Morte di Alan Kurdi

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Alan Kurdi (in curdo Alan Kurdî)‎, inizialmente soprannominato Aylan Kurdi,[1][2] era un bambino siriano di tre anni, di etnia curda siriana[3], divenuto un simbolo della crisi europea dei migranti dopo la sua morte per annegamento e l'iconica foto scattata al ritrovamento del suo corpo senza vita su una spiaggia. Il bambino e la sua famiglia erano rifugiati siriani che stavano tentando di raggiungere l'Europa. La fotografia del suo corpo senza vita è stata scattata dalla giornalista turca Nilüfer Demir, e si è rapidamente diffusa in tutto il mondo, cosa che ha spinto a numerose risposte internazionali.[4] L'affermazione per cui la famiglia di Kurdî avesse tentato il viaggio via mare a seguito del rifiuto di essere accolti in Canada, la sua morte e la più amplia crisi dei rifugiati ha aperto un acceso dibattito durante le elezioni federali canadesi del 2015, ed in generale in tutti i Paesi coinvolti dalla crisi dei migranti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si presume che Kurdi sia nato il 3 giugno 2013 a Kobanê, in Siria.[5][6] Un giornalista siriano ha successivamente avanzato l'ipotesi che il suo cognome reale fosse Shenu; "Kurdi" fu usato in Turchia per via della sua origine etnica.[7] La famiglia del bambino, per sfuggire alla guerra civile e all'ISIS, provò dapprima a trasferirsi in varie città del nord della Siria,[8] e poi si stabilì in Turchia.[9] Agli inizi del 2015, la famiglia ritornò a Kobanê, ma nel giugno dello stesso anno si spostò di nuovo in Turchia, a seguito di un ulteriore attacco dell'ISIS alla loro città natale. Dopo aver provato due volte a portare la famiglia sull'isola greca di Coo, il padre di Kurdi organizzò un terzo tentativo.[2][10]

I familiari di Kurdi speravano di potersi ricongiungere con i parenti già presenti a Vancouver, in Canada, dopo che la zia Tima Kurdi aveva presentato una domanda di sponsorizzazione per rifugiati.[11] Tuttavia, tale richiesta fu respinta dal Dipartimento di Immigrazione e Cittadinanza del Canada, dopo che alla famiglia del piccolo era stato negato il visto di espatrio da parte delle autorità turche, e anche perché la domanda di asilo compilata in Canada era incompleta.[12] La richiesta era stata fatta dal fratello di Abdullah Kurdi, padre di Alan, e le autorità canadesi negarono che Abdullah avesse fatto richiesta di asilo.

Successivamente, la famiglia tentò di entrare in Canada nell'ambito di un programma di sponsorizzazione privata per cui gruppi di cinque persone potevano sponsorizzare un individuo o una famiglia. Per fare ciò dovevano dimostrare di possedere circa 27.000 dollari canadesi per poter sostenere una famiglia di quattro rifugiati. Tuttavia, secondo Alexandra Kotyk, direttore di progetto Lifeline Siria, un gruppo che gestisce un insediamento di rifugiati a Toronto, il programma richiedeva che le persone che tentassero di arrivare in Canada dalla Turchia, avrebbero dovuto prima essere dichiarati rifugiati dal governo turco, e questa condizione spesso era difficile o impossibile da soddisfare.[13]

Il naufragio ed il recupero del corpo[modifica | modifica wikitesto]

Nelle prime ore del 2 settembre 2015, Kurdi e la sua famiglia salirono a bordo di un piccolo gommone,[14] che si capovolse circa cinque minuti dopo aver lasciato Bodrum, in Turchia. A bordo vi erano altre venti persone, molte di più rispetto al numero di sicurezza previsto di otto. Gli occupanti cercavano di raggiungere l'isola greca di Coo, distante circa 30 minuti da Bodrum (le due località sono distanti appena 4 km l'una dall'altra)[14]. Il padre di Kurdi in seguito dichiarò che nessuno degli occupanti aveva giubbotti di salvataggio,[12] ma aggiunse anche che li indossavano, ma che erano finti.[15] Anche altri sopravvissuti affermarono di aver creduto di indossare dei giubbotti salvagente che poi si rivelarono inservibili.[5]

