Feticismo del piede

Il feticismo del piede o feticismo dei piedi, detto anche podolatria (dal greco antico podós ποδός, "del piede") o podofilia, è un aspetto della sessualità umana e più specificamente del feticismo sessuale; esso consiste nel desiderio sessuale rivolto verso i piedi femminili o maschili.
Il feticismo del piede, come tutte le altre forme di feticismo, non è indicabile a priori come un disturbo mentale e/o sessuale, morbo, devianza o perversione: viene indicato con il termine scientifico "disturbo parafilico" solo se provoca danni e malessere a sé e agli altri.[3][4]
Uno studio del 2007 dell'Università di Bologna, ha dimostrato come per i feticisti l'attrazione dei piedi superi quella delle natiche o dei seni delle donne.[5]
Il feticismo del piede è la forma più diffusa e comune di feticismo sessuale legato a una parte del corpo umano[6] ed è diffuso sia nel mondo eterosessuale che in quello omosessuale[7] e bisessuale. Le fantasie erotiche che coinvolgono i piedi sono ritrovabili sia negli uomini che nelle donne.[4]
Deriva da una vasta serie di cause neurofisiologiche, biologiche e evoluzionistiche, socio-culturali e psicologiche siccome non esiste una causa unica. Svariate descrizioni che caricano il piede in particolare femminile di erotismo sono reperibili fin dalla letteratura greca classica,[8] egizia, latina, sanscrita,[9] cinese, ebraica,[10] araba e persiana. Altre manifestazioni nelle varie Arti abbracciano i secoli fino all'età contemporanea, trasformando potenzialmente il feticismo del piede in un fenomeno culturale e estetico.
Si distingue dal retifismo, cioè il feticismo verso le scarpe da donna (incluso quello verso gli stivali), e dal feticismo della calza. Tuttavia, questi feticismi possono essere compresenti.
Dal 2009, il feticismo dei piedi è celebrabile nell'International Fetish Day, cioè la "Giornata internazionale del feticismo", che dunque include ogni altro feticismo; la festa ha come colore tematico il viola, un colore associato anche al BDSM e indossabile anche da chiunque desidera solidarizzare. La festa cade il terzo venerdì di gennaio di ogni anno (e.g., venerdì 15 gennaio 2027). La giornata si affianca alla giornata internazionale dei kink (6 ottobre) e alla giornata mondiale del BDSM (24 luglio).[11]
Caratteristiche
Presentazione
Il feticismo del piede è una pronunciata attrazione sessuale riguardo ai piedi femminili e/o maschili, presente in soggetti sia eterosessuali che omosessuali. Questo tipo di feticismo sessuale è legato a una parte del corpo, dunque non a oggetti come le scarpe. Inoltre, è il più diffuso in assoluto.
Questa forma di attrazione è nota anche con il grecismo "podolatria", dal greco antico podós ποδός ("del piede") e latreía λατρεία ("servizio" riferito a padroni o "servizio, devozione, adorazione" riferito a divinità). In alternativa, è nota anche con il grecismo "podofilia", da podós ποδός ("del piede") e philía φιλία ("affetto" o "amore", in origine antonimo di "fobia"). Dal punto di vista prettamente lessicale, l'antonimo di "podofilia" è "podofobia", un termine che indica la fobia verso i piedi propri o di altre persone.
Il desiderio sessuale verso i piedi si può manifestare come forma di sottomissione[12] per cui i feticisti del piede possono provare piacere verso il potenziale erotico di dominazione e sottomissione che il piede è capace di rappresentare. La maggioranza dei feticisti del piede è composta da maschi eterosessuali che apprezzano adorare i piedi delle donne; l'adorazione del piede femminile implica un ribaltamento dei ruoli culturali e sessuali tradizionali e un'inversione degli stereotipi di genere che viene altamente sessualizzata. Questa sovversione provoca eccitazione sessuale.[13]
Nel caso limite, il feticismo dei piedi è anche accostabile al sadomasochismo e al BDSM,[14] dunque a giochi di ruolo di dominanza e sottomissione, al rapporto slave-mistress e a pratiche che fanno trarre piacere dall'imporre sofferenze psico-fisiche al partner sessuale. Come in ogni pratica BDSM, un accordo preliminare tra i partner individua una serie di segnali (e.g., parole d'ordine, fischi, toccamenti, altri segnali) che permettono di gestire il gioco di ruolo senza provocare lesioni secondo il modello "semaforo rosso, semaforo giallo, semaforo verde" (i.e., "fermati, rallenta o allenta, continua pure"). Seguire i segnali è indicatore del rispetto di fondo del partner.
Tuttavia, secondo la sessuologa Camilla Constance, i luoghi comuni sul feticismo del piede che lo indicano come forma di sottomissione e le sue interpretazioni come kink ("fantasia sessuale non convenzionale") sono tipiche della cultura occidentale. Tali luoghi comuni e interpretazioni derivano dall'enfasi sull'erezione, sulla penetrazione sessuale e sul piacere maschile nel modello sessuale occidentale, una concezione culturale che si scontra con la concezione olistica del sesso (holistic sex) e con l'approccio femmino-centrico nel sesso (woman-centric approach). La concezione olistica del sesso definisce il "sesso" tenendo conto anche delle attività sessuali non penetrative e che non coinvolgono i genitali, per cui non ha una tendenza fallocentrica.[13] Inoltre, i soggetti dominanti che provano attrazione verso i piedi possono alternare il ruolo di mistress con quello di slave o approcciarsi al/alla partner senza atteggiamenti di dominio.
Dopodiché, secondo la stessa sessuologa, il concetto stesso di "feticismo sessuale" riferito a una parte del corpo è problematico siccome una persona può pensare di adorare una donna nella sua interezza fisica in quanto ogni sua parte del corpo ha dignità di essere adorata e stimolata; secondo l'approccio olistico (holistic approach) e la visione femmino-centrica (woman-centric) del sesso, non esistono zone "normofiliche", cioè una norma verso ciò su cui si deve provare attrazione nel corpo femminile. Anche se il concetto di "feticismo sessuale" non venisse rigettato, l'attrazione per i piedi nel caso dell'approccio olistico al corpo femminile avviene per motivi scollegati alla sottomissione.[13]
Attrazione

Per un feticista del piede, i punti d'attrazione dei piedi includono:
- le caratteristiche dei piedi e delle dita anche totalmente opposte tra loro: dita lunghe e affusolate oppure corte e tozze, unghie smaltate di un determinato colore o al naturale, unghie finte con effetti 3D, arcate plantari alte o piatte, piedi piccoli o molto grossi, piante dei piedi lisce o rugose, piedi morbidi o secchi, piedi callosi o levigati, piedi con il dorso liscio o venoso...
- La lunghezza e andamento delle dita dei piedi: lunghezza decrescente a partire dall'alluce (piede egizio, il più diffuso), secondo dito più lungo dell’alluce (piede greco), lunghezza pressoché uguale di ogni dito (piede romano), lunghezza uguale di tutte le dita eccetto l'alluce (piede germanico) e nuove combinazioni rispetto ai quattro standard.[15]
- gioielli: anelli da piede e cavigliere (modelli di cavigliere basilari o modelli che coprono il dorso del piede e si fissano intorno al secondo dito del piede con un piccolo laccio circolare; cavigliera di stile minimalista o di stile elaborato con giochi di luce, colori e forme dati dai gioielli e eventuale presenza di sonagli o pendagli di altro tipo)
- trattamenti: pedicure e massaggi anche con olio profumato
- tatuaggi: tatuaggi comuni, henné, scritte e disegnini (e.g., cuoricini e faccine) con pennarelli o penne
- eventuali calzature: sandali, infradito, tacchi a spillo aperti, scarpe che mostrano la parte superiore delle dita dei piedi (toe cleavage), scarpe e stivali che mostrano le dita dei piedi (peeptoe o open toe o toe baring) e i talloni (peepheel e pantofoline), scarpe che mostrano solo i talloni ma non le dita dei piedi (slingback), scarpe che mostrano solo il dorso del piede (ballerine), scarpe che mostrano solo il lato del piede (open side), scarpe semi-trasparenti (see through), scarpe sgargianti (e.g., scarpe ingioiellate o di materiali brillanti), calze di nylon autoreggenti, collant, calzini. Le calze trasparenti hanno la caratteristica di mostrare tanto quanto cercano di nascondere, mentre gli oggetti scintillanti o lucidi attirano di più l'attenzione rispetto a quelli non luminescenti. Il motivo deriverebbe dal desiderio innato dell'Uomo di cercare l'acqua come risorsa preziosa per la sopravvivenza. La preferenza verso gli oggetti luccicanti è rintracciabile già nel Paleolitico, in cui gli Uomini preistorici lucidavano gli utensili in osso e creavano gioielli di avorio, madreperla e steatite.[16]
- altre caratteristiche della donna: piedi di una donna giovane o matura, con un determinato colore e tipo di capelli, di una donna con una determinata nazionalità o etnia (e.g., asiatica, africana, latinoamericana), di una Big Beautiful Woman, di una donna travestita durante un roleplay o di un determinato look (e.g., emo e punk), di un cosplay, di una donna affetta da gigantismo (giantess o Amazon) o di una donna con altre caratteristiche ancora
- la proporzione tra i piedi e il resto del corpo (e.g., i piedi imponenti e massicci di una giantess con l'enormità e titanicità del resto del corpo)
- odore dei piedi: gradevole per profumi ed essenze, naturale (i.e., odore neutro di pelle) o sgradevole
- pulizia: totale o assente
- il fatto che reggano un oggetto solitamente sottile: un fiore, un calice di vino, penne, matite, banconote, una sigaretta, un ventaglio ecc.
- l'interazione sensoriale con i piedi: massaggiandoli, baciandoli, solleticandoli, appoggiandoseli in faccia o sul corpo, annusandoli, mordicchiandoli, leccandoli, succhiandone le dita ecc.[14][17] anche in luoghi particolari (e.g., in piscina, in una vasca jacuzzi e/o sott'acqua)
- il loro movimento sensuale o il fatto che la persona se li massaggi o gratti (la mano non solo rimanda al contatto, ma attira l'attenzione verso il piede o caviglia. Infatti, secondo uno studio sulla percezione umana, in una foto la faccia ha il vantaggio assoluto sulla percezione di ogni altro elemento; la faccia è seguita dalle mani che interagiscono con qualcosa, per cui le mani che non sono a riposo e che non sono inquadrate in isolamento hanno una salienza percettiva. Nella corteccia visiva, esistono aree specifiche dedicate al viso e alle mani; quelle dedicate alle mani servono sia a identificarle, sia a percepire la loro azione)[18][19]
- elementi dello sfondo (e.g., il fatto che i piedi sono tenuti su un divano, su un tavolino, sui pedali di un'automobile, in mezzo ai fiori, in spiaggia o nell'acqua di una vasca o piscina)
L'apprezzamento verso i piedi, soprattutto in assenza di un disturbo parafilico, non implica che sia esclusivo: ad esempio, alcuni commenti di apprezzamento su Instagram a Diletta Leotta durante una sfilata di alta moda a Parigi sono stati indirizzati sia ai suoi piedi che all'intera persona. In quell'occasione, la conduttrice indossava un paio di sandali di materiale trasparente. Un utente in particolare ha scritto "Piedi perfetti, come il resto di lei".[20]
La letteratura tende ad esaltare i piedi piccoli e magri di donne minute (come ad esempio Pushkin nelle sue opere)[21] e i piedi di alcune VIP sono vittima attacchi nei giornali per dei tratti considerati inestetismi e imperfezioni,[22] tuttavia non esiste un modello di bellezza universale dei piedi per i feticisti del piede: ad esempio T. Herbert, la donna entrata nel Guinness dei primati per avere i piedi più grossi del mondo (13,3 pollici, ovvero quasi 34 centimetri, taglia 18 statunitense, taglia 51,5 da donna) e affetta da gigantismo ha ricevuto attenzioni in internet da parte di svariati feticisti dei piedi nell'arco degli anni siccome trovano i suoi piedi enormi gradevoli;[23] i suoi piedi su WikiFeet, un sito in cui viene attribuito un rating ai piedi di alcune VIP, al 2025 hanno guadagnato quasi 3.5 stelle su 5; la maggioranza degli utenti nell'arco degli anni le ha conferito 5 stelle.[24]
Per dare un altro esempio, E. Cahill, la donna con i piedi più grandi in Europa (taglia 14 statunitense, taglia 46-47 da donna) e anch'essa affetta da gigantismo, ha quasi guadagnato il rating massimo su WikiFeet (4.76 a ottobre 2025); l'ultra-maggioranza degli utenti nell'arco degli anni le ha conferito 5 stelle.[25]
Un terzo esempio è Mortao Maotor, pseudonimo di una donna tailandese definita "la regina dei selfie" dai giornali per postare oltre 200 selfie a settimana su Instagram[26][27] (dato un periodo di veglia di 16 ore contrapposto a 8 ore di sonno in media, significa farsi un selfie ogni mezz'ora circa). Mortao posta anche contenuti a sfondo feticistico siccome in molti suoi selfie compaiono intenzionalmente i piedi. Nonostante abbia un inestetismo come un alluce valgo abbastanza pronunciato, ad agosto 2025 ha oltre 177.400 follower sul suo profilo ufficiale Instagram[28] a cui se ne aggiungono almeno 43.000 sul suo profilo ufficiale su X.[29] La stessa Mortao, tra gli hashtag su Instagram, non ha imbarazzo a usare #bunions ("alluce valgo") e mettere in risalto questa caratteristica. Tra i suoi follower, si contano anche delle donne. Dopodiché Julie Nolke, un'attrice e youtuber che possiede anch'essa un alluce valgo su cui ha fatto molta autoironia su un video di YouTube,[30] ha raggiunto 4,71 stelle su WikiFeet a ottobre 2025; l'ultramaggioranza degli utenti le ha assegnato 5 stelle.[31]
Infine, l'ultimo esempio è DeeDeeRican, una content creator portoricana caratterizzata da piante dei piedi e dita estremamente rugose che posta contenuti a sfondo feticistico. Ad agosto 2025 ha oltre 41.500 follower sull'account ufficiale su Instagram ("DeeDee") a cui se ne aggiungono più di 66.800 su X.[32]
Pertanto il feticismo del piede, quando non è un disturbo parafilico, sarebbe compatibile almeno in parte con la body positivity siccome più caratteristiche estetiche molto diverse tra loro vengono valorizzate.
Diffusione
Uno studio del 2007 di Scorolli, Ghirlanda, Enquist et al. basato su un corpus di 381 gruppi di discussione online su Yahoo! (e dunque su un campione di migliaia di individui) ha mostrato che il feticismo più diffuso era quello per il piede insieme a quello per gli oggetti associati al piede. Pertanto, questi due tipi di preferenza sessuale erano i più comuni.[5]
In totale, il 47% dei soggetti feticisti aveva una forma di feticismo specificatamente del piede; il secondo gruppo più vasto, quello dei feticisti delle BBW e i nanofili, ha mostrato un vasto distacco siccome era pari solo al 9%.[5]
Gli oggetti più apprezzati erano quelli indossati sulle gambe e natiche (e.g., calze e gonne) e sui piedi (e.g., i vari tipi di scarpe); questi due gruppi insieme componevano il 65% dei soggetti. Il secondo gruppo più vasto, quello della biancheria intima (e.g., mutandine e reggiseni), ha mostrato un distacco ancora più vasto siccome era pari solo al 12%.[5]
In generale, il feticismo per una parte del corpo non normofilica rappresentava un gruppo molto più vasto rispetto al feticismo per un oggetto; inoltre, gli oggetti più apprezzati erano quelli correlati al corpo (e.g., scarpe e calze) rispetto a quelli non correlati (e.g., candele e piatti sporchi).[5]
Secondo i dati raccolti dal sociologo Justin Lehmiller nel suo libro "Tell Me What You Want" (2018), una parte degli intervistati ha avuto almeno una fantasia sessuale focalizzata sui piedi o dita dei piedi; parte di questo gruppo è formato da feticisti del piede. Le persone che hanno avuto almeno una fantasia sessuale di questo tipo, su 4000 americani sia uomini che donne intervistati, erano il 18% degli uomini eterosessuali, il 21% degli uomini bisessuali o omosessuali, l'11% delle donne lesbiche o bisessuali e il 5% donne eterosessuali. Pertanto, in base a una suddivisione tra i sessi sul totale degli intervistati, il 39% degli uomini intervistati e il 16% delle donne ha avuto almeno una fantasia di questo tipo.[4]
Secondo i dati di Clips4Sale (C4S), un famoso sito di vendita di video pornografici, il feticismo del piede era uno dei 10 feticismi con il maggiore tasso di crescita nel 2025; nella top ten, occupava il 10° posto con un +14,4%.[33]
Sempre secondo i dati di Clips4Sale, nel 2024 il feticismo del piede era il feticismo più popolare in Turchia, Azerbaigian e Georgia, il trampling era il feticismo più popolare in Grecia e Ucraina e il tickling era il feticismo più popolare in Italia, Spagna, Austria e Polonia.[34] Nel 2023, il feticismo del piede era il feticismo più ricercato su Pornhub,[35] uno dei siti porno più visitati al mondo.
In generale, sempre secondo i dati di Clips4Sale, il feticismo dei piedi è un feticismo sempreverde siccome è sempre stato uno dei feticismi più diffusi nei primi 20 anni di esistenza del sito web.[36]
Diffusione in base alle generazioni


Riguardo alle fantasie sessuali a sfondo feticista nelle ultime generazioni, i Millennial sono la generazione più sensibile al potenziale carico erotico del piede nudo. Infatti, secondo una ricerca di Paramio, Tejeiro, Romero-Moreno et al. (2024) svolta su 173 Millennial e 159 zoomer tutti in gran parte eterosessuali, una larga fetta di Millennial si eccita a guardare i piedi nudi (Seeing bare feet). Di contro, gli zoomer in gran parte non ricavano piacere dalla loro visione; il motivo non è chiaro, ma potrebbe derivare dal carico simbolico negativo del piede nella cultura occidentale moderna (e.g., volgarità, povertà, sporco, "brutte mani"). Di contro, sia i Millennial che gli zoomer apprezzano l'idea di una stimolazione dei piedi durante le pratiche sessuali, con una preferenza leggermente più alta tra i Millennial. La preferenza leggermente più alta tra i Millennial deriva dalla loro esposizione a materiale BDSM e feticista dei piedi in internet,[37] già alta nel 2015 secondo un articolo del The Economist ("Naked Capitalism"). Questo materiale pornografico ha creato una sorta di copione in svariati Millennial sul proprio comportamento sessuale, in cui alcuni ruoli e stereotipi di genere sono fissati e normalizzati; in particolare, i Millennial possono essere desensibilizzati ad alcune pratiche BDSM.[38] I kink sono stati normalizzati anche a seguito dell'uscita del best-seller Cinquanta sfumature di grigio (2011), poi diventato una trilogia con un adattamento cinematografico di enorme successo.[39]
Gli zoomer, oltre ad apprezzare le stimolazioni sensoriali ai piedi, sono descritti da alcuni articoli come la "generazione più kinky", dunque con il maggior numero di fantasie sessuali ritenute non convenzionali; questa diffusione è alta nonostante gli zoomer facciano sesso meno frequentemente dei Millennial. Il kink più apprezzato dagli zoomer è il BDSM, con un 56% delle preferenze secondo un report di Justin Lehmiller del Kinsey Institute ("The State of Dating Report: How Gen Z is Redefining Sexuality and Relationships") in collaborazione con Feeld, un'app di incontri per amanti dei kink[37] lanciata nel luglio 2014.
Questa enorme diffusione dei kink tra gli zoomer deriva dal graduale avanzamento di una società sex-positive, in cui il sesso e la sua discussione non è tabù e in cui l’esplorazione sessuale consensuale fin da giovani è più libera. Siccome la società è sempre più sex-positive, l’esplorazione sessuale e la curiosità sessuale sono sempre più incentivate dall’assenza di punizioni o stigma sociale (e dunque una maggiore permissività), le politiche di tutela della componente LGBTQIA, la diminuzione degli stereotipi sociali e la globalizzazione culturale (i.e., diffusione nel mondo di visioni della sessualità, stili di vita e idee del movimento LGBTQIA e femminista); per questo motivo, gli zoomer sono la generazione con più persone che si identificano come omosessuali o bisessuali secondo un sondaggio di Ipsos MORI (2020) e dell'Instituto de la Juventud (INJUVE, 2020).[37]
Inoltre, secondo lo stesso report di Lehmiller, il fatto che siano più kinky deriva anche dal maggiore accesso di questa generazione alla pornografia in internet; il materiale pornografico esplorato e consumato contiene svariati kink. Infine, secondo l’autore del report, i kink possono aiutare gli zoomer a rilassarsi e a togliere l'ansia e lo stress durante gli atti sessuali.[40]
La conoscenza dei kink non avviene solo tramite il porno, ma anche tramite fonti più autorevoli o comunità come KinkTok, la comunità che tratta i kink su TikTok, laddove l'educazione sessuale a scuola esclude la trattazione dei kink).[41]
Gli zoomer, secondo i dati di PornHub, sono la generazione che nel 2023 ha cercato più pornografia incentrata sul feticismo dei piedi.[42]
La fantasia più diffusa nell'ambito del feticismo dei piedi sia tra gli zoomer che tra i Millennial è sconosciuta; tuttavia, un questionario tra i vari item citava esplicitamente l'atto di ricevere baci ai piedi (Being kissed on the feet).[37]
Distinzione con il disturbo parafilico
Il feticismo del piede non è descrivibile per definizione con le categorie di "malattia, patologia, perversione, disturbo, mania, deviazione, anomalia, morbo, degenerazione, aberrazione, corruzione spirituale o morale o sociale"; inoltre, una certa varietà nelle attività sessuali è molto frequente nelle relazioni e nelle fantasie sessuali degli adulti sani. Quando entrambi i partner le accettano, comportamenti sessuali di carattere inusuale che non causano alcun male; al contrario, possono essere un componente di una relazione appassionata e amorevole,[43] appagante e arricchente, ludica e basata sul consenso reciproco, comunicazione diretta e negoziazione.
L'attrazione sessuale verso il piede viene definita "disturbo parafilico" (per la precisione, "disturbo feticistico") e non "feticismo" solo se compromette interferisce con la capacità del soggetto di svolgere le normali attività quotidiane e/o se lo porta a praticare comportamenti socialmente inaccettabili che possono provocare sofferenza a un'altra persona.[3] Infatti, l'attrazione è considerata e chiamata "disturbo" solo se è un interesse sessuale persistente al punto tale da andare a detrimento della stimolazione genitale della/del partner e dunque a un interesse "normofilico". In altre parole, l'attrazione è un disturbo solo se diventa una dipendenza, per cui assume un carattere di esclusività nella sfera sessuale al punto tale che, senza il contatto con i piedi, un soggetto non riesce a trarre piacere o a raggiungere l'orgasmo.[43] Contestualmente, il soggetto può sentirsi senza più il controllo della propria vita e consumato da questo feticismo al punto da essere eccitato sessualmente solo dai piedi della/del partner.[44] I disturbi parafiliaci possono seriamente compromettere la capacità di svolgere un’attività sessuale fondata sulla reciproca affettività.[3]
Contestualmente, l'attrazione viene definita "disturbo feticistico" se il comportamento crea disagio o compromissione nella propria socialità, nell'ambito lavorativo e simili. Lo stesso DSM-5 raccomanda una distinzione tra il semplice "feticismo" e il "disturbo feticistico".[43]
Come prima forma di sofferenza provocata, i partner di soggetti parafiliaci durante i rapporti sessuali possono sentirsi come un oggetto o come se fossero insignificanti o inutili[43] siccome tutta la libido e tutto l'interesse sessuale sono incanalati solo verso una parte del corpo. Altri esempi sono i pensieri ossessivi sui piedi e comportamenti molesti o osceni in pubblico (e.g., chiedere con troppa insistenza di fare una foto ai piedi).
Cause
Il feticismo dei piedi è un fenomeno che è prodotto da più possibili cause anche molto diverse tra loro ma con un'eventuale possibilità di interconnessione.[45] L'ulteriore ricerca scientifica può delucidare meglio le varie cause che portano alla comparsa del fenomeno.
Neural Cross-Wiring Theory

La Neural Cross-Wiring Theory, detta anche Signal Crossing Theory, è una spiegazione oggi parzialmente superata, si basa sulla mappatura del controllo delle parti del corpo sul cervello. Secondo il modello dell'Homunculus corticale, a ogni area del cervello (inquadrato e rappresentato in sezione coronale, cioè tagliato a metà), corrisponde una parte del corpo. Secondo una vecchia interpretazione, nel cervello dei maschi l’area che controlla i genitali si trovava accanto a quella che controlla i piedi. Pertanto, i neuroscienziati pensavano che feticismo dei piedi derivava da una sovrapposizione di neuroni in queste due aree affiancate; in altre parole, il confine tra le due aree aveva una sovrapposizione.[46]
I lavori sull’associazione del controllo delle parti del corpo alle diverse aree del cervello sono stati iniziati da Wilder Penfield, un neurologo che ha effettuato i propri studi sui pazienti epilettici sottoposti a stimolazioni elettriche del cervello. Proprio i lavori di Penfield hanno portato al primo schema in merito, che mostrava l’area che controlla i piedi accanto a quella che controllava i genitali. Questo risultato inaspettato è stato interpretato come un'anomalia siccome c'è una grande distanza e discontinuità corporea tra genitali e piedi. Un'altra anomalia era data dal fatto che la parte che controllava le mani era stata posta accanto a quella che controllava i muscoli facciali.[47]
Queste due anomalie in un primo momento sono state spiegate con la vicinanza tra mani e faccia e tra piedi e genitali nei feto nella placenta, mentre gli arti sono in fase di sviluppo; il feto, quando sviluppa le braccia e le gambe, può toccarsi e stimolarsi la faccia con le mani e i genitali con i piedi. Dunque, queste aree del corpo secondo l'opinione dei neuroscienziati portava a una co-attivazione delle relative aree del cervello.[47]
Il neuroscienziato Vilayanur S. Ramachandran, direttore del Center for Brain and Cognition dell'Università della California - San Diego aveva ipotizzato nel 1999 come questa sovrapposizione di aree fosse alla base della nascita del feticismo dei piedi.[48][49] Altri dati che avvaloravano la sua ipotesi provenivano dagli studi sulla sindrome dell'arto fantasma, una condizione clinica in cui le persone che subiscono l'amputazione di un arto hanno la sensazione di avere ancora l’arto attaccato e di poterlo muovere. Questa sindrome deriva dal fatto che gli amputati non riescono a rimuovere la parte che controlla l’arto dal cervello. Negli studi su soggetti a cui era stato amputato un piede, non solo avevano la sensazione di avere il piede ancora attaccato e funzionante, ma sentivano sensazioni di piacere e orgasmi localizzati nel piede mancante. Questo fenomeno, secondo lo scienziato, rimarca come due aree adiacenti del cervello possano subire una sovrapposizione.[50]
Una terza conferma a questa teoria derivava da un caso di sindrome di orgasmo al piede sinistro (Foot Orgasm Syndrome, FOS) di una donna olandese di 55 anni che non aveva subito un'amputazione, ma una lesione al piede che aveva colpito i nervi. Il piede sinistro, se sottoposto a stimolazione elettrica sulla pianta, portava immediatamente a una sensazione orgasmica che, dalla pianta del piede, raggiungeva la vagina. In totale, la donna sentiva circa 5-6 volte al giorno un orgasmo paragonabile a quello sessuale, anche quando non aveva pensieri sessuali, e provava fastidio. Lo studio, condotto dal neuropsichiatra Marcel D. Waldinger, ha ipotizzato che la causa di questa sindrome deriva da una rigenerazione parziale dei nervi del piede sinistro a seguito di un periodo in terapia intensiva, per cui il cervello interpretava i segnali del piede come originati dalla vagina. Dopo il blocco della corteccia somatosensoriale primaria (S1) con due somministrazioni di bupivacaina (un anestetico) sui nervi spinali, l'orgasmo al piede è sparito.[51][52]
Solo in seguito, ulteriori studi hanno scoperto che in realtà l’area che controlla i genitali sia negli uomini che nelle donne si trova tra quella che controlla le gambe e la parete bassa dell’addome, per cui esiste una continuità tra parti nel corpo nel cervello[47][53][54] e per cui il vecchio modello di Homunculus corticale di Penfield è errato.[55] Inoltre, il processo di neurosviluppo del feto non è disturbato da eventuali stimolazioni del viso e genitali.[56]
Le zone erogene e la revisione della Neural Cross-Wiring Theory

Un'altra teoria collega il feticismo dei piedi al fatto che i piedi sono percepiti dagli uomini come zone erogene, cioè zone che a seguito di stimolazione provocano sensazioni di piacere fisico.
Tuttavia, una ricerca svolta dal dottor Oliver Turnbull della School of Psychology dell'Università di Bangor (Galles) ha mostrato come i piedi non siano una zona erogena né per gli uomini, né per le donne. Tra uomini e donne, le zone erogene sono pressoché identiche, anche a prescindere da fattori come la cultura, etnia e età. Quest’altro risultato mette in ulteriore difficoltà la teoria dell'origine del feticismo dei piedi come una presunta adiacenza e sovrapposizione dell’area che controlla i piedi e quella che controlla i genitali.
Turnbull, in conclusione, non ha smentito la teoria di una connessione di segnali tra piedi e genitali nel cervello: secondo la sua opinione, la teoria è corretta, ma Ramachandran avrebbe indicato l'attivazione dell'area cerebrale scorretta. Secondo Ramachandran, il contatto con le zone erogene (e probabilmente anche con i piedi) attivava l’area del cervello S1 (corteccia somatosensoriale primaria), mentre secondo Turnbull attiva specificatamente il lobo insulare, che è una sezione della S1. Quest’area è responsabile di processare le emozioni e ricevere le sensazioni di essere toccati lentamente.[48]
Comunque, secondo la sessuologa Annabelle Knight, gli orgasmi raggiungibili attraverso la stimolazione dei piedi possono avvenire, ma sono estremamente rari. Pertanto, è difficile che una persona arrivi a un orgasmo attraverso la sola stimolazione del piede, anche se la riflessologia plantare indica che alcuni punti di pressione sul piede possono portare all'eccitazione sessuale[52] (la riflessologia plantare, perlomeno nelle sue basi teoriche, è considerata una pseudoscienza). Inoltre, secondo la sessuologa Camille Constance, i piedi in particolare sono ricchi di terminazioni nervose che sono stimolate dal tocco, per cui sono una zona sensibile; la sessuologa inoltre rigetta l'assunzione per cui ci sono parti del corpo che non sono sessuali e dunque erogene a prescindere in primis perché tutto il corpo è coperto di terminazioni nervose.[13]
Ipotesi biologico-evoluzioniste


Un'altra ipotesi di stampo biologico e evoluzionista sostiene che i piedi (e le mani) sono tra le parti meno suscettibili di interventi estetici di ringiovanimento sia leggeri che invasivi, dal trucco alla chirurgia. Per cui una persona, osservando i piedi di un'altra, può trovare facilmente segnali di giovinezza o vecchiaia e dunque di salute tendenzialmente buona o cattiva.[57] In particolare, la dimensione dei piedi femminili tende ad aumentare con l'età.[58] L'osservazione dei piedi per capire l'età di un/una potenziale partner dunque porta una persona a focalizzarsi su di essi e sui loro tratti estetici.[57]
Le altre teorie di stampo biologico-evoluzionista spiegano specificatamente le origini dell'attrazione verso i piedi femminili radicandole in origini più profonde della psicologia. Queste teorie fanno perno sul concetto di dimorfismo sessuale (lett. "due-forme"), l'insieme di differenze fisiche tra uomini e donne.
Per introdurre dunque la seconda teoria, la relaxina è un ormone peptidico presente sia nei maschi che nelle femmine. Nei maschi, la presenza è molto più bassa, è prodotto dalla prostata e serve a incrementare la mobilità dello sperma; nelle femmine, la produzione è più alta, raggiunge il picco durante la gravidanza, è prodotto dalle ovaie e dai seni e serve a rendere le cartilagini più flessibili in vista del parto. A prescindere dallo stato di gravidanza, il corpo femminile è più flessuoso, duttile, elastico e snodabile di quello maschile, in particolare nell'articolazione delle caviglie.[59][60] Questa maggiore flessuosità della caviglia rende possibili dei movimenti più ampi o delle pose più estrose e sinuose. Una serie di studi può chiarire se l'osservazione della snodabilità delle caviglie (e dunque dei piedi) per notare le loro curve e la presenza di relaxina sia una causa biologico-evoluzionista del feticismo del piede e/o della caviglia.
Inoltre, altri due dimorfismi sessuali riguardano ancora i piedi femminili: tendenzialmente sono più piccoli dei piedi maschili[58] e hanno una struttura ossea diversa, per cui anche la pianta del piede è più flessuosa e snodabile.[61] I piedi più piccoli sono preferiti dagli uomini in base ai sondaggi condotti in varie etnie siccome sono collegati a un'idea di giovinezza; questa preferenza comunque non era unanime. In particolare, nelle società rurali in Tanzania non è registrata la preferenza per i piedi piccoli, probabilmente perché la società apprezza maggiormente la produttività delle donne invece che il loro aspetto fisico. Le donne avrebbero i piedi più piccoli degli uomini a causa della selezione sessuale per preferenza estetica e non per adattamento/fitness genetico (selezione naturale): infatti, nel momento in cui restano incinte, i piedi piccoli portano a spostare il baricentro del corpo e dunque a rendere la camminata difficoltosa, cosa che non accadrebbe con i piedi grossi.[58] I piedi piccoli sarebbero stati selezionati come caratteristica gradevole siccome indicano o simbolizzano la nulliparità, dunque una donna nullipara: le donne nullipare sono le donne che non sono mai rimaste incinte. Infatti, i piedi si gonfiano durante la gravidanza siccome il corpo femminile in quel periodo tende a ritenere più acqua; l’acqua extra tende a concentrarsi durante il giorno nelle parti basse a causa in primis del fatto che si sta in piedi. Inoltre, la pressione del ventre rigonfio influenza la circolazione sanguigna siccome aumenta nei piedi e caviglie, oltre che nelle gambe. Taluni cambiamenti nel corpo femminile dopo la gravidanza restano stabili.[62] Questa selezione è stata unidirezionale, cioè solo da parte degli uomini: gli uomini infatti hanno mantenuto i piedi più grossi rispetto alle donne.[58]
Degli studi ulteriori possono quindi confermare o smentire il fatto che osservare e/o apprezzare delle parti dei piedi e caviglie in particolare femminili (dimensioni, snellezza della caviglia e flessuosità della caviglia e della pianta) equivale a individuare e apprezzare dei dimorfismi sessuali femminili tipici di una donna adatta a procreare perché giovane, nullipara e/o ben dotata di relaxina.
Influenze socio-culturali e storiche






