Assedio di Kobanê

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Assedio di Kobanê
Siege of Kobane.svg
Evoluzione dell'assedio di Kobanê
Data 16 settembre 2014 - 26 gennaio 2015
Luogo Kobanê (Ayn al-ʿArab), Siria
Esito Vittoria curda
Schieramenti
Comandanti
Flag of Syrian Kurdistan.svg Salih Muslim Muhammad

Flag of Syrian Kurdistan.svg Ismet Sheikh Hassan People's Protection Units Flag.svg Mayssa Abdo (nome di battaglia: Nalin Afrin) People's Protection Units Flag.svg Ismet Sheikh Hassan YPJ Flag.svg Meryem Kobani

YPJ Flag.svg Hebun Sinya †

Flag of Syria 2011, observed.svg Abu Laith (fino al 18 novembre 2014)

Flag of Syria 2011, observed.svg Abu Juma Abannawi (a partire dal 18 novembre 2014)

Flag of Syria 2011, observed.svg Abu Layla

Flag of Kurdistan Workers' Party.svg Murat Karayılan


Kurdistan Masoud Barzani

Stati Uniti Barack Obama
Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Omar al-Shishani (Comandante sul campo in Siria)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Ayman al-Iraqi † (Capo della Shura militare)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Suleiman al-Naser (Sostituto di Abu Ayman)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Ali al-Anbari (Vice governatore dello Stato Islamico in Siria)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Ali al-Askari (Comandante veterano)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Mohammed al-Masri (Comandante veterano)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Emrah Ismail (Comandante veterano)

Flag of Islamic State of Iraq.svg Abu Khattab Al Kurdi †

Flag of Islamic State of Iraq.svg Sheikh Othman al-Nazeh †

Flag of Islamic State of Iraq.svg Sultan al-Safri al-Harbi †
Effettivi
Curdi

1500-2000 YPG
600 PKK
300 FSA

160 Peshmerga
9140 uomini
30 - 50 carri armati fra cui almeno 1 M1 Abrams americano
Perdite
YPG: 562-741 morti

FSA & Jabhat Al-Akrad: 29-72 morti

Peshmerga: 1 morto
IS: 1068-3978+ morti,
18 carri armati distrutti
34 civili morti
200.000 - 400.000 civili scappati in Turchia e nel Curdistan Iracheno
Numerosi omicidi commessi dall'Isis alcuni soldati dello stato islamico sono stati uccisi dopo la cattura ad opera non delle forze Curde ma da forze dell'Els (probabilmente di origine Turcomanna) che si sono uniti ai curdi nella difesa di Kobane
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L'Assedio di Kobanê è stata una fallita operazione militare avviata dallo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante il 13 settembre 2014 per conquistare l'omonima cittadina siriana (conosciuta anche come Ayn al-Arab) e il Cantone di Kobani, entrambi situati al confine con la Turchia, nella regione de facto autonoma del Rojava.

A partire dal 2 ottobre 2014, l'ISIS riuscì a catturare 350 villaggi e città curde nelle vicinanze di Kobanê, provocando un'ondata di circa 300.000 sfollati curdi, che fuggirono attraverso il confine per rifugiarsi nella provincia turca di Şanlıurfa. Nel gennaio 2015 il numero aumentò a 400,000. Le Unità di Protezione Popolare (YPG) si coordinarono insieme ad alcune forze dell'Esercito siriano libero (FSA) all'interno dell'operazione congiunta "Vulcano d'Eufrate". A questa coalizione si unirono alcuni Peshmerga pesantemente armati provenienti dal Governo Regionale del Kurdistan e gli Stati Uniti ed i suoi alleati arabi, che fornirono supporto aereo tramite alcuni attacchi aerei mirati.

