Chiesa di Santa Maria del Regno

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Chiesa di Santa Maria del Regno
Ardara, santa maria del regno, ext, 02.JPG
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneSardegna Sardegna
LocalitàArdara-Stemma.png Ardara
ReligioneChiesa cattolica
TitolareMaria
Diocesi Ozieri
Consacrazione1107
Stile architettonicoromanico

Coordinate: 40°37′27″N 8°48′37″E / 40.624167°N 8.810278°E40.624167; 8.810278

Santa Maria del Regno è un'imponente chiesa romanica della Sardegna, parrocchiale del piccolo comune di Ardara, in provincia di Sassari. Il monumento fu cappella palatina dei giudici di Torres.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La cappella palatina di Santa Maria del Regno e il vicino castello di Ardara (all'epoca capitale del giudicato di Torres) vennero eretti nell'XI secolo per volontà di Giorgia [1], sorella di Gonnario Comita, giudice di Torres e Arborea. Sono notizie contenute nel Condaghe di San Gavino. La chiesa, dove prestarono giuramento e trovarono sepoltura diversi giudici turritani, venne consacrata nel 1107 [2]. Santa Maria del Regno, nel suo ruolo di cappella palatina, è citata nel Libellus Judicum Turritanorum, documento in volgare logudorese redatto nel XIII secolo [3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata
Interno: davanti l'altare maggiore è stata individuata la tomba della regina Adelasia
Bifora sulla facciata
Il Retablo maggiore del 1515, attribuito a Giovanni Muru (predella) e al maiorchino Martin Torner (parte alta)
Fianco destro

La chiesa venne edificata in trachite ferrigna ad opera di maestranze pisane. La facciata è divisa in cinque specchi e presenta un coronamento a salienti. Al centro si trova il portale architravato e con arco di scarico a tutto sesto, sormontato da una bifora. L'intero paramento esterno dell'edificio è scandito da lesene e decorato da archetti pensili. Sul lato sinistro dell'edificio si affianca ciò che resta della torre campanaria, a canna quadra, attualmente mozza.

L'interno, a pianta rettangolare, è diviso in tre navate tramite due serie di colonne, che sostengono archi a tutto sesto su capitelli scolpiti a motivi floreali. La copertura della navata centrale è a capriate lignee, mentre le navate laterali, divise in campate, presentano coperture a crociera. La vista dell'abside semicircolare è impedita dall'imponente retablo Maggiore, il più grande polittico cinquecentesco in Sardegna [4], che si staglia dietro l'altare. L'opera, alta circa dieci metri e larga sei, si compone di trentuno tavole dipinte, separate da intagli di legno dorato. Le tavole mostrano le rappresentazioni di diversi profeti e santi, oltre alle vicende della vita di Maria. Al centro del retablo, entro una preziosa nicchia, è collocata la statua lignea di Nostra Signora del Regno, in cui la Madonna, che tiene in braccio il bambino Gesù, appare rivestita delle insegne regali (corona e scettro). Il polittico è corredato da un'iscrizione, sulla predella, in cui è nominato l'autore, Giovanni Muru, e l'anno di esecuzione, il 1515. Da un'altra iscrizione si evince il nome del committente, Joan Cataholo, canonico di San Pietro di Sorres nel 1489[5] e arciprete della cattedrale di Sant'Antioco di Bisarcio nel 1503.

All'interno della chiesa si possono ammirare anche la serie di dipinti addossati alle colonne, raffiguranti apostoli e altri santi, del XVII secolo, il retablo Minore, opera della stessa scuola del retablo Maggiore, un pulpito in legno intagliato e l'epigrafe, copia probabilmente duecentesca dell'originale, a ricordo della consacrazione del tempio, avvenuta il 7 maggio 1107. Qui fu celebrato, nel 1238 il matrimonio di Adelasia di Torres con Enzo di Svevia: recenti ricerche hanno individuato la tomba della giudicessa ai piedi dell'altare maggiore. Secondo la tradizione Adelasia, che spesso aveva soggiornato nel Palazzo giudicale di Ardara, morì intorno al 1259 nel castello di Burgos, dove si era ritirata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ‘300, scheda 9 Op. cit. in bibliografia
  2. ^ Ardara, Chiesa di Santa Maria del Regno, su sardegnacultura.it. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  3. ^ Libellus Judicum Turritanorum, su filologiasarda.eu. URL consultato il 13 febbraio 2008.
  4. ^ I colori sfavillanti di maestri misteriosi, su sardegnaturismo.it. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  5. ^ Baldini/retablotesto.htm Il Retablo Maggiore, su web.tiscali.it. URL consultato il 14 febbraio 2008.

La chiesa venne consacrata il 9 Maggio 1107

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Coroneo. Architettura Romanica dalla metà del Mille al primo '300. Nuoro, Ilisso, 1993. ISBN 88-85098-24-X
  • Enrico Costa, Adelasia di Torres, Nuoro 2008.
  • Francesco Tedde, Ardara capitale del giudicato di Torres, Cagliari 1986.
  • Id., Ardara i retabli di Nostra Signora del Regno, Quartu S.Elena 2005.
  • Il Condaghe di San Gavino, Cagliari, 2005, Centro di Studi Filologici Sardi, CUEC, a cura di Giuseppe Meloni. ISBN 88-8467-280-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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