Secondo alcuni studiosi, il feticismo dei piedi ha un'origine socio-culturale e storica. Il nesso causale tra feticismo del piede e influenza socio-culturale è condensato in più teorie socio-culturali e storiche che si possono legare tra loro, siccome l'una non esclude l'altra.[45] Anche questo gruppo di osservazioni spiega il feticismo del piede come fenomeno non innato/derivante da predisposizione genetica.
Erotizzazione pregressa
Secondo una prima teoria, i piedi provocano attrazione sessuale siccome, in una determinata cultura e/o in un determinato momento storico, sono già considerati una parte del corpo che provoca attrazione sessuale e carica di erotismo; è sufficiente che una determinata parte del corpo, come ad esempio i piedi, vengano enfatizzati per creare un feticismo.[63] Ad esempio, i piedi fasciati nella Cina imperiale ("piedi loto d'oro") venivano considerati attraenti siccome le fasciature li rendevano piccoli e, secondo i gusti sessuali dell'epoca, attraenti.[45] Pertanto, i piedi femminili erano oggetto di attenzione, enfasi e attrazione sessuale e facevano parte del discorso comune in quanto parte integrante della cultura cinese tradizionale. Sigmund Freud considerava il loto d'oro delle ragazze cinesi una forma di feticismo.[64] I piedi erano una parte del corpo erotizzata anche nell'Antica Grecia,[8] nell'Antica Roma,[65][66] nella letteratura indiana in sanscrito[9] e in alcuni casi specifici si ritrovano erotizzazioni anche nella letteratura dell'Antico Egitto, araba e persiana
In Francia, durante il regno del Re Sole (r. 1643-1715), le donne si fasciavano i piedi per farli apparire piccoli.[21] Inoltre, nella prima prima parte di "Agathe et Isidore", un romanzo del 1768 della scrittrice francese Françoise-Albine Benoist, viene spiegato che le dame parigine, specialmente durante il periodo di Carnevale, amavano stuzzicare e sedurre gli uomini con i loro piedi e scarpine. Quando il calzolaio Goudin si ammala, le dame piombano nella disperazione siccome Goudin, il padre adottivo del protagonista, era talmente esperto da riuscire a fare emergere la grazia di ogni piede femminile.[67]
Nesso con le malattie sessualmente trasmissibili
Secondo un'ulteriore osservazione di Giannini, Colapietro et al. (1998), il feticismo dei piedi ha subito una rimonta nei periodi in cui erano presenti epidemie di malattie sessualmente trasmissibili, per cui l'attività sessuale comune era limitata. In questi contesti storici, la focalizzazione su parti non sessuali come i piedi era considerata una forma di sesso sicuro non penetrativo.
Un esempio storico è l'epidemia di gonorrea del XIII° secolo in Europa, durante la quale l'Arte e la Letteratura hanno maggiormente trattato i piedi.
Un altro esempio è l'epidemia di sifilide del XVI° secolo, durante la quale è stata inventata la scarpa da donna con il "toe cleavage", cioè un'apertura parziale che mostra alcune dita dei piedi per attirare l'attenzione sessuale. Contemporaneamente, i pittori si specializzavano sulla rappresentazione del piede femminile; di contro, i pittori rinascimentali tendevano a focalizzarsi sui seni.
Un terzo esempio è l'epidemia di sifilide del tardo XIX° secolo, in cui alcuni bordelli offrivano servizi sessuali focalizzati sui piedi.
Un ultimo esempio è l'epidemia di AIDS moderna, durante la quale le rappresentazioni di feticismo del piede nella pornografia sono aumentate in modo esponenziale in base all'osservazione degli 8 giornaletti porno più diffusi negli USA dal 1965 al 1994.
Tuttavia, la teoria che lega in particolare il feticismo dei piedi ai periodi di epidemie di malattie sessualmente trasmissibili non è accettata da tutti gli studiosi.[45]
Teoria della zona erogena mobile
Un'altra teoria socio-culturale, a cui si lega in primis la comparsa del toe cleavage nel Rinascimento, è la teoria della "zona erogena mobile" (Shifting Erogenous Zone) di James Lavier, che spiega che i vestiti femminili enfatizzano le zone erogene (cioè le zone che provocano piacere sessuale se osservate o stimolate) e i cambiamenti nella moda riflettono le mutazioni di zona erogena.[68] Secondo Lavier, i cambiamenti avvengono ogni 7 anni circa.[69] Lo psicologo John C. Flügel ha aggiunto che una parte del corpo, per attirare la curiosità degli uomini, in partenza deve essere nascosta dai vestiti e dunque celata alla vista. Dopodiché, le zone erogene di ogni periodo storico vengono scoperte e riflettute nella moda. Nel Rinascimento, oltre alla scarpa con il toe cleavage, si indossavano gonne che gonfiavano il ventre per rimandare all'opulenza, ricchezza e alla gravidanza (e dunque al potere generatore femminile e fertilità), mentre nell'Ottocento era di moda il corsetto e la forma del corpo a clessidra; dagli Anni '80 agli Anni 2000, erano di moda le minigonne, i pantaloni strappati e i jeans a vita bassa.[70]
Tuttavia, la teoria della zona erogena mobile da sola non spiega tutti i cambiamenti di moda; inoltre, parte dal presupposto che le donne si vestono in un certo modo solo per attirare partner e non, per esempio, come forma di auto-espressione. Infine, non tiene conto della velocizzazione dei tempi della moda contemporanea[69] e del fatto che non necessariamente le zone erogene di un'epoca influenzano la moda: Amy Scarborough e Patricia Hunt-Hurst hanno proposto una teoria inversa, per cui il nascere di una moda (e dunque l'abitudine a scoprire una parte del corpo) crea una nuova zona erogena.[70][71]
Corollario della teoria della zona erogena mobile
Un'altra spiegazione socio-culturale e sempre legata alla moda è reperibile proprio dal corollario di John C. Flügel all'interno della teoria della zona erogena mobile: una parte del corpo, per attirare la curiosità degli uomini, in partenza deve essere celata alla vista e dunque "mascherata/velata" con un vestito.[70] Questo corollario apre una nuova prospettiva sulla creazione di zone erogene del corpo femminile e dunque sull'erotizzazione delle parti del corpo: da un lato, l'erotizzazione già in partenza di alcune parti del corpo in una determinata cultura può spiegare alcuni feticismi e sessualizzazione, incluso il feticismo del piede; tuttavia vale anche la causa contraria, siccome anche nascondere alla vista altrui una parte del corpo perché tabù porta ad attirare l'attenzione su di essa. Questa conclusione apparentemente paradossale deriva dal fatto che una parte del corpo occultata per motivi culturali viene resa visibile raramente. Pertanto, una parte del corpo sempre coperta da una barriera (e.g., vestiti, scarpe, calze non trasparenti) e inaccessibile alla vista ha un'aura di mistero e eccitazione e stimola sia la curiosità che l'immaginazione; infatti l'occhio umano, non potendo vedere la parte del corpo, la immagina e/o vi proietta una forma ideale. La realtà è dunque sostituita con la fantasia; in alternativa, la parte del corpo tabù "velata" poteva essere "svelata/esposta" da un artista come atto audace e liberare il potenziale erotico della donna.
Un esempio concreto è il pelo pubico in Giappone: nella pornografia, è severamente vietato perché considerato osceno ma, secondo un articolo del The Independent, gli uomini desideravano vederlo; con l'introduzione di materiale pornografico che sfidava questo divieto nel 1991, c'è stata un'esplosione di pornografia in cui le donne esponevano il pelo pubico fino al 1994, finché l'interesse non è diminuito. Nel mentre, nessun divieto era stato tolto, per cui la polizia si era limitata a non intervenire.[72]
Riguardo nello specifico al feticismo del piede, l'esposizione del piede nudo nell'arte era diventata una tabù nel Settecento e Ottocento, per tutta l'Età vittoriana (1837-1901),[21] siccome i valori morali del tempo per le donne erano quelli di modestia e castità: esporre parti del corpo inutili da scoprire era dunque un segno di scarsa moralità, inoltre il piede nudo era sinonimo di povertà, volgarità e sporco. Gli stessi vestiti da donna alla francese, all'inglese e alla polacca del Settecento inoltre avevano delle ampie gonne che raggiungevano il terreno e che difficilmente lasciavano intravedere i piedi, per cui la loro visione celata li rendeva attraenti. Non sarebbe un caso che quadri come I felici incidenti dell'altalena di Fragonard, La toilette di Boucher e i ritratti di Madame de Pompadour di Boucher e Drouais mettano in mostra i piedi,[73] infrangendo il tabù.
Secondo un sondaggio del 2023 su Fun With Feet, uno dei più grandi siti di vendita di foto di piedi, più di metà degli utenti hanno detto di apprezzare i piedi femminili siccome sono percepiti come tabù e sono solitamente nascosti da calzini, scarpe e sandali classici. Dunque, il fatto che siano solitamente nascosti, secondo un utente, li rende un "frutto proibito".[42][74] Pertanto, questo sondaggio confermerebbe questa teoria.
Un caso simile si è probabilmente svolto anche nel mondo della danza: nel fine Settecento è nato il valzer, un tipo di ballo di coppia che al momento della nascita creò scandalo[75] siccome i partner ballavano molto vicini l'uno all'altro e la mano dell'uomo si avvolgeva lungo il fianco della donna.[76] Non solo durante la danza i piedi dell'uomo tendevano a sparire sotto la gonna della donna, ma i movimenti del valzer e dunque della gonna potevano scoprire i piedi e le caviglie della donna.[77] Nel 1833 in Inghilterra, ancora prima dell'inizio dell'Era Vittoriana, il valzer era ancora ritenuto scandaloso;[76][78] nel 1812, alcuni anni prima, Lord Byron aveva pubblicato una satira anonima sul valzer, aveva scritto esplicitamente "Valzer - valzer solo - richiedi entrambe le gambe e le braccia, liberale dei piedi e prodigo delle sue mani" ("Waltz - Waltz alone - both legs and arms demands, Liberal of feet, and lavish of her hands"), menzionando esplicitamente i piedi.[77]
Allusione al nudo classico in pittura

Secondo un'altra interpretazione legata al campo dell'arte ottocentesca in particolare, la grande attenzione data ai piedi femminili deriva dal fatto che il nudo nell'arte poteva essere oggetto di scandalo anche nel momento in cui il pittore desiderava ricollegarsi al nudo classico e dunque a figurazioni greche e romane. Pertanto, in un clima fortemente censorio e moralista, mostrare in un dipinto i piedi nudi non era tanto un modo di svelare questa parte del corpo come atto audace dell'artista e come esibizione di erotismo velato; piuttosto, in altri contesti, era un rimando tenue, "morbido" e allusivo al nudo totale classico. In altre parole, si può pensare come un surrogato o un sostituto del nudo totale. In questi casi, il corpo delle fanciulle era coperto da una veste in stile classico e solo alcune parti del corpo scoperte erano visibili. In tal modo, soggetti classici o ispirati alle figurazioni classiche erano ripresi in modo meno rischioso; lo stesso rimando all'arte classica a livello di scelte figurative e a un contesto colto poteva essere un ulteriore modo di giustificare la raffigurazione di una donna con delle parti del corpo scoperte.[79] Altre giustificazioni per nudi integrali nell'Ottocento derivavano dalle fotografie di donne negli harem giustificate con l'etnografia, fotografie peraltro realistiche siccome non permettevano di ritoccare e idealizzare un nudo, ma queste giustificazioni appartenevano al campo della fotografia durante l'orientalismo e il colonialismo.[80]
Alcuni artisti che nell'Ottocento hanno dipinto donne semi-svestite e su ispirazione di temi classici sono Jacques-Louis David, Angelika Kaufmann, John William Godward, Lawrence Alma-Tadema, John William Waterhouse, François-Alfred Delobbe, William-Adolphe Bouguereau e la moglie Elizabeth Jane Gardner. L'eccezione è rappresentata dai soggetti poveri e popolari ritratti da Bouguereau, tipicamente contadine, pastorelle e mendicanti; questi soggetti non sono di ispirazione classica. I soggetti femminili erano tipicamente raffigurati con una bellezza idealizzata e le parti del corpo messe in mostra erano la pelle diafana e vellutata, le spalle voluttuose, le braccia morbide, le caviglie sinuose e i piedi delicati e senza la minima traccia di sporco, dunque idealizzati e resi non volgari; in casi tendenzialmente più rari, le donne avevano delle vesti semi-trasparenti che lasciavano vedere tanto quanto cercavano di coprire oppure erano quasi completamente nude. Qualora i piedi non erano nudi, erano racchiusi in dei sandali classici che emergevano da sotto le lunghe vesti. All'epoca, alcune delle correnti artistiche erano il neoclassicismo (le cui fondamenta teoriche risalgono al saggio Storia dell'arte nell'antichità di Winckelmann del 1763), il romanticismo e il movimento dei pre-raffaelliti; correnti come il realismo e l'impressionismo non si ispiravano a soggetti dell'arte classica.
Una rara eccezione alla raffigurazione idealizzata dei piedi è La mercante di melograni di Bouguereau, in cui il pittore in via straordinaria mostra i piedi sporchi di un'umile venditrice di strada. Un'altra eccezione è il ritratto di Madame Récamier di Jacques-Louis David: di quest'opera esistono due versioni, entrambe uscite dall'atelier di David. Non è chiaro chi sia l'autore della seconda versione: potrebbe essere un allievo di David o lo stesso David. Il quadro è legato a una vicenda notevole: Madame Juliette Récamier, una donna molto affascinante, chiese a David di farle un ritratto. Il ritratto in fase di realizzazione mostra Madame Récamier dipinta come una vestale romana sdraiata su un triclinio, con forme idealizzate, una lunga veste marmorea e piedi nudi che emergono dalla veste morbida e dipinti in modo grazioso. In questo ritratto casto e sobrio, le uniche parti nude sono un braccio e i piedi.[81] Un giorno, Madame Récamier con una lettera avvisò a sorpresa David di non desiderare più il proprio ritratto e di avere cambiato pittore. Dopo il rifiuto, David rimase molto infastidito e interruppe l'opera. Un secondo ritratto di Madame Récamier è completamente diverso dal primo: la donna è sdraiata sul triclinio completamente nuda e con uno sguardo malizioso e lascivo, mette le natiche opulente e una coscia giunonica in vista e sbatte i piedi nudi in faccia all'osservatore; le piante sono visibilmente sporche, per cui i piedi non sono idealizzati e rimandano all'idea di sporco e volgarità, di donna che si prende la libertà di violare le norme sociali siccome mostra dello sporco agli osservatori e di "donna sporca". Secondo un'interpretazione, il secondo quadro sarebbe la vendetta di David.[82]
- Il primo ritratto di Juliette Récamier eseguito da David, in cui la donna appare in veste casta e con i piedi idealizzati
- Il secondo ritratto di Juliette Récamier attribuito a David o eseguito da un suo allievo, in cui la donna appare in un nudo azzardato e con i piedi sporchi in faccia all'osservatore
Liberalismo e società sex-positive
Un'ultima interpretazione socio-culturale lega i periodi di ascesa del feticismo dei piedi ai periodi in cui la società diventa mentalmente più aperta verso il sesso, dunque più liberale (dove "liberale" non è necessariamente sinonimo di "libertina"). Vivere in una comunità sex-positive porta non solo a rendere e concepire il sesso non come un tabù, ma anche ad adottare un approccio al sesso che, a patto di fondarsi sul consenso dei partner e sulla sicurezza e rispetto reciproco, è inclusivo, non giudicante (il kink shaming è assente), e promotore sia della comunicazione tra partner che del diritto di sperimentare e di provare piacere. Vivere in un contesto sex-positive porta potenzialmente a una maggiore presenza di feticismi[63] che vengono riconosciuti e valorizzati come espressioni della propria individualità invece che stigmatizzati. Per esempio, l'ascesa del feticismo del piede nella pornografia moderna non deriverebbe dalla reazione all'epidemia di AIDS, ma dalle attitudini maggiormente liberali della società moderna in materia di sessualità. Allo stesso modo, la tendenza a rappresentare i seni nell'arte rinascimentale deriverebbe da una maggiore permissività nell'arte erotica.[45]
Quest'ultima teoria si basa anche su una parziale smentita della teoria che lega l'ascesa del feticismo dei piedi ai periodi di epidemie di malattie sessualmente trasmissibili: queste ultime coincidono sia con periodi di ascesa del feticismo dei piedi (e dunque in cui la sessualità era ristretta), sia con periodi di maggiore liberalismo sessuale (e dunque in cui la sessualità era meno ristretta).[45]
Cambi di status femminile
Una serie di osservazioni di Kunzle (1982) e Windle (1992) aggiunge che, in questi periodi di liberalismo e/o cambiamento culturale, potevano essere presenti dei cambi di status della donna: infatti, il piede femminile può rappresentare un simbolo di potere femminile e dunque di controllo e allontanamento dalla sfera intima. Non a caso, gli editoriali nei giornaletti porno specializzati sul feticismo dei piedi indicano come questo tipo di pornografia sia "diversa" dalle altre tipologie in quanto la donna assume atteggiamenti di potere, mentre nelle altre tipologie viene degradata o è servile (Vesta, 1998; Wihams, 1998), senza controllo del proprio corpo, senza possibilità di auto-affermarsi e senza potere. Inoltre, nella cultura occidentale, il bacio del piede è un segno di rispetto e ubbidienza. In svariate foto nelle riviste di pornografia feticista dei piedi, i piedi sono usati per attirare e sottomettere uomini potenti; altrimenti, gli uomini sono intimiditi dalla bellezza, ricchezza o status della donna, per cui si focalizzano sui suoi piedi per cercare di mantenere la propria potenza (Rossi, 1977; Windle, 1992).[68] In realtà, anche nella cultura indiana un'usanza simile (il Charan Sprash चरण स्पर्श o "Padasparshan" पादस्पर्शन, "toccare i piedi") è un gesto di rispetto verso le persone anziane.[83]
Concezione olistica e femmino-centrica del corpo e sesso


Secondo quanto spiegato dalla sessuologa Camilla Constance, una concezione o prospettiva olistica del sesso (wholistic-sex o holistic sex) e un approccio sessuale incentrato sulla donna o "femmino-centrico" o "ginocentrico" (woman-centric approach) porta il partner a considerare, valorizzare, stimolare e adorare il corpo femminile nella sua interezza e totalità (inclusi i piedi). Il corpo femminile è più di una somma/insieme di parti, per cui stimolare e adorare una sua qualunque parte equivale a stimolare una delle numerose porte d'accesso alla donna invece di isolarne una parte. Non esistono parti superiori o più importanti di altre.
Inoltre, la visione olistica annulla l'esistenza di zone considerabili "non erogene" e "non sensuali" nel corpo umano, per cui i piedi sarebbero già in partenza una parte del corpo degna di valorizzazione e stimolazione, considerabile attraente alla pari delle zone tradizionalmente sessuali (e.g., seni e glutei) e sessualizzabile/erotizzabile.
La sessuologa Cheryl Fagan aggiunge poi che, tra tutti gli atti sessuali leciti, non esistono atti sessuali "buoni" o "cattivi": effettuare questa differenza porta a inibizione sessuale e dunque a dei blocchi. Infine, la concezione olistica del sesso include anche l'aspetto emotivo del sesso, tutti i bisogni di entrambi i partner e il sesso non penetrativo. Dunque, cade la concezione fallocentrica del sesso, cioè il focus eccessivo sulla penetrazione sessuale, sulla performance maschile, sul coinvolgimento dei genitali soprattutto maschili e sul piacere fisico maschile (incluso l'orgasmo) nella definizione di "fare sesso": tutte le forme di sesso sono accettate, valorizzate e praticabili e hanno pari dignità, per cui viene posta enfasi anche su altre parti del corpo.
Come prima conseguenza di questa visione, la "parafilia" e il "feticismo sessuale" non esisterebbero siccome ogni parte del corpo della partner sarebbe già in partenza oggetto di interesse normofilico e una parte sessualizzabile. Esisterebbe dunque solo la versione patologica di un feticismo, concepibile come un disturbo da fissazione eccessiva e/o ossessiva su una sola parte del corpo. Inoltre, la stimolazione dei piedi della partner non deriverebbe solo da pratiche di dominio e sottomissione, ma anche da una visione totalizzante e paritaria delle parti del corpo e del sesso.[13][84][85] La concezione olistica del sesso e della donna, nonostante le opinioni discordanti sull'esistenza stessa del feticismo sessuale, comunque non promuove la discriminazione verso le persone che sostengono di essere feticiste e che il feticismo sessuale esista.
In sintesi, la concezione olistica e l'approccio femmino-centrico del corpo femminile e del sesso è una forma mentis complessa di uno o entrambi i partner che può portare (anche) a stimolare i piedi. La concezione olistica e femmino-centrica del sesso sono compatibili con una società sex-positive siccome non indica il sesso come tabù, non contesta l'uso del consenso reciproco nelle pratiche sessuali e non promuove il kink shaming e altre forme di stigma sociale. Inoltre, non contesta la body positivity. Infine, è compatibile con il femminismo siccome la concezione fallocentrica (e dunque tendenzialmente androcentrica) del sesso viene smussata in nome di una concezione più vasta e paritaria. In particolare, la visione fallocentrica o "genitocentrica" mette al centro della definizione di "sesso" molti aspetti maschili (e.g., penetrazione, performance, piacere fallico). Inoltre, la divisione del corpo femminile in "zone erogene e normofiliche" e "zone non-erogene e parafiliche" alla luce della teoria femminista può essere interpretata come una frammentazione e disintegrazione del corpo femminile in zone funzionali e non-funzionali al piacere maschile; il corpo femminile non viene celebrato nella sua interezza e nel suo pieno valore.
Tenendo conto anche della concezione olistica e delle fantasie di uomini e donne anche non feticisti rivolte ai piedi (riportate da Justin Lehmiller in Tell Me What You Want, 2018), l'interesse verso i piedi negli uomini e nelle donne si può dunque classificare in una scala con 5 intensità:
- interesse non sessuale (e.g., studiare l’anatomia dei piedi per disegnarli o passare un esame di Medicina, studiare il simbolismo del piede in antropologia, sociologia o nei modi di dire in linguistica, studiare il feticismo del piede in psicologia e altre neuroscienze, studiare una moda nel campo delle calzature, studiare la raffigurazione e uso del piede nella Storia dell'Arte figurativa o nella danza. Un esempio concreto è Leonardo da Vinci, che ha studiato il piede e l’articolazione della caviglia nei suoi disegni).[86][87]
- interesse sessuale riflesso in fantasie sui piedi propri e/o del partner (curiosità di sperimentare almeno una volta una pratica sessuale tipica del feticismo dei piedi, e.g., fare un feet tease o uno shoeplay o provare le sensazioni tattili e emotive di ricevere un bacio ai piedi e simili; i ruoli si possono poi invertire. In un primo momento, tale fantasia non è correlata a un proprio feticismo del piede o a una visione olistica del corpo proprio e del partner. Non è chiaro se fantasie di questo tipo non siano oggetto di stigma sociale siccome derivano in partenza da curiosità sessuale, senza la certezza di avere un feticismo. La curiosità sessuale a sua volta porta all'azione, cioè all'esplorazione sessuale (o "comportamenti esplorativi"); quest'ultima può culminare nella scoperta e comprensione del proprio desiderio, alla soddisfazione sessuale e alla maturità sessuale dal punto di vista psico-emotivo. L'inversione dei ruoli porta inoltre alla comprensione della natura del piacere altrui, alla condivisione delle proprie sensazioni e a un'eventuale scoperta della propria capacità di dare piacere. Assenza di atti intenzionali che provocano danni e malessere a sé e agli altri in caso di utilizzo del consenso reciproco. Il concetto di "curiosità" si ritrova anche nell'orientamento sessuale: ad esempio, una donna bi-curiosa è una donna eterosessuale che ha curiosità e fantasie su pratiche sessuali svolte insieme a un'altra donna, senza che sia già bisessuale)
- interesse estetico e sessuale paritario con tutte le altre parti del corpo femminile, considerazione del 100% delle parti del corpo femminile, considerazione di stimoli non fisici (e.g., emotivi e anche uditivi e olfattivi) e piena dignità a ogni parte del corpo e a ogni pratica sessuale lecita ("olismo" come antitesi del "feticismo/parzialismo" sessuale, visione olistica del corpo femminile, soggetto "olista" come opposto del soggetto "feticista/parzialista". Degli studi possono confermare l'estensione di questa visione anche al corpo maschile, ad esempio nei soggetti omosessuali o bisessuali, e reperire eventuali tracce di stigma sociale in capo alla concezione olistica. Assenza di atti intenzionali che provocano malessere e danni a sé e agli altri)
- interesse sessuale di spicco per i piedi (feticismo dei piedi, visione feticista del corpo femminile e/o maschile invece che olistica, soggetto "feticista/parzialista" invece che "olista", presenza di fantasie direttamente corrrelate all'interesse di spicco per i piedi, presenza persistente di stigma sociale e kink shaming. Assenza, per definizione, di atti intenzionali che provocano danni e malessere a sé e agli altri)
- interesse sessuale esclusivo e/o ossessivo verso i piedi, con conseguente malessere e danni a sé e agli altri (disturbo parafilico, soggetto parafilico, presenza di atti intenzionali che provocano malessere e/o danni a sé e agli altri con molteplici possibilità di cura e prevenzione)
Modello del condizionamento


Un'altra teoria legata al concetto di imprinting è il Modello del condizionamento, diviso in due casistiche: condizionamento classico (associazione di due stimoli) e condizionamento operante (azione volontaria e rinforzo).
Tutto il modello del condizionamento fa parte del gruppo di teorie che spiega che un feticismo, incluso quello del piede, non è innato/derivante da predisposizione genetica, ma è socialmente appreso e frutto dell'apprendimento esperienziale.
Associazione di due stimoli
Secondo questa teoria, i feticismi (incluso il feticismo dei piedi) si sviluppano quando, durante la prima infanzia, uno stimolo neutro e qualunque si associa a un pensiero o comportamento sessuale; l'associazione porta dunque a un apprendimento. L'apprendimento, come indica il nome della teoria, porta infine a un condizionamento che si manifesta come un comportamento o fenomeno; lo stimolo in origine neutro dunque diventa "stimolo condizionato", che innesca una "risposta condizionata". Per esempio, secondo una serie di studi in cui un gruppo di uomini veniva esposto a fotografie che mescolavano stimoli sessuali e neutri, come forma di apprendimento iniziavano a mostrare segni di eccitazione sessuale nel momento in cui erano esposti allo stimolo in origine neutro.[13][46]
Come esempio chiarificatore, in un celebre esperimento di Stanley Rachman del 1966 sono state mostrate delle foto a colori proiettate di donne nude (stimolo sessuale) per 15 secondi, seguite da un'immagine di un paio di stivali da donna neri (stimolo neutro) per 30 secondi. Lo studio ha mostrato come i partecipanti si eccitavano sessualmente a guardare gli stivali siccome avevano un principio di erezione. Pertanto, l'accoppiamento di un oggetto comune con uno stimolo sessuale (presente appena prima, in contemporanea o appena dopo) porta ad associare l'oggetto comune all'eccitazione sessuale come forma di apprendimento. Questo apprendimento rende infine l'oggetto comune un trigger/innesco dell'eccitazione sessuale, per cui l'eccitazione sessuale è "condizionata" (in tal caso, si manifesta come risposta a condizione della presenza in qualche modo dell'oggetto).[88][89] Pertanto, lo stimolo sessuale e i piedi sono associabili ad esempio in foto e video di donne in contesto sessualizzato e intimo in cui i piedi senza scarpe e/o nudi sono visibili o in cui è visibile l'atto della rimozione della scarpa e dunque di denudamento del piede.
Anche il riflesso pavloviano è un esempio di associazione di stimoli (campanello e cibo) ed è il primo caso di condizionamento classico scoperto osservando i "cani di Pavlov".
In generale, l'associazione di due stimoli temporalmente contingenti, pure se scollegati, è una forma di apprendimento che è geneticamente predeterminata nell'Uomo, per cui è naturale. Questa forma di apprendimento permetteva di apprendere attraverso la prevedibilità o nesso causa-effetto in situazioni funzionali alla sopravvivenza e conoscenza del mondo (e.g., a un lampo, segue il boato del tuono; se si sente l'odore di un predatore, un pericolo è in agguato) ed è alla base della legge della contiguità in psicologia (due stimoli temporalmente vicini/contigui sono tipicamente associati). Oggi questa forma di apprendimento può essere anche scollegata dalla sopravvivenza (e.g., associare un brand a emozioni positive attraverso l'esposizione a immagini, slogan e musica nella pubblicità; associare i piedi alla sensualità e dunque alla pulsione libidica e all'eccitazione sessuale).
La teoria legata all'affiancamento di stimoli è problematica a causa dei campioni di studio piccoli e mancanza di un gruppo di controllo.[46] Ulteriori studi con un campione più vasto e gruppo di controllo possono eventualmente confermarla.
Azione volontaria e rinforzo

La teoria del condizionamento operante invece spiega che un'azione volontaria viene rinforzata da un feedback positivo (e.g., approvazione, piacere o libido) che porta il soggetto a ripetere il comportamento più volte nel tempo per cercare attivamente il feedback positivo, cioè la conseguenza positiva del suo comportamento.
Nel 1995, uno studio dell'Indiana University condotto su 262 uomini gay e bisessuali feticisti dei piedi maschili ha gettato luce sul nesso tra azione volontaria e rinforzo in contesto di feticismo del piede;[90] lo studio potenzialmente si può ripetere e estendere ai feticisti dei piedi femminili di qualunque orientamento, sia di sesso maschile che femminile.
Lo studio ha indicato come 89 di loro (circa 1/3) hanno riferito uno o più episodi che, a loro avviso, spiegherebbero lo sviluppo del loro feticismo: la maggioranza dei soggetti ricordava una o più esperienze positive (dunque non traumatiche) vissute durante l'infanzia, avute tramite il contatto fisico con i piedi di figure maschili di riferimento, come il padre, lo zio o il fratello maggiore (specialmente quando la camera da letto è condivisa) durante momenti in cui erano coscienti o profondamente addormentati e ignari. In alcuni casi, per sviluppare il feticismo del piede era sufficiente una sola esperienza, per cui non serve la ripetizione nel tempo e dunque un accumulo di esperienze. Per dare degli esempi concreti di esperienze citate, in due casi distinti i bambini si divertivano a fare i massaggi o il solletico ai piedi del padre; la reazione di gradimento o di riso del padre è stata una risposta positiva che ha rinforzato questo comportamento. In un terzo caso, un bambino riceveva il solletico ai piedi dal fratello maggiore, cosa che gradiva. In un quarto caso, due bambini hanno interagito con i piedi del padre o di un'altra figura maschile mentre era in stato di sonno profondo. In un quinto caso, per puro incidente il padre ha poggiato nel sonno il piede sulla faccia del figlio e il figlio ha apprezzato le sensazioni tattili della pianta sulla pelle del viso.
Altri casi sono esperienze sessuali precoci con i coetanei in cui vengono coinvolti i piedi in forma di gioco o esperimento (e.g., stimolazione dei genitali con i piedi, baciarsi i piedi, annusarsi i piedi anche sotto forma di role-play) seguiti da un feedback positivo (e.g., piacere fisico, divertimento, risate). Queste esperienze hanno creato delle fantasie che sono state sempre o spesso richiamate alla mente durante dei periodi di masturbazione nella pubertà e adolescenza e dunque associate all'eccitazione sessuale. Gli altri partecipanti non ricordavano i dettagli; siccome le esperienze erano descritte come positive, l'amnesia non deriverebbe da memorie represse. Questo studio inoltre ha notato come la personalità e la socializzazione durante l'adolescenza sono in buona misura scorrelate dall'insorgenza del feticismo del piede e sostiene che questo feticismo non nasce da una compensazione di una sessualità repressa, per cui l'attrazione verso le parti sessuali viene soffocata e sostituita con l'attrazione verso un'altra parte del corpo. Il 98% aveva studiato al college o all'università, per cui aveva un alto grado di istruzione, e gran parte degli intervistati aveva un lavoro come colletto bianco.[90]
Il 35% dei partecipanti nello studio, durante i rapporti sessuali, si focalizzavano molto sui piedi; pertanto, poco meno di 2/3 compiva atti più marginali o nessun atto rivolto ai piedi. Inoltre, 1/3 dei partecipanti aveva bisogno di stimolare o essere stimolato dai piedi per eccitarsi sessualmente, per cui 2/3 circa non aveva bisogno di avere un contatto con i piedi. Alcuni partecipanti erano anche retifisti in quanto feticisti delle calzature (in tal caso da uomo); uno dei partecipanti ha spiegato di essere stato eccitato dall'odore di cuoio fresco di un paio di nuove scarpe da uomo appartenenti allo zio.[90]
Un esempio di feticista dei piedi femminili che avrebbe sviluppato questa componente della propria sessualità è Elvis Presley, siccome da piccolo amava massaggiare i piedi della mamma quando lei tornava dal lavoro e dopo che le portava il tè. Da adulto, Elvis apprezzava fidanzarsi con donne con i piedi attraenti.[91] La zarina di Russia Anna Leopol'dovna aveva nella sua corte almeno sei "solleticatori", cioè dei servi usati anche per farsi fare il solletico,[92] ma non è chiaro se fosse feticista dei piedi e/o se avesse subito un condizionamento operativo.
Il simbolismo di cura e vulnerabilità

