Doberdò del Lago

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Doberdò del Lago
comune
Doberdò del Lago/Doberdob
Doberdò del Lago – Stemma Doberdò del Lago – Bandiera
Doberdò del Lago – Veduta
Chiesa parrocchiale di San Martino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Amministrazione
Sindaco Fabio Vizintin (centrosinistra) dal 25-5-2014
Lingue ufficiali italiano, sloveno
Territorio
Coordinate 45°51′N 13°32′E / 45.85°N 13.533333°E45.85; 13.533333 (Doberdò del Lago)Coordinate: 45°51′N 13°32′E / 45.85°N 13.533333°E45.85; 13.533333 (Doberdò del Lago)
Altitudine 92 m s.l.m.
Superficie 27,05 km²
Abitanti 1 379[2] (28-2-2017)
Densità 50,98 ab./km²
Frazioni Jamiano/Jamlje, Palchisce/Palchišče Località: Berne/Brni, Bonetti/Boneti, Comarie/Komarji, Devetachi/Devetaki, Ferletti/Ferleti, Issari/Hišarji, Lago di Doberdò/Jezero, Marcottini/Poljane, Micoli/Mikoli, Sablici/Sabliči, Visintini/Vižintini[1]
Comuni confinanti Comeno (Komen) (SLO), Duino-Aurisina (TS), Fogliano Redipuglia, Merna-Castagnevizza (Miren-Kostanjevica) (SLO), Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Sagrado, Savogna d'Isonzo
Altre informazioni
Cod. postale 34070
Prefisso 0481
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 031003
Cod. catastale D312
Targa GO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti doberdovesi
Patrono San Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Doberdò del Lago
Doberdò del Lago
Doberdò del Lago – Mappa
Posizione del comune di Doberdò del Lago nella provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Doberdò del Lago (Doberdob in sloveno[3][4], Dobardò in bisiaco e in friulano[5]) è un comune italiano di 1 379 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Doberdò del Lago si estende su una superficie di 31,39 km² (nel 1910 10,49 km²) e quindi comprende quasi la metà dell'omonimo altipiano. L'altezza sopra il mare va da 1 a 236 m. A nord confina con i Comuni di Sagrado e Savogna d'Isonzo, ad est si estende fino al confine statale con la Slovenia che alla distanza in linea d'aria di un chilometro scorre a fianco del Vallone. La depressione del Vallone è importante per la via di comunicazione che vi scorre e per il raccordo che rappresenta tra il Carso triestino e quello Goriziano. A sud confina con i Comuni di Duino-Aurisina e Monfalcone e ad ovest con quelli di Ronchi dei Legionari e Fogliano-Redipuglia. Fa parte della Provincia di Gorizia, della Regione Friuli Venezia Giulia e della circoscrizione di Monfalcone. Per una serie di servizi il Comune è consorziato con i Comuni della Sinistra Isonzo.

Con l'espressione Altipiano di Doberdò indichiamo la propaggine più occidentale del Carso propriamente detto. A nord e a nord-ovest l'altipiano è lambito dall'Isonzo, a nord-est invece dal fiume Vipacco, un po' prima della sua confluenza con l'Isonzo. A sud, nella zona tra Monfalcone e le fonti del Timavo, la regione carsica è separata dal mare da una fascia molto stretta di terreno pianeggiante. A ovest invece l'Altipiano declina decisamente verso la pianura friulana. Doberdò del Lago è l'unico capoluogo comunale dell'area carsica goriziana.

La strada attraverso il Vallone facilita il collegamento con Gorizia e la Provincia di Trieste. Il territorio è ben connesso anche con l'area urbana di Monfalcone - Ronchi dei Legionari e in parte è aperto verso est attraverso i valichi di frontiera di Devetachi sopra Čukišče per Opatje selo e di Jamiano in località Comarie per Brestovica. Un valico di 3ª categoria si trova a Micoli. La stazione ferroviaria si trova a Monfalcone (5 km), l'aeroporto a Ronchi dei Legionari (8 km), la stazione autostradale Lisert fa parte del territorio comunale. Il Comune di Doberdò del Lago è consorziato particolarmente con Monfalcone che rappresenta il centro occupazionale e dei servizi per il basso Isontino.

La funzione prevalentemente di transito del territorio però ha avuto finora in prevalenza delle conseguenze negative ed ha influito anche sull'emigrazione degli abitanti del Vallone.

