Chiesa di Sant'Efisio (Nora)

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Chiesa di Sant'Efisio martire
Sefisio nora2.jpg
StatoItalia Italia
RegioneSardegna
LocalitàPula
ReligioneCattolicesimo
Arcidiocesi Cagliari
Stile architettonicoRomanico
Inizio costruzionepost 1089

Coordinate: 38°59′23″N 9°00′46″E / 38.989722°N 9.012778°E38.989722; 9.012778

La chiesa di Sant'Efisio sorge poco fuori dal centro abitato di Pula. Prospetta con l'abside sulla spiaggia, a breve distanza dalle rovine della città di Nora, dove si svolge la processione che è culmine della festa di sant'Efisio.

Cenni storici e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa venne eretta in forme protoromaniche, di importazione franco - iberiche, posteriormente all'anno 1089, quando il titolo Sant'Efisio di Nora venne donato ai monaci vittorini (benedettini dell'abbazia di San Vittore di Marsiglia) dal giudice di Cagliari Costantino I Salusio II de Lacon-Gunale[1]. Il tempio venne probabilmente eretto sopra un antico santuario altomedievale, costruito sul luogo ritenuto per tradizione lo stesso dello svolgimento del martirio di sant'Efisio, luogo anche della sepoltura delle sue spoglie e dove esse rimasero, fin che non vennero traslate a Pisa (le reliquie vennero trafugate dai pisani nel 1098 e restituite alla Sardegna solo nel 1886[2]).

I resti dell'antico santuario, il martiryum, si ipotizza si possano riconoscere nel piccolo vano cupolato, oggi inglobato nella cripta dell'attuale chiesa romanica. Questa si presenta in linee semplici, dall'aspetto robusto e severo, costruita in blocchi di pietra arenaria e calcare, con materiali di spoglio provenienti da Nora. Il paramento esterno e privo di ornamenti, se si eccettua la stele funeraria punica murata sul lato sud. La facciata rivolta ad occidente, è preceduta da un atrio con portico, aggiunto tra in XVII e il XVIII secolo. L'interno, a pianta rettangolare, è a tre navate, tutte voltate a botte, divise da robusti pilastri che reggono archi a tutto sesto. La piccola abside è semicircolare. All'estremità della navata sinistra emerge dal pavimento la cupola emisferica dell'antico sacello inglobato nella cripta, a cui si accede tramite una scala posta al termine della navata destra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pula, Chiesa di Sant'Efisio di Nora, su sardegnacultura.it. URL consultato il 3 maggio 2008.
  2. ^ Le reliquie, su cagliariturismo.it. URL consultato il 3 maggio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Coroneo. Architettura Romanica dalla metà del Mille al primo '300. Nuoro, Ilisso, 1993. ISBN 88-85098-24-X

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