In alternativa, un'altra causa del fenomeno deriva dal piede come simbolo di cura e di vulnerabilità,[93] presumibilmente in riferimento ai traumi e malattie che possono colpire questa parte del corpo a contatto con il terreno; pertanto, l'idea di cura dei piedi porterebbe a quella di affetto e tenerezza, che a loro volta possono portare infine al piacere sessuale e all'erotizzazione. In generale, le sensazioni di tenerezza e di piacere sessuale hanno un nesso siccome sono accomunate dall'essere piacevoli. Inoltre, le azioni di cura possono portare a feedback positivi da parte della persona curata. Dunque non è chiaro se dietro al simbolismo di cura e vulnerabilità dei piedi come causa del feticismo dei piedi si nasconda un condizionamento classico o operante.
Modello di apprendimento comportamentale
Secondo quest'altra teoria comportamentista, un bambino che è osservatore di un comportamento in tal caso sessuale (e.g., feticismo del piede) impara a imitare questo comportamento. Quando il comportamento viene messo in pratica, viene rinforzato ulteriormente se è seguito da un rinforzo positivo[44] (e.g., gratificazione sessuale propria e/o della partner, orgasmo, assenza di punizioni, presenza di una comunità sex-positive) finché non diventa interiorizzato e ritenuto accettabile.
Anche quest'altra teoria spiega che il feticismo del piede non è innato/derivante da predisposizione genetica, ma è socialmente appreso e frutto dell'apprendimento esperienziale.
Le teorie sui divieti e trasgressioni
Preambolo: le origini della percezione negativa



Alle origini della percezione negativa dei piedi e di una loro eventuale nudità, è presente una serie di fattori. L'ultimo è stato teorizzato da Bataille:
- i piedi, contrariamente alla testa, non sono la sede della razionalità e delle emozioni e sono in basso e (quasi) a contatto con la terra nel corpo, mentre la testa è elevata rispetto al suolo, è più vicina al cielo ed è in posizione "superiore" rispetto ai piedi;[94] pertanto, sono simbolo di bassezza, volgarità e una parte del corpo perlopiù utilitaria.
- i piedi sono simbolo di sporco[73] siccome sono a contatto con il suolo o chiusi nelle scarpe. Se in più sono sporchi in presenza di qualcosa di sacro, sono anche simbolo di impurità e profanità e dunque di lontananza dalla purezza e sacralità. Ad esempio, nel Libro dell'Esodo (parte dell'Antico Testamento), Dio ordina a Mosè che sacerdoti che avrebbero venerato l'Arca dell'Alleanza avrebbero dovuto lavarsi i piedi con l'acqua di una bacinella di bronzo, altrimenti sarebbero morti.[95] Il bronzo a sua volta è una lega metallica durevole di rame e stagno e il rame ha già in partenza proprietà antibatteriche.[96]
- i piedi nudi sono simbolo di povertà[73] e umiltà siccome i poveri, i mendicanti e gli zingari spesso non hanno le scarpe; nell'arco dei secoli, la loro raffigurazione tipica è stata sempre questa nelle opere d'arte. La povertà a sua volta provoca ribrezzo siccome indica l'impossibilità ad accedere a beni di primaria importanza, la sofferenza e potenzialmente una dedizione al crimine. Questo simbolismo ha una delle sue origini già nell'Antica Roma, in cui gli schiavi erano solitamente sempre scalzi ed erano poveri in partenza. Anche nell'Europa medievale, camminare a piedi nudi era un simbolo di povertà e umiltà nei prigionieri di guerra ma anche nelle persone comuni di bassa estrazione sociale e nei monaci e suore.[97] Inoltre nell'Antico Testamento, quando Abshalom effettua un colpo di Stato, il re David è costretto a fuggire a piedi nudi, dunque con l'apparenza di uno povero che ha perso tutto eccetto la propria vita.[98]
- I piedi nudi, oltre a essere già in partenza simbolo di povertà, sono anche simbolo di schiavitù e dunque di mancanza di libertà personale e diritti umani. Anche gli schiavi sono solitamente raffigurati nelle opere d'arte come scalzi. Già nell'Antica Roma, gli schiavi erano solitamente scalzi.[97] Sempre nell'Antica Roma, quando si vendevano gli schiavi nel mercato apposito, si scriveva sui loro piedi con il gesso o creta il nome della loro patria e del padrone che li vendeva.[99] Anche nella Bibbia, gli schiavi sono sempre ritratti con i piedi nudi.[98]
- I piedi nudi, oltre a essere un simbolo di povertà e schiavitù, sono anche un generico simbolo di sottomissione derivato presumibilmente dal carico simbolico pregresso di povertà e schiavitù. Già nell'Antico Egitto e nel Vicino Oriente antico, togliersi le scarpe di fronte a una persona di status più alto simbolizzava la sottomissione siccome la persona si rendeva inferiore e umile di fronte al superiore. Lo stesso avviene in un contesto sacro: ad esempio, già nel libro dell'Esodo dell'Antico Testamento, Mosè si toglie i sandali quando incontra Dio nella forma di un cespuglio che brucia siccome il terreno in cui si trova è santificato dalla presenza di Dio.[98]
- I piedi erano considerati una parte del corpo che non serve da mostrare nuda, per cui ad esempio una donna che mostrava i piedi nudi era considerata dissoluta[73]
- I piedi visibili potrebbero essere disprezzati anche per motivi discriminatori. Ad esempio, nello spagnolo parlato dai messicani l'insulto "bifolco, incolto" viene reso con i termini "guarachudo, huarachudo" derivanti da "guarache",[100] un paio di sandali in pelle grezza tradizionali usati dagli indigeni precolombiani in Messico. La parola stessa deriva dal tarasco "kuarache";[101] a sua volta, il demonimo "tarasco" in Messico è usato talvolta come epiteto dispregiativo verso questa stessa popolazione.[102] Questo tipo di calzario e dunque anche l'apparenza dei piedi viene caricata negativamente.
- Secondo l'opinione di Ziwe Fumudoh, i piedi sono "brutte mani";[103] ipoteticamente, secondo questo ragionamento, le caviglie dovrebbero essere dei brutti polsi. Il motivo di questo pensiero non è chiaro, ma può essere ricollegato a quanto detto sopra e alla differenza morfologica tra mani e piedi, per cui questi ultimi potrebbero essere ritenuti esteticamente sgradevoli. Sia le mani che i piedi sono la sommità dei 4 arti, ma le dita dei piedi sono corte e tozze rispetto a quelle delle mani, per cui in inglese colloquiale sono talvolta dette in tono affettuoso "little piggies" ("maialine, porcelline");[104] inoltre, mentre la forma del palmo delle mani si può approssimare come un quadrato, la forma della pianta del piede viene approssimata in anatomia da un triangolo isoscele: il lato di base corrisponde all'avampiede, mentre i lati obliqui circondano la volta plantare (l'incavo del piede) per poi ricongiungersi nel tallone, che è una parte tondeggiante e tuberosa ("rigonfia come un tubero") assente nelle mani. Dopodiché, le mani sono usate nelle interazioni sociali (e.g., stringere la mano, abbracciare, fare carezze, indicare qualcuno o qualcosa) e sono più facilmente collegabili all'arte e creatività (e.g., scrivere, dipingere, scolpire, fabbricare, suonare). Di contro, i piedi non sono usati nelle interazioni sociali e hanno una destrezza minore delle mani, per cui hanno una minore funzione artistica (e.g., coreografie come la danza, premere i pedali di una pedaliera e fare un massaggio ashiatsu). Infine, le mani sono più in vista per la loro posizione elevata, movimento e utilizzo e una parte della corteccia visiva è dedicata proprio a individuare le mani e il loro movimento; di contro, i piedi sono meno in vista per la loro posizione bassa e sono spesso racchiusi da scarpe, per cui possono essere percepiti come distanti e estranei. Il paragone dei piedi con l'estetica e la biomeccanica specificatamente delle mani deriva da un parallelismo tra i piedi e le mani: entrambi sono accomunati dall'essere le estremità degli arti, hanno un aspetto vagamente simile e sono riccamente innervati dal sistema nervoso periferico: i piedi dunque hanno similitudini con le mani ma, siccome non sono identici alle mani, secondo i podofobi il loro potenziale è sprecato e le aspettative sono tradite. Infine, il paragone di per sé deriva dal fatto che la mente umana è già programmata e cablata per effettuare confronti per fare classificazioni, esprimere giudizi e coniare metafore (e.g., "Sei lento come una lumaca, la balena è un mammifero ma è simile a un pesce"); tali meccanismi cognitivi permettono di comprendere la realtà intorno a sé.
Nella Storia, la lavanda dei piedi è sempre stata considerata un'umiliazione:[105] nell'Antica Roma infatti era compito degli schiavi lavare i piedi dei loro padroni.[106] Già nella Genesi e nel Libro dei Giudici si trova un riferimento alla lavanda dei piedi come servizio offerto dai servi alle persone ospitate in una casa a seguito di un lungo viaggio lungo le antiche strade polverose. Il gesto, ripreso poi nel Vangelo secondo Giovanni (Nuovo Testamento), è diventato un simbolo di umiltà verso qualcuno.[107]
Allo stesso modo, nella Storia i sovrani e alcuni Papi erano soliti farsi baciare i piedi dalle persone che ricevevano in segno di supremazia nei loro confronti.
L'ultimo fattore teorizzato da Georges Bataille sulla rivista Documents è il fatto che il piede rappresenta la caduta degli ideali umanistici e di trascendenza dell'Uomo. L'Uomo infatti, per il fatto che ha la coscienza più sviluppata di ogni altro animale, è cosciente/consapevole della propria realtà fisica, carnale, materiale, animale e terrena siccome in primis è ancorato alla terra, da cui deriva per un motivo misterioso (secondo la Scienza, per il puro caso). Secondo una frase dello stesso Sant'Agostino, "nasciamo tra le feci e l'urina" (inter faeces et urinam nascimur). L'Uomo dunque nasce, vive e muore in mezzo a elementi solitamente considerati impuri e indesiderabili in partenza (e.g., gli istinti primari di natura animale nella Piramide di Maslow del 1947, la corruzione del corpo data dall'invecchiamento, la vulnerabilità e infine la morte e successiva decomposizione per entropia); la morte stessa (dunque la fine della coscienza, dell'identità e del corpo) è la caduta ultima dell'Uomo e lo riporta interamente nella terra da cui proviene, secondo la teoria del brodo primordiale nell'abiogenesi. Una delle parti del corpo che rappresenta la propria fisicità e carnalità contrapposte al traguardo ambito della trascendenza è proprio il piede, la parte del corpo a contatto con il terreno e che ancora l'Uomo al terreno. Pertanto l'Uomo, come reazione di rifiuto e difesa spontanea o data dalla cultura in cui cresce, può avere la tendenza a provare a trascendere i propri limiti fisici in vari modi (e.g., con le Arti e l'immaginazione, con la filosofia, con lo spiritualismo e la religione come ponte con un Dio, con il progresso scientifico e sociale).
Tuttavia, secondo Bataille, l'Uomo che si crede Dio viene interrotto dal "ruggito dei visceri", per cui usa anche lui un'immagine di natura escrementale e fecale alla pari di Sant'Agostino. Anche i piedi sono un memento della sua dimensione terrena e da tutto ciò che ne deriva, da cui non può svincolarsi. Avviene dunque la caduta di ogni ideale di trascendenza di sé; la caduta è anche dell'Uomo stesso, che rimane incatenato ai propri limiti fisici e dunque in mezzo a molti elementi solitamente considerati impuri e indesiderabili. Secondo Bataille, questa presa di coscienza e rivelazione è etichettabile come "fatto" secondo la filosofia di Francis Bacon: un "fatto" è una verità brutale che viene svelata, in tal caso sulla condizione umana. Questa verità è in un primo momento nascosta siccome provoca una spiacevole ansia esistenziale: infatti, secondo Bataille, rappresenta la caduta degli ideali umanistici e di trascendenza umani e il riferimento a elementi considerati indesiderabili. Lo stesso autore indica questa caduta come "morte" in senso sia letterale che simbolico, la morte degli ideali. L'inversione paradossale tra la nobiltà e altezza della testa e la volgarità e bassezza del piede viene detta "slittamento" (glissement) e anch'esso indica la caduta di un Uomo, a causa del simbolismo del piede; la testa, oltre a essere la parte più lontana dalla terra dell'Uomo, è anche la sede primaria delle attività volte a cercare la trascendenza (e.g., Arte, filosofia, spiritualismo, ricerca scientifica).[94] Un esempio esplicito si trova nella Giuditta di Giorgione. Altri esempi sono rintracciabili nell'usanza di calpestare il corpo di un nemico sconfitto (e.g., la calcatio colli romana e una pratica simile citata nel Libro di Giosuè).[107]
L'inter-repulsione (Bataille)


Un'altra teoria che spiega il feticismo dei piedi è la teoria dell'inter-repulsione, elaborata dal surrealista francese Georges Bataille e pubblicata sulla rivista francese Documents (1929-1930); gli stessi surrealisti sono stati i riscopritori delle opere di Restif de la Bretonne. In generale, il surrealismo è un movimento artistico che, con l'arte, cerca di sondare l'inconscio umano, la dimensione onirica e l'illogicità nella mente umana.
Secondo la teoria di Bataille, il piede è apprezzato dai feticisti dei piedi non tanto perché è una parte immediatamente piacevole e dunque meramente descrivibile come "piacevole": l'attrazione finale è in realtà il prodotto di uno spasmo psico-fisico. Il meccanismo nel caso dei feticisti dei piedi è il seguente: il piede nei feticisti viene isolato dal resto del corpo per cui diventa un "idolo", cioè per cui assume un'autonomia, una vita propria e un proprio valore, nobiltà, idealità e sacralità; le stesse fotografie di Jacques-André Boiffard mostrano questo concetto attraverso dei primi piani di alluci di uomini e donne, simili a delle forme falliche; le foto inoltre scardinano le rappresentazioni esteticamente gradevoli del surrealismo dell'epoca e sono ispirate anche al feticismo sessuale come descritto da Alfred Binet, cioè la tendenza a separare/astrarre una parte del corpo da tutto il resto del corpo, a ingigantirne l'importanza e ad apprezzare l'idea astratta di quella parte del corpo. Contemporaneamente, è anche un "ordure", cioè un orrore siccome è un simbolo di sporco, bassezza, profanità e ignobiltà siccome è un’appendice del corpo a contatto con la terra. L'esposizione frammentata di parti del corpo (inclusi gli alluci) viene soprannominata da Bataille "pornografia della morte" e "speculum mortis" siccome rimanda alla morte degli ideali di trascendenza e alla caducità della carne. Per questo idolo, il piede, viene provata inter-repulsione, cioè una sensazione di spasmo psico-fisico che avviene nel caso paradossale in cui il soggetto prova sia attrazione che repulsione per qualcosa. Infatti, il disgusto si unisce al desiderio, la nobiltà all'ignobiltà, l’idealità alla bruta carnalità e visceralità, la sacralità alla profanità. Dopo questo spasmo, l’attrazione finale provata nel contesto del feticismo dei piedi è più forte della comune attrazione per qualcosa di piacevole: infatti, l’attrazione finale dopo lo spasmo deriva dal superamento del disgusto; il disgusto dunque dà forza all’attrazione.[94]
Esempi simili di inter-repulsione, dunque di tensione emotiva tra disgusto e attrazione che si risolve in una vittoria dell'attrazione (e dunque in una trasgressione) possono essere provare una droga, provare una particolare pratica sessuale o guardare un particolare tipo di pornografia, tradire il/la partner, praticare sport estremi, visitare luoghi abbandonati, assaggiare cibi particolari come gli insetti, disobbedire a una regola e/o ribaltare una gerarchia, vedere un film horror, guardare la foto di un fenomeno da baraccone deforme (freak), osservare i cadaveri, guardare un'esecuzione capitale e conoscere avvenimenti efferati (veri o leggendari). L'attrazione/fascinazione può essere creata dal sentirsi oppressi da regole imposte e ebbrezza di stabilire le proprie oppure dalla curiosità di fare un'esperienza. La curiosità deriva dall'istinto primitivo di mappare un ambiente per trovare risorse per sopravvivere; l'evoluzione di questo istinto porta alla curiosità di esplorare anche idee e culture diverse, mondi diversi, nuove sensazioni ecc. Il desiderio di dominare deriva dall'istinto primitivo di organizzarsi in gruppo in modo efficiente per sopravvivere (e.g., il capobranco nei lupi); l'evoluzione di questo istinto porta a desiderare di dominare per motivi identitari e non per pre-determinazione genetica.
Il tabù (Freud), l'abietto (Kristeva) e il sacro (Otto)


La teoria dell'inter-repulsione secondo George Bataille mostra forti analogie con altri 3 concetti, anche se non elaborate per spiegare feticismo dei piedi. I 3 concetti sono quelli di "tabù" di Sigmund Freud, di "abietto" di Julia Kristeva e di "sacro" di Rudolf Otto.[94]
Il tabù nella teoria psicologica di Freud (1913)[108] indica qualcosa che ripugna o che è vietato dall’esterno ma crea una forma di attrazione allo stesso tempo (e.g., la vista dei cadaveri). L'attrazione si contrappone dunque al ripugno o divieto imposto dall'esterno e dunque porta a un'ambivalenza emotiva, a una tensione tra due poli opposti. In questa tensione, si inserisce il desiderio individuale e interiore di trasgredire amato o temuto; il desiderio non è dunque eliminato dal ripugno o proibizione esterna, ma è solo represso, soffocato e disincentivato. Il desiderio, se molto intenso, può infine portare a compiere un atto di trasgressione. Il piede è dunque un tabù.
L'abietto nella teoria psicologia di Julia Kristeva (1980)[109] indica una parte intima della propria identità, corpo o ordine sociale ma che è ritenuta estranea, aliena, disturbante e minacciosa rispetto a essa. Pertanto, per difesa dell’identità viene espulsa, gettata via, separata e allontanata. La stessa parola "abietto" deriva dal latino "ab iacere", cioè "gettare via da sé". Un esempio è l'urina: è parte di sé perché è prodotta dal proprio corpo, ma dopo che si espelle con la minzione non viene conservata ma viene abbandonata (e.g., tirare lo sciacquone). Anche i cadaveri di persone amate vengono seppelliti (anche) per abiezione, una volta deceduti. Infine, soggetti come i senzatetto e i tossicodipendenti sono visti come abietti e tenuti al margine della società da chi non li include. Bataille già citava un concetto molto simile di corpo estraneo ma lo chiamava "l'eterogeneo", in contrapposizione al corpo interno, "l'omogeneo"; il rifiuto/scarto di questo corpo estraneo viene detto da Bataille "déchet". Secondo la teoria di Kristeva, dunque il piede è parte del proprio corpo ma viene percepito come un corpo disturbante ed è una parte abietta (e.g., perché è sporco, basso, umile, una sorta di "brutta mano" o perché simbolizza la fine dei più alti ideali umanistici o perché può essere oggetto di sguardi perché esteticamente gradevole); pertanto, nei soggetti affetti da podofobia (paura irrazionale dei piedi) avviene un'espulsione simbolica, mentale e psicologica dal proprio corpo siccome i piedi non si possono amputare (cioè separare fisicamente) per desiderio di proteggere il proprio corpo e la propria identità. Il rifiuto avviene evitando di vederli e toccarli, coprendoli con calze e scarpe, evitando di frequentare luoghi come negozi di scarpe, spiagge e piscine e con la depersonalizzazione (i piedi sono indicati con espressioni come "quei cosi lì" perché trattati come oggetti estranei e parti del corpo "mutilate" a parole); il rifiuto si può anche proiettare sui piedi altrui.
Il sacro (o "mistero tremendo e affascinante", mysterium tremendum et fascinans) nella teoria teologica e psicologica di Rudolf Otto (1917)[110] è un'esperienza ambivalente e irrazionale che si colloca nello spazio liminale tra venerazione e di orrore, di attrazione e repulsione, di riverenza e terrore, di tremendum e fascinans. L'oggetto che scatena il sacro è detto "il Totalmente Altro" o "entità numinosa", dove "nume" deriva presumibilmente dal latino arcaico "noumen" e indicava il potere divino; siccome il sacro ha una sua alterità/diversità forte rispetto a tutte le altre esperienze e non può essere compreso razionalmente perché incommensurabile, l’oggetto è detto dunque "mistero". Il piede dunque è un'entità numinosa che scatena l'esperienza del sacro ed è un mistero; è tremendo perché comunica alcuni significati negativi (e.g., dominio, sporco, umiltà, bassezza, il dolore delle scarpe, lo stato di natura, una parte del corpo su cui vige il divieto sociale di esposizione) contrapposti al fascino che scaturisce dal divieto sociale e da alcune sue caratteristiche (e.g., la sensualità dei dimorfismi nei piedi femminili, l'uso di gioielli, l'esibizione dei piedi nudi come rimando tenue al nudo classico, la rimozione di scarpe e/o calze come rimando all’intimità e alla denudazione). Il pensiero di Otto è comunque più elaborato, siccome aggiunge che l'entità numinosa è alla base di ogni religione. Inoltre, parla anche delle reliquie come un oggetti "sacri" che permettono l'esperienza estatica di entrare in contatto con il sacro e l'infinito, oltre la logica, la biologia e la dimensione terrena e ordinaria; la reliquia è un oggetto concreto, dunque descrivibile con i sensi, ma la sua dimensione sacra è separata da quella immediatamente tangibile/materiale ed è difficile da cogliere e afferrare, come se ci fosse una cortina di fumo davanti che separa la piena comprensione dai soggetti (questa dimensione non si rivela pienamente e i soggetti non riescono a vederla interamente). La reliquia è paragonabile alle statue di idoli e feticci di alcune popolazioni primitive. Per parallelismo, il piede è alla base del più comune feticismo dei piedi e si sostanzia in rituali che usano il piede come idolo o reliquia simbolicamente separata dal resto del corpo per un’esperienza estatica e trascendente (tipicamente interpretata come a sfondo sessuale e intimo siccome si ricava eccitazione e piacere sessuale e siccome è spesso presente un contatto fisico e intimo con una parte del corpo). Questa trascendenza però contraddice la teoria di Bataille, per cui ogni trascendenza è resa impossibile dalla terrenità, fisicità e carnalità dell'Uomo, ben simbolizzata dai piedi.
Il carnevalesco (Bakhtin) e il freak

Un altro concetto correlato da Bataille all'inter-repulsione è quella del "carnevalesco" di Mikhail Bakhtin. Il carnevalesco è un sentimento di ribaltamento delle gerarchie e di sospensione delle norme sociali che avveniva nel Carnevale, una festa in cui il mondo era alla rovescia: in quest'antica festa, ad esempio i padroni servivano i servi. Questa festa sovversiva si è originata a partire dai saturnali romani e dalle dionìsie greche, dunque feste pagane in cui gli istinti viscerali del corpo e della carne venivano celebrati; una festa arcaica simile era quella dei baccanali. Nel carnevale stesso, è normale indulgere nel consumo di alcol e dolci. Inoltre, la parola "Carnevale" deriva dal latino "carnem levāre", che è traducibile sia come "togliere/levare la carne" (in vista della Quaresima, appena prima della Pasqua) che "elevare la carne"; un suo antico sinonimo, "Carnesciale", deriva dal latino "carnem laxāre", cioè "rilasciare la carne". A partire dal Carnevale di Venezia, si sono aggiunte anche le maschere, a volte deformi. Ebbene, secondo Bataille, l'inter-repulsione è qui legata al ribaltamento tra nobiltà e ignobiltà, nello spirito del Carnevale: cioè che è ignobile, basso e profano diventa nobile, alto e sacro ed è infine apprezzato a seguito di uno spasmo psico-fisico, di un superamento del disgusto, siccome il desiderio di fondo è ribaltare una gerarchia. Dunque, lo spirito delle fotografie degli alluci in primo piano, mescolando la bassezza alla nobiltà conferita dall'inquadratura in primo piano e dalla curiosità e desiderio feticistici, è di tipo carnevalesco, grottesco e rabelaisiano[94] ("grottesco" si riferisce ad affreschi di figure mostruose o in metamorfosi, mentre "rabelaisiano" si riferisce alle caratteristiche comiche e paradossali dei racconti dello scrittore). In senso carnevalesco, la nobiltà supera la bassezza del soggetto inquadrato, per cui quest'ordine gerarchico e estetico viene ribaltato. Anche lo slittamento (inversione di gerarchia e posizione della testa e piede) è dunque carnevalesco.
L'oggetto del desiderio (e.g., il piede) viene apprezzato dopo un momento di fusione tra dolore e piacere, dunque dopo un momento di sublimità (nel senso inteso da Edmund Burke, 1757) e alla pari di un freak, un fenomeno da baraccone che per la sua deformità provoca allo stesso tempo disgusto e riso, disagio e attrazione. Una qualunque risata è dunque ambigua.[94]
Infine, secondo Bataille, l'intero corpo umano è un freak, siccome nel suo pensiero lo riduce a un semplice cilindro con due orifizi, la cavità orale e la cavità anale; in questa visione scevra di ogni idealismo e che pone al centro gli orifizi del corpo rispetto a ogni altra parte come la testa, il corpo umano e dunque la dimensione fisica e carnale dell'Uomo consiste in una sorta di macchina che fagocita e evacua/"scarica" (décharge) in preda alle pulsioni fisiche (e.g., di mangiare, scaricarsi, vomitare, sputare, tossire, ecc.); la visione è intrinsecamente orrenda, ignobile, sporca ma anche ridicola. Per parallelismo, il piede suscita la stessa sensazione e, nei feticisti, è apprezzato a seguito dello spasmo/inter-repulsione.[94]
Simbolismo sesso-sporco e la trasgressione

Secondo un articolo del Cosmopolitan, il fatto che i piedi siano tendenzialmente sporchi li renderebbe eccitanti a causa di un nesso simbolico tra lo "sporco" e il "sesso".[57]
Inoltre, questa raffigurazione contrasta con le raffigurazioni idealizzate dei piedi nella Storia dell'Arte: in particolare nei quadri dell'Età vittoriana, i piedi femminili che rimandavano in modo tenue e morbido al nudo femminile classico erano sempre puliti, puri e innocenti, immacolati, incontaminati, eleganti e idealizzati/non autentici, eccetto in alcuni casi in cui venivano raffigurate donne povere (e.g., orfanelle, pastorelle e contadine, venditrici ambulanti e zingarelle). Nonostante le opere rimandassero a un periodo arcaico e più primitivo (e.g., età classica greco-romana, età dell'oro utopica, mondo bucolico e arcadico e stato di natura) poi idealizzato in cui le persone potevano anche non indossare i calzari, i piedi erano comunque raffigurati come immacolati nonostante il contatto con il terreno. Pertanto, era come se non fossero mai veramente a contatto con il terreno, per cui un velo di bellezza idealizzata copriva ogni traccia di realtà. Degli studi possono dunque chiarire se la visione atipica e anticonvenzionale di un piede insudiciato, grezzo, crudo, primitivo, autentico, profano, degradante, contaminato e "impuro" può dare una scarica emotiva di eccitazione. Infatti, questa visione e raffigurazione è una trasgressione a una norma sociale e artistica, la fine di una perfezione tanto eterea quanto sterile, la sfida di una convenzione, la rottura di un'aspettativa, la violazione di un divieto, il superamento di una proibizione, l'oltrepassamento di una barriera e una ricerca e raggiungimento del proibito oltre che il raggiungimento un potere decisionale e di una libertà di agire, auto-determinarsi, creare e dominare prima precluse. L'atto di violare un divieto in questo contesto può provocare piacere nella persona che lo fa ma anche nell'osservatore; ad esempio, un feticista dei piedi potrebbe provare piacere nel vedere una donna che esibisce intenzionalmente i piedi insozzati (e dunque lontani dall'estetica classica e vittoriana) siccome è un atto di sovversione, non-passività, presa di potere e dominio della donna.
Come ultima spiegazione, siccome i soggetti nei dipinti rimandano a un'epoca arcaica e più primitiva, l'esibizione dei piedi nudi in più sporchi potrebbe rimandare a uno stato primordiale e bucolico privo di molte convenzioni limitanti e idealizzazioni, meno astratto e più materiale, più istintivo e selvaggio, senza filtri e censure, libero e in cui le esperienze sono più autentiche.
Da questa prospettiva, la celebre antropologa Mary Douglas, nella sua opera Purity and Danger (1966), propone che lo sporco non sia un fenomeno isolato, ma piuttosto "materia fuori posto", una violazione dell'ordine sociale stabilito. Ad esempio, una scarpa non è "sporca" di per sé: lo diventa se intenzionalmente appoggiata su un tavolo. Le norme sociali impongono che una scarpa non debba mai essere appoggiata su un tavolo o che, come rituale di riparazione della violazione di un ordine sociale stabilito, si tolga la scarpa dal tavolo.[111] Oppure, i capelli sono belli se sono sulla testa, ma si sporcano se cadono sul pavimento o nel cibo. Oppure, la terra è necessaria per la crescita delle piante, ma se finisce sul pavimento o sui vestiti, è sporco. Pertanto, lo sporco è un costrutto sociale e culturale, è situazionale ed è relativo. Nel contesto del feticismo del piede (sporco) l'esposizione ostentata e/o osservazione del piede non pulito senza alcun rituale di riparazione (e.g., nascondere i piedi, lavarsi i piedi, scusarsi e provare imbarazzo e senso di colpa) è una trasgressione dei limiti imposti del corpo e della società (limiti che a volte sono anche sterili) e un'infrazione dei confini delle norme igieniche ed estetiche che trasforma l'"impuro" in una fonte di potere, eccitazione e espressione di sé.
Teoria del trauma
Risposta alla repressione sessuale
Un'altra teoria sempre legata al concetto di imprinting è la Teoria del trauma: secondo quest’altra teoria, i feticismi (e dunque il feticismo dei piedi) nasce nel momento in cui un soggetto vive esperienze fisicamente o psicologicamente traumatiche durante l’infanzia o adolescenza; un esempio è crescere in una famiglia sessualmente repressiva[46] o ambiente sociale che non è sex-positive, per cui la libido viene spostata dai genitali delle altre persone e focalizzata su altre parti del corpo come i piedi.
Rielaborazione di traumi
Il modello di apprendimento comportamentale include anche la possibilità che il bambino non assuma tratti feticisti a partire dall'osservazione di un comportamento sessuale, ma anche a partire da un evento traumatico, un evento dotato di forte carica negativa di cui il bambino è vittima precoce. Il trauma viene emotivamente rielaborato in modo distorto e/o peculiare, per cui viene rinforzato;[44] le sensazioni psico-fisiche viscerali provate durante il trauma e memorizzate, quando sono rievocate, possono portare a scariche emotive che poi vengono associate al piacere sessuale (e.g., durante momenti di masturbazione) e nel tempo diventano parte stabile della sessualità. Oppure, il piacere psico-fisico derivato dalla masturbazione mentre le sensazioni viscerali sono rivissute è un modo di lenire il disagio come strategia di difesa; quest'associazione con il piacere sessuale poi porta nel tempo a farle diventare parte stabile della sessualità. Un'esperienza che all'inizio era un trauma e un'esperienza negativa diventa dunque un desiderio e un'esperienza positiva. Questo modello non sarebbe collegato al modello del condizionamento operante siccome manca un feedback positivo da parte della vittima che provoca piacere anche nel bambino; il modello collegabile è quello del condizionamento classico siccome due stimoli diversi sono associati (uno traumatico e sessualmente neutro uno sessale derivato da analogie e parallelismi con le sensazioni viscerali oppure dall'uso della masturbazione come anti-stress). Un fenomeno analogo si riporta in alcune donne che, a seguito di abusi sessuali, sviluppano fantasie sessuali in cui sono nuovamente vittime di abusi sessuali[112] invece che provare repulsione psico-fisica all'idea di essere forzate a compiere o a sottostare ad atti sessuali altrui. Dunque, un esempio analogo e ipotetico nell'ambito del feticismo del piede potrebbe essere quello di una persona che obbliga un bambino a compiere o a sottostare ad atti di adorazione del piede (e.g., footface, kissing, trampling ecc.) con la forza, minaccia, ricatto, uso del timore reverenziale o della dipendenza psicologica.
Tuttavia, questa teoria da sola non spiega il feticismo in quanto non tutti i soggetti che subiscono questi traumi sviluppano un feticismo.[46] Allo stesso modo, non tutte le donne vittima di violenza fisica sviluppano fantasie sessuali di natura abusiva.[112]
Nesso con l'olfatto e il feromone
Secondo un'altra teoria illustrata sempre sul Cosmopolitan, da un punto di vista biologico l'odore animalesco dei piedi riporterebbe a uno stato di natura selvatico e quindi ipersessuale.[57]
Secondo un'altra teoria simile citata dal sessuologo Stuart Nugent, l'odore dei piedi dovrebbe scatenare una reazione ormonale in alcuni soggetti. Tuttavia, non indica il meccanismo esatto.[13] Inoltre, negli insetti, un odore che tipicamente scatena risposte ormonale è il feromone, ma l’esistenza del feromone nei mammiferi (inclusi gli esseri umani) non è mai stata dimostrata.[113] Alcuni studi sull'esistenza del feromone negli umani si sono concentrati sugli effetti dell'odore delle sostanze prodotte dalle ghiandole sudoripare apocrine, ma sono presenti nel perineo (la zona tra l'ano e i genitali), nelle ascelle[113] e nei capezzoli, ma non nei piedi: i piedi contengono le ghiandole sudoripare eccrine.[114]
Altri studi citano dei profumi come afrodisiaci, tuttavia questi studi non sono correlati in alcun modo al feticismo dei piedi.
Teoria freudiana
La prima teoria che spiega l'origine dei feticismi (incluso il feticismo dei piedi) deriva da Sigmund Freud. Secondo Freud, il bambino che scopre che la madre non ha il pene può sviluppare l'ansia di castrazione, cioè il timore di perdere il proprio pene. Pertanto, come strategia difensiva per affrontare quest'ansia e di difesa, sposta inconsciamente il focus della propria libido su un oggetto o parte del corpo che simbolizza e sostituisce il pene in caso di castrazione. Lo spostamento sui piedi deriverebbe dalla loro forma, interpretata come fallica. Quest’interpretazione teorica nata nel campo della psicoanalisi tuttavia non è basata su alcuna prova sperimentale e lo stesso Freud l'ha bollata come meramente speculativa; inoltre, oggi è vista da molti esperti con scetticismo in quanto è nata in un contesto di idee superate sullo sviluppo psicosessuale dei bambini ed è troppo complessa.[45]
Questa teoria freudiana è stata elaborata alcuni anni dopo una delle prime descrizioni del feticismo del piede nella scienza, Psychopathia sexualis di Richard von Krafft-Ebing.[115] L'opera di von Krafft-Ebing non distingueva tra "feticismo" e "disturbo feticistico".
Nesso con il lobo temporale
Secondo un'altra teoria oggi messa in forte discussione, i feticismi (incluso il feticismo dei piedi) sono correlati a disfunzioni del lobo temporale, un'area del cervello che processa gli stimoli visivi e auditivi. Per la precisione, 11 parafilie sono state associate a queste disfunzioni;[116][117] se il sistema limbico (o "area temporo-limbica") è soggetto a lesione, alcuni riflessi normalmente inibiti su quest'area si manifestano.[43] Tuttavia, gli studi che hanno correlato i due fenomeni sono stati svolti solo su soggetti affetti da epilessia. Gli studi, nel momento in cui sono stati ripetuti su pazienti sani, hanno smentito questo nesso.[116]
Pratiche