Dopo il naufragio, una radio siriana dichiarò che la famiglia del bambino aveva pagato 5,860 dollari per quattro posti sull'imbarcazione, che aveva già venti persone a bordo, nonostante fosse lunga solamente cinque metri.[16] La madre del piccolo si unì al viaggio nonostante avesse paura di trovarsi in mare aperto e le ripetute richieste della sorella Tima, zia di Alan, di non andare per mare. Il gommone riuscì ad eludere la sorveglianza della guardia costiera turca salpando da una spiaggia isolata in tarda notte.[5]

Intorno alle ore 05:00 del mattino seguente, le autorità turche intervennero dopo aver ricevuto una chiamata d'emergenza che segnalava il rovesciamento di una barca e il ritrovamento di alcuni cadaveri a riva.[17] I corpi di Kurdi e di un'altra bambina furono scoperti da un barista in servizio presso un hotel di fronte alla spiaggia del ritrovamento ed un suo amico intorno alle 06:30 del mattino.[18] I due uomini stavano spostando i cadaveri dal bagnasciuga per evitare che venissero portati via dalla corrente.[18] Più tardi, il bambino fu fotografato dalla fotografa turca Nilüfer Demir.[18][19][20] Mehmet Çıplak, il primo poliziotto intervenuto per recuperare i corpi, descrisse il ritrovamento come qualcosa di essere "distrutto nel profondo" e di aver "sperato che il bambino fosse vivo" per poi sentirsi distrutto dopo aver constato la sua morte.[21][22]

Il 3 settembre 2015, Kurdi, insieme al fratello Galib e la madre Rehana, furono trasportati a Kobane per essere sepolti.[23] La sepoltura ebbe luogo il giorno dopo. È infatti tradizione islamica seppellire i corpi entro 24 ore, se possibile.[24]

Arresto dei presunti autori del naufragio[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al naufragio, le autorità turche arrestarono quattro individui coinvolti nel viaggio, anche se sin dall'inizio emerse che erano solo intermediari di basso livello.[12]

Il padre di Alan, Abdullah Kurdi, dichiarò in alcune interviste che durante la traversata il gommone era diventato ingovernabile, ed il motore si era rotto. Mentre accadeva tutto ciò, il "capitano" dell'imbarcazione abbandonava la nave e tutti gli occupanti a bordo. Alcune fonti turche affermarono che nella sua prima intervista alla Doğan News Agency, il padre aveva fornito un resoconto diverso dell'evento in cui spiegava che dopo i primi due infruttuosi tentativi di arrivare a Coo, la sua famiglia riuscì a procurarsi un'imbarcazione con i propri mezzi.[25][26] Tuttavia, Abdullah non ha mai confermato l'intervista all'agenzia di stampa turca.

Una sopravvissuta irachena, Zainab Abbas, che nel naufragio perse i suoi due figli di 11 e 9 anni, disse ai giornalisti che Abdullah le era stato presentato come il "capitano", e che stava guidando il gommone troppo velocemente, provocandone il capovolgimento, e che una volta in acqua l'uomo l'avrebbe supplicata di non segnalare nulla alle autorità.[27][28] La donna affermò anche che la sua famiglia era scappata dalla città di Baghdad, occupata dall'ISIS, ed era molto arrabbiata del fatto che la stampa si stesse interessando solo di Alan e del padre e non della sua famiglia.[28] Più tardi, la donna ritornò a Baghdad, e affermò che i corpi dei bambini non erano stati correttamente preparati per la sepoltura e chiese al Primo ministro australiano Tony Abbott a garantire a lei ed alla sua famiglia asilo, affinché potessero scappare dallo Stato Islamico.[28] L'agenzia di stampa Reuters riporta che interviste condotte ad altri due passeggeri nella barca, gli iracheni Ahmed Hadi Jawwad (il marito di Zainab Abbas), ed il ventiduenne Amir Haider, corroborano la versione di Abbas.

Abdullah ha negato ogni accusa, dichiarando: "Se fossi un trafficante di esseri umani, perché avrei messo la mia famiglia sulla stessa barca con altre persone? Io ho pagato come tutti i trafficanti." ed anche "Ho perso la mia famiglia, la mia vita, ho perso tutto, quindi lasciateli dire qualsiasi cosa vogliano".[29][30] Secondo le autorità turche, nelle indagini sui casi di traffico spesso emerge che i trafficanti danno ai passeggeri la responsabilità di guidare le imbarcazioni, per poi abbandonare la nave. Nessun trafficante, avendo una famiglia in Turchia e un reddito costante con il traffico di immigranti, vorrebbe finire illegalmente in Europa e rischiare di non essere in grado di tornare a casa, dove comunque dovrebbe affrontare le conseguenze dei suoi reati.[31] Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha offerto al padre di Alan la cittadinanza turca.[32]

