Festa di sant'Efisio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Sagra di Sant'Efisio)
Jump to navigation Jump to search
Festa di sant'Efisio
Sagra Sant'Efisio (CA) 1.jpg
Tipo di festareligiosa, folkloristica
Datadal 1 al 4 maggio
Celebrata inCagliari, Capoterra, Sarroch, Pula.
ReligioneCattolicesimo
Oggetto della celebrazioneScioglimento del voto al santo per cessazione di pestilenza
Tradizionitrasporto del simulacro del santo dalla chiesa di Cagliari fino al luogo del martirio.
Tradizioni profaneProcessione di fedeli in abito tradizionale sardo e delle Traccas
Tradizioni culinarieFavata, pani e dolci cerimoniali
Data d'istituzione1652
Altri nomiSant'Efis

La festa di sant'Efisio è la processione religiosa più importante della Sardegna. Si svolge ogni anno il 1º maggio, ininterrottamente dal 1657. In questa festa, come per quella di san Simplicio di Olbia, la Sagra del Redentore a Nuoro, quella di Sant'Antioco a Sant'Antioco e la Cavalcata sarda a Sassari, vengono coinvolti gruppi vestiti con il proprio abito tradizionale provenienti da tutta la Sardegna. Oltre ad essere tra le più antiche è anche la più lunga processione religiosa italiana, con circa 65 km percorsi a piedi in 4 giorni, e la più grande del Mediterraneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La statua di sant'Efisio che viene portata in processione da Cagliari a Nora

Si narra che nel 1656 i cagliaritani pregarono sant'Efisio affinché sconfiggesse la terribile ondata di peste, propagatasi nell'isola dal 1652 a causa di alcuni marinai catalani affetti dal morbo e approdati ad Alghero su un veliero mercantile. L'epidemia contagiò tutta la Sardegna, in particolare Cagliari, nella quale morirono circa diecimila abitanti, con la popolazione cittadina quasi dimezzata. Prima vittima cagliaritana fu l'arcivescovo Don Bernardo De La Cabra. Nel frattempo Cagliari si stava trasformando in un enorme camposanto. Giovanni Spano vuole che a questo punto sant'Efisio sia apparso al viceré conte di Lemos per richiedere, al fine di liberare la città dalla peste, il voto della processione del 1º maggio. Proprio l'Amministrazione comunale cagliaritana nel 1656 fece un voto a sant'Efisio: se fosse riuscito a sconfiggere la peste, ogni anno si sarebbero svolti una processione e dei festeggiamenti in suo onore, partendo dal quartiere di Stampace, fino ad arrivare a Nora, dove il santo era stato martirizzato. A settembre, le abbondanti piogge fecero scomparire la peste, e dall'anno successivo fino ad ora, il 1º maggio, si rispetta il voto fattogli anni prima. Fu scelto proprio il mese di maggio poiché simbolo di rigenerazione della natura.

La festa[modifica | modifica wikitesto]

I preparativi[modifica | modifica wikitesto]

I preparativi per la processione sono gestiti dall'Arciconfraternita del Gonfalone. I preparativi iniziano il 30 aprile con la vestizione del santo e l'aggiunta di gioielli in oro offerti como ex voto. Dopo il presidente dell'arciconfraternita e il sacrista maggiore depongono la statua all'interno del cocchio. La mattina del 1º maggio "Su Carradori" addobba i buoi che dovranno trasportare il cocchio fino a Nora. Poi il terzo guardiano, accompagnato da "Sa Guardianìa", si reca in comune dove lo attende l'Alter Nos, un tempo rappresentante del viceré, oggi del sindaco della città. Insieme poi si recano alla chiesetta di Stampace dove verrà celebrata la messa.

La processione[modifica | modifica wikitesto]

Costumi tradizionali a piedi e a cavallo durante la processione del Primo Maggio

La processione che si svolge il primo maggio è aperta dalle traccas, carri addobbati a festa, trainati da buoi. Seguono i gruppi folkloristici, circa 5500 persone con il costume tradizionale sardo provenienti da tutta l'isola che solitamente recitano il rosario o cantano i goccius. Poi i cavalieri: aprono i cavalieri del Campidano seguiti dai miliziani, che rappresentano l'esercito sardo che un tempo faceva da scorta alla processione per difenderla da eventuali attacchi. Dopo di essi sfilano i membri della guardianìa: in prima fila il terzo guardiano che regge il gonfalone della confraternita, seguito dall'alter nos, il rappresentante del sindaco. Dopo i cavalieri sfilano i membri dell'Arciconfraternita, con tonaca azzurra e mantellina bianca, preceduti da un confratello che regge un crocifisso del 1700. L'arrivo del cocchio è preceduto dal suono delle launeddas. Quando il cocchio arriva in via Roma viene salutato dalle sirene delle navi attraccate nel porto di Cagliari, e cammina su un tappeto di petali di rose (s'arramadura).