L'adorazione del piede
L'adorazione del piede o "culto del piede" (in inglese: foot worship e molto più raramente foot adoration), si indicano molti giochi sessuali legati al feticismo del piede.[118] I maggiori esempi sono indicati nella lista sottostante.
- Il feet tease o feet play è il movimento dei piedi (con scarpe, calze autoreggenti, collant o nudi) con l'intento di stuzzicare sessualmente una persona, anche fingendo di essere ignara/o (e.g., leggere, giocare al telefono, scrivere al computer, dormire). Alcuni gesti tipici, talvolta dotati di un nome, sono: arricciare le piante (feet scrunching) anche in modo alternato, dondolare le dita (toe wiggling), allargare le dita (toe spreading), muovere le caviglie, massaggiare un piede contro l'altro o toccarsi i piedi e le caviglie. Il feet tease può essere svolto in qualunque posizione (e.g., da seduti, proni, supini, in piedi, sdraiati di lato, inginocchiati...). Non è chiaro se "feet tease" derivi da una modifica di "striptease".
- Lo shoeplay è lo stuzzicamento di una persona attraverso dei giochi sessuali con una o entrambe le scarpe. Il primo gesto è l'esibizione del tallone e l'arco plantare sfilandoli dalla scarpa (heelpopping); l'heelpopping può avvenire potenzialmente in qualunque posizione. Un gesto collegato è il flapping shoes, per cui il tallone si sfila e reinfila più volte di fila nella scarpa; l'onomatopea del rumore della scarpa durante il gesto ("flap flap", imparentato con l'onomatopea e nome "flip-flop") dà il nome al gesto. Il secondo gesto è il dondolamento di una scarpa già sfilata alla maniera dell'heelpopping e tenuta in equilibrio con le dita dei piedi (shoe dangling).[119] Una terza pratica talvolta indicata come heelpopping è quella di arricciare il piede in una scarpa (foot scrunching) per fare emergere dalla scarpa una parte dell'arco plantare. Sia il feet tease che lo shoeplay possono culminare nello shoe removal, cioè la rimozione totale della scarpa (nel caso in cui il calzario sia uno stivale, viene talvolta detto debooting).
- Il foot massage è il massaggio piedi della/del partner, anche con olio profumato. In generale, anche tutte le pratiche dal massaggio in poi si possono effettuare mentre la/il partner è potenzialmente in qualunque posizione.
- Il tickling è il solleticamento dei piedi della/del partner[14] con le dita o oggetti (tipicamente spazzole, spazzolini da denti, pennelli per cipria, piume e denti di una forchetta).
- Il kissing è il bacio di qualunque parte dei piedi della/del partner, che possono anche essere coperti dalle calze di nylon autoreggenti o collant (indicati talvolta in italiano con il termine aulico "piedi velati").
- Il footface o foot on face è l'atto di poggiare la pianta del piede sulla faccia della/del partner.[120] Inoltre, con il piede si può muovere la faccia della/del partner a sinistra e a destra se la testa è poggiata su una superficie piatta come un letto.
- Lo sniffing è l'annusamento dei piedi della/del partner, che possono essere cosparsi di fragranze gradevoli o sudati.[14]
- Il footjob è la masturbazione effettuata con uno o entrambi i piedi della/del partner[14] nudi o velati da calze. Il footjob si distingue dal toejob, in cui la masturbazione è effettuata mettendo i genitali maschili nello spazio tra l'alluce e il secondo dito del piede. Infine, si distingue dallo shoejob, in cui il/la partner indossa ancora le scarpe.
- Il licking è l'atto di leccare i piedi della/del partner.[14] I piedi possono essere puliti, cosparsi di dolcificanti (e.g., miele, crema al cioccolato o panna montata) o sporchi.
- Il toe sucking è l'atto di succhiare le dita dei piedi della/del partner.
- Il deet feet (o deep foot) è l'atto di infilare tutte le dita del piede in bocca al partner (il nome è una variante di "deep-throat").
- Il deep heel è l'atto di infilare tutto il tallone in bocca al partner (anche questo nome è una variante di "deep-throat").
- Una variante del kissing, footface, licking e simili svolto come 69, per cui un partner adora i piedi dell'altro e viceversa nello stesso momento.
Tutte queste pratiche si possono svolgere in contesto di giochi di ruolo (roleplay sessuali), in cui per esempio la partner si traveste (e.g., da segretaria, professoressa, scolaretta, nobildonna con abito da sera, cameriera, coniglietta, hostess, ballerina, sposa, principessa, cintura nera di karate, cosplay, poliziotta, ufficiale nazista delle SS, suora ecc.).
Tutte queste pratiche si possono svolgere con più di un/una partner (e.g., praticare il kissing a due donne o farsi praticare il kissing da due persone), per cui si possono configurare come un ménage a trois in ambito feticistico o a sesso di gruppo.
Alcune pratiche di feticismo del piede sono autoerotiche e paragonabili per analogia alla masturbazione se sono svolte da soli (e.g., baciarsi il piede da soli).
La pratica del massaggio del/della partner con i piedi nudi, detta ashiatsu (足圧) o barefoot massage, non è nata nell'ambito sessuale siccome è una tecnica di massaggio giapponese; il massaggio del corpo avviene con i piedi siccome le piante dei piedi hanno una superficie di pressione più ampia dei palmi delle mani.
Pratiche BDSM



Alcune pratiche sono più umilianti e spesso collegate al sadismo, al masochismo, alla combinazione dei due (sadomasochismo) e al BDSM. In generale, tutte le pratiche BDSM sono rese sicure dall'uso di segnali e toccamenti pre-pattuiti per indicare quando allentare secondo il modello del "semaforo rosso, giallo, verde" (i.e., "fermati, allenta o rallenta, continua pure"); il rispetto dei segnali indica il rispetto di fondo del partner e la forte complicità tra i due.
- Lo human furniture o human footstool è l'atto di appoggiare i piedi sul corpo del/della partner (tipicamente schiena, gambe e petto) come se fosse un poggiapiedi o tavolino.[121]
- Il foot slapping (o più raramente feet slapping) è la presa a schiaffi leggeri del partner con la pianta di uno o entrambi i piedi.
- Il trampling o foot smother(ing), che consiste nel farsi calpestare dalla/dal proprio partner da sdraiati.[122] La pratica si può svolgere a piedi nudi o indossando calzature di qualunque tipo, incluse le scarpe con tacchi alti, gli stivali, le calze autoreggenti e i collant. Se il trampling si riferisce all'atto di stare in piedi sulla faccia del/della partner, si chiama talvolta face standing. Se invece si riferisce all'atto di premere il piede sulla gola per asfissiare il/la partner, si chiama foot choke. Se più di un calpestatore (trampler) salta sul corpo di un calpestato, la pratica si chiama multitrampling ed è classificabile come "sesso di gruppo".
- Il feeding from feet, che consiste nel mangiare afferrando il cibo direttamente dai piedi della/del proprio partner.[14]
- Il toejam eating, che consiste nel mangiare i residui che si accumulano tra le dita dei piedi della/del proprio partner.[14]
Inoltre, atti come il kissing, tickling, licking e simili possono essere svolti su un partner legato (alle mani, gambe e a volte anche ai piedi) e/o imbavagliato, per cui si si configurano come pratiche BDSM; anche il licking può essere fatto svolgere in modo forzato alla/al partner se si tiene per la testa o per i capelli.
Altre due pratiche BDSM non hanno un nome e sono il tappargli la bocca con il piede per impedirgli di parlare e tappargli il naso con le dita di uno o entrambi i piedi.
Inoltre, un intero filone BDSM è detto "underwater foot worship" (traducibile come "adorazione del piede subacquea"), in cui svariate pratiche (e.g., footface, toe sucking, deep feet, human footstool, trampling/smothering ecc.) vengono svolte mentre il partner è sotto l'acqua di una vasca jacuzzi o di piscina più o meno profonda, dunque in dei posti che esprimono comodità e diverse sensazioni tattili e uditive (e.g., l'acqua e la gravità alterata). In questo contesto, una pratica senza un nome è quella di spingere il partner completamente sott'acqua con uno o entrambi i piedi sopra la testa, sulla faccia o sulle spalle obbligandolo a stare completamente immobile tutto il tempo, per cui questa pratica di controllo assoluto del partner è una versione subacquea dell'asfissia erotica; nel caso in cui questa pratica venga effettuata in gruppo dentro una piscina profonda, un altro/altra partecipante può tuffarsi o essere spinta anch'essa completamente sott'acqua per umiliare e/o riportare a galla il partner. In tal modo, sia la fantasia che la dinamica di potere e dominio vengono rese condivise e collettive. Una variante consiste nello spingere più volte di fila e ad alta frequenza il partner sott'acqua con il piede sulla testa, come se si stesse facendo un palleggio di basket svolto con i piedi. Un'altra pratica è quella di obbligare il partner a fare le bollicine sott'acqua durante un footface, per cui la pratica è una via di mezzo tra il gioco delle bollicine in piscina in versione feticista dei piedi e un idromassaggio umano ai piedi. Un'altra pratica è quella di passarsi il partner immerso con la testa fuori dall'acqua come se fosse un pallone gonfiabile, ma al posto della presa delle mani e della spinta delle braccia, si usano i piedi e la spinta delle gambe; la pratica, senza un nome, è pensabile come una pallanuoto umana (o "beach volley umano"). Un esempio di modella che ha prodotto video incentrati sulle pratiche subacquee è la dominatrix italiana Nina Morović. Queste pratiche possono fare uso di attrezzature per sicurezza o efficienza come gli occhialini da nuoto, tappanaso/stringinaso da nuoto in silicone, codini antiscivolo per capelli lunghi, tappetini antiscivolo per vasche, smartphone impermeabili per acqua dolce e telecamerine subacquee. L'uso dei segni e toccamenti aggiunge ulteriore sicurezza.
Anche le pratiche BDSM si possono svolgere con più partner insieme, per cui si possono configurare come sesso di gruppo; nel filone subacqueo, le pratiche di gruppo sono l'analogo di un pool party o di uno jacuzzi party (dette anche "hot tub party"), cioè delle festicciole e momenti di convivialità in una piscina e una vasca jacuzzi.
Manifestazioni artistiche, culturali e sociali
L'erotizzazione (o "sessualizzazione") del piede ha varie manifestazioni artistiche, culturali e sociali lungo la Storia passata e presente; queste stesse sono anche tra le possibili cause del feticismo del piede.
Antica Grecia




Nell'Antica Grecia, il piede era una parte del corpo carica di erotismo e veniva citato in numerosi generi letterari (epica, poesia lirica, poesia drammatica, lettere, epigrammi, mitologia e i primi trattati patristici/dei Padri della Chiesa) e anche nell'arte figurativa (illustrazioni su vasi e decorazioni). Per esempio, Saffo in un frammento dedicato a una donna di nome Anaktoria dice che la cosa più bella sulla Terra erano sono i piedi dei soldati e che desiderava ardentemente rivedere i passi adorabili di Anaktoria piuttosto che vedere gli uomini in battaglia. Nel frammento, le fantasie erotiche di Saffo si focalizzano sia sulla faccia di Anaktoria che sui suoi piedi.[8] Nell'epica greca, le donne desiderabili erano descritte come "belle", "magre" o "dalle caviglie fini" (eùsphuros, in inglese fine ankles); Archiloco, un grande poeta lirico, aggiunse che una donna con le caviglie grosse era oggetto di ribrezzo. Alcuni riferimenti precisi a donne dalle caviglie fini sono presenti in un inno omerico (l'unione di Persefone con Ade), nel matrimonio di Climene descritto nella Teogonia di Esiodo e nell'unione di Ercole con Ebe descritta sia nell'Odissea che in un inno omerico. Sempre nella Teogonia, viene detto che quando l'oceanide Idia si innamorò, partorì Medea "dalle caviglie adorabili" (lovely ankles). Nell'Iliade, Fenice (uno dei personaggi) parla di un altro personaggio, Marpessa, che aveva caviglie leggiadre (fair ankles) ed era talmente bella che fu rapita da Apollo. Sempre nell'Iliade, quando Zeus elenca le proprie amanti preferite alla moglie Era, include la madre di Perseo, "Danae dalle caviglie fini". Nell'Odissea, una donna di nome Ino "dalle belle caviglie" esprime dispiacere per Ulisse, che è appena naufragato. In un altro inno omerico, Leto e Leda sono descritte come due donne dalle belle caviglie.[8] Esiodo, autore della Teogonia, descrive la nascita di Afrodite sottolineando come l'erba primaverile cresce suoi piedi ben proporzionati/ben fatti. Ne Lo scudo di Eracle un tempo attribuito a Esiodo, Alcmena "dalle caviglie fini/leggiadre" era oggetto dei desideri di Anfitrione e Zeus.[8] In altri casi, con un lessico diverso, le caviglie fini erano usate come epiteto onorifico, senza riferimenti all'erotismo e senza allusioni sessuali.[8]
Nella lettera 67 tratta dal libro III° delle "Lettere di parassiti e cortigiane" di Alcifrone, viene descritto un uomo lussurioso che desiderava baciare una donna durante una processione religiosa; dopo avere sentito questo desiderio, ha preferito trattenersi e limitarsi a seguirla per poter baciare le impronte dei suoi piedi sul terreno.[8] In una lettera d'amore di Lucio Flavio Filostrato a un ragazzo (lettera 18), il poeta incita il ragazzo a togliersi i sandali e camminare a piedi nudi perché la polvere accetterà il sentiero che i suoi piedi battono come l'erba (un riferimento all'erba che cresce sotto i piedi di Afrodite, Dea della bellezza, e all'atto erotico di sfilarsi i sandali) e tutti potranno baciare le sue impronte dei piedi. La lettera di Filostrato si conclude con una serie di esclamazioni verso le impronte del ragazzo. In un'altra lettera d'amore di Filostrato (lettera 37) stavolta indirizzata a una donna, si complimenta della bellezza dei suoi piedi, traccia un parallelismo con i piedi di Afrodite (nudi alla sua nascita) e la incita a restare senza calzari per permettere agli altri di baciarli. Anche in questa lettera desidera che la donna lasci le proprie impronte sul suolo per affascinare anche la terra. Nella terza e ultima lettera d'amore di Filostrato a un'altra donna, si complimenta con la donna della bellezza dei suoi piedi nudi; dopo avere descritto di nuovo i piedi nudi di Afrodite al momento della sua nascita, si lancia di nuovo in complimenti ai piedi nudi della donna e dice che sarebbe incantato e benedetto tre volte se i suoi piedi camminassero su di lui,[8] quasi come se Filostrato desiderasse essere il terreno su cui la donna cammina (trampling).
La coppa di Bomford sarebbe un esempio di arte greca antica con riferimenti velati al feticismo del piede: infatti la coppa ha il sostegno (che in greco antico veniva chiamato "piede") che ha la forma dei genitali maschili; inoltre, la parola in greco antico per dire "piede" (poùs) è simile a quella per dire "pene" (peos) e entrambe le parole erano usate per fare giochi di parole comuni. L'interno della coppa mostra un simposio con un giovane servo completamente nudo e uno dei due uomini sdraiato sul letto che si toglie una scarpa, dunque una serie di riferimenti erotici. Il gioco di parole piede-pene si ritrova nella Medea di Euripide e nella Lisistrata di Aristofane. Nell'arte figurativa greca, verso la fine del VI secolo, le figure umane venivano rappresentate per la prima volta in visione frontale; tipicamente erano accovacciate e i piedi e genitali erano ritratti con dovizia.[8]
In base agli studi di John Oakley e Rebecca Sinos, è stato osservato come i piedi nei matrimoni ateniesi avessero un grande peso. Un gesto preliminare al matrimonio ateniese era l'allacciamento dei sandali nuziali (nymphides). Questo gesto veniva rappresentato nell'arte e la figura che allacciava i sandali era Eros, il dio dell'amore. Pertanto, è presente una connessione tra il piede e l'amore. Sempre in base ai frammenti di vasi con illustrazioni, è nota l'usanza di buttare una scarpa addosso a una neo-coppia di sposi prima della loro partenza per un viaggio. Il gesto ha varie interpretazioni, tra cui quella di un simbolismo della sessualità siccome la rimozione dei sandali è associata a Afrodite, la dea della bellezza. Inoltre, il giorno dopo la prima notte di nozze, in cui il matrimonio era consumato per la prima volta, venivano portati dei doni agli sposi, tra cui le calzature per simbolizzare l'ingresso della sposa nella sfera simbolica di Afrodite. All'interno dell'intera cerimonia di matrimonio ateniese, svariati oggetti avevano un potere seduttivo (e.g., profumi, gioielli e cosmetici); i calzari sarebbero tra questi. Lo stesso Aristofane nella commedia Le donne alle Tesmoforie inserisce una scena che collega l'erotismo ai calzari femminili: in una scena, un personaggio di nome Euripide distrae un arciere con un'etera, cioè una donna accompagnatrice; per distrarlo, la fa camminare in modo sensuale, le toglie di dosso il vestito di fronte all'arciere e alla fine le dà dei comandi molto precisi per farsi rimuovere i sandali davanti all'arciere. Quest'ultimo gesto descritto è simile al rituale matrimoniale ateniese di allacciare i sandali nuziali, con la sola differenza che vengono rimossi (presunto simbolismo della sessualità). Dopo la rimozione dei sandali, l'arciere resta sedotto dall'etera e la bacia.[8]
In una serie di graffiti sul monte Imetto, Merle K. Langdon ha trovato alcuni disegni di piante di piedi accostate ai genitali maschili e frasi erotiche. Nei graffiti vicini al ginnasio delle rovine dell'isola di Thera (oggi nota come Santorini), è presente una frase erotica pederastica ("Qui ti ha montato, dopo che ti ci ha condotto") con il disegno di due piante dei piedi e di un fallo; inoltre, le due piante dei piedi sembra che camminino sopra la frase: questa disposizione non è un caso siccome, in greco antico, il verbo "camminare" (bannein) significava anche "montare, avere un rapporto sessuale". Nelle rovine di Torico, è stato trovato un graffito che recita "Xares è una prostituta bella" (Xares pornos kalos) con accanto una pianta del piede; in un graffito eseguito un secolo più tardi vicino a questo, si nota la frase "Noto come un ano" (bòtiades no proktos): "proktos/ano" detto a una persona è un riferimento di scherno al fatto che è omosessuale e dunque è un riferimento alla sfera sessuale aggiunto accanto al graffito di una pianta del piede.[8]
Infine, il Paedagogus di Clemente di Alessandria (uno dei primi Padri della Chiesa) attesta che l'erotismo correlato ai piedi era ancora presente nel tardo classicismo greco: ad esempio, Clemente di Alessandria condanna l'usanza delle donne di indossare calzari con frasi erotiche incise sulle suole, per cui sul suolo venivano lasciate frasi erotiche contornate dalla forma del piede/calzario. Inoltre, condanna le donne che mostrano i propri piedi nudi, senza tuttavia condannare gran parte degli uomini. Nella sua opera, un intero capitolo è stato dedicato solo ai piedi e ai calzari.[8] Un vaso greco che ha la forma di impronta di sandalo reca la scritta "akolouthi" ("seguire"), per cui richiama l'usanza condannata da Clemente di Alessandria. Nelle rovine di Efeso, lungo una sua sezione (la "via di marmo"), è incisa l'impronta di un piede accanto a un cuore; tuttavia, la credenza per cui questa impronta indicava la via per andare al bordello è errata.[8]
Antica Roma, Antico Egitto




Nell'Antica Roma, il feticismo dei piedi era molto diffuso,[65][66][123] per cui di base era presente una continuità tra il mondo greco classico e il mondo romano classico. Una rara testimonianza dell'attenzione data ai romani alla bellezza dei piedi femminili si trova nel carme 43 di Catullo: il carme rimprovera a una donna di non essere bella, elencando una serie di caratteristiche ritenute attraenti che la donna non ha. Tra le varie caratteristiche (e.g., naso piccolo, occhi neri, dita affusolate, modo di parlare elegante), la seconda a essere indicata è il "piede non bello" ("Salve, nec minimo puella naso, nec bello pede [...]", traducibile come "Salve, fanciulla né con il naso piccolo, né con il piede bello [...]").[124]
Lo scrittore Henry Havelock Ellis, che è l'inventore del termine "feticismo" in ambito psico-sessuale, nel 5° volume di Studi sulla psicologia del sesso (1897), descrive quella che sostiene essere un'ossessione feticistica di Ovidio: infatti, tra i greci, etruschi e romani, le dee caste e vergini erano rappresentati con i piedi coperti; Ovidio dunque rappresentava le matrone caste vestite con una stola che copriva i piedi, ma le cortigiane e le ninfe erano sistematicamente rappresentate con vestiti che lasciavano i piedi scoperti.[125] Un passaggio all’inizio dell'Ars Amatoria che si riferisce proprio a questo topos, secondo una traduzione del 1811, recita "Io cose vere canto: Madre d'Amore, siimi propizia. Gìte lungi, o Vestali, e voi Matrone che i piè celate sotto lunga veste".[126] Nel Corpus Tibullianum di Tibullo, è presente un passaggio simile, in cui una fanciulla non è casta siccome la veste le lascia i piedi visibili. Nell'elegia, il poeta si rivolge alla madre della donna amata e le dice "Io sempre amerò te, e per rispetto tuo, tua figlia: checché essa faccia, essa è tuttavia sangue tuo. Insegnale a essere unicamente casta, sebbene la benda virginea non le avvolga e non le leghi i crini, né la lunga stola i piedi; […]".[127] Nella seconda satira del primo libro delle satire di Orazio ("Non desiderare la donna d'altri"), viene nuovamente citato come i piedi femminili scoperti sono erotizzati: "Costui non accosta una donna se le caviglie coperte non ha da una balza a ricami: colui vuol solo quella che sta fra l’odor del bordello". In altre parole, un tipo di uomini si avvicina alle donne solo se queste ultime tengono coperte le caviglie, mentre altri uomini sono promiscui e lascivi. Poco oltre, Orazio in riferimento a una donna che viene osservata da un uomo aggiunge "«Ma che gambe! Che braccia!» Certo. Ma lombi non ha, ma fianchi non ha, sperticato il naso, i piedi lunghi. Non altro che il viso, vedere puoi d'una dama: il resto lo copre un profluvio di vesti (a men che non si parli di Cazia)". Dunque, indica alla pari di Catullo che una donna attraente ha i piedi piccoli e che le donne sessualmente provocanti, come Cazia, tendono a essere poco vestite, per cui si vedono per esempio anche i piedi. Poco dopo, aggiunge "E se tu, dietro a quella trincea le parti cerchi segrete (si sa, ne vai pazzo), quante difficoltà si oppongono! Guardie, lettiga, pettinatrici, dame d'onore, la stola che arriva ai piedi, su la stola la tunica, e tanta e tant'altra roba, che non ti fa le cose veder come stanno", cioè indica che una donna, quando è coperta, nasconde i propri difetti estetici. Infine, il punto immediatamente successivo, indica un altro inestetismo, cioè i piedi piatti: "Con la donnetta non c'è ripari alla vista: la puoi mirar, nella vestaglia di Coo, quasi ignuda, che storte non sian le gambe, o il piè di papero, puoi misurare con l’occhio i fianchi. E tu preferisci il tranello?".[128]
Nell'Ars Amatoria, inoltre, la voce fuori campo spinge il lettore a fare complimenti sul fisico della donna, inclusi complimenti sui piedi piccoli: "Con accorte lusinghe ora si tenti di guadagnar le belle, come l’acqua sa penetrar la sottoposta riva. Deh non t'incresca ora lodar la faccia, ora i capelli, i lunghi e rotondetti diti, ed il breve piè". In un altro passaggio, descrive l'uomo mentre si avvicina fisicamente alla donna corteggiata, citando i baci al piede: "Quando vorrà, t'appressa, e quando il vieta tu vanne lungi. Uomo non dee sincero di sua presenza far soffrir la noja. Non sempre con ragion ti potrà dire: 'A me fuggir costui non è permesso'. Non creder turpe di soffrir ingiurie, né d'esser dalla tua Bella battuto, né sul tenero piè d'imprimer baci". Infine, in un punto in cui si rivolge a una donna, cita due volte i piedi in riferimento all’estetica: "Se di statura breve tu sei, t'assidi, onde seder non sembri allor che in piedi stai. Se oltre misura però lo fossi, allor ti corca, e ascondi con le vesti su' piedi un tal difetto. […] Un piè lungo e deforme sotto candida alunda ognor si celi, né secche gambe sciolgansi da' lacci" (in un commento, il traduttore spiega che l’alunda è "una pelle mollissima". Sempre nell'Ars Amatoria, la voce fuori campo istruisce un uomo su come approcciarsi a una donna in un momento di intimità: "Sulle verghe steso tieni l'ombrello e, nella densa folla per dove dee passare, il varco l'apri; vicino al letto non rincresca porre lo scanno, e al piede dilicato togli e riponi la scarpa."[126]
Secondo le Vite dei Cesari di Svetonio, Lucio Vitellio il Vecchio era un amico fidato dell'imperatore Claudio e un alleato di Messalina, la moglie dell'imperatore Claudio, ricordata dagli storici dell'epoca come una donna dissoluta. Secondo lo storico, Vitellio adorava farsi porgere i piedi di Messalina per sfilarle i calzari. In più, si è conservato la sua scarpa destra, che indossava costantemente tra la sua toga e la sua tunica e che ogni tanto ricopriva di baci.[129]
Negli Amores di Ovidio, nel III componimento del III libro, è presente un riferimento ai piedi piccoli di una donna citato da Restif de la Bretonne nelle note a fine libro di Il piede di Fanchette.[73] Inoltre, negli Amores sono presenti alcuni ulteriori riferimenti ai piedi femminili; ad esempio, nel I componimento del I libro, viene citato il personaggio allegorico dell'Elegia, una donna con un piede più lungo dell'altro; questo difetto le conferisce grazia.[130] Non è chiaro se sia un gioco di parole tra "piede" metrico e "piede" anatomico. Lo stesso componimento si apre con un gioco di parole siccome, mentre Ovidio è intento a scrivere di epica con i versi tutti della stessa lunghezza, Cupido "gli sottrae un piede" per cui Ovidio scrive con versi di sei e cinque piedi e dunque per coppie di 11 piedi in totale.[130]
In un episodio del Satyricon, attribuito a Petronio, il protagonista chiede a un'ancella di chiamare la sua padrona, una maga di nome Circe. Quando vede apparire Circe, la descrive come una donna estremamente attraente; oltre ai capelli e ad alcuni tratti del viso, cita esplicitamente la bellezza delle mani e dei piedi dalla pelle così candida "che il marmo di Paro avrebbe sfigurato al confronto".[131] Un riferimento simile ai piedi candidi si trova nelle elegie di Tibullo, in un punto in cui si lamenta che la sua Delia si è innamorata di un altro uomo. Una traduzione del 1922 recita: "Il povero sarà sempre ai tuoi servizî, ti assisterà per il primo e ti sarà indivisibilmente al fianco; egli, da fedele compagno, dove la folla è più stretta, ti darà il braccio e ti farà strada. Di nascosto ti condurrà dagli occulti amici, ed egli stesso ti scioglierà dal bianco piede i sandali allacciati".[127]
Dopodiché, in un carme paìdico di Tibullo (cioè un carme indirizzato ai fanciulli), il poeta si lamenta che un fanciullo si è concesso ad un altro uomo per soldi. Nel carme, in mezzo alla frustrazione, dice "Queste cose io dicevo; ora mi vergogno di aver pianto mentre parlavo e di essermi prostrato ai tuoi teneri piedi".[127]
Nel finale della XII elegia del secondo libro delle Elegie, Properzio canta il suo amore per Cinzia e ha timore che la donna, facendolo soffrire per amore, annichilisca sia lui che la sua ombra; ma se anche l’ombra sparisse, non avrebbe più i suoi versi. Infatti, una traduzione del 1743 recita "Io decantar soglio tue glorie almeno; e celebrar di Cintia ora le accese e nere luci, ed or le bianche mani, ora le bionde chiome all’aura stese, ed or i piè leggiadri e più che umani".[132] Il verso indica di nuovo come i piedi potessero essere erotizzati anche in poesia. Un'altra traduzione del 1828 rende il passaggio come "Lieve è mia Musa, Pur l’alta gloria tua forma non meno. Ella il crine di Cintia a cantar usa, le mani, i neri lumi, in vivo stile, ed ella al mondo col suo canto accusa lo snello piede e quell’andar gentile".[133] Nella XIX elegia del II libro (o XX secondo la traduzione del 1743), Properzio scrive che Cinzia sta lasciando Roma e crede che, pur di tenere lontani gli altri uomini, adotterà comportamenti virtuosi, come ad esempio fare offerte ai templi votivi. In questo passaggio, i piedi sono sessualizzati nonostante il contesto casto e sacrale: "E colà presso ad un selvaggio altare recherai rari incensi, e all'ara agreste esangue un caprettin vedrai cascare. Ivi sovente con succinta veste nuda - i bei piedi - menerai carole, purché a vederti altr'uomo non s'arreste" (protinus et nuda choreas imitabere sura).[132] La traduzione del 1828 rende il passaggio diversamente: "E pochi incensi recherai pietosa a un rustico tempietto ed al su' altare cadrà vittima un agno non pomposa. Colà a piè nudi tu potrai ballare: purché tra rozzi pastori non fia il cùpido amator ad osservare".[132] Nell'VIII elegia del quarto libro, Properzio scopre che Cinzia lo ha tradito con un altro uomo, per cui lui per vendicarsi organizza con lo schiavo Ligdamo una serata con altre due donne, Fillide e Teia. Durante la festicciola, Cinzia entra a sorpresa in casa e, bellissima ma infuriata, assalta le due donne, graffia e morde il poeta e assalta anche il suo schiavo. Dopo il trambusto, Cinzia è arrabbiatissima con Properzio e, con un fare simile a quello di una moderna dominatrix, quasi non lo calcola: "Ah che mai vuoi, Ligdamo? Io pur con te schiavo son fatto. Con palme supplichevoli dappoi i' venni a' patti: ella sdegnosa appena mi porge da toccare i piedi suoi".[133] La traduzione del 1743 recita "Ahi qual tu sei Ligdamo, io pur di libertà son senza! Alfine a mani giunte io m'arrendei venendo a' patti. E allora mi concede ella toccar per somma grazia i piei".[132]
Nella decima egloga delle Bucoliche di Virgilio, un verso erotizza in modo blando i piedi femminili: "A, te ne frigora laedant! A, tibi ne teneras glacies secet aspera plantas!" ("Ah, che i freddi non ti sfigurino! Ah, che il ghiaccio pungente non ferisca le tue tenere piante!"). Nei versi, "laedere" non significa semplicemente "ledere, causare pena, male o dolore", ma significa specificatamente "sfigurare la bellezza", mentre "asper" è usato come antitesi di "tener" e si riferisce alla sfera sensoriale siccome indica tutto ciò che è ruvido e scabro al tatto in opposizione a ciò che è morbido e liscio.[134] Nell'ottava elegia del primo libro delle elegie di Properzio, è presente un verso simile: "E tu i campi di brine ricoperti calcherai con le piante dilicate, tu i nevosi vedrai strani deserti?" (traduzione del 1743).[132] Properzio conosceva e stimava la produzione letteraria di Virgilio e entrambi i poeti erano membri del Circolo di Mecenate.
Infine, nelle Metamorfosi (o "L'asino d’oro") di Apuleio, mentre il protagonista trasformato in asino scappa insieme a una giovane fanciulla da una banda di rapitori, sono presenti dei riferimenti ai baci ai piedi: "Sia per la voglia di fuggire, sia per la smania di liberare la verginella, ma sopra tutto per la eloquenza delle indimenticabili bastonate, nella corsa io battevo il terreno con la foga d'un destriero; ma nello stesso tempo mi sforzavo di rispondere, annitrendo, alla vocina soave della fanciulla: e talvolta le baciavo i bei piedini, voltando il collo e fingendo di voler grattarmi la schiena".[135]
A margine, nella Tarentilla di Nevio, viene descritto uno dei primi passaggi nella Storia della Letteratura in cui una coppia di amanti fa piedino, se non la prima. Per quanto la pratica di fare piedino non sia necessariamente correlata al feticismo dei piedi, è uno degli esempi più comuni e basilari di erotizzazione dei piedi. La Tarentilla è una commedia greca in cui una coppia di giovani scialacqua il denaro dei propri padri. Il titolo, secondo l’interpretazione più diffusa, sarebbe un riferimento a una ragazza originaria di Taranto e co-protagonista della commedia; la ragazza viene definita una "coquette", cioè una donna volubile e civettuola, una fraschetta o una maliarda. L’opera è giunta frammentaria. Nel frammento in cui la ragazza viene presentata, viene detto in versi "Come al gioco della palla, si porge dandosi a vicenda e si concede a tutti: a uno fa cenni, a un altro ammica; fa l'amore con uno, tiene stretto un altro; ha la mano occupata con uno, a un altro stuzzica il piede, […]". Questo frammento inoltre è ispirato a un frammento greco molto simile di Antifàne, anche se non ha riferimenti sessuali: "Presa la palla si divertiva a darla a uno, mentre evitava un altro, da uno la respinse, un altro lo fece alzare di nuovo, con grida acute […]: – Fuori, lunga, vicino a lui, sopra di lui, giù, su, corta, rimandala indietro!" (frammento Kassel-Austin 231 del Poetae Comici Graeci).[136] Pertanto, questo parallelismo rinforza l’ispirazione di Nevio verso le opere della letteratura greca antica, in cui i piedi erano già erotizzati. Sempre nell'Ars Amatoria, viene descritto un altro passaggio in cui una coppia di amanti fa piedino durante un flirt. Il passaggio recita in versi "Tolta la mensa, allor che i convitati saranno per partir, tra Ior ti mischia; (la turba e il loco ti daran l’accesso) a lei che fugge t'avvicina, e il fianco le premi dolcemente, e il piè col piede. Abbia ora il conversar libero campo, […]".[126]
Al tempo dell'Antico Egitto, è rintracciabile la prima versione della fiaba di Cenerentola, riportata nella Geografia di Strabone, composta tra il 14 d.C. e il 23 d.C. In questa versione, Rodòpi è una giovane nobile molto attraente di Naucrati che viene rapita dai pirati e resa schiava. Un giorno, quando si reca a un fiume, un'aquila le ruba uno dei suoi sandali e lo trasporta fino a farlo cadere in grembo al faraone Amhose a Menfi. Il faraone si innamora della bellezza del sandalo e ordina di cercare la proprietaria. Dunque, Rodopi viene liberata dai pirati e condotta a Menfi, dove si sposa con il faraone. La fiaba pone una forte enfasi sui piedi e sui sandali della protagonista.[137] In una poesia risalente all'Antico Egitto vengono sessualizzati i piedi: in una poesia riportata nel Papyrus Anakreon, viene detto "Vorrei che io fossi il tuo specchio, così che tu mi guardi sempre. Vorrei che io fossi il tuo vestito, così che tu mi indossi sempre. Vorrei che io fossi l'acqua che lava il tuo corpo. Vorrei che io fossi l'unguento, oh donna, così che io possa ungerti. E la fascia intorno al tuo seno, e le perline intorno al tuo collo. Vorrei che fossi il tuo sandalo, così che tu possa calpestarmi!".[138] La poesia ha dunque un riferimento raffinato e affettuoso al trampling.
Cultura ebraica, mondo arabo-persiano


