Mario Scarpetta

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Scarpetta in Banana Joe.

Mario Scarpetta (Roma, 4 dicembre 1953Napoli, 14 novembre 2004) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Scarpetta nacque a Roma il 4 dicembre 1953 da Maria Stalimene e da Eduardo Scarpetta, figlio di Vincenzo Scarpetta, a sua volta figlio di Eduardo Scarpetta, il creatore del teatro dialettale moderno e autore di commedie quali Miseria e nobiltà. È stato sposato con Maria Basile, da cui nel 1993 ha avuto il figlio Eduardo.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 lascia l'università, dove era iscritto alla facoltà di chimica, per debuttare in teatro con il prozio Eduardo De Filippo come comparsa muta nella commedia Le bugie con le gambe lunghe. Rimane nella compagnia di Eduardo per tre anni passando via via a ruoli maggiori; in quegli anni fa anche l'esperienza delle registrazioni televisive, sempre con Eduardo. Nel 1977 lascia la compagnia De Filippo per lavorare con Armando Pugliese ne «I vermi» di Mastriani e in «Circo equestre Sgueglia» di Viviani e ancora con Roberto De Simone in «Festa di Piedigrotta» sempre di Viviani.

Nel 1979 diventa impresario teatrale, allestendo alcune commedie del bisnonno. Debutta con «'O scarfalietto», seguono «Tre pecore viziose», «'O miedeco dei pazzi», «'Na Santarella» e «Miseria e nobiltà», chiamando accanto a sé attori quali Dolores Palumbo, Giuseppe Anatrelli, Pasquale Esposito e un giovane Giampaolo Fabrizio. L'avventura durò tre anni.

Dal 1983 riprese ad essere scritturato da altri impresari, ultimo dei quali Gianni Pinto, interpretando e curando quasi sempre la regia degli spettacoli allestiti.

Nel 1988 ha partecipato al Festival di Edimburgo con Miseria e nobiltà. Ha lavorato con Lina Wertmüller nel cinema e come aiuto regista per la commedia «Amore e magia nella cucina di mammà», che partecipò al Festival di Spoleto; con Carlo Giuffré, con Luca De Filippo; con Toni Servillo ne «Le false confidenze» di Marivaux; in «Uscita d'emergenza» di Mario Santanelli con la regia di Bruno Cirino.

Nel 1993 ha interpretato al fianco di Luca De Filippo Aspettando Godot di Samuel Beckett e, con la regia di Mario Martone, «I dieci comandamenti» di Raffaele Viviani. Dopo aver commemorato, nel 2002 al Teatro Cilea di Napoli, i 150 anni dalla nascita del bisnonno, Eduardo Scarpetta, mettendo in scena un inedito dello stesso Scarpetta «Feliciello e Feliciella», rappresentazione alla quale partecipa anche il figlio Eduardo, mette in scena il primo lavoro scritto da lui. Si tratta di una riduzione dal film di Totò La banda degli onesti[1], per la cui rappresentazione la stessa Liliana De Curtis ha parole di elogio. Nello stesso anno mette in scena «Sogno di una notte di mezza sbornia» di Eduardo De Filippo. Nel 2003 mise in scena anche due atti unici di Peppino De Filippo «Don Rafele 'o trumbone» e «Cupido scherza e spazza».

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Mario Scarpetta ha lavorato anche nel cinema partendo da un ruolo secondario in «Amici miei» di Mario Monicelli. Ha proseguito, negli anni, prendendo parte a «L'Italia s'è rotta» di Steno, nel 1976; «Grazie tante arrivederci» di Mauro Ivaldi nel 1977; «Notte di pioggia» di Lina Wertmüller nel 1978; «Fatto di sangue tra due uomini per causa di una vedova» di Lina Wertmüller nel 1978; «La patata bollente» di Steno nel 1979; «Banana Joe» di Steno nel 1982; «Sotto...sotto..strapazzato da anomala passione» di Lina Wertmüller nel 1984; «Se lo scopre Gargiulo» di Elvio Porta nel 1988; «Ferie d'agosto» di Paolo Virzì nel 1995; «Aitanic» di Nino D'Angelo nel 2000; «La porta delle 7 stelle» di Pasquale Pozzessere (uscito nel 2005).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Mario Scarpetta ha frequentato anche gli studi televisivi. Negli anni 1974 e 1975 ha partecipato, come membro della compagnia De Filippo, alla registrazione delle commedie di Scarpetta: «Lu curaggio de nu pumpiere napulitano», «'Na Santarella», «Li nepute de lu sinneco», «'O tuono 'e marzo» e a quelle dello stesso Eduardo «Gli esami non finiscono mai» e «Uomo e galantuomo». Del 1981 sono le riprese televisive di tre commedie scarpettiane: «'O scarfalietto», «Tre pecore viziose» e «'O miedeco dei pazzi». Nel 1984 interpreta Antonio Petito nello sceneggiato televisivo «Antonio Petito, artista comico» e nel 1984 partecipa allo spettacolo «Taranto story». Ha preso parte ad una puntata del serial «La squadra» per la regia di Carpentieri e ad un episodio del serial «Omicidi» con Massimo Ghini.

La morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Morì improvvisamente la mattina del 14 novembre 2004, all’età di 50 anni, all’Ospedale dei Pellegrini di Napoli, dove era ricoverato a seguito di un malore, pochi giorni prima di un intervento chirurgico previsto in una clinica tedesca per la rimozione di un tumore alle corde vocali.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella messa in scena Mario Scarpetta recitava la parte che fu di Totò, per Peppino fu scelto Gianni Ferreri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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