Rojava

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Rojava
Federazione Democratica della Siria del Nord
Kurdistan Siriano
Rojava  Federazione Democratica della Siria del Nord  Kurdistan Siriano – Bandiera Rojava  Federazione Democratica della Siria del Nord  Kurdistan Siriano - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Rojava - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso Dichiarazione unilaterale di indipendenza
Situazione de facto conflitto in corso
Posizione dell'ONU Non riconosce l'indipendenza
Posizione dell'UE Non riconosce l'indipendenza
Posizione della Rojava
Dichiarazione d'indipendenza 21 marzo 2014
Nome completo Federazione Democratica della Siria del Nord
Nome ufficiale النظام الاتحادي الديمقراطي لشمال سوري
Governo Federazione socialista libertaria a democrazia semi-diretta
Capo di Stato Hediya Youssef
Mansur Selum [1]
Posizione dellaSiria
Sintesi della posizione Non riconosce l'indipendenza; rivendica l'intero territorio
Informazioni generali
Lingua curdo, arabo e siriaco
Capitale/Capoluogo Qamşilo (184.231 ab. / 2004)
Area km²
Popolazione 4,600,000 [2] ab.  (2014)
Continente Asia
Fuso orario UTC+2
Valuta Lira siriana (de facto)
TLD Non assegnato
Rojava - Mappa

La Federazione Democratica della Siria del Nord[3] (in curdo: Federaliya Demokratîk a Bakûrê Sûriyê; in arabo: الفدرالية الديمقراطية لشمال سوري, al-fidiraliat al-diymuqratiat lisham al-Suriin), nota anche come Kurdistan siriano, Kurdistan Occidentale, Regioni Autonome Democratiche[4] (in curdo: Rojavayê Kurdistanê; in arabo: کردستان السورية, Kurdistan as-Suriyah), Federazione Democratica del Rojava – Siria del Nord (tra il 2016 ed il 2017) e conosciuta più semplicemente come Rojava (in curdo: Rojava, /roʒɑˈvɑ/, "l'Occidente"), è una regione autonoma de facto nel nord e nord-est della Siria, non ufficialmente riconosciuta da parte del governo siriano.

Costituitasi nel 2012, a seguito di eventi legati alla guerra civile siriana, è considerata dai nazionalisti curdi una delle quattro parti del Kurdistan.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile siriana.

Nel 2012, nel corso della cruenta guerra civile siriana, le forze governative si trovarono costrette a ritirarsi da tre aree abitate in prevalenza dalla minoranza curda, lasciandone, di conseguenza, il controllo territoriale alle milizie curde dell'Unità di Protezione Popolare (YPG).[6] S'istituì così, con il Partito dell'Unione Democratica (PYD), il Comitato Supremo curdo (Dbk) ed il Consiglio Nazionale Curdo (CNC) quale organi di governo del Kurdistan siriano nel luglio dello stesso anno. Il Consiglio era composto da un numero pari di militanti del PYD e del YPG.

Nel 2013, il PYD abbandonò il CNC, ritenuto ormai obsoleto, ed avviò la costruzione di uno Stato multietnico nei propri territori. Nel gennaio del 2014, i cantoni di Afrin, Jazira (Cizîrê) e Kobanê dichiarano la propria autonomia e, successivamente, venne approvato il Contratto Sociale del Rojava. Nel 2014, l'aereonautica militare turca iniziò i bombardamenti sulla regione, con l'intento d'impedire la formazione di una forte presenza militare curda direttamente a sud del confine con la Turchia[7]. Tra il 2014 ed il 2015, grazie alla rottura dell’Assedio di Kobanê ed all’offensiva di Tell Abvad, vennero posti in collegamento i cantoni di Kobanê e di Cizîrê. Nel dicembre del 2015, venne istituito il Consiglio Democratico Siriano.