Il 14 ottobre 2015, le YPG, aiutati dal continuo supporto aereo statunitense, iniziarono la riconquista della città, portando lo Stato Islamico a ritirarsi costantemente con l'avanzare dell'operazione. La città fu completamente riconquistata il 27 gennaio; tuttavia, la maggior parte dei rimanenti villaggi nel cantone di Kobani rimasero sotto il controllo dello Stato islamico. Le milizie curde, insieme a gruppi armati arabi alleati e coperte dagli attacchi aerei americani effettuarono rapide avanzate nelle zone rurali della città, costringendo l'IS a ritirarsi a 25 chilometri dalla città entro il 2 febbraio. A fine aprile 2015, l'ISIS perse la maggior parte dei villaggi che aveva conquistato, ma mantenne il controllo su alcune dozzine di villaggi catturati nella parte nordovest del governatorato di Ar-Raqqah. La battaglia per Kobanê è considerata un punto di svolta nella guerra contro l'ISIS.

Verso la fine del giugno 2015 l'ISIS lanciò una nuova offensiva contro la città, fallendo, ma uccidendo almeno 233 civili.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 luglio 2012, durante la guerra civile siriana, le Unità di Protezione Popolare presero il controllo di Kobanê.[1] Dal luglio di quell'anno, la città fu sotto il controllo curdo, mentre le YPG e i politici curdi crearono una regione autonoma de facto, considerato parte del Kurdistan siriano.[2] Dal 2 luglio, la città e i villaggi limitrofi furono attaccati dai combattenti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.[3]

L'avanzata dell'ISIS[modifica | modifica wikitesto]

La situazione territoriale all'inizio dell'offensiva dello Stato islamico contro Kobanê, il 13 settembre 2014.

     Controllato dalle Forze curde

     Controllato dall'esercito siriano libero

     Controllato dallo Stato Islamico

Il 13 settembre 2014, l'ISIS lanciò una massiccia offensiva mirata alla conquista del cantone di Kobanî e della città, spingendo dai villaggi ai confini occidentale e orientale del cantone.[4] Il 17 settembre, dopo la cattura di un ponte di importanza strategica sull'Eufrate avvenuta il giorno prima, l'ISIS lanciò la grande offensiva contro in direzione della città, usando carri armati, razzi e artiglieria, e nel giro di ventiquattrore catturarono 21 villaggi curdi.[5] L'avanzata lasciò Kobanê circondata da forze jihadiste, e costrinse i combattenti dell'esercito siriani libero rimasti nella regione sudoccidentale del cantone a ritirarsi nella città.[6] Due giorni dopo, l'ISIS catturò altri 39 villaggi, facendo avanzare la sua linea d'attacco e avvicinando le proprie forze a 20 chilometri dalla città.[7][8] 45.000 rifugiati attraversarono il confine con la Turchia, temendo la conquista della regione da parte dell'ISIS, ma numerosi rifugiati furono fermati al confine dalle autorità turche, che ordinarono loro di ritornare nella città.[9][10] Gli abitanti di 100 villaggi vicini furono evacuati dopo essere stati bersagliati dal continuo bombardamento d'artiglieria dell'ISIS, e dozzine di civili e combattenti YPG furono uccisi con l'avanzare dell'offensiva.

Il 20 settembre le forze dell'ISIS arrivarono a 15 chilometri dalla città, dopo aver catturato altri tre villaggi, ed iniziarono a bombardare l'area entro 10 chilometri dalla città. Nel frattempo, più di 300 combattenti curdi raggiunsero la città dalla Turchia come rinforzi.[11] L'ufficiale veterano del Partito del Lavoratori del Kurdistan Murat Karayilan si appellò a tutti i giovani curdi chiedendo loro di unirsi alle forze curde in Siria.[12] Durante lo stesso giorno, tre razzi esplosero all'interno di Kobanê, seminando il panico fra i suoi abitanti.[12] Dall'inizio dell'offensiva, 34 civili erano stati uccisi, mentre i rifugiati diventavano 60.000.[11]

