico il territorio passò sotto i conti di Gorizia e Gradisca, con dominio austriaco. Con la costruzione del ponte sull'Isonzo presso Sagrado, nel 1845, l'importanza economica del traghetto di Cassegliano diminuì notevolmente. Nel 1876 la famiglia Sbruglio vendette la proprietà, che dopo alcuni passaggi fu acquistata dalla famiglia Prandi di Trieste.

Il cancello d'ingresso della villa, nascosta dalla vegetazione del parco.

Durante la prima guerra mondiale San Pier si trovò nelle immediate vicinanze del fronte tra Austria e Italia (è da ricordare la distruzione del campanile della chiesa parrocchiale nel 1916). Il Parco della Rimembranza costruito nel 1923 sul Colle Sant'Elia nasce come Cimitero degli Invitti della Terza Armata, il primo sacrario monumentale della zona per i caduti della Grande Guerra. Subì pesanti trasformazioni negli anni trenta fino all'attuale strutturazione con la traslazione delle salme presso l'adiacente Sacrario militare di Redipuglia. Esclusi gli ingressi che ricadono nel comune di Fogliano Redipuglia, il Colle è in gran parte nel territorio del comune sampierino.

«Di rosso, alla croce diminuita d'argento, attraversante le chiavi d'oro, in decusse, con gli ingegni verso il basso. Ornamenti esteriori di Comune.»

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi di interesse

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Nella frazione di Cassegliano si trova il neoclassico Palazzo Prandi (Villa Sbruglio) ancora in fase di restauro. Vi è la chiesetta della località San Zanut ("San Giovannino", in friulano), dedicata a Giovanni Battista probabilmente a protezione del luogo per le frequenti esondazioni dell'Isonzo. Nelle vicinanze infatti è stata ritrovata un'ara votiva di epoca imperiale dedicata al culto del dio Isonzo.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[13]

Istituzioni culturali

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Il comune aderisce al Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM), ente pubblico intercomunale che si occupa della tutela, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio storico, antropologico e ambientale del territorio.[14]

Oltre alla lingua italiana, nel territorio di San Pier d'Isonzo non sono riconosciute altre lingue ufficiali. La popolazione parla il bisiaco (forse dal latino bis aquae = "tra due fiumi", l'Isonzo ed il Timavo, o più probabilmente dallo sloveno bezjak, profugo), un dialetto molto simile al veneto, con lemmi di origine friulana e triestina, ancora molto usato nella vita di tutti i giorni.

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 Barbara Cinausero, Ermanno Dentesano e Franco Finco, Nons furlans di lûc = Nomi friulani di luogo : repertorio toponimico italiano-friulano, Società Filologica Friulana, 2004, p. 92.
  5. 1 2 3 AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 587, ISBN 88-11-30500-4.
  6. Friuli popolato da slavi, in Dom, 15 novembre 2010.
  7. Forse non tutti sanno che... A San Pier d'Isonzo, su archeofriuli.it, Società Friulana di Archeologia.
  8. Maurizio Puntin, Reliquie ladine nel territorio di Monfalcone, in Ferruccio Tassin (a cura di), Atti dell'83° congresso della Società Filologica Friulana, Udin, pp. 103-104, ISBN 978-88-7636-071-8.
  9. 1 2 (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
  10. Francesco Scabar, Una lettura del censimento asburgico del 1910, in Quaderni del Centro di Ricerche Storiche, XXX, 2019, p. 328.
  11. Regio decreto 29 marzo 1923, n. 800
  12. SuperDizionari de lenghe furlane, su superdizionari.arlef.it, ARLEF.
  13. Dati tratti da:
  14. Presentazione istituzionale del Consorzio Culturale del Monfalconese, su ccm.it, Consorzio Culturale del Monfalconese. URL consultato l'11 giugno 2026.
  • Associazione tra le Pro Loco del FVG, Friuli Venezia Giulia-guida artistica, Istituto Geografico De Agostini, 1990.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 247437232