Doberdò è famosa per il lago di Doberdò, uno dei pochi esempi di lago che prende acqua dagli sbocchi sotterranei di fiumi vicini. Il lago si trova all'interno della riserva naturale dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sl Carso goriziano, nell'area del Vallone per esempio, è stata rilevata la presenza umana già nella preistoria, nel mesolitico. Tracce di questa presenza sono state raccolte sul rilievo di Gradina, in alcune cavità del monte Brestovec, sulla Gorjupa kopa dove si può osservare un muro circolare lungo un chilometro, sulla quota 158, sulla quota 144 (Vrtače) tra Jamiano e il lago e sul Flondar. Tutti i colli sono siti di antichi castellieri. Questa cultura preistorica comprende il periodo dall'età media del bronzo (1600 a.C.) fino all'età del ferro avanzato (700 a.C.). Più tardi (dal 3. e 2. secolo a.C.) il castelliere di Gradina fungeva anche da torre di guardia della linea difensiva romana Emona - Aquileia. I romani l'abbandonarono con le incursioni di Attila (452 d.C.). I castellieri, usati come rifugio da tribù di pastori e per le loro greggi, bisognose di grandi quantità d'acqua, furono abbandonati, perché l'ambiente carsico non offriva sufficienti garanzie di sopravvivenza. Si suppone che le fortificazione siano state definitivamente abbandonate nel VII secolo d.C. Questi territori passarono al patriarcato di Aquileia che estese la propria influenza anche sulle terre del Vallone e per alcuni secoli fu Cividale la capitale locale del dominio dei Longobardi.

Nel VII secolo d.C. il Carso iniziò a popolarsi con la prima immigrazione di protosloveni. Pare abbastanza logico pensare che all'inizio gli sloveni si siano insediati nelle località fortificate degli antichi castellieri. Verso la fine dell'anno 1000 d.C. gli abitanti dei castellieri presumibilmente iniziarono ad insediarsi più in basso, nelle località dove ancora oggi sorgono Doberdò del Lago e Jamiano. La località di Doberdò del Lago venne per la prima volta menzionata con il nome di "Dobradan" in un documento del 1179, mentre Jamiano, con il nome di "Jamloch" nel 1297. L'esistenza di alcune località nel Vallone trova testimonianza scritta alcuni secoli più tardi. Dai documenti risultano i nuclei più antichi Visintini (1494), Micoli (1578), Berne (circa 1580), Ferletti (1578), Bonetti (1637), Devetachi (1718), Palchisce (1776) e infine Isciari (1814). La prima testimonianza scritta dell'esistenza di una comunità istituzionalizzata (la slovena �upa) riguardante Doberdò è del 1524. Fu in quell'epoca che il Vallone divenne il sito di un'importante strada commerciale che fungeva da connessione tra il territorio di Trieste e il retroterra austriaco e lungo la quale venne istituita una stazione nella località Micoli. Più tardi il Vallone e Jamiano passarono ai conti di Duino, ma Doberdò soltanto in parte. Mentre giuridicamente apparteneva ai conti di Gorizia, per la Chiesa faceva parte fino al 1751 del patriarcato e successivamente dell'arcidiocesi di Gorizia. Dopo l'istituzione delle Province illiriche il territorio insieme all'abitato di Merna fece parte del cantone di Gorizia e parzialmente di Duino. Negli anni 1811-1825 fece parte della Provincia d'Istria, poi di quella di Gorizia e dal 1923 al 1947 della Provincia di Trieste. Durante la prima guerra mondiale tutti gli abitati furono quasi completamente distrutti tranne il Vallone che si trovava nelle immediate retrovie del fronte, ma al riparo dall'artiglieria. Attraverso l'Altipiano di Doberdò scorreva la linea del fronte e su di essa si combatteva atrocemente nell'ambito del cosiddetto Fronte dell'Isonzo tra l'Italia e l'Austria: fino al 10 agosto 1916 sul bordo occidentale e poi fino a maggio del 1917 su quello orientale quando l'esercito italiano occupò Jamiano. La documentazione fotografica ci mostra nel Vallone un'interminabile susseguirsi di baracche con ospedali da campo, magazzini, punti di ristoro e cimiteri. Molti resti di quegli eventi si trovano nei dintorni di Bonetti e Ferletti. Sulla collina di fronte alla chiesetta di Palchisce si trovano molte trincee ancora ben conservate e sul rilievo Brestovi le postazioni di artiglieria che rimangono a testimonianza del primo conflitto mondiale. Inoltre sulla vecchia strada postale poco prima di arrivare a Palchisce ci sono i resti di un vecchio monumento eretto dagli Austro-ungarici. Doberdò del Lago diventò Comune autonomo nel 1850 ed è l'unico Comune completamente carsico nel Goriziano, ma il Vallone fu allora incluso nel Comune di Opatje selo (ora in Slovenia). Nel 1947 fu aggiunto il paese di Jamiano e nel 1951 anche il Vallone che fino allora faceva parte del Comune di Sagrado. Oltre al capoluogo ci sono attualmente altre undici frazioni con non più di 650 abitanti: Jamiano, Marcottini, Micoli, Berne, Ferletti, Bonetti, Devetachi, Palchisce, Issari, Visintini e Sablici.

