Peluchefilia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La peluchefilia è il termine che identifica l'attrazione erotica nei confronti dei peluche. Nasce dalla combinazione delle parole peluche (animali finti e pupazzi) e parafilia (pulsione erotica). In lingua inglese le persone soggette a questa parafilia vengono chiamate "plushophiles" o "plushies" (sebbene quest'ultimo termine può anche riferirsi agli appassionati di peluche senza una connotazione sessuale).[1][2]

Modalità[modifica | modifica wikitesto]

In diversi casi i peluche vengono modificati dai plushophiles con buchi, fori o sporgenze, che ricordano quelli solitamente trovati in diversi giocattoli sessuali, per consentire una migliore interazione sessuale con essi.[1][2]

Anne Lawrence ha proposto che l'eccitazione sessuale che dipende dall'immaginare se stessi come peluche o come "rappresentazioni di personaggi animali antropomorfi" sia definibile "autopeluchefilia".[3]

Furry fandom[modifica | modifica wikitesto]

La pelucheofilia viene, a volte, considerata una pratica comune all'interno del furry fandom. Ciò è riconducibile, in parte, a un articolo del 2001 apparso su Vanity Fair che collegava contemporaneamente diversi membri alle due communità.[4][5][6][7][8] Un sondaggio del 1998 eseguito su 360 membri appartenenti al furry fandom ha indicato che meno dell'uno per cento (cioè meno di quattro persone) ha dichiarato di avere un interesse sessuale nei confronti dei peluche.[9]

La pornografia e le attività sessuali che coinvolgono l'antropomorfismo animale (compresa la peluchefilia) sono noti nella fandom community dei furry come "yiff" (gli atti sessuali sono chiamati "yiffing").[7][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dave Hill, Cuddle Time, in Salon.com, 19 giugno 2000. URL consultato il 10 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008).
  2. ^ a b Kathleen Kelleher, Once Seen as Taboos, Sexual Fetishes Are Gaining Acceptance, in Los Angeles Times, 4 giugno 2001. URL consultato il 22 maggio 2010.
  3. ^ Lawrence, A. A. (2009). Erotic target location errors: An under appreciated paraphilic dimension. The Journal of Sex Research, 46, 194-215.
  4. ^ Craig Malisow, Wild Kingdom, su houstonpress.com, Houston Press, 18 dicembre 2003. URL consultato il 1º aprile 2013.
  5. ^ Montreal's furries and furverts defend their unusual lifestyle, su montrealmirror.com. URL consultato il 15 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2002).
  6. ^ Tasha Kates, Animal Magnetism, su citypaper.net. URL consultato il 1º aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2015).
  7. ^ a b Melissa Meinzer, Animal Passions, in Pittsburgh City Paper, 29 giugno 2006. URL consultato il 10 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2007).
  8. ^ George Gurley, Pleasures of the Fur, in Vanity Fair, March 2001.
  9. ^ The Darken Hollow - Thoughts - Furry Sociology, su visi.com, 1º agosto 2002. URL consultato il 1º aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2006).
  10. ^ Who are the furries?, in BBC News, 13 novembre 2009. URL consultato il 22 maggio 2010.