Nella cultura ebraica, si trova una prima traccia dell'erotizzazione dei piedi nel Cantico dei cantici, una raccolta di poesie erotiche in 8 capitoli contenute nell'Antico Testamento e scritto da un autore anonimo nel IV secolo a.C. Il libro fa parte dell'Antico Testamento siccome l'amore carnale tra un uomo e una donna anonimi nel libro (tradizionalmente identificati come Salomone e Sulammita) è interpretato come un'unione divina. Nel capitolo 7, un verso recita "Come sono belli i tuoi piedi nei sandali, figlia di principe!".[10]
Sempre nella cultura ebraica, il piede (indicato con la parola "règel", רֶגֶל, plurale duale "raglàyim" רַגְלַיִם) viene erotizzato siccome rimanda al nudo e all'intimità. Una traccia di erotizzazione in questo senso è presente nuovamente nel Cantico dei cantici. Infatti, un altro gruppo di versi nel capitolo 5 recita "Mi sono tolta la veste; come indossarla di nuovo? Mi sono lavata i piedi; come sporcarli di nuovo?" dopo che la donna lascia entrare l'amato in casa sua per poi avere un rapporto sessuale;[10] l'atto di non volersi rimettere la veste indica la volontà di avere un rapporto sessuale, mentre i piedi puliti sono citati esplicitamente e affiancati a questo verso già eroticamente carico con lo stesso significato.
In ebraico antico, "regel" significava anche "genitali, pudenda".[107] Una potenziale scena erotica si ritrova nel Libro di Rut: in esso Noemi dice alla vedova Rut (la bisonna di re David) di recarsi da Booz in un'aia in cui è custodito l'orzo per sedurlo: "Su dunque, profumati, avvolgiti nel tuo manto e scendi all'aia; [...] poi va', alzagli la coperta dalla parte dei piedi e mettiti lì a giacere; ti dirà lui ciò che dovrai fare". Rut accondiscende: "[...] poi andò a dormire accanto al mucchio d'orzo. Allora essa venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi e si coricò. Verso mezzanotte quell'uomo si svegliò, con un brivido, si guardò attorno ed ecco una donna gli giaceva ai piedi. [...] Rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina."[139] Inoltre, in questo passaggio, "la parte dei piedi" viene resa con il vocabolo מַרְגְּלֹת margeloth,[140] presumibilmente eufemistico.
In un altro passo del Libro dell'Esodo, Zippòra (o "Sefora", la moglie di Mosè) salva il marito da una malattia scatenata dall'ira divina siccome egli non era stato circonciso dopo la nascita. Pertanto, Zippora pratica la circoncisione a Gherson, uno dei suoi figli ancora neonato, e con il prepuzio tagliato tocca i "piedi" di Mosè: "Allora Sefora prese una selce tagliente, recise il prepuzio di suo figlio e con quello gli toccò i piedi, dicendo: «Tu sei per me uno sposo di sangue!»".[141] I piedi vengono citati in un contesto in cui viene inscenata una circoncisione simbolica o simulata di Mosè, per cui la parola "piedi" ha intento eufemistico ed è sessualizzata.
La presenza di descrizioni delle caviglie è presente anche nella poesia di Imru l-Qays (501 circa-544 circa), un poeta arabo. Tuttavia, mentre la caviglia femminile prediletta dai greci era la caviglia fine e leggiadra, il tipo di caviglia prediletto da al-Qays non è chiaro: in una poesia, al-Qays dice che la gamba di una donna quasi completamente nuda con cui ha un incontro romantico a letto è "come una canna di papiro ben irrigato e tenero" (un riferimento alla fertilità e fruttuosità), mentre la caviglia è "prosperosa, abbondante, carnosa" ("With hollow waist, but plump the place that anklets ring", cioè "Con vita sottile, ma prosperoso il punto che risuona le cavigliere").[142][143] In un'altra poesia dello stesso autore, sono nuovamente citate le caviglie prosperose: "Le tirai le trecce della sua testa mentre lei ondeggiò sopra di me, dal fianco snello e prosperosa per la parte adornata da cavigliere" (I pulled at the [two] tresses of her head and she swayed above me, slender flanked and fleshy of the ankleted [place]). Nella poesia araba, inoltre, esiste un aggettivo specifico per indicare la caviglia adornata con una cavigliera, ẖalhāl (lett. "incaviglierata"), dal vocabolo per indicare la caviglia (muẖalhal). Esiste anche un vocabolo per indicare il punto esatto sulla gamba in cui si indossa la cavigliera, cioè muẖalẖal. La caviglia "abbondante" viene indicata con l'aggettivo rayyā.
Un altro poeta che ha messo riferimenti all'erotizzazione dei piedi femminili in una poesia è Ibn Arabi (1165-1240), un mistico e poeta arabo vissuto in Andalusia durante l'occupazione araba. In una sua poesia, si legge "Dalla caviglia prosperosa, un'oscurità oltre la luna; nella sua guancia una vampa rossa; lei è un ramo che cresce sulle colline" ("Full-ankled, a darkness o'er a moon; in her cheek a red blush; she is a bough growing on hills"), per cui ritorna l'immagine della caviglia prosperosa. Tuttavia, non è chiaro se le sue poesie fossero poesie d'amore travestite con temi mistici o se fosse il contrario (poesie mistiche in cui dei concetti erano espressi con immagini considerate erotiche). Una sua celebre raccolta di tali poesie è il Tarjumān al-Ashwāq ("L'interprete del desiderio"), una raccolta di poemi compilata tra il 1202 e il 1215.[144] Le poesie, tra le decorazioni femminili, citano dunque le cavigliere alla pari della letteratura erotica sanscrita.
In una poesia persiana precedente al periodo ottomano di Jalal al-Din Rumi (1207-1273), vengono erotizzati i piedi: "Io voglio vederti. Conoscere la tua voce. Riconoscerti quando tu giri l'angolo. Sentire il tuo odore quando vengo in una stanza che tu hai appena lasciato. Conoscere il sollevamento del tuo tallone, lo scivolamento del tuo piede. [...]".[145]
Antica Cina, Antico Giappone



Nella Cina imperiale, il piede era erotizzato; in particolare, era apprezzato se di dimensioni molto piccole. Lo stesso corpo femminile era apprezzato se magro e fragile, secondo l'ideale confuciano. Questa tendenza sarebbe alla base dell'usanza di fasciare i piedi alle donne (缠足 chanzu) fin da bambine in modo da deformare le ossa del dorso durante la crescita e renderli più piccoli. La pratica, molto dolorosa, portava le donne a potersi muovere con difficoltà siccome i piedi erano deformati e grossi in media 18 centimetri. Le prime tracce di questa usanza risalgono alla dinastia Song, cioè al tardo Rinascimento cinese (907-1279), e non alterava in modo vistoso e drammatico le ossa. L'usanza si è poi diffusa dalle donne d'élite a gran parte della popolazione durante il periodo Qing, cioè l'ultima dinastia imperiale, ed è stata praticata in modo pesante, fino a deformare le ossa. Le donne con i piedi non fasciati e dunque di taglia normale venivano considerate mascoline, adatte al lavoro manuale e meno attraenti. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1949) è stata vietata.[146]
Nella Cina meridionale è presente un'altra delle prime versioni della favola di Cenerentola, che pone un forte focus sui piedi femminili e sulle scarpe. La fiaba di Ye Xian (pronuncia: iè scièn) è attestata per la prima volta su un'opera del tardo periodo Tang (618-907), dunque del Rinascimento cinese, lo Youyang zazu 酉阳杂俎 di Duan Chengshi (段成式). Secondo la fiaba, la giovane Ye Xian (叶限), vissuta nella Cina pre-imperiale, era una fanciulla che veniva maltrattata dalla matrigna e veniva inviata a raccogliere l'acqua da pozzi profondi e pericolosi. Un giorno, Ye Xian trova nel pozzo un pesce magico che porta nello stagno dietro casa. Quando la matrigna scopre il pesce, lo uccide e nasconde la lisca enorme sotto il letame. Ye Xian, triste perché la matrigna ha ucciso il pesce, incontra un uomo "sceso dal cielo" che la conforta e le dice che può rivolgere delle preghiere alla lisca del pesce, nascosta sotto il letame: le sue preghiere verranno esaudite. Ye Xian, dopo avere rivolto le prime preghiere alla lisca, ottiene del cibo, un abito di seta e un paio di scarpette dorate. Adornata in tale modo, decide di andare ad una festa. Tuttavia, alla festa incontra accidentalmente la matrigna, che quasi la riconosce. Ye Xian, per non essere riconosciuta, fugge dalla festa e, nella fuga, perde una scarpetta dorata. La scarpetta finì nelle mani di un re, che provò a farla indossare a tutte le donne del regno, ma nessuna donna aveva i piedi abbastanza piccoli da riuscire a calzarla. Pertanto, il re fece perquisire tutte le case del regno, finché nella casa di Ye Xian non trovarono l'altra scarpetta. Il re dunque sposò Ye Xian e fece lapidare la matrigna.[137] Secondo lo psicanalista e filosofo Bruno Bettelheim, le dimensioni piccole dei piedi di Ye Xian sono segno di bellezza che è impareggiabile siccome tutte le donne del regno non hanno piedi così piccoli. Inoltre, aggiunge che i lettori moderni non collegano la dimensione molto piccola dei piedi della protagonista all'attrattiva sessuale e alla bellezza; viceversa, i cinesi svolgevano quest'associazione proprio a causa della pratica delle fasciature dei piedi e dell'ideale confuciano di bellezza femminile.[137]
In 《越女词》, una poesia di Li Bai (uno dei più grandi poeti di tutta la letteratura cinese), il poeta scrive 长干吴儿女,眉目艳新月。屐上足如霜,不著鸦头袜。Nella poesia, Li Bai spiega di essere stato a Wu (吴), uno stato nel Sud della Cina antica corrispondente grossomodo all'odierna Shanghai; lì è rimasto profondamente impressionato dalla bellezza delle donne del posto e dalla moda femminile locale, al punto da annotare questa impressione in una poesia. Nel primo verso, dice che le donne di Wu (dove si trova Changgan, 长干) hanno gli occhi e sopracciglia come il novilunio, uno dei migliori complimenti alla bellezza femminile di Li Bai. Dopodiché, Li Bai aveva notato che, mentre nel resto della Cina le donne indossavano le calze con la punta divisa (split-toe socks, 鸦头袜), nello Stato di Wu le donne non indossavano calze, per cui gli zoccoli (屐) mostravano i piedi nudi "come la brina" (霜), cioè dalla pelle di un candore enorme. Nella quarta e ultima stanza, il poeta cita in particolare una donna con i piedi affascinanti che viene da Chenyang (东阳). Un editoriale su iFeng ha dunque proposto la tesi che l’attenzione di Li Bai a questi dettagli possa derivare da un feticismo del piede.[147] Nell’editoriale, "feticismo del piede" viene tradotto come "恋足癖" invece del più neutro "恋足" e del sinonimo altrettanto neutro "恋脚": il suffisso "癖" sia nel radicale Kangxi che nel significato complessivo indica un uomo sdraiato su un letto e la "malattia", per cui la sfumatura di significato non è neutra ma negativa.
Un altro articolo su questa poesia di Li Bai sostiene che altri letterati nella Storia della letteratura cinese antica e moderna fossero feticisti del piede. Vengono citati in particolare il poeta del periodo Qing Yuan Mei (袁枚), il poeta del tardo periodo Ming Li Yu (李渔), lo scrittore Jin Yong (金庸) e il poeta taiwanese Bo Yang (柏杨).[148]
Anche nel Giappone antico le donne si fasciavano i piedi, riprendendo dunque l'usanza cinese. Tuttavia, la pratica delle fasciature dei piedi in Giappone era meno praticata ed è sempre rimasta molto leggera e meno estrema di quella cinese durante il periodo Qing. Già nel periodo Heian (794-1185) i piedi femminili piccoli, snelli e delicati erano associati a eleganza e raffinatezza aristocratica; in generale, nella cultura giapponese tradizionale erano anche simboli di femminilità, attrattività e status sociale. Nel Giappone tradizionale, i due sandali di legno (i geta di legno e gli zori di paglia o tessuto) avevano una base elevata che accentuava la forma e la grandezza dei piedi, una certa postura dei piedi e un'andatura graziosa; una simile elevazione oggi si trova, ad esempio, nelle scarpe con i tacchi. Le donne giapponesi, alla pari di gran parte di quelle cinesi, indossava le calze con la punta divisa (le tabi). L'uso delle fasciature ai piedi in Giappone è poi stato abbandonato durante la modernizzazione del Giappone, iniziata durante l'era Meiji (1868) e la fine dello shogunato. Nonostante il cambiamento culturale, il piede femminile piccolo rimane ancora nella memoria collettiva come segno tradizionale di femminilità ed è spesso romanticizzato nella letteratura, arte e mass media.[149] Non ci sono tracce dell'usanza della fasciatura dei piedi in Vietnam e Corea.
India tradizionale e moderna





Nell'India, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka e anche in zone del Nordafrica come il Marocco si usa l'henné (o henna), un pigmento di origine vegetale che si applica come decorazione alle mani (inclusi i polsi e avambracci) e ai piedi nudi o in scarpe aperte (inclusa la caviglia). Nei matrimoni in India, viene tradizionalmente esibito dalla sposa. Quest'ultima inoltre si fa infilare sul secondo dito del piede un anello da piede che funge da analogo dell'anello nuzionale. La moda inoltre comprende l'uso di cavigliere. Inoltre, un'usanza tradizionale è quella di regalare e mettere un paio di cavigliere alla propria moglie; il gesto simbolizza il profondo affetto del marito verso la propria donna e il forte legame tra i due sposi.
L'India, secondo un saggio di Sushil Kumar De, ha un ricco patrimonio di letteratura erotica in sanscrito,[9][150] a cui si affiancano i trattati di erotismo (Kama Shastra, che includono anche il Kama Sutra). Una ricerca su questi trattati può individuare eventuali riferimenti all'erotismo dei piedi femminili e a pratiche di stimolazione dei piedi. Ad esempio, nel Kama Sutra di Vatsyayana, il trattato più famoso di questo genere, è un'opera ricca di contenuti disparati tra cui delle sezioni nel capitolo 13 in cui vengono spiegate le tecniche per baciare la partner e baciare altre parti del corpo, tra cui le mani e i piedi. L'edizione in questione è quella con la traduzione di B. N. Basu rivisitata (1952).[151]
Nel Naishadha Charita, un poema in versi in sanscrito, nel sarga 7 (cioè il capitolo 7) ai versi 97-105 il sovrano Nala descrive le caviglie, i piedi, le dita dei piedi e le unghie dei piedi di Damayanti, la co-protagonista dell'opera e la donna amata da Nala.[9][150]
In un episodio dell'Abhijñānaśākuntalam di Kalidasa (1° atto) ritratto anche in pittura, Shakùntala mentre è con un gruppo di amiche fa finta di togliersi una spina dal piede per lanciare uno sguardo furtivo al suo amante, il re Dushyanta;[9][150] inoltre, così facendo, gli mostra il piede e in più se lo tocca. Inoltre, nel 3° atto, il re Dushyanta prima di nascondersi tra dei cespugli per aspettare Shakuntala, guarda il terreno e descrive un'impronta del piede della fanciulla, che ha le dita appena accennate e il tallone profondo e chiaramente delineato. Dopodiché, quando incontra Shakuntala, le propone di mettere i suoi "piedi come il loto" (lily feet) sul suo ginocchio per offrirle un massaggio rilassante.[152]
In generale, nella poesia in sanscrito, un topos letterario comune nella descrizione delle donne è la bellezza dei piedi, "belli come il loto" (raramente, il loto è riferito alla faccia e agli occhi); altri tre topoi comuni sono il tintinnio delle cavigliere, l'andatura graziosa e languida e le decorazioni dei sandali. Un altro topos comune è la fioritura degli alberi ashoka (Saraca asoca) al tocco dei piedi della donna, mentre un altro topos è l'innamorato o il marito che letteralmente si getta ai piedi della propria donna amata in atteggiamento di supplica, pentimento o penitenza quando quest'ultima lo ignora o è arrabbiata. In particolare, in una stanza tra i 700 versi dell'Hala Satavahana (meglio nota come Gāthā Saptaśatī o Gāhā Sattasaī in practico, una raccolta di poesie di autori probabilmente antecedenti a Kalidasa), un giovane attratto da una ragazza cerca di interagire con lei fingendo di chiederle con insistenza delle indicazioni finché la ragazza, che lo ignora, non si arrabbia. Dopo avere visto che si è arrabbiata, si getta ai suoi piedi e la testa va a toccare la sua cavigliera, per cui delle ciocche si impigliano nella cavigliera. La ragazza, non più arrabbiata e con gesti teneri, libera i capelli dalla cavigliera. In un'altra poesia, il poeta si dichiara sorpreso di trovare una donna attraente con il tilaka sulla fronte (un cerchio decorativo dipinto tra le sopracciglia) ma che non indossa segni convenzionali di bellezza come le cavigliere ai piedi. Il tilaka della donna viene descritto come "un marchio che sorpassa tutti gli altri" e "il sigillo di approvazione del Dio-Amore" di cui, secondo un altro componimento, le persone venerano i piedi.[9][150] Anche il Kama Sutra, nel capitolo 7, cita l'immagine dell'uomo che cade ai piedi di una donna perché la implora di ricevere un bacio.[151]
Nel canto III° del Kumarasambhava di Kalidasa viene descritta l'immagine di un albero di ashoka che fiorisce precocemente, senza il bisogno di essere toccato "da piedi adornati di cavigliere". Nel canto I, viene descritto come i piedi di un personaggio femminile lasciano sul terreno la bellezza del loto "nella forma della radianza del suo alluce e delle sue unghie" (in the shape of the radiance of her raised great toe and nails). I cigni reali l'avevano istruita su come camminare in modo grazioso perché desiderosi di imparare la "musica" che la donna produceva con le proprie cavigliere. vedendo il modo grazioso in cui camminava.[153]
Nel Muka Panchashati, un'opera di Muka Kavi, sono descritti i "piedi come il loto" della dea Kamakshi, che il poeta stesso venerava.[9][150] Inoltre, nella prima stanza di cinque (ogni stanza è pari a 100 versi), cita la goia divina di venerare i piedi della dea. Sempre nella stessa stanza, il poeta osserva la dea mentre cammina lungo le banchine del fiume Kampa, ne cita la bella camminata languida dei suoi piedi (soft pretty walk by her feet) oltre al altre caratteristiche fisiche e ne resta estasiato dalla gioia.[154] In un altro punto dell'opera, cita esplicitamente la venerazione dei piedi di Kamakshi.[155]
Nel Kadambari di Banabhatta, all'inizio dell'opera viene descritta una giovane cortigiana osservata da Śūdraka; parte della descrizione si focalizza sui suoi "piedi come il loto", rossi per la tintura, con le cavigliere e le unghie che emettono una luce che sfiora le dita dei piedi. In molti altri punti, cita i piedi venerati di divinità. In un altro punto della storia, un principe vittorioso si reca in una città e, al suo arrivo, i palazzi si riempiono di donne dai piedi come il loto. In molti altri punti, cita in modo particolareggiato le impronte dei piedi femminili che, essendo tinti di una lacca rossa, lasciano segni rossi per terra. In un altro punto della storia, un personaggio incontra il capo di un harem accompagnato da una donna descritta in vari particolari fisici, tra cui i piedi con le cavigliere tintinnanti e tempestate di gemme (jingling begemmed anklets), e paragonata a una piscina con fiori di loto circondata da oche chioccolanti (cackling geese). Anche nel Kadambari è presente l'immagine dell'uomo che cade ai piedi di una donna, narrata ad esempio dalla serva Taralikā a una principessa durante un dialogo; è anche presente l'immagine contraria, per cui donne disperate si buttano ai piedi dei loro uomini. In una scena, il protagonista vede Kadambari su un divano attorniata da giovani serve incantate dalla sua bellezza; la sua descrizione fisica si focalizza sui piedi: i suoi piedi sembravano formare un fiume di coralli liquidi (a river of liquid coral) siccome avevano le unghie come gioielli e che sembravano un gruppo di stelle venute sulla Terra; le sue dita dei piedi sembravano emanare "un flusso costante di raggi rossi" e la "cascata della sua leggiadria" (the cascades of her loveliness) erano arrossate dalla lacca liquida (un probabile riferimento al pigmento rosso applicato sulle piante dei piedi) e dai raggi di lucentezza emanati dai gioielli delle cavigliere; questi raggi rosso sangue le accarezzavano i lombi e arrivavano quasi a sostenerle le cosce. In molti punti dell'opera, vengono citate cavigliere tintinnanti e ingioiellate.[156]
Nel Vikramorvasī, un dramma teatrale scritto da Kalidasa da giovane, viene citata per due volte l'immagine di un uomo che riconosce la presenza della propria donna desiderata dal tintinnio delle cavigliere; inoltre contiene anch'esso l'immagine di un uomo che cade ai piedi di una donna che non lo ama per supplicarla, venendo comunque rifiutato.[157][158]
Nel pantheon induista, due divinità in particolare sono Krishna, la reincarnazione di Vishnu e con la tipica pelle blu, e Radha, una delle sue consorti e Dea dell'amore e della devozione, reincarnazione di Lakshmi (Dea della bellezza). Nell'iconografia induista tradizionale e nell'arte moderna, Krishna è spesso ritratto in atteggiamenti di adorazione verso Radha (e.g., massaggio dei piedi, tinteggiatura dei piedi con henné, sistemazione dei capelli, suonare per lei). Nel Gita Govinda di Jayadeva, un'opera letteraria molto famosa in sanscrito, viene cantata in versi l'adorazione reciproca tra Krishna e Radha. In un punto, Krishna dice a Radha che i suoi piedi "sconfiggono la bellezza del loto" e le chiede di ordinargli di tingerli di lacca. In un altro verso appena successivo, Krishna chiede a Radha di offrire "i freschi boccioli dei suoi piedi incantevoli" come ornamento sulla sua testa per alleviare il fuoco dei suoi desideri amorosi. In un altro passo dell'opera, Radha ordina al Dio Krishna di prendersi cura di lei e della sua bellezza ("Colorami le guance! Riempi la mia treccia di fiori! Metti file di bracciali sulle mie mani e di cavigliere ingioiellate sulla mia caviglia."), mentre in un altro passo Krishna è descritto mentre tinge le unghie dei piedi di Radha con la lacca e ne adorna interamente il corpo (e.g., le mette una collana di perle sul collo, un bracciale di zaffiro nero sul braccio e una cintura di gemme sulle cosce). Dunque, tra le caratteristiche che rimarcano la bellezza femminile, si ritrovano le decorazioni ai piedi. In un altro punto dell'opera, Krishna accoglie Radha dopo un lungo viaggio e, siccome crede sia stanca, la invita a togliersi la cavigliera per massaggiarle il suo "piede come il loto". Il rumore delle cavigliere ha un ruolo centrale in alcuni versi: ad esempio, in un altro punto dell'opera, una voce fuori campo spiega a Radha che Krishna è caduto ai suoi piedi per amore e la sta aspettando lungo le banchine di un fiume; Radha è dunque invitata ad avvicinarsi a lui facendo tintinnare le cavigliere e con un'andatura sensuale, da oca selvatica. In un altro verso, i campanellini sulla cavigliera di Radha tintinnano "in modo adescante" (alluringly); un altro verso invita Radha, pronta a battaglie passionali, a fare tintinnare le cavigliere per assecondare lo stato d'animo elevato (rich mood) del suo innamorato. Le cavigliere sono nuovamente erotizzate in un verso in cui le cavigliere di Radha intenta ad amoreggiare con Krishna tintinnano vedendo il suo amore. Anche le impronte del piede sono caricate di sensualità: in verso in particolare mostra l'innamoramento di Krishna per un'altra donna come una macchia rossa che i suoi piedi tinti di rosso hanno lasciato sul suo cuore. In un altro verso probabilmente correlato, viene descritto il petto di Krishna colorato dalle impronte del piede come il loto di questa donna; il petto viene dunque paragonato a un albero radicato nel cuore pieno di foglie rosse.[159] Altri poeti che hanno cantato l'amore di Krishna e Radha in alcuni componimenti sono Surdas, Swami Haridas, Vidyapati, la poetessa Mirabai, Narsinh Mehta (che ha scritto in gujarati) e Candidas.
In una poesia erotica di Madhukuta, una donna racconta a un'altra persona di avere sognato di avere appoggiato il proprio piede ad un albero di ashoka, per cui è fiorito; dopodiché, da un boschetto nei paraggi, è giunto il suo amante e, per onorare il piede della propria amata, se l'è messo sopra la testa.[9][150]
Nella sezione 1 degli Skanda Purana, capitolo 26, Brahma durante una cerimonia religiosa (Yajña) osserva i piedi e le unghie dei piedi "belle come la luna" della dea Parvati e si eccita immediatamente. Sopraffatto dall'amore, eiacula per terra. Per l'imbarazzo, Brahma nasconde il seme mettendoci sopra il suo piede. Da questo seme sono nati migliaia di saggi, i Vālakhilyas della mitologia induista.[160]
L'uso di cavigliere come decorazione per i piedi e caviglie è diffuso anche tra le donne Masai in Stati come la Tanzania e il Kenya.
Letteratura moderna
Fino all'Ottocento