La foto[modifica | modifica wikitesto]

Le reazioni dell'opinione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

La fotografia ritraente il corpo senza di vita del piccolo provocò indignazione a livello internazionale. L'immagine stessa divenne un simbolo della crisi dei rifugiati. Il presidente francese François Hollande telefonò al presidente turco Recep Tayyip Erdogan e ad alcuni leader europei dopo che le immagini di Kurdi iniziarono a diffondersi. Il presidente dichiarò che quelle immagini erano un promemoria della responsabilità del mondo nei confronti dei rifugiati ed esortò l'Europa ad adottare una politica comune sull'immigrazione.[33] Il Primo Ministro inglese David Cameron disse di essere profondamente scosso dalle immagini di Kurdi.[34] Il Primo Ministro irlandese Enda Kenny commentò la fotografia, e descrisse la crisi dei rifugiati come una "catastrofe umanitaria", e di aver trovato le immagini "assolutamente scioccanti".[35]

La fotografia fu responsabile di un'ondata di donazioni a favore di organizzazioni a supporto dei migranti e dei rifugiati. Un esempio emblematico è quello dell'organizzazione Migrant Offshore Aid Station, che registrò un numero di donazioni 15 volte superiore al consueto solo nelle immediate 24 ore successive alla pubblicazione della foto.[36] In un articolo del 10 settembre, il Daily Mail dichiarò che la natura straziante della morte di Kurdi e le relative immagini avrebbero "messo in evidenza il terribile costo umano della crisi globale dei migranti ".[37]

Un articolo del Dagbladet del 9 settembre segnalò che su diversi siti web, incluso Reddit, stavano circolando asserzioni relative al fatto che il corpo di Kurdi sarebbe stato spostato in modo tale che uscisse meglio nelle fotografie, tesi avvalorata da siti complottisti per guadagnare consensi.[38][39]

Un articolo pubblicato il 22 dicembre sul Guardian, mise insieme una raccolta di ciò che fu descritto come "affermazioni oltraggiose" contro Abdullah Kurdi.[31] L'uomo era infatti accusato di essere un opportunista che sfruttava lo status di rifugiato per guadagno personale, o che stesse approfittando della tragedia, addirittura arrivando a rivendere i vestiti del figlio ad un museo di Parigi.[31] Il politico australiano Cory Bernardi dichiarò che "Il padre li aveva mandati su quella barca in modo da poter ottenere un trattamento odontoiatrico".[31] Alcuni politici anti-immigrazione dichiararono che l'immagine di Alan sulla spiaggia era stata falsificata, o comunque strumentalizzata per commuovere l'opinione pubblica.[31]

Il dibattito sulle reazioni pubbliche alla foto[modifica | modifica wikitesto]

In un articolo uscito il 3 settembre 2015 sul quotidiano inglese The Spectator, Brendan O'Neill scrisse che "La diffusione globale di questa foto... si giustifica come un modo per aumentare la consapevolezza sulla crisi dei migranti. Ma per favore. È più simile ad una snuff photo per un porno progressista su bambini morti, ideata non per non avviare un serio dibattito sulla migrazione nel XXI secolo, ma per suscitare un sentimento di autocommiserazione e tristezza tra gli osservatori occidentali"[40]

Contrariamente a ciò, Nick Logan di Global News, sostenne il giorno dopo che "Il fotogiornalismo a volte cattura delle immagini così potenti che il pubblico e i decisori politici semplicemente non posso ignorare cosa rappresenta.", comparando la foto del cavadere di Kurdi con le immagini scattate durante la "Bloddy Sunday", un evento in cui un attivista per i diritti civili afroamericano fu picchiato dalla polizia di stato dell'Alabama, un'immagine che aiuò tutti i dimostranti pacifici a fare pressioni per far approvare leggi come il Voting Rights Act del 1965.[41]

Impatto sulla politica europea[modifica | modifica wikitesto]

