Bisiacaria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bisiacaria
Stati Italia Italia
Regioni Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Territorio Compreso tra l'Isonzo a est, il Carso a nord-est, il golfo di Trieste a sud-est.
Capoluogo Monfalcone (de facto)
Superficie 126,07 km²
Abitanti 63 758 (31 dicembre 2012)
Densità 505,7 ab./km²
Lingue italiano, bisiaco, sloveno, friulano (solo a Poggio Terza Armata e Isola Morosini)
Comuni bisiacaria.png
Estensione degli otto comuni della Bisiacaria nella provincia di Gorizia.

La Bisiacaria (Bisiacarìa in bisiaco) è la denominazione attribuita ad una zona meridionale della provincia di Gorizia. Può essere inclusa in un immaginario triangolo avente per lati il golfo di Panzano, il fiume Isonzo dalla foce a Sagrado e il limite occidentale dell'Altopiano Carsico.

Questo territorio trova una sua definizione più dal punto di vista linguistico che quello geografico: è l'area in cui si parla il dialetto bisiacco, una particolare variante del veneto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vista dal satellite della parte centro-meridionale del territorio bisiaco

Dal punto di vista amministrativo corrisponde agli attuali comuni di:

Comune Superficie (km²) Abitanti Densità (ab./km²) Frazioni
Fogliano Redipuglia-Stemma.png Fogliano Redipuglia (Foiàn Ridipùia) 7,77 3071 395,2 Fogliano, Polazzo, Redipuglia
Monfalcone-Stemma.png Monfalcone (Mofalcòn) 20,52 27877 1358,5 Monfalcone
Ronchi dei Legionari-Stemma.png Ronchi dei Legionari (Ronchi) 16,98 12130 714,4 Ronchi, San Vito, Selz, Soleschiano, Vermegliano
Sagrado-Stemma.png Sagrado (Sagrà) 14,14 2267 160,3 Peteano, Poggio Terza Armata, Sagrado, San Martino del Carso
San Canzian d'Isonzo-Stemma.png San Canzian d'Isonzo (Sancansiàn) 33,58 6383 190,1 Begliano, Isola Morosini, Pieris, San Canzian d'Isonzo
San Pier d'Isonzo-Stemma.png San Pier d'Isonzo (San Piero) 9,09 2017 221,9 Cassegliano, San Pier d'Isonzo, San Zanut
Staranzano-Stemma.png Staranzano (Staranzan) 18,71 7257 387,9 Bistrigna, Dobbia, Staranzano, Villaraspa
Turriaco-Stemma.png Turriaco (Turiàc) 5,28 2756 522,0 Turriaco
Totale 126,10 63758 505,7

Tuttavia il comune di Sagrado non farebbe storicamente parte della Bisiacaria (seppur oggi venga dai più considerato parte) in quanto il termine della stessa, la quale ha acquisito le sue peculiarità linguistiche sotto il dominio della Repubblica di Venezia, coinciderebbe con l'attuale confine fra il comune di Fogliano Redipuglia e quello appunto di Sagrado; dove ancora oggi è rimasto visibile sulla SR 305 il cippo confinario austroveneto (1753) che appunto divideva storicamente la Serenissima dall'Arciducato d'Austria. Il comune di Sagrado ha infatti mantenuto per più secoli una connotazione linguistica similare ai vicini comuni friulanofoni della destra Isonzo. In passato, è interessante ricordare inoltre, che fra gli stessi anziani abitanti della Bisiacaria, era in uso l'appellativo di "cunfìn" riferendosi appunto il cippo confinario in questione; definendo ciò che si trovava oltre non facente parte del "teritorio".

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Per molti, fra cui lo studioso Silvio Domini, il nome ha un'origine slava e potrebbe derivare dal termine sloveno bezjak con il significato di profugo, esule.

Questo termine slavo originario, tuttavia, potrebbe aver avuto anche un significato differente da esule. L'Enciclopedia Treccani, infatti, alla voce dell'aggettivo "bislacco", riporta che esso deriva "forse dal ven. bislaco, soprannome che si dava ai Veneti del Friuli e agli Slavi dell'Istria, dallo slov. bezjak «sciocco»"[1]. Anche i dizionari di lingue slave oggi riportano che il termine anticamente significasse in effetti "stupido"[2]. Pertanto un'altra possibilità di etimologia, resa ancor più credibile dal fatto che, come riporta la prestigiosa enciclopedia, l'aggettivo in passato era associato proprio ai veneti del Friuli - quali a tutti gli effetti i bisiachi erano - è che il nome derivi da questo tipo di appellativo.

Fin dall'Ottocento, inoltre, ha goduto d'immeritata fortuna una falsa etimologia che riconduceva il termine a un'assai improbabile locuzione latina latino medioevale bis aquae (è infatti grammaticalmente impossibile associare un sostantivo a un avverbio moltiplicativo, in latino si direbbe casomai binae aquae), ovvero tra i due fiumi, Isonzo e Timavo.

