Chiesa di San Nicola di Trullas

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Chiesa di San Nicola di Trullas
Semestene - Chiesa di San Nicola di Trullas (07).JPG
StatoItalia Italia
RegioneSardegna
LocalitàSemestene
Religionecristiana cattolica di rito romano
Diocesi Alghero-Bosa
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXII secolo
CompletamentoXII secolo

Coordinate: 40°23′36.4″N 8°42′18.04″E / 40.393444°N 8.705011°E40.393444; 8.705011

Particolare dell'abside

La chiesa campestre di San Nicola di Trullas o Truddas è situata nel comune di Semestene.

Si è supposto che fosse stata edificata nel X secolo e che costituisse uno degli ultimi esempi in Sardegna di chiesa bizantina con Pianta a croce greca e in particolare richiamasse la chiesa di San Giovanni Battista in Trullo, eretta a Costantinopoli fra il 919 e il 944 e caratterizzata dalla foggia della cupola e da quella dell'abside (il vocabolo trulla veniva usato per indicare la cupola e, per sineddoche, la chiesa cupolata)[1]. Risulta che nell'ottobre 1113 la chiesa attuale fu donata dalla nobile famiglia degli Athen di Pozzomaggiore ai monaci benedettini di Camaldoli[1][2]. I recenti scavi, tuttavia, non confermerebbero l'ipotesi che l'odierno edificio romanico sia stato elevato sull'impianto di una preesistente chiesa cupolata dell'epoca bizantina. Di contro, il riferimento nell'atto di donazione a dei donnos heremitas che avevano il diritto di continuare a utilizzare quelle strutture (ci vi sunt como in su eremu et hibi habent essere a vestara) comproverebbero comunque la preesistenza di un cenobio monastico legato alla regola della Chiesa orientale, al quale i benedettini dovevano fornire vesti ed alimenti sino a che sarebbe esistito[3].

Dopo l'insediamento i camaldolesi iniziarono a compilare il Condaghe di San Nicolò di Trullas, tramandandoci numerose informazioni sulla società e sull'economia del tempo.

La chiesa, di dimensioni molto ridotte, è tuttavia di ottima fattura. L'edificio è generato dalla giustapposizione di due cubi, voltati a crociera e un'abside voltata a semicatino. La facciata è delimitata da due paraste d'angolo; al centro si apre il portale architravato con arco di scarico e lunetta.

Sui prospetti laterali, divisi in due da una lesena da cui si dipartono sei archetti a tutto sesto sostenuti da mensole, si aprono due monofore molto allungate, una per specchio. Altre due monofore sono aperte nell'abside in posizione radiale.

Lo Scano segnalò la somiglianza delle monofore con quelle del Sant'Alessandro Maggiore e della chiesa di Santa Maria Corteorlandini a Lucca. All'interno sulle pareti e sulle volte vi sono degli affreschi databili al XIII secolo.

Sull'abside -da tempo imprecisato (ma certo dopo il 1970)- è presente una epigrafe in caratteri greci, che è stata decifrata recentemente da Alberto Areddu come un testo poetico inciso in moderno logudorese [4].[5]

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b A. Boscolo, La Sardegna bizantina e alto-giudicale, Sassari, Chiarella, 1978, pp. 93-94
  2. ^ M. Rassu, Pozzomaggiore l'ambiente, la storia, l'arte, Cagliari, ItinerArte, 1999, p. 30
  3. ^ A. Boscolo, La Sardegna bizantina e alto-giudicale, Sassari, Chiarella, 1978, pp. 134-135
  4. ^ A.G.Areddu, "L'enigma dell'epigrafe di San Nicola di Trullas", Studi Semestenesi, Wroclaw 2018.
  5. ^ Cfr. M. Pittau, La misteriosa iscrizione di San Nicola di Trullas, in Almanacco gallurese, 2015-2016, pp. 18-19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Semestene, Archeologia e Architettura: un rapporto da consolidare, Sassari, Spampacolor, 2004.
  • A.G.Areddu, Studi Semestenesi, Wroclaw 2018, SBN 1983675474.
  • A. Boscolo, La Sardegna bizantina e alto-giudicale, Sassari, Chiarella, 1978, pp. 93–94; 134-135.
  • R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 10.
  • R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 109–111.
  • G. Deriu - S. Chessa, Semestene ed il suo territorio dal Basso Medioevo agli inizi dell'Epoca Contemporanea, Sassari, Edes, 2003, scheda "Truddas", pp. 129–59.
  • G. Deriu - S. Chessa, Meilogu, tomo II, Cargeghe, Documenta, 2014, scheda "San Nicola di Truddas", pp. 95–101.
  • M. Rassu, Pozzomaggiore l'ambiente, la storia, l'arte, Cagliari, ItinerArte, 1999, p. 30.
  • D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari, Montorsi, 1907, pp. 121–124.
  • R. Serra, La Sardegna, collana Italia romanica, Milano, Jaca Book, 1989, pp. 389–391.
  • A. Virdis, San Nicola di Trullas. Gli affreschi. Intersezioni mediterranee nella Sardegna del XIII secolo, Presentazione di Herbert L. Kessler, Ariccia (Roma), Aracne, 2014

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