Il 17 marzo del 2016, ad una conferenza del TEV-DEM (Movimento per una Società Democratica) a Rmelan, degli ufficiali curdi, arabi, assiri e turkmeni proclamarono la nascita, nei territori da loro controllati, della Federazione Democratica del Rojava – Siria del Nord[8]. L'evento venne poi apertamente osteggiato sia dalle milizie lealiste di Assad, sia dalle forze ribelli dell'opposizione.

Fasi dell'operazione "ramoscello d'ulivo"

Contro la neo-costituita Federazione, all'inizio del 2018, è stata avviata una pesante operazione militare appoggiata dalla Turchia, denominata Operazione ramoscello d'ulivo, che ha portato alla caduta del cantone di Afrin. Durante questa conquista, secondo le fonti curde, sarebbero stati impiegativi dalle forze filo-turche ex combattenti dell'ISIS[9][10].

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Contratto Sociale del Rojava, promulgato il 20 gennaio del 2014[11], il Rojava è una federazione cantonalistica di regioni autonome all'interno della porzione settentrionale della Siria, descritta come una repubblica parlamentare fondata sul pluralismo etno-culturale ed il decentramento politico-economico[4].

La forma di governo è basata sul confederalismo democratico formulato da Abdullah Öcalan, ispiratosi ai principi del municipalismo libertario e dell'ecologia sociale teorizzati dal pensatore socialista libertario statunitense Murray Bookchin[12], definito quale una forma di «amministrazione politica non statale o una democrazia senza Stato [...] flessibile, multi-culturale, anti-monopolistica, ed orientate al consenso» con il secolarismo, il femminismo e l'ecologismo quali suoi pilastri centrali[13].

Le maggiori istituzioni sono[4]: l'Assemblea legislativa, il Consiglio Esecutivo, l'Alta Commissione per le elezioni, la Suprema Corte Costituzionale, ed i Consigli municipali e provinciali.

Assemblea legislativa[modifica | modifica wikitesto]

Il Contratto Sociale prevede la presenza di un'assemblea legislativa eletta a suffragio universale. Le prime elezioni di quest'ultima, chiamata Congresso dei Popoli della Siria del Nord, averranno nel 2018[14].

Consiglio Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio Esecutivo: detiene il potere esecutivo del Rojava. Ha i seguenti organi[15]

  • Dipartimento degli Esteri
  • Dipartimento della Difesa
  • Dipartimento degli Interni
  • Dipartimento della Giustizia
  • Dipartimento dei consigli cantonali e municipali
  • Comitato per la pianificazione e il censimento
  • Dipartimento delle Finanze
  • Comitato di regolazione delle banche
  • Comitato di regolazione delle dogane e delle accise
  • Dipartimento per gli affari sociali
  • Dipartimento dell’Istruzione
  • Dipartimento per l’Agricoltura
  • Dipartimento dell’energia
  • Dipartimento della Salute
  • Dipartimento del Commercio e della Cooperazione economica
  • Dipartimento per le famiglie dei martiri e dei veterani
  • Dipartimento della cultura
  • Dipartimento dei trasporti
  • Dipartimento per la gioventù e lo sport
  • Dipartimento dell’ambiente, del turismo e del patrimonio storico
  • Dipartimento per gli affari religiosi
  • Dipartimento degli affari familiari e dell’uguaglianza di genere
  • Commissione nazionale per i diritti umani
  • Dipartimento della comunicazione
  • Dipartimento della sicurezza alimentare

L’Alta Commissione per le elezioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Alta Commissione per le elezioni, composta da 18 membri, ha il compito di supervisionare e condurre il processo elettorale. Al momento vi sono state due tornate elettorali e n'è prevista una terza:

Suprema Corte Costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

La Suprema Corte Costituzionale è l'organo di garanzia costituzionale

Divisioni territoriali[modifica | modifica wikitesto]

     Afrin

     Şehba

     Kobanê

     Jazira

Il Rojava è diviso in quattro regioni (precedentemente note come cantoni), fondate, secondo l'articolo 8 del Contratto Sociale, sul principio dell'autogoverno[11]: ogni regione, infatti, oltre ad essere divisa in più province, ha un proprio consiglio, eletto a suffragio universale. Attualmente sono riconosciute 3 regioni e 7 province.