Al 21 settembre, i militanti dell'ISIS avevano catturato 64 villaggi; 39 jihadisti e 27 combattenti curdi furono uccisi nelle precedenti 48 ore. Le forze curde evacuarono circa 100 villaggi dentro i propri territori dopo che i jihadisti iniziarono la propria offensiva contro i villaggi. Le truppe dell'ISIS arrivarono a 10 chilometri dalla città, e continuarono ad avanzare, mentre iniziarono i combattimenti nei sobborghi meridionali ed orientali di Kobanê, a 13 chilometri dal centro cittadino. Il giorno dopo, un portavoce curdo riferì che l'avanzata nemica era stata fermata nella zona orientale della città durante la notte. Nonostante l'avanzata fosse entrata in stallo, le forze dell'ISIS iniziarono a bombardare il centro della città, e i combattimenti continuarono nelle vicinanze del villaggio di Mojik, 6 chilometri circa ad ovest di Kobanê e nel villaggio di Alishar, a 7 chilometri ad est della città. Nello stesso giorno il Vice Primo Ministro turco Numan Kurtulmus affermò che più di 130.000 siriani curdi erano fuggiti all'avanzata jihadista attraversando il confine con la Turchia.

Il 24 settembre, le forze dell'ISIS continuarono la loro avanzata verso la città, nonostante alcuni attacchi aerei mirati a distruggere le proprie linee di rifornimento, e continuando a catturare villaggi e ricevendo rinforzi. La linea del fronte occidentale si spostò verso un insieme di villaggi chiamato Siftek, grazie ad ulteriori rinforzi consistenti in uomini e carri armati arrivati il giorno prima.[13] Il mattino seguente, i combattenti dell'ISIS erano a soli 2 chilometri dalla città, e i combattimenti continuavano. A questo punto, l'ISIS controllava il 75% del cantone di Kobanî, mentre le forze curde avevano solo il controllo di Kobanê, della piccola città di Shera e di 15 villaggi limitrofi.[14]

Il 26 settembre, le truppe jihadiste conquistarono una collina usata dagli YPG come punto d'attacco nei giorni precedenti, a 10 chilometri ad ovest dalla città, e catturò anche un villaggio a 7 chilometri ad est di Kobanê.

Gli attacchi aerei della coalizione e l'assedio di Kobanê.[modifica | modifica wikitesto]

Mappa mostrante le conquiste dell'ISIS dall'inizio dell'offensiva.

     1 marzo

     18 settembre

     21 settembre

     24 settembre

Il 27 settembre, gli aerei della coalizione statunitense ed araba bombardarono l'area intorno a Kobanê per la prima volta, bersagliando le posizioni dell'ISIS nel villaggio di Alishar, a 4 chilometri dalla città, usato come centro di comando dai jihadisti.[15] Nonostante gli attacchi aerei contro le postazioni avanzate, i jihadisti rimasero comunque in grado di bersagliare la città con la propria artiglieria, ferendo numerose persone.[16] Si ritiene che la reticenza nell'uso degli attacchi aerei a supporto della città curda fu dovuto alla volontà di evitare di irritare la Turchia.[17]

Il 28 settembre, 1.500 combattenti curdi raggiunsero la città dalla Turchia per fornire rinforzi. Il giorno seguente, i jihadisti si avvicinarono da sud e sudest ed arrivarono a 5 chilometri dalla città, mentre quest'ultima era sottoposta al bombardamento nemico per il secondo giorno consecutivo. Il giorno successivo l'ISIS arrivò a 2-3 chilometri da Kobanê , catturando i villaggi di Siftek e Kazikan, che saranno poi usati per preparare gli attacchi alla città.

Il 1 ottobre, le forze jihadiste avanzarono da sudest e dal fronte occidentale, dal quale le forze curde si erano ritirate. Questo provocò l'ulteriore avanzata dell'ISIS, che conquistò l'ultimo villaggio alla periferia di Kobanê, ed arrivò ad un chilometro dall'ingresso della città. A questo punto, le forze curde iniziarono a fortificare le proprie posizioni con sacchi di sabbia, e a prepararsi per la guerriglia urbana. La sera, i curdi, a corto di munizioni, continuarono a ritirarsi. Appena le forze jihadiste entrarono nella periferia della città, i rifugiato riportarono torture, stupri,omicidi e mutilazioni portati avanti dai terroristi, oltre che la decapitazione di tutti i combattenti curdi incontrati, incluse le donne.