Prima della letteratura moderna, una traccia di erotizzazione del piede nella letteratura è presente nella poesia trobadorica del XIII secolo. In alcuni componenti, i poeti trobadorici lodavano i piedi femminili con arcate plantari alte e dita lunghe e sottili.[161] In particolare, nella poesia Plus que 'l paubres quan jai el ric ostal di Peire Vidal, è presente una variante del topos (presente anche nella letteratura erotica sanscrita) dell'uomo che si getta ai piedi della propria donna siccome dice che il proprio amore e il proprio cuore "giacciono ai suoi piedi".[162] Altre tracce sono presenti nella poesia araba e persiana pre-ottomana.
Intorno al 1595, John Donne ha scritto l'elegia Love's Progress, in cui si immagina un viaggio metaforico e esploratorio sul corpo femminile che parte dal piede femminile.[21] Nel testo, il poeta si lamenta che gli uomini iniziano questo viaggio o pellegrinaggio dal volto, che è il punto di partenza peggiore e più superficiale ("I capelli sono una foresta di imboscate, di lacci, trapppole, ceppi e manette [...]"), e invita il lettore a partire dal basso; in particolare, secondo il poeta "il piede [...] è la parte meno soggetta a travestimenti e cambiamenti - dicono che il diavolo non possa mai cambiare il suo. È l'emblema che ha raffigurato la fermezza; è la prima parte che entra a letto." Infine, fa un paragone tra il piede del Papa baciato in passato da chi onorava il Papa e il punto di partenza privilegiato dell'esplorazione del corpo femminile:[163] il gesto viene indicato come il massimo atto di venerazione della donna, paragonabile alla venerazione religiosa; inoltre, il bacio al piede papale è un privilegio che permette di risalire verso la Grazia divina, mentre il bacio al piede femminile è un privilegio che permette di risalire verso il resto del corpo dell'amata e non è un peccato, bensì un atto di culto e l'inizio di un pellegrinaggio metaforico.
La prima versione della fiaba di Cenerentola in Europa è rintracciata in Italia, si chiama La Gatta Cenerentola ed è contenuta nel Pentamerone (o Lo cunto de li cunti) di Giambattista Basile, pubblicato postumo nel 1636. In questa versione Zezzolla, una giovane ragazza orfana disprezzata dalla matrigna e dalle sorellastre, riceve in regalo dal padre (un principe in partenza per un viaggio) un nòcciolo di dattero da coltivare. La ragazza coltiva il nocciolo e, in pochi giorni, vede crescere un albero magico che le fornisce dei vestiti e un paio di pianelle, cioè di antiche calzature di lusso con tacco basso o senza tacco, prive di allacciatura.[164] Mentre cammina ben vestita, viene notata dal re e dal suo servo. La ragazza preferisce fuggire e, nella fuga, perde una pianella, recuperata dal servo. Il re dunque indice una festa per ritrovare la proprietaria della pianella. Nella festa, Zezzola viene riconosciuta come la proprietaria della scarpa e viene sposata dal re, mentre le sorelle impazziscono dall'invidia.[137]
Nel 1731-1741, Pierre de Marivaux scrisse un romanzo incompiuto, La vie de Marianne ("La vita di Marianna"); nella seconda parte, è presente una scena celebre con riferimenti al feticismo del piede.[21][73] Nell'episodio, contenuto nella seconda parte del romanzo, Marianne incontra in una chiesa Valville, il suo futuro amante; all'uscita dalla chiesa, Marianne schiva una carrozza ma cade per terra e si infortuna al piede. Portata a casa da Valville, i due si scambiano sguardi intrisi di desiderio finché viene l'anziano chirurgo. Quando il chirurgo chiede a Marianne di togliersi la scarpa, quest'ultima arrossisce per la modestia e pudicizia siccome deve rispettare le norme per il decoro femminile dell'epoca: scoprire una parte del corpo era la violazione di una norma. Tuttavia, al contempo pensa di avere "il piedino più bello del mondo" (le plus joli petit pied du monde). Consapevole del suo fascino e desiderosa di catturare l'attenzione di Valville, si fa sfilare la scarpa da una governante e Valville ne approfitta dell'occasione per ammirarle il piede nudo; Marianne se ne accorge siccome Valville si piega per osservarlo più da vicino nonostante la giovane età, mentre il chirurgo si piega per osservarlo più da vicino perché è anziano. Marianne è contenta che Valville apprezzi il suo piede (m'en paraissait aussi content que je l'avais espéré). Inoltre Valville, quando Marianne indica il punto esatto in cui prova dolore, ne approfitta per toccarle il piede e commentare che è un po' gonfio. Dunque, un momento di imbarazzo si trasforma in una scena di seduzione. La scena è stata immortalata da un'illustrazione di Pierre Gustave Eugène Staal del 1865[165][166] e da un'altra illustrazione di Jacobus van der Schley.
Nel 1769, Restif de la Bretonne pubblicò Il piede di Fanchette ("Le pied de Fanchette"). Nell'opera, una giovane donna di nome Fanchette usa il fascino dei suoi piedi, decantato all'interno dell'opera dallo scrittore, per sedurre gli uomini e farsi strada nella società; gli uomini che si invaghiscono di lei provano a possederla con la forza o l'inganno.[167] Alla fine del capitolo 7 dell'opera, la protagonista si mette a leggere su un divano, tenendo un piede nudo poggiato su una sedia davanti al divano. Durante la lettura, inizia a sonnecchiare. Mentre sonnecchia, entra nella stanza il suo tutore, Apatéon. L'uomo viene descritto come una persona bonaria e premurosa, ma ha un grosso debole per il piede di Fanchette, le ha disegnato lui stesso le scarpe siccome era insoddisfatto di tutti i modelli proposti, ordinava che le gonne che indossava fossero corte in modo da lasciare intravedere i piedi, la portava in braccio a casa e le metteva personalmente le ciabattine ogni volta che tornava a casa. Mentre Fanchette dorme, rimane nuovamente sedotto dal suo piede, che descrive come "delizioso" e come "un capolavoro di grazia" ed entra in un momento di fibrillazione che non riesce a controllare. Pertanto, non si trattiene, si inginocchia e lo bacia mille volte. Quando Fanchette si risveglia confusa, l'uomo guarda un’immagine sacra e ringrazia il Creatore per averla fatta così affascinante.[73][168] Nel capitolo 12, un giovane e promettente pittore di nome Dolfans osserva il piede di Fanchette mentre la protagonista è assorta a leggere su un divano, girata di schiena e con il piede poggiato su uno sgabello. In mezzo ai commenti estasiati e alle palpitazioni del suo cuore, dice che quel piede scoraggerebbe o supererebbe anche l'artista più talentuoso.[168]
In un'opera successiva, L'anti-Justine, le descrizioni di feticismo dei piedi si fanno più fisiche ed esplicite.[73] Nel 19° capitolo di L'Anti-Justine, in una scenetta erotica il protagonista chiede a una dama avvenente durante una cena se indossa una giarrettiera. La dama, nonostante la domanda inusuale e insolente, risponde senza problemi di sì. Pertanto, il protagonista insieme ad alcuni uomini le chiede di mostrare "la gamba più bella del mondo". La dama inizialmente risponde di no per mantenere un'apparenza di donna virtuosa. Tuttavia, dopo alcune richieste, decide di poggiare il piede su una sedia e alzare la gonna. In tal modo, mostra la scarpa con i tacchi rosa, le calze di seta decorate e la coscia ai presenti. Alla fine del 46° capitolo, la protagonista racconta che un uomo sposato di nome Brideconin apprezza i suoi piedi e che talvolta si sedeva e si sollevava la gonna per mostrargli i piedi; l’uomo ogni volta si eccitava così tanto da decidere di avere un rapporto sessuale selvaggio con la moglie. Inoltre, racconta di avergli fatto baciare i suoi piedi.[169]
Al tempo della stesura de Il piede di Fanchette, i connotati della figura femminile in contesto di venerazione amorosa si stavano evolvendo da religiosi e platonici a erotici e fisici, senza però rinunciare al vocabolario dell'adorazione, idolatria e devozione a divinità, idoli, talismani e reliquie: la donna era diventata sacra/divina e sessuale allo stesso tempo e il piacere fisico era diventato pari all'estasi spirituale. Questa tendenza letteraria ha portato a una reazione della Chiesa.[73] Retif era anche feticista delle calzature femminili; dal suo nome deriva la parola "retifismo". All'epoca e fino all'Età vittoriana inclusa (1837-1901), esporre il piede nudo era tabù in arte,[21] per cui Restif e altri autori infrangono questo tabù.
Un anno prima, nel 1768, la scrittrice Françoise-Albine Benoist aveva pubblicato Agathe et Isidore, un'opera divisa in due parti; nella prima parte, citata da Restif, è presente un episodio citato da Restif in Il piede di Fanchette.[73] Nell'opera, Isidore è un figlio adottato da un calzolaio parigino che è descritto come un ragazzo intelligente e affascinante. Il padre, all’inizio del libro, viene descritto come un calzolaio esperto che ha la capacità unica di fare emergere la grazia di ogni piede femminile. Quando viene colpito da una malattia che lo costringe per sei mesi a letto, le dame parigine sono disperate perché non possono più avere le sue scarpe. Infatti, soprattutto durante il periodo di Carnevale, amavano sedurre gli uomini con i loro piedi e le loro scarpine. Isidore, quando cresce, diventa calzolaio come il padre e attira l'attenzione di una nobildonna da cui vanno a domicilio per farle un paio di scarpe. Quest'ultima lo guarda con uno sguardo divoratore e ordina una dozzina di scarpe solo per stare con lui a parlare. Durante il dialogo, prova a convincerlo a diventare il suo valletto, ma il ragazzo rifiuta. La donna, allora, per umiliarlo gli mostra il piede nella pantofola e gli ordina di chinarsi davanti a lei e prendere la misura del suo piede. Isidore e il padre, vista l'insolenza della donna, se ne vanno. Verso la fine della prima parte dell'opera, Isidore si presenta nella casa di Agathe de Valencé, marchesa di Olfond. Agathe si innamora subito di Isidore e resta innamorata di lui nonostante sia solo un umile calzolaio e nonostante l'inizio di un lungo tormento amoroso. L'eroina del racconto, sia per farsi fare le scarpe che per sedurre Isidore, gli porge il piede in una pantofola per chiedergli di prendere le misure. Agathe nota che Isidore si inginocchia quasi fino a prostrarsi al suo piede e, mentre lo tocca per prenderle le misure, è come se lasciasse dei segni infuocati sopra per come arde dalla passione.[67] Dopo molte peripezie, verso la fine della seconda parte dell’opera riesce a ricongiungersi con Agathe in una locanda, mentre lei serve le vivande. Isidore, appena la riconosce, si getta ai suoi piedi.[170]
Un contemporaneo di Restif e della Benoist era il marchese De Sade, da cui deriva il nome "sadismo". Al 1785 risale Le 120 giornate di Sodoma, un'opera incompiuta considerabile come un'antica enciclopedia del BDSM. Nell'opera, in un aneddoto viene descritta una donna che lavora in un bordello che aveva i piedi maleodoranti. Nonostante ciò, un cliente del bordello, un marchese, ha avuto un rapporto feticista con la donna siccome ne apprezzava il fetore.[171]
Un altro loro contemporaneo era lo scrittore e avventuriero Giacomo Casanova, che tra il 1784 e il 1789 scrisse l'autobiografia Storia della mia vita. Nell'opera, Casanova mostra una forte attenzione e predilezione verso i piedi femminili. In un passo in particolare, spiega che osservare la bellezza di una donna dal viso equivale a apprezzare un libro dal suo frontespizio; sono i dettagli del libro (e.g., la rilegatura e l'edizione) a fare la differenza tra un libro e l'altro. Il dettaglio nella donna, secondo Casanova, sta nei piedi ("Il frontespizio della donna va anch'esso dall'alto in basso come quello di un libro, e i suoi piedi, che interessano tanto gli uomini maturi come me, suscitano lo stesso interesse che suscita in un uomo di lettere l'edizione dell'opera. La maggior parte degli uomini non presta attenzione ai bei piedi di una donna, così come la maggior parte dei lettori non si cura dell'edizione."). In un altro punto dell'opera, mentre Casanova è su una gondola a Venezia, osserva una fanciulla di nome Christine e rimane affascinato dai suo "piede grazioso" (pied mignon) che sborda da sotto la veste bordata d'oro; dal fascino del piede, la paragona alla dea Silfide e immagina la finezza della gamba. Dopodiché, in un altro punto dell'opera, osserva le mani e i piedi di un'altra fanciulla di nome Juliette e si lamenta che le mani sono grosse e carnose e che anche i piedi sono grossi. Secondo lo scrittore, i piedi grossi sono "di proporzione sgradevole sia ai cinesi e spagnoli che a tutti gli intenditori". In molti episodi nell'opera, Casanova racconta infine di essersi gettato ai piedi delle sue amanti.[172]
Un quadro citato da Restif de la Bretonne in Il piede di Fanchette è la Giuditta con la testa di Oloferne di Giorgione del 1504 circa,[173] indicata come esempio di come i piedi femminili possono scatenare passioni. In questo grande capolavoro dell'arte del Rinascimento viene ritratta Giuditta, talvolta simbolo della femme fatale, in atteggiamento trionfale e di dominio fisico totale sul generale Oloferne, o ciò che ne rimane. Del valente generale e tiranno rimane solo la testa, cioè la parte più alta e nobile del corpo, sede della razionalità, delle emozioni e del comando. Giuditta in un primo momento lo ha annichilito con la seduzione, per poi annichilirlo con la decapitazione nel momento in cui la sua bellezza diventa forza. Nel quadro, lo annichilisce una terza volta siccome l'eroina vittoriosa tiene il piede nudo sulla testa per terra; la testa è per terra, è ridotta a un mero oggetto inerte ed è calpestata dalla parte più in basso del corpo, come se fosse il terreno (gli stessi vocaboli "umiliare, umile" derivano dal latino "humilis", una parola che deriva da "humus"). La testa è dipinta con una paletta cromatica terrea e il calpestamento avviene con il piede nudo, per cui il contatto tra la fronte e la pianta è diretto e intimo. Siccome la pianta è stesa proprio lungo la fronte e dunque la sede della razionalità, il dominio è fisico e anche intellettuale e la dimensione carnale della fanciulla domina sulla mente. Questa caratteristica ribalta l'ideologia del primato della mente sul corpo, per cui contrasta con la filosofia platonica e con una caratteristica della futura filosofia cartesiana (i.e., il dualismo tra res cogitans e res extensa). Inoltre, con un'operazione che Georges Bataille chiama "slittamento" (glissement),[94] inverte la gerarchia della testa rispetto al piede, per cui la testa umana appare sottomessa al piede. La spada del generale sottratta per decapitarlo è in mano a Giuditta e, oltre a rimandare alla decapitazione, rafforza l'idea di dominio messa in mostra dalla donna e mostra come la donna abbia sottratto un simbolo di potere militare al generale con il potere della seduzione. L'enfasi è posta sulla parte inferiore del dipinto siccome Giuditta guarda sorridendo verso il basso e siccome la veste è aperta, per cui attira l'attenzione degli osservatori sulla coscia sensuosa e sul piede. Questi ultimi sono anche illuminati dalla luce, per cui hanno un aspetto eburneo e sfolgorante. La donna ha un sorrisetto di autocompiacimento e padronanza della situazione. La violenza della raffigurazione, che pure è una scena sacrale e biblica, si amalgama con l'erotismo della fanciulla. La mescolanza di violenza e erotismo non solo è un filo narrativo (dalla seduzione alla decapitazione), ma mostra come il dominio, potere e supremazia siano articolabili sia attraverso la violenza che la seduzione; oppure, mostra come la bellezza sia un'arma letale e il potere della femme fatale. Lo stesso episodio biblico nell'Antico Testamento (Libro di Giuditta, 16) in cui Giuditta seduce Oloferne contiene un elemento feticista rivolto però verso i sandali: "I suoi sandali rapirono i suoi occhi, la sua bellezza avvinse il suo cuore e la scimitarra gli troncò il collo"[174] (anche in altre parti della Bibbia i piedi sono sessualizzati). Lo stesso Casanova, quando rimane sedotto dal piede grazioso di Christine, cita questo episodio biblico;[172] ironicamente, sia lui che Oloferne cadono vittima dei piedi sensuali.
Il breve saggio Adorati piedi. Breve storia del feticismo del piede nella letteratura di Miriam Costa (2021) cita una vasta antologia di scrittori famosi che si sono focalizzati sui piedi, incluse descrizioni di adorazioni del piede, trampling, human footstool e footjob. Solo alcuni degli autori citati sono Kafka, Goethe, Dickens, Svevo, Flaubert, Thomas Mann, Moravia, Shakespeare, Verga, Joyce, Foscolo, Poe, Gadda, Fitzgerald, David Foster Wallace, Mastronardi, Gogol', Dostoevskij, James, Musil, Nabokov, Ariosto e Dumas.[175] Tra gli autori citati è presente Ludovico Ariosto, autore dell'Orlando furioso, in cui al canto settimo viene descritta Alcina. La descrizione dei dettagli che denotano la sua bellezza, come il viso, la scollatura e i lunghi capelli biondi, viene chiusa dalla descrizione del piede ("Si vede al fin de la persona augusta / il breve, asciutto e ritondetto piede).[176]
Nelle opere di Shakespeare, si nota inoltre un gioco di parole tra "piede" metrico e "piede" anatomico,[177] alla pari del gioco di parole "pous-peos" (piede-pene) al tempo dell'antica Grecia e del medesimo gioco di parole nel primo componimento degli "Amores" di Ovidio.
Infine, in Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe (pubblicato nel 1795-1796), sono presenti vari episodi di ispirazione feticistica. In una scena del libro, Mariane fa piedino con il giovane Wilhelm, di cui è invaghita. In un altro episodio, il narratore descrive una signora che riceve gli ospiti; in particolare, si sofferma sulle sue sottovesti che, siccome sono corte, "mostravano il piedino più bello del mondo". In un altro episodio, una donna di nome Philina si sfila le pantofoline e mostra le scarpe e i piedi a Serlo, un personaggio dell'opera; le scarpe erano il regalo di una contessa "il cui piede era notevole per la sua bellezza"; Serlo resta affascinato dalle pantofoline. Infine, verso la fine dell'opera, quando Wilhelm reincontra Mignon (un altro personaggio femminile) dopo 10 anni, rimane affascinato dal fatto che il suo piede è ancora snello e leggiadro.[178][21]
Dall'Ottocento alla prima metà del Novecento


Riferimenti all'attrattività dei piedi femminili ben formati sono presenti anche nel Geschichte des Agathon ("La storia di Agatone") di Christoph Martin Wieland e in Intrigo e amore di Schiller.[21]
Un loro contemporaneo, Pushkin, ha inserito in numerose sue opere riferimenti ai piedi femminili e alla loro erotizzazione. Già nelle sue pagine di appunti e manoscritti, in cui sono presenti quasi 2000 illustrazioni, una parte sostanziosa di esse sono illustrazioni di piedi femminili nudi o con calzari. Nel poema Ruslan e Ljudmila (1820), lo scrittore esalta la bellezza dei piedi di Ljudmila. In Lo zar Nikita e le sue quaranta figlie (1822), descrive la bellezza dei piedi delle figlie dello zar Nikita; nella stessa opera, vengono descritti i punti di riferimento della bellezza femminile; tra di essi, è nominato il piede. In La signorina-contadina, una delle 5 novelle di Le novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin (1831), il protagonista Ivan Berestov è disgustato dall'apprenza di Liza Muromskaja, che cerca di apparire brutta per allontanare tutti i pretendenti; tuttavia, rimane affascinato dal suo piede. In Zefiro notturno, il poeta immagina di rivolgersi a una donna spagnola e la invita a mostrare il suo piede. In Il conte Nulin (1856), il conte descrive la bellezza del piede dilettevole di Natalja Pavlovna.[21] Infine, a partire dalla 30° stanza del primo capitolo dell'Eugenio Onegin (1833), il narratore ricorda con struggimento i "piedini" di una delle sue amanti, confessa di adorarli e dice che un giorno, mentre lei passeggiava con lui in una spiaggia, voleva baciarglieli. Inoltre, si lamenta che i piedi veramente belli sono rari in Russia.[179] Pushkin era anche un ammiratore della poesia erotica del francese Evariste de Parny, vissuto nella seconda metà del Settecento; a sua volta, nelle poesie erotiche di de Parny, vengono talvolta citati i piedi.[180]
Riferimenti al piede femminile si trovano anche nel Lejtenant Belozor (1831) di Aleksandr Aleksandrovič Bestužev, un poeta e scrittore russo, siccome descrive le caviglie snelle e i piedi molto piccoli dell'eroina dell'opera, Žanni. Un altro elogio al piede piccolo di un personaggio, Tafaeva, si trova in Obyknovennaja istorija (Una storia comune, 1847) di Ivan Aleksandrovič Gončarov. In generale, in Russia le donne avevano la fama di avere i piedi grossi, per cui i piedi piccoli potevano essere oggetto di attenzione in letteratura. Inoltre, secondo David Kunzle in Fashion and Fetishism, il piede femminile piccolo è attraente non solo per le sue dimensioni contenute, ma perché, se è talmente piccolo da potere stare nella mano di un uomo, è un simbolismo di possesso.[21]
Tra i poeti dell'Età vittoriana, Algernon Charles Swinburne componeva poesia a tema pagano (su ispirazione dei misteri eleusini, delle divinità ctonie e dello spirito dionisiaco) in cui il concetto di piede ritmico era connesso con il trampling; parte dell'ispirazione deriverebbe anche dalle sue letture delle opere di De Sade. La teoria della danza della ballerina e ellenofila Isadora Duncan è basata sulle poesie di Swinburne, di cui era una lettrice entusiasta, e sull'arte greca antica. Questa teoria della danza è basata sulle sue idee politiche e femministe ed è focalizzata sull'emancipazione del piede nudo e del corpo femminile[125] attraverso la danza non più tradizionale e convenzionale (i movimenti erano più naturali e i piedi della ballerina erano nudi). Secondo la stessa Duncan, in particolare la scarpa alla pari del corsetto era un simbolo di intrappolamento della libertà di movimento del corpo femminile. La produzione di Swinburne ha nessi con quella di John Keats siccome entrambi i poeti, nella loro produzione, non esaltavano la figura dell'uomo virile ma, secondo un saggio di Louis Etienne del 1867, "piangevano ai piedi di Venere" e avevano tendenze effeminate. Già un saggio di Richard Marggraf Turley (2002) discuteva la mancanza di mascolinità nelle poesie di John Keats e la collegava a un suo feticismo dei piedi; Turley ha indicato come spiegazione la teoria del complesso di castrazione freudiana,[181] una teoria comunque superata. John Keats, nella poesia Il piede nudo della Poesia, traccia un parallelismo tra il piede metrico e il piede anatomico,[125] alla pari di alcune opere di Shakespeare e dell'apertura degli Amores di Ovidio. Keats, nel primo libro dell'Endimione, si sofferma su un paragone tra i piedi di Diana e di Venere, mentre Swinburne nelle Poesie e ballate e nell'Atalanta a Calidone cita sei volte la nascita di Venere, soffermandosi sulla descrizione dei suoi piedi. In A Ballad of Death, cita i piedi di Venere adornati con pietre preziose, mentre in The Masque of Queen Bersabe cita i suoi "piedi piccoli e morbidi, calzati in cremisi in modo regale" (her small soft feet, that be / Shod now with crimson royally). Nella produzione di Swinburne, i piedi sono mezzi di empowerment delle figure femminili; di contro, nella letteratura greca classica, sono spesso i punti deboli degli uomini (e.g., il tallone d'Achille). Henry Havelock Ellis, colui che usò per primo la parola "feticismo" in contesto psico-sessuale, era un ammiratore delle opere di Swinburne.[125]
Nel 1831, Honoré de Balzac pubblicò il romanzo La pelle di zigrino, in cui sono affrontati temi correlati al feticismo dei piedi.[182] Balzac inoltre scrisse I racconti divertenti (o Gli allegri racconti o Le sollazzevoli istorie), pubblicato nel nel 1832 (la 5° edizione del 1857 contiene anche le illustrazioni di Gustave Doré); in uno di essi, Il peccato veniale (Le péché véniel) nella sezione "Comment et par qui feut faict ledict enfant", la giovane Blanche tradisce l'anziano marito Bruyn con il paggio René. Per sedurre René, Blanche gli fa leggere delle litanie religiose finché finge di addormentarsi su una sedia, con il piede poggiato su un poggiapiedi. Balzac dopodiché si lancia nella descrizione del piede di Blanche, piccolo, "diabolicamente allettante", "persuasivo", "che meritava un bacio" e che fa venire voglia a René di sfilare la scarpa in cui era racchiuso. René infine gli dà rapidamente un bacio. Contenta ma non soddisfatta, il giorno dopo Blanche ripete il gioco.[21][183]
Nel 1852, Théophile Gautier pubblicò Arria Marcella, un libro in cui sono presenti riferimenti al feticismo dei piedi e in particolare alla sensualità dei piedi di Arria Marcella, un personaggio femminile nell'opera.[184] Alcuni anni prima, nel 1840, aveva pubblicato un racconto, Il piede della mummia,[125] in cui una persona compra in un negozio il piede mummificato di un'antica principessa egizia per usarlo come fermacarte. La notte, in sogno, compare la principessa che reclama il proprio piede.
Sia Théophile Gautier che Baudelaire hanno avuto influenza su Swinburne; infatti, anche le opere di Baudelaire contenevano temi legati al feticismo dei piedi originate dall'interesse verso la letteratura greca antica (in particolare, le poesie di Saffo).[185] Baudelaire, in La bella Dorotea, parla di una schiava liberata e la descrive in particolare mentre la brezza marina solleva la sua gonna, rivelando la sua gamba e un suo piede come il marmo delle statue mentre imprime le impronte sulla sabbia.[186] In À une Malabaraise ("A una donna di Malabar"), apre la poesia descrivendo i piedi di una donna indiana sottili tanto quanto le sue mani e citando il fatto che cammina a piedi nudi.[187]
In generale, nella letteratura popolare svedese di tutta la seconda metà Ottocento, sono reperibili svariati passaggi in cui gli uomini provano piacere a vedere i piedi femminili piccoli. Ad esempio, in una puntata di Altezza e profondità (Höjd och djup, 1853), nel momento in cui una donna di nome Sophie si sveglia al mattino, viene descritto il suo "piedino" e la gamba mentre emergono da sotto il lenzuolo, "Così finemente e armoniosamente rotondi che lo sguardo dell'artista si sarebbe fermato su di loro con meraviglia". Nella 5ª puntata de Il diario di viaggio di Volante (Reseepistlar från vår "flygande", 1883), è presente una scena in cui una ragazza si colpisce accidentalmente il piede con il martello mentre gioca a croquet. Il suo gruppo di amici accorre dunque per portarla su una sedia e soccorrerla. Una volta seduta, la ragazza si sfila la scarpa e si toglie la calza davanti ai ragazzi. Questi ultimi non nascondono il fascino della visione del suo piedino carino ("My goodness, such a cute little foot!").[188]
In Madame Bovary di Flaubert (1856), è presente una celebre scena in cui Emma effettua un dangling con una pantofola: "Dicevano 'la nostra' camera, 'il nostro' tappeto, 'le nostre' poltrone, proprio come Emma avrebbe chiamato 'le mie' pantofole quelle che Léon le aveva regalato per soddisfare un suo capriccio. Erano pantofole di raso rosa, con il bordo di cigno. Quando Emma sedeva sulle ginocchia del suo amante, le gambe non arrivavano a toccare terra, ed ella reggeva le minuscole calzature, sospese nell'aria e sempre in movimento, solamente con la punta delle dita del piede nudo. Léon assaporava per la prima volta le inesprimibili squisitezze dell'eleganza femminile".[189]
Nel romanzo Delitto e castigo di Dostoevsky (1866), i piedi di Sonja, uno dei personaggi del libro che diventa una prostituta, vengono baciati da un'altra donna, Katerina Ivanovna. Inoltre, anche il protagonista Raskolnikov bacia i piedi di Sonja come forma di profondo rispetto. In un'altra scena, bacia anche il piede della propria madre, Pulcherija. Ne I fratelli Karamazov (1880), un personaggio di nome Rakitin dedica una poesia a Madame Ekaterina Khokhlakov, un personaggio nel libro; la donna ricorda che l'incipit della poesia si apre con un riferimento al suo "piedino accattivante". In generale, in entrambe queste opere, ricorrono scene in cui gli uomini si buttano ai piedi delle donne, immagine presente anche nella letteratura erotica sanscrita. Lo stesso Dostoevsky apprezzava i piedi femminili e aveva fatto delle avances a tema in alcune lettere mandate alla sua amante, Polina Suslova.[190]
Nel romanzo Venere in pelliccia (1870) del conte Leopold von Sacher-Masoch, da cui deriva la parola "masochismo", il protagonista Severin chiede a una donna, Wanda, di diventare il suo schiavo; la donna accetta e, con il passare del tempo, inizia a provare piacere a schiavizzare Severin. In tre episodi dell'opera, Severin bacia il piede di Wanda; in un altro episodio, lo bacia e se lo poggia sul collo, mentre in un ulteriore episodio le racconta un ricordo d'infanzia in cui ha baciato il piede di una statua raffigurante Venere che i genitori tenevano in casa. In un altro punto dell'opera, viene descritto un quadro in cui una donna vestita solo con una pelliccia e con una frusta in mano utilizza un uomo come poggiapiedi[191] (human footstool, una pratica di adorazione del piede talvolta citata nell'opera).
George Du Maurier era uno scrittore che inseriva riferimenti al feticismo dei piedi nelle sue opere. Ad esempio, nel best-seller Trilby (1894), descrive un atelier artistico a Parigi in cui tre artisti apprezzano il piede di una modella, Trilby: quest'ultima si sfila una pantofola e lo mostra ai tre artisti, vantandosi che sia il piede più bello di Parigi; quando dice che solo un altro piede lo può eguagliare, mostra anche l'altro piede e ride per la battuta. In un altro punto del libro, viene detto che i tre artisti conservano dei calchi delle mani e piedi di Trilby. George Du Maurier è anche l'autore di una celebre vignetta satirica del 1870 in cui un gruppo di donne si scandalizza di fronte alla nudità della Venere di Milo. Le tre donne sono sconvolte dai capelli slegati, dalla testa piccola e dal suo piede nudo; per l'imbarazzo, non riescono ad ammettere di essere sconvolte in primis dai seni scoperti.[125]
Nel romanzo Gradiva di Wilhelm Jensen (1903), un archeologo rimane colpito da un bassorilievo di una donna che cammina scolpita di lato conservato in un museo di Roma; in particolare, è colpito dal suo modo di camminare e dai suoi piedi nudi.[125] Dopodiché, compra una copia del bassorilievo, la appende nel suo studio e sogna di incontrare la donna del bassorilievo mentre cammina sulle ceneri ardenti del Vesuvio. Questo libro è stato oggetto di un'analisi psicologica da parte di Freud, Der Wahn und die Träume in W. Jensen's Gradiva (1907).[192]
Nel 1911 Pierre Dumarchey (pseudonimo di Pierre Mac Orlan) pubblicò La contessa con la frusta, bella e terribile. Il libro è uno dei numerosi romanzi erotici pubblicati nel Novecento. Nella trama, la contessa Maria Nikolaevna legge le opere di De Sade e, nonostante abbia ricevuto un'istruzione cattolica, scopre il proprio lato sadico. Di conseguenza, inizia a schiavizzare la propria serva Emilienne e a torturare con frustate il proprio marito, un conte anziano, ricco e sottomissivo, senza mai concedersi sessualmente a lui. Dopo la sua morte di stenti, trova un altro schiavo, Yvanof, con cui inizia a viaggiare. Il libro è stato condannato in tribunale per oscenità 6 volte tra il 1950 e il 1956, per cui è diventato fuori stampa fino al 2012.[193] In una celebre illustrazione di Martin van Maële, è raffigurata una scena di adorazione del piede.
Nello stesso anno, Guillaume Apollinaire pubblicò Le prodezze di un giovane Don Giovanni, che contiene svariate scene in cui il giovane protagonista Roger si sofferma a descrivere fugacemente la bellezza dei piedi di alcune donne. Inoltre, nel capitolo I, viene descritta una scena in modo dettagliato in cui il protagonista asciuga i piedi della zia che si è appena fatta il bagno, descrivendoli come attraenti.[194] Da questo libro, è tratto il film L'iniziazione del 1986.
La contemporaneità (letteratura, fotografia, cinema, fumetti, musica, cultura di massa)