La morte del bambino e la successiva diffusione dell'iconica foto ebbe rilevanti conseguenze anche sulle politiche degli Stati europei, sia a livello nazionale che comunitario. Due giorno dopo la diffusione della foto, la Germania accettò l'ammissione di alcune migliaia di rifugiati bloccati in Ungheria. L'azione incoraggiò i leader dei paesi dell'Europa centrale ed orientale a creare corridoi umanitari colleganti il nord della Grecia con la Baviera del sud.[42] Nel Regno Unito il premier David Cameron accettò l'arrivo di 4.000 rifugiati l'anno fino al 2020.[43] Nel settembre del 2015, i leader europei crearono un sistema di rilocazione che permettesse a 120.000 migranti stanziati in Italia e Grecia di essere accolti in altri paesi europei.[44] Tuttavia, questi piccoli cambiamenti nella politica migratoria europea non ebbero un impatto rilevante nell'anno successivo alla morte di Alan, restando solo misure temporanee.[44]

Impatto sulle elezioni federali canadesi del 2015[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Kurdi, insieme al fatto che la sua famiglia era morta mentre cercava di raggiungere il Canada, ebbe un immediato impatto sul mondo politico canadese. Il Primo ministro e leader del Conservative Party Stephen Harper ha affrontato la questione in un evento di campagna elettorale. La sua dichiarazione fu

« Ieri, io e Laureen abbiamo visto su internet la foto di questo piccolo bambino, Alan, disteso senza vita su una spiaggia.Guardate, credo che la nostra reazione alla vista di ciò, la prima cosa che ci è venuta in mente, è stata di nostro figlio Ben quando aveva l'età di quel bambino, che correva in tondo. »

Il Ministro della Difesa Nazionale e del Multiculturalismo Jason Kenney cancellò un'importante annuncio sugli sforzi dei conservatori per proteggere l'integrità del sistema d'immigrazione canadese e la sicurezza della nazione. Il Ministro per la Cittadinanza e l'Immigrazione Chris Alexander annunciò che avrebbe temporaneamente sospeso la sua campagna alle elezioni federali per ritornare ad Ottawa e riassumere i suoi obblighi ministeriali, ed investigare sul caso di Alan, la cui domanda di asilo posta dallo zio era stata respinta dal suo ministero.[45]

Il leader del partito d'opposizione NDP, Thomas Mulcair affermò che il primo ministro aveva molte risposte in merito ai problemi del paese, ma non su quelli dell'immigrazione. Il parlamentare dell'NDP Fin Donnelly fu accusato di aver usato il tragico evento come modo per guadagnare voti, perché inizialmente aveva riferito ai giornalisti che aveva personalmente consegnato una lettera al Ministro dell'Immigrazione Chris Alexander sollecitando il ministro ad esaminare la richiesta della famiglia di Kurdi, ma che le autorità canadesi avevano comunque respinto la richiesta.[45][46] Tuttavia, più tardi la zia di Alan rivelò che la domanda era stata fatta solo per lo zio di Kurdi, ed era stata respinta perché non era completa.[47] Nel frattempo, il Dipartimento per la Cittadinanza e l'Immigrazione chiarì che non avevano ricevuto la documentazione adeguata per certificare lo status di rifugiato per la famiglia dello zio.[16][48][49] Mulcair ha poi difeso Donnelly, dicendo che nessuna scusa era giustificabile, perché la lettera aveva accennato ad entrambe le famiglie, e ha dichiarato che "non poteva essere più orgoglioso di avere qualcuno della forza, integrità e il duro lavoro come Fin Donnelly" nel suo comitato elettorale.[50]

Il leader Liberal Justin Trudeau affermò che era ipocrita scoprire di essere compassionevoli nel bel mezzo di una campagna elettorale, e che il Canada doveva continuare ad accogliere persone in fuga per la propria vita, in accordo con i valori della nazione.[51] Trudeau ha inoltre ribadito la promessa del suo partito, fatta diversi mesi prima delle elezioni, di permettere l'ingresso nel Paese a 25.000 profughi siriani.[51]

La leader del Green Party Elizabeth May criticò la risposta alla crisi, evidenziando le difficoltà del sistema di sponsor in Canada. Sul sito del partito, May accusò il governo di mancanza di credibilità sull'argomento, avendo fallito nell'onorare le promesse fatte in precedenza sull'immigrazione.[52]

La reazione dell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Il graffito apparso dinanzi alla sede centrale della Banca Centrale Europea a Francoforte.