Il 2 ottobre, l'ISIS aveva conquistato 350 villaggi sui 354 che circondavano la città, e si erano posizionati a poche centinaia di metri dal centro cittadino, generando violenti scontri.

Il giorno seguente, l'ISIS prese il controllo delle entrate meridionali e orientali della città, occupando anche una collina strategica e una torre radio, che sovrastavano la città. I jihadisti continuarono a premere per entrare nella città, mentre i raid aerei della coalizione continuavano a bersagliare le postazioni nemiche. A quel punto la città era quasi completamente disabitata, ad eccezione dei difensori. L'ultimo giornalista straniero lasciò la città il 4 ottobre. In totale, il 90% della popolazione della regione era stata evacuata.

La battaglia per la città[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 ottobre avvennero duri scontri, in cui si ricorse anche al combattimento corpo a corpo, attorno alla collina di Mishtenur, che domina il settore meridionale di Kobanê. Dopo aver ottenuto il controllo della collina, i militanti dell'ISIS entrarono nei settori sudorientali della città, ed iniziò il combattimento urbano. I militanti riuscirono a sbrecciare le difese curde, coperti dal fuoco di cecchini, mitragliatrici pesanti e colpi d'artiglieria, che si era attestata sulla collina Mishtenur.

Il 6 ottobre i jihadisti penetrarono di altri 100 metri dentro il centro abitato, ed iniziarono ad apparire le bandiere del gruppo sopra i vari edifici. A quel punto le forze jihadiste erano quantificate a 9.000 uomini. I militanti tentarono di avanzare ulteriormente, ma dopo essere entrati nella Strada 48 caddero in un'imboscata tesa dalle YPG, nella quale vennero ucciso 20 jihadisti. Per tutto il giorno infuriarono combattimenti per il controllo dei distretti di Maqtala al-Jadida and Qan Arab, che risultarono nella cattura di entrambi da parte delle forze dell'ISIS, oltre che della zona industriale della città.

Nella mattina del 7 ottobre, dopo intensi bombardamenti statunitensi che distrussero alcune unità corazzate jihadiste, le forze curde riuscirono ad espellere i combattenti da buona parte della zona orientale di Kobanê, conquistata la notte precedente, anche se i militanti riuscirono comunque a mantenere la loro presenza in quel settore. Nel frattempo l'ISIS riuscì a catturare numerosi edifici nella parte meridionale della città, così come un ospedale in costruzione nella zona occidentale.

L'ingresso in città della resistenza curda e la battaglia per la città[modifica | modifica wikitesto]

Attacchi aerei della coalizione sulle posizioni dell'ISIS a Kobane, nell'ottobre 2014.

A partire del 4 ottobre primi bombardamenti contro l'ISIS da parte della coalizione internazionale a guida USA. Il 5 avvengono duri scontri attorno alla collina di Mishtenur, che domina il settore meridionale di Kobanê. La collina verrà presa dall'ISIS dopo furiosi assalti. Il 9 ottobre Daesh controllava circa un terzo della città. Tra l'11 e il 13 vengono respinti gli assalti dei miliziani, anche grazie a un eccezionale lavoro da parte dell'aviazione USA (che riuscì a totalizzare ben 21 missioni in una sola notte). Il 31 ottobre un convoglio composto da 40 veicoli e 150 peshmerga, con al traino pezzi di artiglieria e lanciarazzi, entrò in territorio siriano.[18] Nei giorni successivi varcarono la frontiera molti camion e veicoli blindati, soldati curdo-iracheni, membri del PKK e cittadini europei di origine curda. Pochi giorni dopo i curdi annunciarono di aver conquistato le colline che circondano la città, e almeno una decina di villaggi, asserendo inoltre di aver liberato una buona parte della città.