Il viaggio verso Nora e il rientro a Stampace[modifica | modifica wikitesto]

Uscito da Cagliari, il cocchio arriva nella frazione di Giorgino, a un paio di chilometri dalla città, presso un'altra chiesetta a lui dedicata, in cui viene spogliato dei gioielli e gli vengono sostituite le vesti con altre più semplici. La statua viene poi trasferita in un cocchio di campagna.

Il simulacro prosegue su un camion militare sino a Maddalena Spiaggia, dove il santo incontra i fedeli provenienti da Capoterra, paese di cui è patrono. Questo trasferimento in camion si è reso necessario in quanto dopo la costruzione del porto canale è stata interrotta la vecchia strada per Pula. In seguito, riprendendo l'antico percorso sul cocchio trainato dai buoi, Sant’Efisio viene accompagnato nella chiesetta di Su Loi, dove viene celebrata la messa. Il cocchio arriva poi a Villa d'Orrì, dimora della nobile famiglia dei Manca di Villahermosa, dove viene officiata la benedizione eucaristica. Il corteo prosegue il viaggio fino a Sarroch dove il simulacro trascorre la notte. Il giorno seguente il corteo giunge a Villa San Pietro, dove viene celebrata una messa dopo la processione per le strade del paese e successivamente viene accompagnato, sempre in processione, sino a Pula. Dopo una messa nella chiesa di San Giovanni Battista, il cocchio riparte arrivando a Nora verso le 21.

Per tutto il 3 maggio avviene la commemorazione del santo. Alle 18:00 il Santo viene portato in processione tra le rovine di Nora, dove subì il martirio.

Il 4 maggio il santo riparte verso Cagliari, e farà rientro nella chiesa di Stampace intorno alle 23, accompagnato dalla suggestiva processione di centinaia di fedeli in costume e con le fiaccole. La festa termina ufficialmente con la lettura che certifica lo scioglimento del voto e con i tradizionali goccius in onore del Santo.

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Efisio a Cagliari

Chiesa di Sant'Efisio a Stampace[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Efisio.

La chiesa attuale venne costruita nel 1780 in stile Barocco ed è il punto di partenza della processione. Prima di essa esistevano nello stesso luogo una chiesa del '200 e una del '500. Presenta una sola navata con tre cappelle per lato. In una delle cappelle è conservata la statua del Santo che viene portata in processione fino a Nora

La cripta[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione la cripta sotto la chiesa di Stampace sarebbe la prigione nella quale fu imprigionato il santo prima del suo trasferimento a Nora per essere ucciso. La cripta si trova nove metri sotto il manto stradale e vi si accede dalla chiesa soprastante. All'interno si trova una colonna di marmo, chiamata "la colonna del martirio di Efisio", su cui è ancora presente l'anello in metallo in cui veniva agganciata la catena che lo imprigionava.

Chiesa di Sant'Efisio a Nora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Efisio (Nora).

La chiesa sorge nella spiaggia presso le rovine di Nora. È costruita in stile romanico e presenta 3 navate. Venne consacrata nel 1102.

Nel 1656 fu restaurata grazie alla donazione di Alfonso Gualbès Marchese di Palmas, come ringraziamento per essere sfuggito all'epidemia di peste dopo aver evocato il santo.

Edizioni particolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Edizione del 1794

Il 1º maggio 1794 il santo non partì. Infatti il precedente 28 aprile era scoppiata a Cagliari una rivolta causata dal diffuso malcontento, e per le turbolenze lo stamento militare decise di non effettuare la manifestazione. Tuttavia l'amministrazione comunale decise di celebrare la festa per quell'anno il 1º giugno, quando le acque si erano ormai calmate.

  • Edizione del 1917

L’edizione del 1917 fu la seconda di tutta la storia della festa a non svolgersi (dopo quella del 1794) e fu inoltre l’unica del XX secolo a non avere luogo. Infatti in quell’anno le chiamate al fronte della Prima guerra mondiale di tantissimi giovani sardi fece saltare l’appuntamento.

  • Edizione del 1918

L’edizione della festa del 1918 è quella che precede la fine della Grande Guerra (che si sarebbe conclusa il 4 novembre successivo con l’armistizio di Villa Giusti). In quell’occasione a trainare il cocchio di Sant’Efisio fino a Nora non furono i buoi, ma bensì alcuni soldati reduci dal fronte bellico che vollero in quel modo ringraziare il Santo per aver avuto salva la vita. Gli stessi reduci trainarono il cocchio anche nel viaggio di ritorno da Nora fino alla chiesa di Stampace.

  • Edizione del 1943

Come molte città italiane, anche Cagliari nel 1943 fu vittima dei bombardamenti alleati avvenuti circa due mesi prima. Il primo maggio di quell’anno, nonostante il clima di desolazione che arieggiava in tutta la città, fu deciso comunque di organizzare il pellegrinaggio. La statua del santo, ricoperta di invocazioni scritte, banconote e di fotografie, fu portata in processione in mezzo alle macerie del capoluogo su un camioncino del latte, seguita da pochi ma devoti fedeli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marina Anedda, To nos, Ephysi, protege, documentario fotografico, Navicella, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]