Una settimana dopo la sua morte, a Rabat, 30 cittadini marocchini hanno inscenato a scoperta del corpo del piccolo come tributo alla sua morte.[53] Nel gennaio 2016, l'artista cinese Ai Weiwei ha ricreato la posa del corpo di Alan, imitando il suo corpo morto e mostrando l'immagine ai media. L'immagine fu pubblicata per prima sul giornale indiano India Today, accompagnata da un'intervista all'artista, ed è stata anche esposta all'India Art Fair.[54]

Nel febbraio 2016, Missy Higgins ha scritto una canzone dal titolo Oh Canada, dedicata ad Alan Kurdi.[55]

Nel marzo 2016, un gigantesco murale ritraente il corpo senza vita di Alan è apparso sopra un muro di fronte al quartier generale della Banca Centrale Europea a Francoforte.[56]

Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Preghiere e momenti di silenzio sono stati istituiti da varie organizzazioni e Ong.[57] Artisti e poeti da tutto il mondo hanno iniziato a creare opere per rendere omaggio ad Alan.

Tre mesi dopo la tragedia, la vigilia di natale, il network radio neozelandese 3 News ha dichiarato che

« L'immagine del suo corpo senza vita è riuscito a simboleggiare una tragedia molto più grande. Può esserci un'immagine più toccante e più forte della fotografia del piccolo corpo senza vita di Aylan Kurdi trasportato dal mare? »

[58]

Il 2 gennaio 2016, un articolo riportato sul sito della BBC aprì con le seguenti parole: "Quello fu uno di quei momenti di cui l'intero pianeta sembra interessarsi" per poi continuare citando le parole della zia di Alan, Tima Kurdi:

« C'è qualcosa in quell'immagine. Dio ha acceso la luce su di essa per svegliare il mondo. »

L'8 settembre del 2015, il giornale tedesco Bild rimosse tutte le immagini, inclusa quella di Kurdi, dalla sua edizione cartacea e dal sito web, in risposta alle lamentele seguite la decisione di pubblicarle. Il giornale commentò dicendo che "quando nessuno le vede, nessuno può capire la magia che crea le foto".

L'ISIS ha incorporato la morte di Kurdi nelle sue campagne di propaganda, usando l'immagine del corpo del bambino e dichiarando che Dio avrebbe punito tutti coloro che avessero osato emigrare dalle nazioni sotto l'influenza del Califfato. Il gruppo ha anche affermato che coloro che fuggono rischiano di diventare apostati che vedranno le loro anime bruciare all'inferno dopo la morte. Queste azioni hanno portato a severe condanne da parte di tutti, tra cui il Daily Mail, che apostrofò queste frasi come "depravate" e "malate".[37]

Channel 4, durante il consueto messaggio natalizio, anziché mandare in onda il messaggio di auguri della Regina Elisabetta, chiamò Abdullah Kurdi come oratore, che disse:

« Se una persona sbatte la porta in faccia ad un'altra, questo è veramente difficile. Ma quando una porta è aperta, essa non si sente più umiliata. In questo periodo dell'anno, vorrei chiedere a tutti voi di pensare al dolore di quei padri, quelle madri e quei bambini che stanno cercando pace e sicurezza. Noi vi chiediamo solo un po' di comprensione. Mi auguro che l'anno prossimo la guerra in Siria finisca, e che la pace regni sovrana sul mondo. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Associated Press, Drowned Syrian boys’ aunt fights to bring family to Canada, su newsinfo.inquirer.net. URL consultato il 05 settembre 2016.
  2. ^ a b (EN) Canada denies Alan Kurdi's family applied for asylum - BBC News, bbc.com. URL consultato il 05 settembre 2016.
  3. ^ Aylan and Galip Kurdi: Everything we know about drowned Syrian refugee boys, telegraph.co.uk. URL consultato il 05 settembre 2016.
  4. ^ Ashley Fantz and Catherine E. Shoichet CNN, Drowned Syrian boy's dad: Everything is gone, su CNN. URL consultato il 05 settembre 2016.
  5. ^ a b c The sad odyssey of Alan Kurdi and his family: Their search for new life ended in death, news.nationalpost.com. URL consultato il 05 settembre 2016.
  6. ^ 'They were all dead': Abdullah Kurdi describes losing his family at sea, ctvnews.ca. URL consultato il 05 settembre 2016.
  7. ^ (EN) Jessica Elgot, Father of drowned boy Aylan Kurdi plans to return to Syria, in The Guardian, 03 settembre 2015. URL consultato il 05 settembre 2016.
  8. ^ 'Let this be the last', says heartbroken father of Aylan and Galip Kurdi as he prepares to bury them, telegraph.co.uk. URL consultato il 05 settembre 2016.
  9. ^ (EN) Helena Smith, Alan Kurdi: friends and family fill in gaps behind harrowing images, in The Guardian, 03 settembre 2015. URL consultato il 05 settembre 2016.
  10. ^ Joe Parkinson in Istanbul e David George-Cosh in Toronto, Image of Drowned Syrian Boy Echoes Around World, in Wall Street Journal, 03 settembre 2015. URL consultato il 05 settembre 2016.
  11. ^ Chappell Bill, Relatives Of Drowned Syrian Boy Will Move To Canada, in NPR.org, 28 novembre 2015.
  12. ^ a b c Lura King e Glen Johnson Los Angeles Times, Death of Syrian toddler throws global spotlight onto refugees crisis, su latimes.com.
  13. ^ Ian Austen, Aylan Kurdi’s Death Resonates in Canadian Election Campaign, in The New York Times, 03 settembre 2015.
  14. ^ a b Mike Corder, Migrants mass in Turkey to take shortest route to Europe, in DeseretNews.com, 16 agosto 2015.
  15. ^ (EN) Heather Timmons, The father of Syrian toddler Aylan Kurdi on the boat ride that killed his family, in Quartz.
  16. ^ a b Family of drowned boy did not apply for asylum: Ottawa, in The Globe and Mail. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  17. ^ (TR) Aylan bebeği taşıyan Mehmet Çıplak konuştu | Gündem Haberleri, in www.haberturk.com. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  18. ^ a b c Turkish barman who found bodies of refugee, 3, on beach relives horror, in Mail Online. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  19. ^ Aylan’s story: How desperation left a 3-year-old boy washed up on a Turkish beach, su Washington Post. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  20. ^ Joe Parkinson in Istanbul e David George-Cosh in Toronto, Image of Drowned Syrian Boy Echoes Around World, in Wall Street Journal, 03 settembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  21. ^ 'I was crushed', says police officer who discovered Aylan’s body, in Mail Online. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  22. ^ Police officer who found Syrian toddler: 'I prayed he was still alive', in Telegraph.co.uk. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  23. ^ (EN) Drowned migrant boy Alan Kurdi is buried in Syria, in BBC News, 04 settembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  24. ^ Iraqi family's dream of Europe ends in terror, loss, su www.msn.com. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  25. ^ Yaşar Anter, He slipped through my fingers” says father of Syrian toddler Aylan Kurdi, su Dogan News Agency.
  26. ^ Yaron Steinbuch, Anguished dad of drowned Syrian boys: ‘I realized they were all dead’, su New York Post, 03 settembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  27. ^ Two Forgotten Victims of Tragedy Behind Boy on Beach Photo, in NBC News. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  28. ^ a b c (EN) Chloe Booker, Aylan Kurdi's father is a people smuggler, woman claims, in The Sydney Morning Herald, 11 settembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  29. ^ (EN) Capsized boat survivors claim Aylan Kurdi's father is people smuggler, in RT International. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  30. ^ Ali Nabhan e Safa Majeed, Account of Capsized Migrant Boat Is Disputed, in Wall Street Journal, 11 settembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  31. ^ a b c d e (EN) Adnan R. Khan, Alan Kurdi’s father on his family tragedy: ‘I should have died with them’, in The Guardian, 22 dicembre 2015. URL consultato il 09 dicembre 2016.
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  39. ^ La bufala del complotto della falsa foto di Aylan - neXt QuotidianoneXt Quotidiano, nextquotidiano.it, 07 settembre 2015. URL consultato il 05 settembre 2016.
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  52. ^ Statement by Elizabeth May on the Syrian Refugee Crisis | Green Party of Canada, su www.greenparty.ca. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  53. ^ Natalie Evans, Aylan Kurdi's death recreated by 30 people dressed as Syrian boy on Moroccan beach, in mirror, 10 settembre 2015. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  54. ^ Chinese artist Ai Weiwei poses as a drowned Syrian refugee toddler, su Washington Post. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  55. ^ (EN) Steph Harmon, Missy Higgins releases Oh Canada, inspired by drowned Syrian boy Alan Kurdi: 'I cry every time I watch it', in The Guardian, 18 febbraio 2016. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  56. ^ Reuters, Germany city displays giant mural of drowned refugee child, su New York Post, 11 marzo 2016. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  57. ^ Refugee Crisis: Minutes of Mourn for Alan Kurdi and Others | Welcome to the Official Website of Defend International, su defendinternational.org. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  58. ^ Syrian father makes harrowing Christmas message, in Newshub, 24 dicembre 2015. URL consultato l'11 dicembre 2016.

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