Dopo la prima guerra mondiale l'Italia fascista cancellò tutti i segnali della presenza slovena e vietò l'uso della lingua slovena in pubblico. Alla politica snazionalizzatrice gli abitanti si opposero con varie attività culturali e durante il secondo conflitto mondiale anche con la resistenza armata. Nella seconda metà del 1941 si costituí anche nel Goriziano il movimento dell'Osvobodilna fronta (Fronte di Liberazione) e verso la fine del 1942 si sviluppò il movimento partigiano. Questo territorio fu liberato nel 1945 dalla Gradnikova brigada dell'Esercito di liberazione nazionale jugoslavo. I monumenti a Doberdò del Lago in prossimità della scuola, a Jamiano e nel Vallone e le lapidi nel capoluogo e a Marcottini ricordano la Resistenza e i caduti del luogo. Nel 1992 l'Amministrazione comunale ha inserito nello Statuto la possibilità di usare anche la lingua slovena nei rapporti con i cittadini, nella toponomastica e sulle tabelle pubbliche. Il Comune è gemellato con Prvačina nella valle del Vipacco e con il Comune di Bled in Slovenia. Nel 1910 il numero delle case sul territorio comunale ammontava a 143, ora ce ne sono 550. Nel censimento del 1981 il numero degli abitanti era di 1.417 unità in 461 abitazioni, dieci anni più tardi invece i 1.422 abitanti erano distribuiti in 501 famiglie residenti in 500 abitazioni. Il numero medio delle persone per vano era di 0,6 unità. Nel 2001 gli abitanti residenti nel Comune erano 1.410.

L'altipiano di Doberdò, in quanto territorio carsico, è soggetto essenzialmente alle stesse modificazioni delle altre regioni carsiche di qua e di là del confine, ma con alcune caratteristiche specifiche. Innanzitutto, nel dopoguerra, sono sempre più avvertibili le conseguenze dovute alle nuove linee di confine tra gli Stati e quelle imputabili alla suddivisione politico amministrativa del territorio carsico da parte dello Stato italiano. Un carattere specifico dell'Altipiano e del comune di Doberdò è costituito dalla presenza di un certo numero di piccoli insediamenti e di casali lungo il Vallone, mentre nel resto del territorio lo sviluppo demografico appare normale. Un'altra caratteristica è rappresentata dalla crescente concentrazione nel capoluogo della maggior parte dei residenti e delle loro attività principali.

Nel processo evolutivo delle strutture abitative e dei centri abitati, possiamo distinguere tre periodi: il primo (1951-61) appare caratterizzato dalla semplice restaurazione delle abitazioni, il secondo (1961-71) dalla modernizzazione delle case già esistenti, il terzo (1971-81) dalla costruzione di case nuove. Alcune di esse conservano i portali in pietra, i vecchi pozzi e altri elementi di dettaglio, quali scoli dell'acqua e vasche in pietra.

La funzione odierna dell'Altipiano di Doberdò si situa in un momento di transizione dalle vecchie alle nuove forme dei rapporti che lo legano con il territorio circostante. La sua antica funzione di via di transito e di traffico non ha assunto per ora un grande rilievo, ma diventerà sempre più importante a causa dello sviluppo urbanistico del territorio, dei sempre più rapidi mutamenti della struttura sociale della popolazione, della fisionomia e della funzione dei centri abitati e in seguito alla valorizzazione dell'ambiente naturale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle persone sono di cittadinanza Italiana, ma di nazionalità slovena. Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 17[7].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune è ufficiale, oltre all'italiano, lo sloveno e sono presenti solo le scuole con lingua d'insegnamento slovena.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le 2 frazioni (italiano/sloveno) sono le seguenti:

  • Jamiano / Jamlje
  • Palchisce / Palkišče: 46 ab.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Le 11 località (italiano/sloveno) sono le seguenti:

  • Berne / Brni: 16 ab.
  • Bonetti / Boneti: 22 ab.
  • Comarie / Komarji
  • Devetachi / Devetaki: 18 ab.
  • Ferletti / Ferleti: 17 ab.
  • Issari / Hišarji
  • Lago di Doberdò / Jezero
  • Marcottini / Poljane: 135 ab.
  • Micoli / Mikoli: 29 ab.
  • Sablici / Sabliči: 17 ab.
  • Visintini / Vižintini: 23 ab.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio, Mladost, milita in prima categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Doberdò del Lago - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, gazzettaufficiale.it. URL consultato il 10 marzo 2016.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 251.
  5. ^ Dizionario toponomastico fiul.net, friul.net. URL consultato il 30 novembre 2011.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 13 novembre 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN140863954
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