La riconquista curda[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre le milizie curde avanzarono nei quartieri di al-Haj Rashid e al-Baladia, costringendo l'ISIS a distogliere truppe dal fronte di Aleppo. Il 16 i curdi riuscirono a interrompere la strada per al-Raqqa, tagliando le linee di rifornimento degli assediati. Il18 novembre fonti curde affermarono di aver riconquistato 6 palazzi nel centro della città, sorprendendo le truppe dell'ISIS che dovettero lasciare nelle loro mani un deposito di munizioni con mitragliatrici, mortai, armi leggere e munizioni. Il 13 dicembre i curdi si assestano su importanti posizioni a sud della città e il 20 circondano, assediano e conquistano il Centro Culturale Islamico, caposaldo dei terroristi. A gennaio i curdi continuarono l'offensiva, conquistando il 5 il Security Box e la Sharia School, respingendo poi un disperato contrattacco dei miliziani nemici il giorno dopo. Il 19 invece i curdi riconquistarono la Mishtenur Hill, isolando il nemico dalle proprie retrovie. Il 24 gennaio l'ISIS controllava ormai solo il 20% di Kobanê. Il 26 gennaio 2015 i Curdi riconquistarono la città di Kobanê, liberando i 2/3 del distretto, circa 2.200 km quadrati.[19]

Il 30 gennaio 2015 il portavoce dell'ISIS ammise la sconfitta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ More Kurdish Cities Liberated As Syrian Army Withdraws from Area, su Rudaw, 20 luglio 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  2. ^ Hevidar Ahmed, Liberated Kurdish Cities in Syria Move into Next Phase, su Rudaw, 28 luglio 2012. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  3. ^ What's happening in Kobane, su Kurdish Question.
  4. ^ Syria Kobane IS offensive (13 Sept 2014 – 26 Jan 2015), su www.agathocledesyracuse.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  5. ^ Ayla Albayrak, Joe Parkinson e David Gauthier-Villars, Thousands of Syrian Kurds Flee Islamic State Fighters Into Turkey, in Wall Street Journal, 19 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  6. ^ VOA News, In Major Assault, IS Fighters Seize Kurdish Villages in Syria, in VOA. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  7. ^ Syrian Kurds warn of mounting crisis as ISIS advances, takes more villages, su Q13 FOX News, 19 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  8. ^ Kurdish leader urges world to protect Syrian town from Islamic State, su SWI-swissinfo.ch, 24 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  9. ^ Turkey struggles with spillover as Syrian Kurds battle Islamic State, su NewsWires, 22 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  10. ^ Thousands of Syrians seek refuge from ISIL in Turkey, su Euronews, 19 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  11. ^ a b About 60,000 Syrian Kurds flee to Turkey from Islamic State advance, in Reuters, 20 settembre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  12. ^ a b PKK Appeals to Kurds in Turkey to Fight for Kobane, in Rudaw. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  13. ^ Islamic State Ramps Up Fight in Response to Airstrikes, in Newsweek. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  14. ^ Syria Blog - Clashes continue around Kobane, in AJE Live Events. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  15. ^ Coalition forces interrupts ISIL attacks to Kobani, en.cihan.com.tr.
  16. ^ Islamic State defies air strikes by shelling Syrian Kurdish town, in Reuters, 27 settembre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  17. ^ (EN) Air strikes alone will fail to stop Isis, in The Independent, 28 settembre 2014. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  18. ^ (EN) Kurdish peshmerga forces enter Syria's Kobani after further air strikes, Reuters, 4 novembre 2014. URL consultato il 16 novembre 2015.
  19. ^ Kobane è libera, Ufficio d'informazione del Kurdistan in Italia, 26 gennaio 2015. URL consultato il 16 novembre 2015.

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