Nel 1956, Elmer Batters fondò la rivista Man's Favourite Pastime, una rivista specializzata su fotografia erotica di gambe e piedi femminili. Lo stesso Elmer Batters è stato uno dei pionieri della fotografia erotica feticista. Batters ha anche pubblicato foto per altre riviste fondate successivamente, cioè Sheer Delight, Leg-O-Rama, Nylon Doubletake e French Frills. La fotografia di Batters è stata d'ispirazione per grandi fotografi successivi come Allen Jones e Helmut Newton;[195][196] a sua volta, Helmut Newton aveva un feticismo per le scarpe con i tacchi,[197] dunque una forma di retifismo. La modella preferita di Batters era una donna di nome Caruschka Jarecka. Durante la sua carriera, Batters fu arrestato siccome una foto da lui pubblicata che ritraeva un piede femminile su un petto nudo era ritenuta scandalosa. L'epoca in cui viveva Batters era puritana e, in essa, la fotografia erotica basata sul feticismo del piede era considerata inaccettabile.[196][198]
Sempre nel 1956, nel film E Dio creò la donna, è presente una scena in cui Brigitte Bardot preme un piede nudo sul collo e sulla faccia di un uomo appena naufragato su una spiaggia.[199]
Nel film Lolita di Stanley Kubrick (1962), tratto dall'omonimo romanzo di Nabokov, sono presenti riferimenti al feticismo dei piedi. In particolare, nella scena iniziale del film, viene inquadrato il piede della giovanissima Dolly Haze (detta "Lolita") in mano al protagonista, Humbert Humbert.[200]
Luis Buñuel, un regista spagnolo di stile surrealista, e il regista e scrittore francese Alain Robbe-Grillet all'interno dei loro film hanno più volte inquadrato i piedi. Secondo Buñuel, in generale le "deviazioni" sessuali derivavano dagli insegnamenti repressivi del cattolicesimo, per cui il sesso è peccato; pertanto, nei suoi film, il piede sarebbe un sostituto dei genitali. L'articolo di A. N. Fragola cita dunque la teoria freudiana sull'origine del feticismo del piede. Nei film di Robbe-Grillet, il feticismo del piede è usato per costruire e decostruire la narrativa, come un segno di interpunzione, ed è trattato come una norma e non una devianza.[201] La produzione di Robbe-Grillet contiene anche temi "sado-erotici" soprattutto a partire da La chambre secrète ("La camera segreta").[202] Robbe-Grillet ha inoltre girato un film ispirato a Gradiva di Wilhelm Jensen, C'est Gradiva qui vous appelle; in questo film, gli stereotipi sessuali tradizionali sono confinati nel mondo esotico e ai miti per essere sovvertiti;[203] tale obiettivo è presente anche nella sua tarda produzione letteraria.[204] Buñuel comunque ha negato di essere feticista del piede.[205]
In L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1987), l'imperatrice Cixi (pronuncia: "zìsci"), mentre è sdraiata su un letto in penombra, si fa sfilare una calza dalla principessa giapponese e spia Yoshiko Kawashima. Dopodiché, si fa succhiare le dita dei piedi. Durante l'atto, Cixi le dice "Te lo dico, io ti odio", per cui lei le risponde "È solo perché soddisfo tutto quello che vuoi".[206][207]
Nello stesso anno in Italia Franco Saudelli inizia a pubblicare i primi fumetti erotici con numerosi riferimenti al feticismo dei piedi, delle calze, al retifismo e anche al bondage. Al 1987 risale il primo, La Bionda, dal nome della ladra protagonista; l'opera, oltre a immagini di personaggi legati nudi o seminudi e con i vestiti strappati, in numerose occasioni presenta scene con i piedi femminili nudi o velati da calze nere in primo piano.[208][209] Saudelli ha poi realizzato dei servizi fotografici a sfondo bondage e feticista dei piedi collaborando con Giovanna Casotto e Raffaella Ponzo; Giovanna Casotto, detta "Gisy"", a sua volta è anche fumettista e modella per contenuti feticisti e ama usare temi feticisti molto simili a quelli di Saudelli nei suoi fumetti.[210] In un'intervista, Giovanna Casotto ha illustrato parte della propria ideologia artistica e culturale spiegando che "Femminile è tutto ciò che appartiene solo alla donna. Dalla sensibilità d’animo alla cellulite. Dal fascino della seduzione alla grazia con cui una donna ondeggia camminando, a piedi nudi o con un paio di scarpe dai tacchi a spillo. Dall’assunzione di atteggiamenti di pin-up ad ammiccamenti e sorrisi".[211] Un terzo fumettista, di fama internazionale, che ha prodotto opere incentrate sul femdom e talvolta focalizzate sul feticismo dei piedi è Sardax, pseudonimo di un illustratore londinese.[212]
Nel film Rabbia ad Harlem ("A Rage in Harlem", 1991), il protagonista entra in una camera d'albergo con la co-protagonista, una donna affascinante interpretata da Robin Givens. La donna si sdraia sul letto e, con una faccia logora e corrucciata, confessa che è stanca perché ha camminato molto. Allora l'uomo, inginocchiato davanti al letto, le chiede il permesso di massaggiarle i piedi per dolcezza e galanteria verso di lei. La donna si scioglie subito in una risatina siccome apprezza molto il gesto, per cui gli porge i piedi. Quando lui le sfila la scarpa, si complimenta dicendo di non avere mai visto dei piedi così piccoli in vita sua. Mentre riceve il massaggio, nella donna si accende il desiderio inaspettato di non essere un oggetto passivo di coccole, ma di essere un soggetto attivo di dominio e seduzione. Pertanto, inizia in modo delicato a sfiorare il viso dell'uomo e il petto con le dita di un piede; il massaggio, già simbolo di dominio femminile e svolto in un modo che rompe le aspettative e convenzioni siccome è svolto con un piede (è presente l'analogo di uno slittamento/glissement tra le mani e i piedi), mostra un ribaltamento totale delle parti: il corpo dell’uomo stabiliva un contatto con i piedi e effettuava un massaggio ricevuto passivamente dalla donna, mentre ora la situazione e i ruoli sono completamente invertiti. L'uomo, sopraffatto dalla sorpresa, si lascia accarezzare dal piede nudo della donna, che nel mentre sorride e si lecca le labbra sia perché prova piacere nell'assaporare il contatto intimo e gustarsi la sua preda sessuale, sia per sedurre sempre di più l'uomo. Infine quest'ultima, soddisfatta del momento di intimità, si addormenta a piedi nudi, lasciando l'uomo ancora imbambolato dall'incantamento.[213]
In un film successivo sempre con Robin Givens come co-protagonista, Il principe delle donne ("Boomerang", 1992), la co-protagonista è coinvolta in una scena erotica con il protagonista, Eddie Murphy. In questa scena, appoggia un piede coperto da una calza sul petto del protagonista mentre il protagonista è sdraiato sul letto.[214] Sempre nello stesso film, il protagonista mentre è a letto con una donna le scopre i piedi nel sonno e, nel momento in cui vede che hanno dei calli, si allontana disgustato dal letto.[215]
I film di Quentin Tarantino sono pieni di scene in cui vengono inquadrati i piedi delle protagoniste. Tarantino è stato criticato per questa scelta, ma in un'intervista si è difeso dicendo che i film di buoni registi contengono inquadrature di piedi. Tali registi sono stati etichettati come feticisti del piede. Tarantino cita dunque Luis Buñuel, Alfred Hitchcock e Sofia Coppola.[216]
Nel video musicale ufficiale di Engel, una canzone dei Rammstein del 1991, è presente una scena di feticismo del piede tra una modella e spogliarellista vestita con un bikini in metallo e un membro della band.[217]
Nell'agosto 1992, è avvenuto uno scandalo nella famiglia reale in Inghilterra siccome la Duchessa di York Sarah Ferguson, all'epoca moglie del Duca di York Andrew, è stata fotografata mentre era intenta a fare un gioco erotico con l'amante. Per la precisione, si stava facendo succhiare le dita dei piedi da John Bryan, un milionario texano, a Saint-Tropez. Quando lo scandalo è venuto alla luce, i due hanno divorziato e Sarah Ferguson è stata parzialmente allontanata dalla famiglia reale britannica.[218]
Il libro Footsucker di Geoff Nicholson (1996) è un romanzo intriso di humor nero in cui un londinese dalla vita perfettamente normale (legge giornali, segue la politica e ha un lavoro) sente la mancanza di una donna ideale per soddisfare le sue fantasie feticiste finché non incontra Catherine, una donna adulata dall'apprezzamento del protagonista e che innesca l'intreccio del libro.[219] Nello stesso anno, nel film Tromeo and Juliet è visibile una scena in cui Tromeo sogna di salvare Juliet: nel sogno, si introduce nella sua camera da letto attraverso la finestra e, non appena la vede, si butta a leccarle un piede (licking) per poi risalire lungo la coscia.[220]
In un famoso episodio della seconda stagione di Sex and the City (1999, 12° episodio, Soffrire per amore), una delle protagoniste della serie televisiva, Charlotte, si reca in un negozio di scarpe il cui commesso è feticista del piede.[221]
Il XXI° secolo e la popolarizzazione




Nella serie tv I Griffin, Glenn Quagmire è un personaggio che ha un feticismo per i piedi. In una puntata, Peter Griffin regala a Quagmire un piede della Statua della Libertà come regalo di nozze.[222]
In The Dreamers sempre di Ben Bertolucci (2003), è presente una scena in cui la protagonista Eva, mentre è sdraiata su un letto completamente nuda, si fa succhiare il dito del piede dal suo amante dopo un rapporto sessuale.[223]
Nel video musicale ufficiale di This is the New Shit di Marilyn Manson (2003), sono presenti alcune scene in cui il cantante si trova in un camerino ed è intento a strofinarsi in faccia il piede di una prostituta coperto da una calza a rete mentre è seduto su una sedia. L'altro piede calza una scarpa con i tacchi con un vistoso toe cleavage.[224]
Nel 2008 è nato wikiFeet, un sito in cui si possono caricare liberamente foto e video di dominio pubblico di piedi di donne VIP. Il materiale può essere creato intenzionalmente o essere preso da foto in cui, anche accidentalmente, sono messi in mostra i piedi. Infine, può essere votato con un rating fino a 5 stelle. Il fondatore, Eli Ozer, nel 2017 ha dichiarato che il sito era visitato da 3 milioni di persone al mese.[225] Nel luglio 2025, il sito è stato visitato da 9,5 milioni di persone; più del 21% dei visitatori era composto da donne.[226]
Nello stesso anno, si è tenuto il primo Fetish Day nel Regno Unito. Questa giornata è nata per aumentare l'awareness dei feticismi e kink e promuovere la libertà sessuale e la visione sex-positive; questa giornata non è in contrasto con i pride della comunità LGBTQIA, con la giornata mondiale del BDSM (24 luglio) e con la giornata internazionale dei kink (6 ottobre). Il primo Fetish Day è stato organizzato anche come forma di opposizione a una legge britannica che criminalizza il possesso di "pornografia estrema". Dall'anno successivo, è diventato una giornata internazionale (International Fetish Day, cioè la "Giornata internazionale del feticismo"). Il colore tematico è il viola, associato anche al BDSM e indossabile anche da chi desidera solidarizzare.[11]
In Fast and Furious 4 (2009), un personaggio di nome Dwight in una scena del film toglie la scarpa a una donna e ne filma il piede con una telecamera digitale, con atteggiamenti di apprezzamento.[227]
Nel 2014, si è registrata l'ascesa del trend dei selfeet, cioè i selfie ai piedi. Tuttavia, perlomeno alla nascita, era completamente scollegato da qualunque forma di sessualizzazione del piede. In origine, il selfeet era un trend reso popolare da Instagram in cui le persone fotografavano i propri piedi su un pavimento con forme e decorazioni artistiche estrose.[228] Il trend è iniziato quando tre utenti ad Amsterdam (Edith Beurskens, Josha Jansen e Pien van Wijmen) hanno deciso insieme di creare un account a tema su Instagram e l’hashtag #ihavethisthingwithfloors. Nel 2019, il trend era ancora presente.[229] Oggi tuttavia non è inusuale fotografarsi i piedi anche senza la presenza di un pavimento decorato (e.g., fotografarsi i piedi in spiaggia e simili contesti in cui si possono tenere denudati) e postare queste foto sui social, per cui il termine "selfeet" si può anche riferire a un contesto generico.[230]
Nel luglio 2014 è stata lanciata Feeld, un'app di successo ispirata a Tinder, incentrata sui kink e fondata dal bulgaro Dimo Trifonov; il nome originale era "3nder", con un riferimento al ménage à trois. L'app ha contribuito a diffondere alcuni kink, tra cui il feticismo dei piedi.
Nel 2015, secondo un articolo del Cosmopolitan che cita Google Trends, la parola chiave "piedi" su Google Search ha superato la parola "tette"; inoltre, le parole chiave "foto piedi" hanno subito un’impennata.[57]
Nello stesso anno, in una puntata della 10° stagione dello show televisivo L'amour est dans le pré ("L'amore è nel prato"), una concorrente (K. Le Marchand) doveva riuscire a cantare la canzone dello show mentre una capra le leccava i piedi. Siccome la capra era riluttante, uno dei concorrenti che aveva un debole per la concorrente (C. Carrière) si è offerto di sostituire la capra. La concorrente all'inizio ha mostrato titubanza, per poi dare il consenso ("Mi va bene, ma la seduzione non ha a che fare con l'umiliazione per me! Non mi importa, ma ehi, è per te..."). Carrière ha dunque sostituito la capra in mezzo agli applausi del pubblico e ai sorrisi della concorrente.[231][232]
Nel 2016, il celebre canale di YouTube Comedy Central ha svolto un mini-documentario sui party erotici dei feticisti dei piedi, in cui la conduttrice e comica Nikki Glaser ha intervistato alcuni partecipanti e si è fatta massaggiare i piedi da uno di loro in mezzo alle battute e risate reciproche. Il video è diventato uno dei video più visualizzati a tema in lingua inglese dell’intera piattaforma, arrivando a totalizzare oltre 560.000visualizzazioni ad agosto 2025.[233]
Il film Fumiko no ashi ("I piedi di Fumiko" o "Le gambe di Fumiko", 富美子の足) del 2018 è tratto da un racconto breve del 1919 di Jun'ichirō Tanizaki (谷崎 潤一郎), autore che ha incentrato la sua produzione letteraria sulla bellezza femminile. Nel racconto breve, che è pieno di riferimenti feticisti e masochisti, il protagonista Tsukagoshi mentre accarezza le gambe della propria geisha e mistress Fumiko, si perde nelle memorie della propria infanzia.[234] Tanizaki ha anche scritto La chiave, da cui Tinto Brass ha tratto l'omonimo film.
Nel 2019, su Instagram erano di moda le unghie lunghe finte dipinte in acrilico. Questa moda è stata correlata al feticismo del piede in base all'analisi degli hashtag correlati ai post.[235] Nello stesso anno, in Cina sono stati vietati i video di feticismo del piede insieme ad altri materiali che promuovono "una visione non salutare del matrimonio e dell'amore",[236] probabilmente ritenendo il feticismo del piede solo una patologia.
Nel video musicale ufficiale di Bloody Valentine, una canzone dell'attore e rapper Machine Gun Kelly o "MGK" (2020), è presente Megan Fox che compie dei giochi erotici con il cantante, che si sveglia con mani e piedi legati e con un cerotto sulla bocca. In una scena, Megan Fox con un piede nudo massaggia la guancia dell'attore. In un'altra scena, utilizza il cantante seduto e legato come poggiapiedi, per cui pratica lo human footstool.[237] In un'intervista, l'attore ha detto di essere feticista del piede e che Megan Fox ha i piedi più belli del mondo.[238] Nello stesso anno Chiara Ferragni, che nel 2020 era descritta come l'influencer più famosa di Italia, in un breve video su TikTok con il marito dell'epoca Fedez si è fatta leccare il dorso del piede da Fedez. Il video è diventato virale.[239]
Nel 2021, è stato pubblicato sul canale Real Time" di YouTube uno dei video con più visualizzazioni a tema feticismo su YouTube in Italia, una puntata di Alta Infedeltà: 1000 modi per tradire (5° stagione, episodio 9). Nella puntata, intitolata Piedi di fata, si narra come un uomo resta folgorato dalla commessa di un negozio di scarpe, che ricambia; in particolare, rimane attirato dai suoi piedi e dalle sue scarpe con i tacchi aperte, per cui la commessa gli chiede maliziosamente se vuole conoscere il resto. I due iniziano dunque una relazione che approda al matrimonio. Un giorno, la commessa e neo-sposa si ammala e chiede al suo uomo di gestire il negozio di scarpe; nel mentre, una nuova cliente molto affascinante lo seduce con i suoi piedi, per cui la moglie, già fiaccata e bloccata a letto dalla malattia, viene consumata dalla gelosia.[240][241]
Sempre nel 2021, in una puntata di Guilty Party, la protagonista Beth (interpretata da Kate Beckinsale) incontra un'altra donna (una prostituta interpretata da Helen Hayden) e la interroga per avere delle informazioni importanti. Siccome contestualmente rifiuta di avere un rapporto sessuale completo con la prostituta, si limita a chiederle solo "qualcosa di rilassante", per cui la prostituta si inginocchia, le sfila uno stivaletto e la calza e le effettua un toe sucking. La scena è stata inclusa nel trailer della serie ed è stata ripresa da testate come il Daily Mail e il The Sun.[242][243] In una scena di Malcolm and Marie (2021), il protagonista quando si propone alla sua amata seduta sul letto, si avvicina a un suo piede per baciarglielo più volte.[244]
Nel febbraio 2022, il feticismo del piede era descritto come un fenomeno diventato "mainstream", cioè di larga diffusione e conosciuto a livello popolare, e il "kink del momento". L'articolo di giornale cita come prima tappa fondamentale l'uscita del film "50 sfumature di grigio", tratto dall'omonimo best-seller della scrittrice E. L. James. Il film ha popolarizzato il sesso BDSM. Una seconda tappa fondamentale è il lancio di OnlyFans (OF) nel 2016. Una terza tappa è un episodio del reality show Love Island del 2021 in cui uno dei partecipanti (Jake Cornish) ha raccontato di essere feticista del piede e ha filmato un altro concorrente (Toby) mentre succhiava l'alluce di una concorrente (Kaz). Nello stesso anno, in un episodio della serie tv Holby City, una delle protagoniste (Kylie) parla con il collega (un medico) e gli spiega che vende su internet le foto dei propri piedi perché può guadagnare di più in un'ora vendendo foto che in mezza giornata in ospedale; i fan della serie tv si sono lamentati che Holby City stesse diventando troppo simile a Love Island.[221] Una quarta tappa fondamentale è un'intervista virale in cui Quentin Tarantino ha parlato esplicitamente della sua scelta di inserire inquadrature di piedi femminili nei suoi film per poi difenderla.[245] Una quinta tappa è stato un video virale di 1 minuto postato su TikTok in cui un tiktoker, Forrest Valkai, ha spiegato la teoria del Cross Signaling come una probabile origine del feticismo del piede. A luglio 2025, il video ha totalizzato oltre 2,3 milioni di view e 37.400 commenti.[246]
Nel 2022, nella 9ª puntata della 1ª stagione di House of the Dragon, il perfido Lord Larys offre delle informazioni alla regina Alicent, ma in cambio chiede alla regina di togliersi le scarpe e le calze e mostrargli i piedi. La regina acconsente, poggiando i piedi nudi su un tavolino davanti a Lord Larys. La scena ha scatenato delle accese discussioni tra i fan della serie ed è diventata celebre.[247] Nello stesso anno, in un'altra stagione del reality show Love Island un partecipante (Luca Bish) ha adorato i piedi di una partecipante (Gemma Owens).[248] Sempre nello stesso anno, Kourtney Kardashian ha iniziato a pubblicare alcune foto in cui suo marito, Travis Barker, le baciava o maneggiava i piedi nudi.[249] A poca distanza di tempo, anche Kim Kardashian ha postato una foto in cui, mentre è sdraiata su un letto, poggia i suoi piedi nudi sul petto del suo fidanzato dell'epoca, Pete Davidson. La sorella Khloé Kardashian ha commentato in modo ironico la foto. Le foto sono diventate virali a causa della grande fama dei Kardashian.[250]
Nello stesso anno, secondo un articolo della CNN, le scarpe che mostravano le dita dei piedi (peeptoe o open toe o toe baring) erano molto di moda.[251] Due anni dopo, nel 2024, quello che è stato definito "il feticismo del piede della moda" era ancora praticato;[252] un articolo del The Guardian ha inoltre sottolineato come le scarpe toe baring fossero ancora di moda.[253] Anche nel 2025 sono indicate come di moda e come un trend divisivo.[254]
Nel 2022, Madonna ha pubblicato la copertina originale dell'album Erotica (1992) dopo 30 anni: nella copertina originale, è visibile la cantante in topless mentre succhia l'alluce del piede nudo di Naomi Campbell con gli occhi chiusi e un'espressione languida, bramosa e passionale. All'epoca, questa copertina era stata scartata.[255] La foto era stata originariamente creata per Sex, un libro di foto erotiche della cantante pubblicato nel 1992 diventato virale e ripubblicato nel 2022.[256]
Nello stesso anno, è stato messo in onda su Fuori dal coro (un'altra trasmissione della Mediaset) un servizio interamente dedicato alle escort che fanno le mistress e dominatrix; una di esse, dallo pseudonimo Diana Fetish, è stata intervistata sul tema.[257]
All'inizio del video musicale ufficiale di Pound Town, una canzone di Sexyy Red del 2023, si vede un uomo con i dreadlock che si inginocchia per succhiare l'alluce alla cantante mentre viene filmata con il cellulare da una terza persona.[258]
Nel 2023 il concorso "Miss Piede d'Oro" (un'attività goliardica di gruppo dove ogni partecipante vota la donna di spettacolo italiana con i piedi più attraenti, le foto di piedi migliori e la maggiore pubblicazione di foto di piedi per atteggiamento di apertura verso i fan feticisti) è stato ripreso da un intero articolo del Fatto Quotidiano[259] e del Mattino[260] per poi essere citato anche dal Gazzettino,[261] da Sky TG24,[262] da Il Post[263] e da altre testate online nel corso degli anni. Il concorso è tenuto su Celebrity Dream Feet, uno dei forum più grossi di feticisti dei piedi italiani.[264][265][266] Riguardo alle vincitrici, Caterina Balivo ha vinto tre volte il primo premio (una medaglia d'oro virtuale)[264] nel 2010, 2013 e 2014, a cui si sono aggiunte la quarta e quinta vittoria nel 2015 e 2016; ha poi ottenuto il 3° posto nel 2012 e il 2° posto nel 2017-2024, salvo poi riottenere la medaglia d'oro nel 2025.
L'anno successivo, nel 2024, il cantante Ricky Martin ha dichiarato con entusiasmo di essere feticista del piede maschile;[267] in passato aveva già fatto coming out sulla propria omosessualità parlandone in modo aperto dopo un lungo periodo in cui aveva paura di vedere la propria carriera musicale distrutta. Inoltre, nel maggio 2024, in un’intervista per il canale YouTube Hulu, Khloé Kardashian ha parlato all'intervistatrice di come ci fossero donne su OnlyFans che vendessero foto dei proprio piedi. A gesti, le ha anche mostrato come si svolge un footjob. Il video in questione è diventato uno dei video a tema feticismo del piede in inglese più visualizzati di tutto YouTube, per un totale di oltre 726.000 view ad agosto 2025.[268]
Sempre nel 2024, è stato pubblicato The Fetishist di Katherine Min, un'acclamata scrittrice coreana; il libro è stato pubblicato postumo dalla figlia Kayla Min Andrews. In questo libro uno dei protagonisti, il violinista Daniel, è feticista delle asiatiche e del piede. Il libro è stato indicato da Harper's Bazaar come uno dei migliori libri del 2024.[269] Nel film Love Lies Bleeding (2024), in cui la protagonista ha una relazione amorosa lesbica con la manager di una palestra, è presente una scena in cui la protagonista succhia l'alluce della partner seduta sul pavimento, con un atteggiamento a metà tra il burlesco e l'appassionato.[270] Sempre nello stesso anno, il cantante Rosa Chemical in un'intervista ha spiegato che nelle sue canzoni rompe dei tabù, tra cui il feticismo dei piedi, e di essere il primo che parla di feticismi nelle canzoni. Il cantante si è vantato di raccontare la propria vita senza filtri nei propri testi.[271]
Nel 2025, è successo un incidente sui social: la cantante Annalisa, per festeggiare il successo del suo nuovo singolo Maschio, ha pubblicato una foto sui social in cui è inginocchiata su un letto dalle lenzuola candide ma stropicciate, con dei vestiti provocanti e un piede sporco mostrato nell'angolino inferiore della foto, dunque non in primo piano. Per quanto la pianta del piede sporco fosse un dettaglio e una presenza pari all'eco di un sussurro, ha scatenato un'ondata nei commenti. Circa un anno prima, era avvenuto un incidente quasi identico che aveva coinvolto la cantante Noemi. In un articolo di giornale, l'autore ha indicato come i commenti mostrino che è considerato inaccettabile che una cantante mostri il piede sporco,[272] in linea con la simbologia del piede sporco e i possibili nessi con il feticismo dei piedi. Inoltre, ha aggiunto che i piedi sui social sono "un argomento molto attenzionato sui social". Infine, ha lanciato l'ipotesi che la cantante Annalisa abbia mostrato apposta il piede sporco come mossa audace, ribelle e non convenzionale per creare scandalo e fare parlare di sé; la mossa ha avuto proprio questo effetto[272] siccome ha messo in mostra una parte del corpo già tabù in partenza e ha rotto le aspettative e le convenzioni. La rappresentazione infatti non è idealizzata e impeccabile alla maniera dell'estetica vittoriana, ma ha un forte tocco di crudo realismo e imperfezione mostrato in un contesto di sensualità. Lo sporco della pianta è ulteriormente enfatizzato dal candore delle lenzuola e il letto sfatto, che viene menzionato esplicitamente nella descrizione della foto, può rimandare potenzialmente a ulteriori atti trasgressivi o alla sfera onirica (e.g., un sonno tormentato da qualcosa). Se la scelta è intenzionale, essa mostra anche il desiderio e/o libertà di apparire senza filtri, grezza e imperfetta. Gli stessi commenti di disapprovazione (inclusi quelli degli hater) inoltre contribuiscono a rendere virale un contenuto nelle piattaforme di social media, siccome gli algoritmi di diffusione tengono conto della volume totale dei commenti (inclusi quelli positivi), oltre al tempo di visione del contenuto, ricondivisione, velocità di accumulo dei commenti, lunghezza dei commenti ecc.
Sempre nel 2025, è scoppiata una lite divenuta virale sui social media tra Selvaggia Lucarelli e Caterina Balivo quando quest'ultima ha venduto online un paio di scarpe firmate usate. Secondo la Lucarelli, la vendita era indirizzata esclusivamente ai feticisti dei piedi. La showgirl ha dunque condannato il gesto. Mentre alcuni dei suoi follower le hanno dato ragione, una parte si è limitata a commentare con ironia l'evento e ha indicato gli attacchi personali come eccessivi. L'hashtag #BalivoLucarelli è diventato virale su X in poche ore[273] e la querelle è stata ripresa anche da Il Post.[263]
Dopodiché, nel 2025 il top model e attore Tyson Beckford in un talk show ha condiviso il proprio feticismo del piede con il pubblico e ha elogiato i piedi di una delle ospiti, Octavia Spencer, che indossava le scarpe peeptoe.[274] In un episodio simile nello stesso anno, il cantante Rosa Chemical (già feticista dei piedi dichiarato) ha elogiato i piedi di Caterina Balivo in una trasmissione, strappando una risata alla showgirl.[275] Dopodiché, in una puntata della 20ª edizione di Ballando con le stelle, Rosa Chemical dopo una coreografia ha baciato e annusato i piedi sporchi della sua maestra di danza, Erica Martinelli. Quest'ultimo episodio ha però fatto indignare parte della comunità dei feticisti dei piedi siccome ha ritenuto che l'atto portasse a una loro rappresentazione sgradevole e banalizzante in un contesto già in partenza di pregiudizio sociale. Un utente anonimo intervistato sul tema, in particolare, ha spiegato come i feticisti dei piedi siano timidi e non chiedano degli atti di adorazione dei piedi in modo sfacciato.[276]
L'ultima frontiera è la possibilità di generare foto e video a sfondo feticistico con i software di intelligenza artificiale.[277] Un software apposito a pagamento è FeetGen, un'abbreviazione di "Feet Generator"; attraverso dei prompt, gli utenti possono generare in poco tempo delle foto di piedi e brevi video ad alta risoluzione in stile realistico, in stile anime e in stile manga. In alternativa, posso caricare una foto di piedi e renderla animata. Il sito contiene anche oltre 20 modelle di piedi virtuali preconfezionate.[278] Un articolo di Business Insider ha aggiunto che anche gli utenti di Sora 2, un software sviluppato da OpenAI, creavano foto a sfondo feticistico.[279]
L'ascesa delle modelle di piedi


Alcune donne, le modelle di piedi o "modelle piediste" (feet models o foot models) vendono attraverso i social in privato foto dei propri piedi, anche realizzando enormi guadagni ogni settimana. Il fenomeno è cresciuto in particolare durante la pandemia di COVID-19, dunque durante un periodo di chiusura forzata delle attività lavorative, isolamento e distanziamento sociale. Già nel 2020, in piena pandemia, era stato registrato un'impennata in India del business online del feticismo del piede.[280] Non tutte le modelle di piedi comunque svolgono la propria attività con il fine della monetizzazione immediata; ad esempio, potrebbero condividere foto dei propri piedi per passione, ricerca di connessione, sperimentazione, sfida di un tabù, sponsorizzare una marca di scarpe o un centro di pedicure, ecc.
Le modelle di piedi possono essere virtuali se compaiono nelle foto e video interamente generati da software di intelligenza artificiale anche specializzati, come FeetGen.[278] Non è noto se gli utenti preferiscano le foto realistiche generate dall'AI o le foto di modelle autentiche.
Una precursora delle feet model è stata Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, cugina di Cavour e spia inviata in Francia con l'obiettivo di sedurre l'imperatore Napoleone III. Già nota al suo tempo per la sua grande bellezza e la sua passione per la fotografia, si è anche fatta scattare alcune foto ai piedi.
La contessa si è fatta anche realizzare alcuni calchi in gesso delle proprie mani e anche dei propri piedi[281] che donava ai suoi amanti. Di un caso è noto anche il contrario: Ludovico I, re di Baviera, dopo che nel 1846 si era invaghito della sua amante Lola Montez, aveva realizzato un calco dei suoi piedi in alabastro. Lola Montez era una ballerina e, quando il re l'aveva vista ballare la prima volta, si era sentito attratto sia da lei che dai suoi piedi, cosa mai avvenuta in vita sua prima di quel momento; tra le varie pratiche, il re amava baciare i piedi della ballerina. Lola Montez inoltre ballava sul palco con una frusta in mano e un look sessualizzato, per cui sarebbe una precursora delle moderne dominatrix.[282]
Due tra i più grandi siti di vendita sono OnlyFans, lanciato da Tim Stokely nel novembre 2016, e FeetFinder, lanciato nel settembre 2019 da Patrick Nielsen.[283]
Nel caso in cui si desideri apparire sensuali senza essere troppo esplicite o senza rischiare censure date dai filtri, l'idea di accennare alla nudità in modo tenue e velato attraverso parti del corpo come i piedi era già usata da alcuni pittori del periodo vittoriano. Questa tendenza si contrappone al suo polo opposto, cioè esibire sempre di più i caratteri sessuali primari; un esempio di polo opposto è la tendenza di Naike Rivelli a postare foto sui social in cui è quasi completamente svestita, abitudine che non le dà particolare fastidio.[284][285]
Le Foot Night

Un contesto particolare in cui si svolgono le pratiche feticiste è dato dai fetish party, cioè degli eventi sociali tenuti in club di intrattenimento per adulti o locali simili in cui uomini e donne si riuniscono per dedicarsi a queste pratiche; a loro volta, i fetish party sono una specializzazione dei sex party. Un famoso esempio di club incentrato sul tema del feticismo (fetish club) è il Torture Garden (TG) di Londra, fondato da Allen Pelling e David Wood nel 1990.[286]
Una specializzazione dei fetish party (e dunque una sottospecializzazione dei sex party) è quella dei party in cui il tema centrale è il feticismo del piede, detti Foot Party, Feet Party e Foot Fetish Party; se si svolgono di sera e notte, sono anche noti con il nome evocativo "Foot Night". Questi party sono anche organizzati online e esistono almeno dal 2002. Un sito grande di Foot Night può raccogliere decine di locali anche in più Stati e fino ad alcune migliaia di modelle.[287]
Qualche articolo di giornale riporta anche delle interviste a persone che vi partecipano, per cui raccontano la loro esperienza. Questi articoli hanno anche contribuito a fare conoscere questo fenomeno. In particolare, un articolo ha indicato come le donne che si offrono di fare da modelle desiderano ripetere più volte l'esperienza e come quest'attività rappresenta una seconda entrata economica per loro.[288]
L'impatto esatto delle Foot Night sia per i locali che per le modelle, in termini di volumi di business e di notorietà, è sconosciuto. Una rara fonte che riporta una cifra indica un possibile guadagno di 150-500$ per serata per una modella[289] (dunque 1500-5000$ ogni 10 serate). Inoltre, gli effetti della stigmatizzazione del feticismo dei piedi sulle Foot Night sono sconosciuti; se essa dovesse fungere da freno inibitore ai potenziali partecipanti, alcuni suoi effetti potrebbero essere sulla diffusione di questi eventi, cadenza di organizzazione, diversificazione dell'offerta, guadagni in termini economici e di notorietà dei locali e delle modelle e legittimazione delle modelle.
I festival feticisti, i Fetish Pride e i festival cinematografici
In ambito di qualunque feticismo, esistono anche dei festival più vasti e strutturati rispetto a una singola Foot Night. Un esempio di festival feticista è "Beyond Darklands Antwerp", che è anche il più grande d'Europa e uno dei più grandi del mondo. Il festival è orientato solo agli omosessuali e si tiene ogni anno tra fine febbraio e inizio marzo al Waagnatie, un grosso spazio per eventi affacciato al fiume Schelda ad Anversa (Belgio); Anversa è una città descritta come gay-friendly.[290]
In totale, esistono più di 200 festival simili, Fetish Pride e eventi di ispirazione fetish, tutti orientati però agli omosessuali e tenuti a Gran Canaria, California, Dublino, Barcellona, Lisbona, Bruxelles, Città di Lussemburgo, Sydney, Berlino, Londra, Copenaghen, Helsinki, Vienna, Parigi, Amsterdam, New York, Città del Messico, Rio de Janeiro, Toronto, Tokyo, Bangkok, Tel Aviv, Milano e tante altre città del mondo.[291] In Italia, il più grande Fetish Pride si svolge ogni anno a dicembre a Roma ed è anch'esso per omosessuali.
A Monaco di Baviera, ogni anno si tiene il Nachtschatten, un festival cinematografico che presenta cortometraggi internazionali, mediometraggi e lungometraggi (e.g., film artistici, animazioni e documentari) che sono specificatamente legati a temi fetish e BDSM. Il festival include anche una cerimonia di premiazione. Il festival è nato per promuovere l'educazione sessuale verso il mondo BDSM per superare gli stereotipi e promuovere la tolleranza e accettazione.[292]
I ritrovi munch