Un'ampia fetta del territorio della Federazione, sotto il controllo diretto delle Forze Democratiche Siriane, non è stata ancora suddivisa in regioni.

Nome regione Province Capoluogo
Coat of Arms of the Afrin Canton.svg Regioni di Afrin Afrin, Jandaris, Rajo Afrin
Kantona Kobanê (Emblem).svg Regione dell'Eufrate Kobanê, Sarrin Kobanê
Coat of Arms of the Cizire Canton.svg Regione di Jazira Hasakah, Qamishli Al-Qamishli

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Forze di difesa[modifica | modifica wikitesto]

Le forze armate del Rojava sono costituite dallo YPG, mentre l'ordine pubblico viene garantito dall'Asayîş, nucleo armato composto da 6.000 poliziotti[16][7].

Mutamenti territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 Amnesty International espresse, tramite un rapporto, dubbi sulla condotta dello PYD, accusando di aver trasferito migliaia di persone e raso al suolo alcuni villaggi poiché i loro abitanti avevano ospitanti militanti dell'ISIS[7][17]. Poco dopo la pubblicazione del rapporto i vertici dello PYD risposero dicendo che il rappoorto era stato alterato per evitare la creazione di un'alleanza contro il Califfato[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.middleeasteye.net/news/kurdish-pyd-declares-federalism-northern-syria-1311505605
  2. ^ https://www.nytimes.com/2015/11/29/magazine/a-dream-of-utopia-in-hell.html?_r=0
  3. ^ (EN) Appello della Federazione Democratica al popolo siriano, in UIKI ONLUS. URL consultato il 20 marzo 2018.
  4. ^ a b c Carta del Contratto Sociale del Rojava-Siria, in UIKI ONLUS. URL consultato il 13 marzo 2017.
  5. ^ Ofra Bengio, Kurdish Awakening: Nation Building in a Fragmented Homeland, Austin, University of Texas Press, 2014, ISBN 978-1-4773-0989-6.
  6. ^ Redazione Limes, QUANTO È SOSTENIBILE IL ROJAVA?, su Limes, 2 agosto 2017. URL consultato il 18 marzo 2018.
  7. ^ a b c La storia di Rojava, società utopica curda al confine dei territori dell’Isis, in TPI. URL consultato il 15 marzo 2017.
  8. ^ Syria's Kurds declare de-facto federal region in north, su www.apnewsarchive.com. URL consultato l'8 marzo 2018.
  9. ^ Radio Onda d'Urto  » ROJAVA: UN DOSSIER DENUNCIA I CRIMINI DI GUERRA DELL’ESERCITO TURCO, su www.radiondadurto.org. URL consultato il 21 aprile 2018.
  10. ^ (EN) Crimini di guerra della Turchia a Afrin, in UIKI ONLUS. URL consultato il 21 aprile 2018.
  11. ^ a b (EN) Charter of the Social Contract, in Peace in Kurdistan, 7 marzo 2014. URL consultato il 13 marzo 2017.
  12. ^ (EN) The new PKK: unleashing a social revolution in Kurdistan, in ROAR Magazine. URL consultato il 14 marzo 2017.
  13. ^ http://www.uikionlus.com/wp-content/uploads/Confederalismo_democratico.pdf
  14. ^ (EN) Annunciati i risultati delle elezioni in Siria del nord, in UIKI ONLUS. URL consultato il 20 marzo 2018.
  15. ^ Art.95 Contratto Sociale
  16. ^ Art.15 Sezione II Contratto Sociale
  17. ^ (EN) Document, su www.amnesty.org. URL consultato il 21 aprile 2018.
  18. ^ Pulizia etnica in Rojava, le Ypg curde rispondono ad Amnesty International | Contropiano, in Contropiano, 17 ottobre 2015. URL consultato il 21 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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