Rūm millet
Con il termine Rūm millet (millet-i Rûm) si intendeva la comunità cristiano ortodossa orientale nell'Impero ottomano. Nonostante la società ottomana fosse subordinata all'ordinamento islamico, le comunità dei fedeli di altre religioni, millet, mantennero una certa certa autonomia interna.[1]
Ai cristiani appartenenti alla Rūm millet fu consentito di regolare la propria vita all'interno delle comunità secondo le proprie conseutidini e leggi per quanto riguardano le materie inerenti alla sfera religiosa, come famiglia, successione e matrimonio. Le liti tra cristiani erano giudicate da tribunali propri e solo se la causa vedeva protagonisti anche musulmani questa passava di competenza ai tribunali islamici. La comunità Rūm millet aveva al vertice il patriarca di Costantinopoli.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Encyclopædia Britannica online, Eastern Orthodoxy (Christianity), su britannica.com.
- ↑ Filoramo e Menozzi, 2008, p. 312.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Cesare Alzati, Paolo Bettiolo, Emilio Campi, Roberto Osculati, Paola Visamara e Boghos Levon Zekiyan, L'età moderna, in Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi (a cura di), Storia del Cristianesimo, Roma, Laterza, 2008, ISBN 978-8842065609, SBN TO01041639.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Rūm millet, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.