Sabato, domenica e lunedì (film 1990)

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Sabato, domenica e lunedì
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1990
Durata175 min (versione televisiva)
109 min (versione cinematografica)
Generecommedia
RegiaLina Wertmüller
SoggettoEduardo De Filippo
SceneggiaturaRaffaele La Capria, Lina Wertmüller
ProduttoreThierry Caillon, Renato Camarda, Alex Ponti e Carlo Ponti
Casa di produzioneSilvio Berlusconi Communications
FotografiaCarlo Tafani
MontaggioPierluigi Leonardi
MusichePino D'Angiò, Antonio Sinagra
ScenografiaEnrico Job
CostumiGino Persico
TruccoCesare Paciotti, Carlo Barucci
Interpreti e personaggi

Sabato, domenica e lunedì è un film televisivo del 1990 diretto da Lina Wertmüller, tratto dall'omonima commedia di Eduardo De Filippo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pozzuoli, anni trenta. Il matrimonio tra Peppino e Rosina Priore prosegue, senza scossoni, da circa trent'anni. Vivono in una grande casa con vista mare nel Rione Terra insieme ai figli Rocco e Giulianella (Roberto, il maggiore, è sposato e vive altrove), il nonno don Antonio, zia Amelia detta Memè, vedova ed eccessivamente premurosa nei confronti del figlio Attilio, e Raffaele (fratello di Peppino); hanno come intimi amici il geologo Janniello e la moglie, loro vicini di casa.

Per vendicarsi di un presunto tradimento "gastronomico" del marito (che aveva fatto eccessivi complimenti alla nuora Maria Carolina per come aveva cucinato dei maccheroni alla siciliana), Donna Rosa diventa meno amorevole nei suoi confronti. Comincia un periodo di sottili ma fastidiosi tarli sentimentali, alimentati dall'orgoglio di entrambi, che sfoceranno durante il pranzo domenicale: Peppino in presenza di tutta la famiglia e dei Janniello, accuserà pubblicamente Rosa d'averlo tradito col geologo, causando un putiferio che, per fortuna, si risolverà il giorno dopo nel migliore dei modi: i Priore ritroveranno la passione di un tempo, i figli il rapporto con i genitori e i Janniello la loro solida amicizia con i vicini.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu pensato inizialmente per la televisione, trasmesso da Canale 5 in due puntate domenica 16 e lunedì 17 dicembre 1990; solo successivamente ne fu ricavata una versione cinematografica.

Le differenze fondamentali con la commedia originale sono le seguenti:

  • Eduardo scrisse pensando a se stesso nella parte di Peppino, e a Pupella Maggio nella parte di Rosa; per sopraggiunti limiti d'età, qui la Maggio interpreta Zia Memè, sorella di Peppino;
  • La commedia è ambientata negli anni sessanta, il film durante il fascismo.
  • Nella commedia Giulianella fallisce un provino come annunciatrice televisiva, nel film (non essendoci ancora all'epoca la televisione) come cantante teatrale.
  • Nella pellicola è assente il personaggio dell'erculeo e psicopatico fratello di Virginia la cameriera, sostituita dalle tre simpatiche domestiche Martirio, Addolorata e Crocifissa;
  • Nella commedia Janniello è ragioniere, qui diventa geologo;
  • Sempre nella commedia, Janniello ha una moglie napoletana, mentre nel film è francese.
  • Molte delle scene riprese al mercato, per strada e in casa sono state girate nel centro storico, nella Villa Comunale e sul lungomare di Trani e di Polignano a Mare.
  • È l'ultimo film interpretato da Alessandra Mussolini (nella vita nipote della Loren) prima che intraprendesse la carriera politica.
  • Nella parte del podestà, c'è il gallerista d'arte Lucio Amelio.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori riescono a trasmettere il turbinio di sentimenti con segni quasi impercettibili, di grande effetto[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2002, p. 633

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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