Secondo altri, ma si tratta di una supposizione poco convincente, la terminologia rivelerebbe una numerosa presenza di serpenti nella zona, chiamati in dialetto "bisse".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della Bisiacaria rimase legata per secoli alla storia del Friuli, con cui divise le sorti. Così farà parte del Ducato longobardo friulano (568-776 d.C.), poi del Marchesato franco del Friuli (776-952 d.C.), e dello Stato Patriarcale friulano (1077-1420). A nord di Monfalcone verso il 1122 si separò intanto dai territori patriarcali la vasta Contea di Gorizia. Verso il 1411 Venezia dichiarò guerra allo stato patriarcale, che sconfitto nel 1420 fu infine incorporato col nome di Patria del Friuli nel corpo dei domini veneti di terraferma.

Dopo l'estinzione dei Conti di Gorizia-Tirolo (1500) ci furono aspre contese tra Repubblica Veneta e Casa degli Asburgo per definire la spartizione territoriale della regione, in un susseguirsi di guerre che si conclusero appena nei primi anni del Seicento. Nel 1521 con la “Dieta di Worms” il territorio friulano venne comunque spartito in modo che ai veneziani restassero il Friuli Centrale, Monfalcone ed il Friuli occidentale mentre all’ Austria andò il Friuli Orientale con Gorizia ed Aquileia.

Monfalcone e il suo territorio si trovarono quindi a formare un'enclave veneziana totalmente circondata da terre arciducali.

Nel 1797 Napoleone pone fine alla Repubblica di Venezia e con il Congresso di Vienna del 1815, la Bisiacaria passa all'Austria all'interno della contea di Gorizia mentre il Friuli entra nell'ambito del Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1866 Il Friuli centrale e occidentale passa all'Italia, mentre la Bisiacaria, continua a far parte dell'austriaca Contea di Gorizia e Gradisca fino alla fine della prima guerra mondiale. Dopo il passaggio all'Italia nel 1919, sarà inclusa nella Provincia di Trieste (1919-1945), con l'eccezione di Sagrado, aggregata prima a Udine quindi a Gorizia. È tornata a far parte della Provincia di Gorizia nel secondo dopoguerra, a causa del distacco dall'Italia del Territorio di Trieste, amministrato allora da un governo militare alleato.

La Bisiacaria rientra quindi sia nella definizione di Friuli storico, che in quella di Venezia Giulia (come il resto della provincia di Gorizia e la bassa friulana ex austriaca).

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La parlata tradizionale della Bisiacaria è il bisiaco, un dialetto di tipo veneto con una importante presenza di vocaboli friulani e sloveni. L'idioma difatti risulta sorto dalla fusione del veneto con un substrato originario di tipo friulano. Avendo la Serenissima insediato in zona, a partire dal XVI secolo, genti provenienti dalla zona del Piave, si possono individuare nel Bisiaco anche molti tratti comuni al veneto settentrionale ed in particolare al liventino in uso presso la costa veneziana tra Piave e Livenza.

Non andrebbe quindi ascritto al gruppo dei dialetti veneti coloniali[3] diffusisi col tempo a Trieste, Gorizia ed altri centri del Friuli, che ricalcano piuttosto il modello veneziano.

Il bisiaco da più di un secolo sta attraversando una certa decadenza ed è quasi del tutto scomparso nel linguaggio parlato, soppiantato dal dialetto triestino[4]; i centri più conservativi risultano oggi Turriaco, Pieris, Begliano, San Canzian Fogliano e San Pier d'Isonzo[5][6].

Nei comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Sagrado è riconosciuto come lingua minoritaria lo sloveno[7]. Monfalcone (dove è attivo anche un fogolâr) e Sagrado riconoscono anche il friulano[8].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È una zona che coniuga una fiorente attività agricola ed artigianale con le risorse costiere: nautiche, turistiche e commerciali. In particolare si sottolinea la presenza dei cantieri navali di Monfalcone, specializzati nella costruzione di navi da crociera di elevato tonnellaggio, che hanno segnato sin dalla loro nascita lo sviluppo economico del territorio.

Persone legate alla Bisiacaria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/bislacco/
  2. ^ bezjak - Serbo croato-Inglese Dizionario - Glosbe, su Glosbe. URL consultato il 23 aprile 2016.
  3. ^ AA. VV., Cultura friulana nel Goriziano, Istituto di Storia Sociale e Religiosa, 1988.
  4. ^ Giorgio Faggin, La letteratura friulana del Goriziano nell'Ottocento e nel Novecento, in Ferruccio Tassin (a cura di), Cultura friulana nel Goriziano, Gorizia, Istituto di Storia Sociale e Religiosa, 1988, p. 100.
  5. ^ Fiorenzo Toso, Lingue d'Europa. La pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2006, p. 102, ISBN 88-8490-884-1.
  6. ^ Giovanni Frau, I dialetti del Friuli, Udine, Società Filologica Friulana, 1984, pp. 197-198.
  7. ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  8. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Friuli-Venezia Giulia Portale Friuli-Venezia Giulia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Friuli-Venezia Giulia