Via Roma (Cagliari)

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Via Roma
Cagliari - Via Roma (04).JPG
Veduta di via Roma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Cagliari
Quartiere Marina
Caratteristiche
Intitolazione deriva il nome da Roma capitale d'Italia
Collegamenti
Luoghi d'interesse
Trasporti le principali linee di autobus della città,
stazione ferroviaria

La via Roma è una delle principali arterie del centro di Cagliari.

« La via Roma era stipata di gente che non si capiva bene dove andasse, cosa facesse in quell'ora afosa, mentre il sole, nascosto dietro cumuli di nuvole, la accendeva di giallo, rosso, arancione, verde, turchino. »
(Giuseppe Dessì, Paese d'ombre, 1972)

Il tratto prospiciente il porto, con gli eleganti palazzi dotati di portici, dove si trovano numerosi caffè e negozi, è considerato uno dei "salotti" della città. Oltre questo tratto, compreso fra l'angolo col viale regina Margherita (ad est) e l'angolo con il largo Carlo Felice (ad ovest) e che costituisce il limite sud del quartiere Marina, la via Roma prosegue verso ovest nel quartiere Stampace, passando per piazza Matteotti, ove si affacciano il palazzo Civico e la stazione ferroviaria, fino ad incrociare viale Trieste.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Via Roma negli anni trenta
Il municipio di Cagliari: sulla destra si intravede parte della facciata principale del palazzo della Rinascente
Portici della via Roma

La via Roma (precisamente il tratto di fronte al porto) venne inaugurata il 6 gennaio 1883.[1] L'area attraversata dalla strada era precedentemente in gran parte occupata dalle mura e dai bastioni del quartiere Marina, smantellati a partire dal 1880 per esigenze igieniche e in seguito anche alle disposizioni del regio decreto del 31 dicembre 1866, con il quale la città di Cagliari perdeva la sua funzione di piazzaforte militare.

Tra i bastioni del molo e le case della Marina di fronte, si trovava l'"antenata" dell'attuale via Roma, la via San Francesco al Molo[2] (dal nome della chiesa dedicata a san Francesco di Paola). Verso ovest la via si faceva più stretta e irregolare e prendeva il nome di via delle Conce, perché qui sorgevano gli stabilimenti in cui si procedeva alla concia delle pelli. Ai bastioni del molo si addossava una serie di basse casette, caratterizzate dalla presenza di trattorie popolari.

Dalla graduale demolizione delle mura della Marina, oltre al lungomare della via Roma, vennero costituite anche le altre due importanti arterie del largo Carlo Felice e del viale regina Margherita.

Dopo la sua inaugurazione la via Roma venne abbellita dalla graduale costruzione della palazzata.

Palazzata[modifica | modifica wikitesto]

La palazzata della via Roma, sorta tra il 1893 e il 1988 (anno di conclusione dei lavori del Palazzo del Consiglio regionale), si caratterizza per lo stile eclettico degli edifici porticati che la costituiscono, in cui si notano elementi classici, rinascimentali e decorazioni Liberty. Nel tratto del lungomare i palazzi sono intervallati dai diversi vicoli che salgono verso la parte alta della Marina.

A partire dall'estremità est della via Roma il primo palazzo porticato che si incontra è il palazzo INA, risalente agli anni cinquanta del XX secolo, costruito sui resti del palazzo Zamberletti, edificato negli ultimi anni del XIX secolo e distrutto dai bombardamenti del 1943. Oltre si trova palazzo Ravenna, degli anni dieci.

Superati alcuni palazzotti settecenteschi e attraversata la via Porcile, la passeggiata porticata riprende con il moderno palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, edificato negli anni ottanta su una vasta area ricavata dalla demolizione di un isolato di antiche case della Marina.

Superata la via Lepanto si entra nei portici del palazzo Puxeddu Vascellari Beretta, oltre il quale, attraversata la stretta via Concezione, si passa ai portici inseriti nella facciata neoclassica, edificata nel 1932, della chiesa di San Francesco di Paola. Adiacente alla chiesa si trova palazzo Devoto, eretto nel 1870 inglobando parte del convento dei frati Minimi, allineato alla via Roma e dotato di portici nel 1929.

Palazzata di via Roma

Oltre palazzo Devoto si trova via dei Mille, che ha la particolarità di avere un vicoletto cieco, sul lato sinistro, costituito da un piccolo tratto superstite dell'antica via San Francesco al Molo. La palazzata prosegue con il palazzo Leone Manca, edificato tra il 1924 e il 1934, all'interno del quale venne ospitato, dal 1925, il cinema Olympia; il locale, chiuso alcuni anni fa, come tutti gli altri del centro in seguito all'avvento delle multisala, sono oggi occupati da un negozio di abbigliamento.

Attraversata via Barcellona si passa al palazzo Garzia chiamato a volte erroneamente Garzia Vivanet, edificato dai fratelli Emanuele e Giovanni Garzia tra il 1894 (l'ala sulla via Barcellona) e il 1905 (la parte sulla via Napoli), e al palazzo Putzu Spano, risalente agli anni trenta. Oltre, ai due angoli con la via Bayle, sorgono i due palazzi Magnini, fra i primi a sorgere sulla via Roma tra il 1894 e il 1895. L'ultimo palazzo prima del largo Carlo Felice è l'imponente palazzo de La Rinascente, eretto tra il 1925 e il 1930 ad opera dell'ingegnere Federico Rampazzini.

Oltre il largo sorgono ancora il palazzo Civico e il neogotico palazzo Vivanet, eretto tra il 1893 e il 1895, caratterizzato dall'utilizzo dei mattoni in cotto lasciati a vista e dalle arcate ogivali dei portici, gravemente danneggiato durante i bombardamenti e successivamente restaurato (i restauri sono evidenziati dall'uso di mattoni con diverse tonalità di colorazione).

Via Roma, fino agli anni settanta del secolo XX, era davvero il luogo d'incontro dei cagliaritani di tutte le età, compresi gli abitanti dei paesi limitrofi che affollavano i negozi. I portici riparavano le persone nelle giornate fredde e piovose, il lungomare costituiva una piacevole attrattiva verso il golfo e il porto da cui partivano le motonavi per la penisola.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

I portici affollati
  1. ^ La palazzata di via Roma (PDF), sardegnacultura.it. URL consultato il 6 gennaio 2008.
  2. ^ Cagliari, palazzata di via Roma URL consultato il 6 gennaio 2008
  3. ^ Sardegna, p. 25

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Sardegna, T. C. I., Milano 1984.
  • Tatiana Kirova, Franco Masala e Mario Pintus, Cagliari. Quartieri storici. Marina, Silvana, Milano 1989.
  • Franco Masala, Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del '900, Nuoro, Ilisso, 2001, ISBN 88-87825-35-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]