Infine, i munch sono dei comuni eventi sociali che consistono in dei ritrovi nei club, privé all'interno di club, ristoranti, bar, caffetterie, catene di fast food o parchi. I munch sono dei momenti di incontro, convivialità e condivisione tra amanti di uno o più kink (incluso il feticismo dei piedi) tra uno spuntino o aperitivo e l'altro; in questi ritrovi si può fare social networking, per cui gli amanti di kink possono incontrarsi anche in privato in un secondo momento per incontri sessuali o semplicemente per amicizia. I munch sono organizzati dalle comunità locali di BDSM e di vari kink e non prevedono nessun dress code; eccetto eventualmente nei privé, non prevedono pratiche sessuali. I munch sono organizzati in privato attraverso forum pubblici a tema o siti internet o pagine pubbliche nei social media; in alternativa, possono essere direttamente offerti dai club (potenzialmente, gli stessi che possono ospitare anche le Foot Night). Solitamente avvengono nel week-end, la cadenza può essere mensile o settimanale e possono avvenire sia in serata che alla luce del giorno. La partecipazione è aperta anche ai neofiti e ai semplici curiosi per promuovere l'informazione, la tolleranza e più in generale la convivialità e amicizia. L'esistenza dei munch è già attestata in California negli Anni '80.[293][294][295] Potenzialmente, potrebbero parteciparvi anche aspiranti modelle di piedi, psicologi, dottori di ricerca in varie materie e giornalisti.
Un esempio concreto in Italia è il TNG - Milano ("The Next Generation - Milano"), un'associazione informale che promuove un aperitivo munch ogni terzo venerdì del mese in un locale a Milano;[296] il gruppo informale è anche dotato di canali social che fungono da contatti e canali di pubblicità dei munch, come ad esempio il profilo Facebook.[297] Il gruppo TNG organizza eventi anche a Torino, Brescia, Genova, Bologna, Padova, Parma, Pavia, Firenze, Prato, Roma, Palermo e in Campania.[298]
Ricezione tra stigma, accettazione e controversie
La stigmatizzazione sociale e le sue contraddizioni

Con l'eccezione del periodo greco-romano in Occidente, a partire almeno dal Seicento il feticismo dei piedi nella cultura occidentale è sempre stato un tabù per vari motivi:
- la concezione di "fare sesso" pone molta enfasi sulla penetrazione sessuale, sull'erezione, su pratiche sessuali che coinvolgono i genitali e sul piacere maschile,[13] per cui è tendenzialmente fallocentrica e mette in secondo piano tutte le pratiche non penetrative e/o che non coinvolgono i genitali
- il concetto di feticismo, sviluppato nel dibattito scientifico moderno a partire dall'Ottocento, distingue le parti del corpo tra "normofiliche" e "parafiliche" (dal greco "para-philia", "scorretto-piacere"); pertanto, istituisce una norma su ciò verso cui si prova piacere e una "deviazione" dalla norma. Soltanto dopo numerosi decenni questa concezione è stata smussata con la distinzione tra "feticismo" e "disturbo feticistico" per poi essere messa in discussione dalla visione olistica della donna nel sesso
- i piedi stessi sono una parte del corpo tabù, per cui già in partenza possono suscitare imbarazzo (anche senza raggiungere una fobia): infatti sono una parte del corpo bassa e volgare, meramente utilitaria, concepita come sporca e collegabile alla povertà e schiavitù e concettualizzabile come "brutte mani" tramite un paragone tra due parti del corpo. Pratiche come la pedicure possono migliorare l’aspetto estetico ma, nella mente dei podofobi, potrebbero essere bollate come un correttivo superficiale. Infine, secondo Bataille, sono il simbolo del contatto degli Uomini con la terra da cui provengono e a cui ritornano, dunque ricordano la loro dimensione terrena e carnale, portano alla caduta degli ideali umanistici di trascendenza e possono evocare ansia esistenziale (tra le possibili reazioni).
Secondo la ricerca sul nesso tra teoria del condizionamento operante e cause del feticismo del piede negli omosessuali, svolta nel 1995, all'epoca fino al 30% dei 282 partecipanti diceva di provare molta vergogna e molta ansia per il proprio feticismo. Un ulteriore 33% si sentiva "molto confuso". Infine, un ultimo gruppo era spesso depresso (often depressed) o si sentiva spesso miserabile e senza speranza (often dejected), a cui si affianca un 4% che rimpiangeva di avere sviluppato un feticismo per i piedi. Anche se lo sviluppo del feticismo del piede non sarebbe correlato a particolari tipi di personalità, fino a quasi 1/3 dei partecipanti aveva una scarsa autostima di sé. Questo dato mostrava una forte correlazione con un ambiente sessualmente restrittivo durante la propria crescita; inoltre, mostra una correlazione anche con la tendenza a essere secretivo con questo aspetto della propria sessualità sia con gli altri in generale che con il proprio partner sessuale: condividere questo aspetto con il partner e/o chiedere di svolgere attività correlate con il consenso e la comunicazione diretta avrebbe scatenato una reazione negativa (che oggi viene talvolta chiamata kink shaming). Quest'ultimo fatto portava a una minore soddisfazione della propria vita sessuale unito a sentimenti di inadeguatezza sessuale.[90] Nel 2019, un articolo in esclusiva del DailyStar ha spiegato che oltre il 50% dei feticisti dei piedi inglesi nascondeva questo aspetto della propria sessualità al/alla partner.[299]
Pertanto, il feticismo del piede è stato praticato perlopiù nelle case di tolleranza o in piccole comunità; queste ultime in più tentano di superare l'isolamento sociale e il senso di alienazione derivato dalla non-accettazione di questo aspetto della sessualità umana. Un esempio di comunità prima della diffusione di internet è la Foot Fraternity, un gruppo di omosessuali negli Stati Uniti che al 1995 contava circa 1000 membri che si teneva in contatto attraverso una newsletter quadrimestrale e organizzava incontri ed eventi tra membri.[90] Nel 2015 si è spostata su Facebook; ad agosto 2025 conta oltre 9100 membri.[300]
Nella metà degli Anni '90 Giovanna Casotto, modella di piedi e fumettista appartenente al genere erotico, provava imbarazzo a pubblicare le proprie opere siccome erano scritte da una donna e non da un uomo; inoltre, erano a sfondo feticista. Il suo primo editore comunque le ha impedito di firmarsi con lo pseudonimo "Giovanni" e l'ha obbligata a usare il proprio nome. Dopo le prime pubblicazioni, ha ricevuto una serie di stroncature a causa del clima del tempo.[301]
Un articolo del 2022 ha spiegato che il feticismo del piede, pur essendo ormai diventato parte della cultura popolare nel 2021-2022, provoca ancora imbarazzo nelle persone siccome chi ha questo feticismo mediamente non è ancora pronto da condividerlo con la società. I casi di condivisione con la società (che non sono classificabili come "coming out" siccome il feticismo del piede non è un orientamento sessuale) erano già presenti, ma molto limitati. Di contro, i coming out di omosessuali sono più diffusi rispetto ai decenni passati con la diffusione della cultura di inclusione, sex-positive e di tolleranza verso gli orientamenti sessuali e dunque l'intera categoria LGBTQIA. Pertanto, alcune di queste persone esprimono questo lato della propria sfera sessuale online, ad esempio consumando e pagando contenuti a tema feticismo in anonimato[221]. L'articolo aggiunge che il feticismo del piede "probabilmente sposta le idee su cosa è normale",[221] presumibilmente alludendo al fatto che questa espressione della sessualità non è ancora totalmente concepita dalla maggioranza come "normale" nonostante la mainstreamizzazione.
Un altro articolo del 2022 ha ribadito come il feticismo del piede, nonostante sia diventato parte della cultura pop, sia divisivo.[250] Lo stesso concetto è stato nuovamente ribadito nel 2025 in un articolo di Il Post.[263]
Nel 2024, l'esperta di social media Desislava Dobreva ha spiegato sul The Guardian che i social media hanno avuto un grande ruolo nel normalizzare interessi ritenuti in precedenza non convenzionali, tra cui il feticismo del piede. Inoltre, le piattaforme social secondo il suo pensiero hanno aiutato gli individui a esprimere le loro opinioni e la loro sessualità, per cui sono stati dei mezzi di empowerment.[302]
Pertanto, secondo l'esperta, la popolarizzazione del feticismo del piede è parte di una rivoluzione culturale in atto che è orientata all'inclusività e alla celebrazione "della diversità umana in tutte le sue orme". Gli algoritmi stessi facilitano la popolarizzazione di simili fenomeni siccome continuano a rendere sempre più visibile i contenuti già in partenza popolari.[302]
Secondo lo psicologo sociale Justin Lehmiller, internet ha aiutato le persone che hanno dei feticismi a sentirsi meno sole e sentirsi più normali,[302] presumibilmente in riferimento in primis all'esistenza di comunità online. Tuttavia, nel 2025, secondo Avery Martin (un portavoce di Clips4Sale), molti feticismi sono ancora un tabù da discutere siccome includono (anche) pratiche di sottomissione di un partner.[33]
Le contraddizioni della stigmatizzazione


Lo stigma sociale del feticismo dei piedi nella cultura occidentale al 2025 e il relativo kink shaming possono apparire fenomeno complessi e contraddittori alla luce della seguente lista parziale di fattori: una società occidentale sempre più sex-positive fin dal periodo delle rivoluzioni sociali degli Anni '60-80 (durante la generazione dei boomer), l'esplorazione sessuale sempre maggiore degli zoomer fin da giovani, l'apprezzamento da parte loro di kink come il BDSM e dunque di atti di dominio e sottomissione sessuale, le fantasie di stimolazioni ai piedi sia in svariati zoomer che Millennial, la differenziazione in scienza tra "feticismo" e "disturbo parafilico", la presenza storica del feticismo dei piedi, l'enorme diffusione di questo feticismo, dell'esistenza di giornate internazionali legate al tema, la maggiore sensibilità alle varie forme di shaming (e.g., body shaming, slut shaming, single shaming, commenti omofobi), la possibilità di una visione non fallocentrica delle pratiche sessuali, la possibilità di monetizzazione e simili e l'esistenza di serate nei club, festival e incontri informali a tema.
Una serie di ulteriori studi e sondaggi può dunque chiarire le cause di questa contraddizione e/o capire da dove deriva esattamente lo stigma. Ad esempio, le cause dello stigma sociale potrebbero essere rintracciabili proprio nel substrato simbolico specificatamente negativo verso i piedi (volgarità, povertà, sporco, "brutte mani") e dunque in una potenziale gerarchia piramidale di kink, in cui solo alcune fantasie sessuali sono accettabili in primis perché non coinvolgono i piedi, pure se implicano la sottomissione di un partner. In particolare, nello studio di Paramio, Tejeiro e Romero-Moreno (2024), le due fantasie sessuali che hanno ricevuto più apprezzamento tra gli zoomer sono il choking (essere strozzati durante l'accoppiamento) e l'essere frustati prima o durante un rapporto sessuale. Entrambe le pratiche sono BDSM, prevedono la sottomissione di un partner e si potrebbero svolgere entrambe anche senza penetrazione (potenziale assenza di primato del fallocentrismo); ultimo ma non ultimo, non coinvolgono necessariamente i piedi. Nel caso dei Millennial, le due fantasie sessuali che hanno ricevuto più apprezzamento sono il voyeurismo (guardare un'altra persona nuda e/o mentre si masturba) e il fare sesso in luoghi pubblici.[37] Entrambe le pratiche non coinvolgono in modo specifico i piedi.
In alternativa, non è chiaro se le generazioni più vecchie (Generazione X e boomer) abbiano un'influenza sul discorso intorno allo stigma sociale di alcune pratiche sessuali, tra cui il feticismo dei piedi: in partenza, le generazioni più anziane sono meno prone ad avere fantasie sessuali su kink e a metterli in pratica per motivi che possono andare dall’età alla minore possibilità di esplorazione per l’assenza dei porno in internet e alla cultura tendenzialmente più rigida e conservatrice in materia sessuale (i.e., pratiche giuste/buone VS deviate/malate anche se lecite e consensuali).[303] Un retaggio di una cultura sex-negative (l’opposto di "sex-positive") in realtà può essere visto anche in nicchie di generazioni più giovani (e.g., i "puriteen", parola che fonde "puritani" e "teenager" diventata un trend dal marzo 2021 su Twitter, oggi X).[304]
Il conservatorismo sessuale è presente tra i boomer nonostante siano tra i pionieri del sesso occasionale tra gli Anni '60 e gli Anni '80, dunque nel periodo delle proteste giovanili a sfondo culturale.[305] Gli stessi boomer erano descritti come la generazione del "sesso, droga e rock'n'roll"[306] e hanno vissuto al formazione e le prime proteste della comunità LGBTQIA per normalizzare ogni orientamento sessuale. Inoltre, insieme alla generazione silenziosa (i nati prima del 1947), sono anche tra i pionieri del sesso durante la vecchiaia, tipicamente dopo i 60 anni; uno dei primi studi a scoprire l’attività sessuale anche da anziani è di Alfred Kinsey, Pomeroy e Martin (1948).[306] Il sesso dopo i 60 anni è presente a causa dell’aumento dell'aspettativa di vita e dell’aumento della qualità della vita a seguito delle cure mediche e di uno stile di vita salutista. L'aumento dell’attività sessuale durante la vecchiaia, a causa dell'assenza di timore di una gravidanza e dunque del mancato utilizzo del preservativo, ha perfino portato all'aumento di malattie sessualmente trasmissibili durante la vecchiaia: le IST tra i 50 e i 70 anni sono aumentate del 38% tra il 2014 e il 2017, il che rimarca la presenza di attività sessuale tra svariati boomer anziani.[307] Il conservatorismo sessuale dei boomer, nonostante le rivoluzioni in materia sessuale che hanno apportato, secondo uno studio condotto da EveAdam su 5000 persone quasi tutte donne, spiega le origini di questo comportamento contraddittorio dei boomer: i boomer tendenzialmente apprezzano la penetrazione sessuale molto di più dei Millennial e concepiscono il sesso perlopiù come una penetrazione,[308] a sua volta funzionale a procreare all'interno di un'istituzione culturale storicamente fondamentale come il matrimonio. I boomer sono cresciuti nei decenni in cui internet era agli albori, per cui avevano un accesso più limitato alla vasta e crescente mole di pornografia e informazioni sull'educazione sessuale a cui invece hanno potuto accedere i Millennial e gli zoomer; quindi, non hanno mai avuto spunti per esplorare in modo massiccio la sessualità loro e della partner (e.g., l'orgasmo femminile attraverso la stimolazione clitoridea e l'importanza delle emozioni).
Infine, la popolarizzazione rapida e relativamente recente del feticismo dei piedi (2021-2022) potrebbe avere un impatto sull'opinione pubblica e il discorso socio-culturale online e offline intorno a questa pratica sessuale (e.g., scarsa conoscenza della storia culturale di questa pratica, delle cause e della distinzione tra "feticismi" e "disturbi parafilici", eventuale peso di preconcetti errati, contenuti orientati a sfruttare il sensazionalismo o contenenti semplificazioni grossolane, discussioni svolte spesso senza l'intervento o contributo scientifico di psicologi, altri neuroscienziati, sociologi, antropologi, sessuologi, esperti di letteratura e simili figure).
Interviste e sondaggi d'opinione
Secondo un’intervista a un gruppo di donne pubblicata su un canale verificato di YouTube nel 2022, tutte le donne intervistate conoscevano cosa fosse il feticismo del piede. Nel dire l’opinione personale, la maggior parte ha detto di non apprezzarlo personalmente, mentre una parte lo ha anche definito "strano", pur riconoscendo che ognuno ha le proprie preferenze, sfaccettature e sfumature sessuali. In caso di richieste di adorazione del piede, quasi metà ha risposto che non l’avrebbe fatto, mentre poco oltre metà ha dichiarato di sì siccome non gli causa problemi o ha risposto di no in modo molto tentennante (e.g., "No, but..." senza finire la risposta).[309]
Secondo un'altra intervista a un gruppo più limitato del 2022, i risultati erano misti, per cui alcune donne apprezzavano o desideravano provare delle pratiche di feticismo del piede, mentre altre no.[310]
In un’intervista del 2024, due anni dopo entrambe le interviste, gran parte di un gruppo di donne ha risposto che il feticismo del piede non gli creava problemi, anche se alcune l’hanno definito una pratica "strana" e alcune hanno detto che dipende in base a come la persona si rapporta e a cosa richiede (per cui la possibilità di negoziazione è aperta).[311]
Ulteriori interviste e sondaggi possono gettare luce sullo stigma o accettazione del feticismo del piede, dunque della forma di feticismo verso una parte del corpo più diffusa. In particolare, un campione di persone intervistate vasto può essere più informativo.
Incremento della podofobia

Nel 2024, secondo un articolo dell'Huffington Post, è stato registrato un incremento della podofobia nella Generazione Z (1997-2012) a seguito della popolarizzazione del feticismo del piede e dell'accesso pressoché libero ai social media da parte dei giovani. La podofobia si può definire come la paura eccessiva e irrazionale verso i propri piedi e i piedi degli altri anche quando sono coperti da calze e scarpe, per cui le proprie abitudini quotidiane e la qualità della vita sono compromesse (e.g., avere dei problemi a uscire di casa con scarpe aperte, avere problemi a recarsi in negozi di scarpe, piscine e spiagge). In particolare, secondo l'intervista a una donna che lavora come insegnante di scuola superiore in California, la Generazione Z è refrattaria a mostrare i piedi, per cui porta scarpe chiuse in continuazione o opta per l'uso dei calzini insieme ai sandali (look "ugly chic"). La stessa donna ha testimoniato che, nel momento in cui è entrata più volte in classe con le scarpe aperte, gli studenti le hanno fatto commenti denigratori sulle calzature; in particolare, come già in uso nello slang della GenZ, gli studenti hanno chiamato le sue dita dei piedi "cani" (dogs) e hanno commentato con la frase fatta "Chi ha fatto uscire i cani?" (Who let the dogs out?). Nei casi limite, gli studenti hanno iniziato ad abbaiare in classe alle sue dita dei piedi. L'insegnante, pur di fare cessare questi comportamenti, è stata costretta a indossare sempre scarpe chiuse. Secondo una ragazza appartenente alla GenZ intervistata, il pensiero che i suoi piedi scoperti potessero ricevere attenzioni la spaventava siccome queste attenzioni ai piedi erano sgradite.[312][313]
Secondo LeMeita Smith, all'epoca una dottoressa di ricerca e psicologa, la podofobia della GenZ deriva dal desiderio di proteggere i propri spazi personali (anche online) e mantenere un senso di controllo su come sono percepiti. Inoltre, i pazienti appartenenti alla GenZ hanno una conoscenza del feticismo del piede e hanno preoccupazioni sul proprio aspetto fisico e privacy online.[312]
Comunque, il fatto che la GenZ abbia una tendenza alla podofobia è un'affermazione problematica siccome, secondo i dati di PornHub, la fascia di età che nel 2023 ha cercato più pornografia incentrata sul feticismo dei piedi è stata proprio la GenZ,[42] per cui potrebbe riguardare solo una parte di essa. Infine, la podofobia può avere altre cause diverse dalla consapevolezza dell'esistenza del feticismo del piede.[314] Un altro punto problematico riguarda poi la scelta di schermare i piedi in nome della podofobia per difendersi dall'erotizzazione dei piedi: secondo il corollario di Flügel della teoria della zona erogena mobile, una zona erogena nasce se viene in un primo momento celata allo sguardo altrui tramite il vestiario.[70] Pertanto, nascondere a oltranza i piedi potrebbe avere l'effetto paradossale di rinforzare un feticismo invece di lenirlo o tenerlo sotto controllo.[72]
La podofobia ha una serie di soluzioni, come ad esempio la desensibilizzazione (e.g., stare a piedi scoperti per un lasso di tempo sempre maggiore, osservare gradualmente una foto di piedi, farsi toccare gradualmente i piedi da qualcuno, frequentare un poco alla volta i posti che provocano disagio, come ad esempio i negozi di scarpe, piscine, spiagge e centri di yoga e di pedicure).[315] Come ulteriore strategia di cura, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è una tecnica molto diffusa che usa il dialogo con le persone affette da varie fobie e disturbi per fargli mettere in discussione i pensieri irrealistici e credenze sproporzionate che scatenano una fobia.[315] Alcuni spunti di discussione derivano dalla body positivity e proprio da esempi di erotizzazione dei piedi nel teatro, cinema, letteratura, fotografia e fumettistica.
In un contesto di podofobia e/o body shaming, alcuni episodi hanno indicato il feticismo del piede non sia necessariamente un elemento negativo: per fare un solo esempio, la modella di piedi della Florida K. Woods aveva una pessima opinione dei propri piedi, finché non ha deciso di postare contenuti su OnlyFans per poi guadagnare 2380$ in un anno; i feedback di gradimento degli utenti, uniti ai guadagni, hanno azzerato la podofobia della modella.[316][317] Inoltre, delle caratteristiche del piede come come la taglia grossa, le dita lunghe, un alluce valgo, un dorso venoso o una pianta molto rugosa non sono sempre considerati degli inestetismi.
Incidenti online
La popolarizzazione di WikiFeet
WikiFeet è un sito internet fondato nel 2008 da Eli Ozer, un programmatore di computer di Tel Aviv. Il sito permette agli utenti registrati di postare foto pubbliche di donne e uomini maggiorenni in cui i piedi sono visibili. Gli utenti registrati in più possono scrivere commenti e conferire un voto da 1 a 5 stelle.[263] Le foto protette da copyright vengono rimosse.
Nel luglio 2025, oltre il 21% del traffico proveniva da donne.[318]
Nel corso degli anni, alcune VIP e persone con un ampio seguito su un social media sono finite su Wikifeet e valutate a loro insaputa; le reazioni sono variegate, per cui svariate di quelle raccolte dai giornali è positiva mentre una minoranza è negativa e di critica. Altre reazioni mescolano tratti di negatività e di positiva, per cui si collocano nel mezzo o in prospettiva dinamica. A margine, WikiFeet è diventato anche oggetto di battute[319] a causa in primis della sua crescente popolarizzazione.
Le richieste di foto di piedi
Le richieste di foto di piedi vengono solitamente rivolte ad alcune donne sui social media, tipicamente nei commenti ai posto o nei messaggi in privato (Direct Messages, DM). Il fenomeno riguarda solo una parte dei feticisti dei piedi e le richieste vengono mandate in particolare alle VIP.[263] Quando il tono e l’insistenza di per sé causano malessere agli altri, per definizione è indice di un probabile disturbo parafilico invece di un comune feticismo del piede. La maggior parte delle reazioni riprese dai quotidiani e magazine sono di scandalo e condanna, mentre altre assecondano le richieste.
- Il primo esempio è proprio quello della donna entrata nel Guinness dei primati per avere i piedi più grandi del mondo (taglia 18 statunitense, taglia 51,5 da donna), che nel 2022 ha in un primo momento dichiarato di essersi sempre rifiutata di produrre foto a sfondo feticistico da postare gratuitamente o mettere in vendita. La stessa ha indicato queste richieste come "strane e interessanti" e ha detto che vendere foto dei suoi piedi per gratificare i desideri di un'altra persona è moralmente sbagliato in quanto è cristiana.[320][321] In un secondo momento, T. Herbert ha aperto un profilo su FeetFinder in cui ha messo in vendita dei video e foto dei propri piedi.[322] Non è chiaro se l'abbia fatto a seguito di messa in discussione dei propri valori o se l'abbia fatto per finanziare l'acquisto di scarpe artigianali su misura, siccome un solo paio costa 400$.[321] La stessa T. Herbert nel 2022 aveva aperto un profilo su GoFundMe per effettuare una raccolta fondi che si è chiusa dopo 3 anni avere raccolto 680$,[323] sufficienti per un solo paio di scarpe.
- Già nel 2020, Erin Molan, una presentatrice in programmi di sport, aveva dichiarato di essere riempita di richieste "bizzarre" e "inquietanti". L'articolo di News.com aveva definito il feticismo del piede come un’ossessione stranamente comune (oddly common) e un’ossessione oscura (obscure ossession).[324] In risposta a un post a tema di Erin Molan, la giornalista Melinda Farrell ha raccontato di avere ricevuto richieste simili nei commenti ai propri post su Instagram nell’arco degli anni; la stessa Farrell ha aggiunto che non sapeva che il fenomeno fosse esteso.[325] Sempre nello stesso anno Holly Willoughby, la presentatrice di This Morning, è stata subissata di richieste simili dopo avere postato su Instagram un video delle sue scarpe con i tacchi peeptoe.[326]
- Nel 2024, Joan Vassos di Golden Bachelor ha dichiarato di ricevere richieste "strane" di foto di piedi dai suoi fan. Le richieste sono iniziate dopo la sua apparizione nella trasmissione, che ha aumentato la sua popolarità.[327]
- Nello stesso anno Hailey Welch, la ragazza divenuta celebre per il meme "hawk tuah" (un’onomatopea a sfondo sessuale correlata al sesso orale), dopo l'impennata di popolarità ha raccontato sorridendo di essere stata riempita di richieste di foto delle sue dita dei piedi "abbastanza inquietanti" (kinda creepy).[328]
Esistono tuttavia delle reazioni opposte, per cui la reazione può cambiare da persona a persona e essere anche positiva o scherzosa:
- un controesempio è il caso della conduttrice televisiva Caterina Balivo, che si è vista bombardata di richieste di foto di piedi dai suoi fan. Già da prima del 2017, ha iniziato a postare abitualmente e gratuitamente sui suoi social alcune foto in cui compaiono i suoi piedi. In tal modo, l'engagement nei suoi social è aumentato ed è diventata popolare nel mondo dei feticisti del piede; la stessa Balivo si è limitata a scherzare su queste richieste e ha continuato a postare nonostante alcuni hater l’abbiano etichettata come "squallida" per la tendenza a mostrare i piedi nelle sue foto[329] o l'abbiano aggredita con commenti di body shaming indirizzati ai piedi siccome sono grossi.[330] I commenti degli hater, siccome aumentano il volume totale dei commenti, potrebbero avere reso le foto ancora più virali. Nel 2011, in un'intervista ripresa da un blog, aveva già segnalato le prime richieste di foto di piedi, all'epoca definite "insistenti" in tono dispregiativo.[331]
- Il secondo controesempio è Emma Marrone, che nel 2019 ha raccontato che a volte riceve richieste simili sui social da una parte dei suoi fan. In un'intervista, la cantante ha detto che i fan feticisti erano "i suoi fan preferiti" tra quelli con i gusti più bizzarri e che a volte ha mandato alcune foto di piedi.[332] Tre anni prima, nel 2016, aveva pubblicato un selfeet su Instagram con la didascalia "amici feticisti, #buongiorno"; la foto ha avuto oltre 54.000 like.[333]
- Il terzo controesempio è Carmen Electra (un'attrice di Baywatch ed ex modella di Playboy), che nel 2023 ha rivelato che la richiesta più strana e divertente dei suoi fan su OnlyFans fosse stata quella di chiederle foto dei piedi. Su OnlyFans, l'exbmodella non ha mai postato contenuti pornografici. Dopo un primo momento di riso, ha assecondato le richieste. Le richieste di foto sono iniziate a venire dopo la sua partecipazione a un documentario che ha accresciuto la popolarità dell’attrice.[334]
- Già nel 2020, l’attrice Jacqueline Jossa aveva ricevuto richieste di foto di piedi su Instagram; l'attrice ha risposto in tono scherzoso nei commenti che le avrebbe fatte per 1000£.[335]
Comportamenti offline da disturbo parafilico

Alcuni comportamenti oggettivamente inappropriati avvenuti offline, fuori dall'ambito di internet, hanno costituito ulteriori motivi di discussione. In tal caso, siccome l'attrazione verso i piedi provoca danni e malessere a sé e agli altri, per definizione è un "disturbo parafilico"; pertanto, l'attrazione verso i piedi che porta a questi eventi non è il più comune "feticismo dei piedi". Simili casi, per parallelismo, sono riscontrabili anche in ambito sessuale non feticista (e.g., le molestie sessuali).
Un esempio di comportamento oggettivamente inappropriato offline è avvenuto nel 2024 in Missouri: in un supermercato, una guardia di sicurezza affetta da disturbo parafilico ha massaggiato con intento sessuale i piedi di due clienti con la forza e senza il loro permesso, violando i loro limiti e la loro libertà sessuale con un atto di prevaricazione; a una delle due, ha anche baciato i piedi sempre senza il consenso. L'uomo è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di aggressione a sfondo sessuale e incarcerato. Al momento del primo tentativo di arresto, l'uomo ha anche opposto resistenza a pubblico ufficiale e ha aggredito un agente di polizia per poi darsi alla fuga che però è stata sventata. In passato, aveva già commesso altre aggressioni a sfondo sessuale.[336][337] Inoltre, il soggetto in questione mostrava una storia pregressa di precedenti criminali e arresti per droghe, furti e guida in stato di ebbrezza ed era già stato dichiarato delinquente abituale quasi 10 anni prima; un tentativo di ricorso in appello era stato respinto dalla corte d'appello.[338][339]
Un altro esempio ancora è avvenuto a Suffolk: in un treno, un uomo affetto da disturbo parafilico ha toccato le scarpe e la caviglia di una donna senza il suo permesso. In passato, aveva commesso atti simili. L'uomo è stato poi arrestato e condannato.[340] Per analogia, toccare una parte sessuale di una persona senza consenso è reato anche se questa parte è coperta da vestiti e anche se il contatto è molto breve; inoltre, è reato anche se l'intento è scherzoso (conta il fatto compiuto, a prescindere dall'intento), se il soggetto si procura uno stato d'ebbrezza e se la vittima è in stato d'incoscienza.
Un terzo esempio è avvenuto a Singapore: un uomo affetto da disturbo parafilico ha conosciuto una donna online e, durante un incontro all'aperto, le ha detto di essere un membro di un'organizzazione no-profit inesistente (la Barefoot Walking Society) che raccoglieva foto di piedi per dei fini caritatevoli non meglio specificati. La donna ha accettato di farsi fotografare con l'inganno ma ha ritirato il consenso quando l'uomo ha iniziato a farle commenti a sfondo sessuale sgraditi. Dopo avere chiuso l'incontro, l'uomo ha ripetutamente molestato la donna online con messaggi continui di rimprovero. In un'altra occasione, lo stesso uomo ha avvicinato un'altra donna fingendo di essere un reporter che raccoglieva delle foto di piedi per farci un collage; la dinamica del resto dell'interazione è analoga. L'uomo aveva precedenti penali siccome era stato arrestato e condannato più volte per molestie sessuali.[341] In questi casi, era presente il consenso, ma l'interesse sessuale di fondo era stato occultato.
Un video del canale Investigation Discovery su YouTube, The South Carolina Toe Sucker, contiene una docu-intervista del 2018 a un pluricondannato per atti derivati da disturbo parafilico. L'intervista contiene degli spezzoni di video in cui degli attori inscenano la ricostruzione di alcuni suoi comportamenti inappropriati. In particolare, in un episodio ricostruito, una donna ha accettato di farsi fotografare e baciare piedi per quanto ritenesse la richiesta bizzarra; tuttavia, dopo il bacio, l'uomo ha anche provato a leccarglieli senza chiederle il consenso. La donna l'ha allontanato scalciando siccome si è sentita violata. La sua denuncia alla Polizia ha permesso l'arresto l'uomo; quest'ultimo ha mostrato problemi di scarsa empatia siccome non è riuscito a comprendere il fastidio provato dalla donna. Nelle ricostruzioni, l'uomo tende a osservare i piedi delle donne attraverso lo staring, dunque una fissazione prolungata, intensa e aggressiva, seguita successivamente da comportamenti inappropriati; in altre parole, non faceva uso degli sguardi timidi, fugaci e caratterizzati da autocontrollo del glancing. Inoltre, tende a pedinare le vittime. Poco prima della pubblicazione del documentario, l'uomo è stato arrestato per l'ennesima volta per gli stessi reati.[342]
Nel XX capitolo di Il piede di Fanchette di Restif de la Bretonne (1769), viene descritta un'aggressione sessuale a sfondo feticistico circa 250 anni prima di questi incidenti ripresi da alcuni giornali. Nell'episodio, la protagonista viene portata in carrozza nella villa sontuosa di Athégetes, che è un ricco, vecchio, grasso e libidinoso finanziere che si è invaghito di lei. Lui le chiede la mano facendo perno sulla propria ricchezza e la rimprovera siccome ama Dolfans, un uomo più umile ma dal buon cuore. La protagonista rifiuta la sua mano e desidera allontanarsi. Il finanziere tuttavia non vuole lasciarla andare e inizia a inseguirla per la villa, da cui non c'è alcuna via di fuga. L’inseguimento continua finché l'eroina, esausta e tremante, non inciampa e atterra su una poltrona. Mentre è sola e indifesa sulla poltrona, il bruto si getta a baciarle i piedi "un milione di volte" senza il permesso. Mentre i suoi piedi vengono massacrati di baci senza pietà, il promesso sposo Lussanville fa per caso irruzione nella villa, bacia appassionatamente la protagonista e la salva dal bruto portandola via con sé.[168]
Le soluzioni



Questi comportamenti inappropriati sono arginabili in primis dall'individuazione e cura del disturbo parafilico attraverso la psicoterapia. Infatti, la mancanza di autocontrollo e i problemi nella gestione dei propri impulsi provocano danni e malessere a sé e agli altri in quanto possono sfociare in reati. Il riconoscimento del disturbo parafilico da parte di un professionista avviene secondo i criteri diagnostici del DSM-5. L'intervento psicoterapeutico, dopo la diagnosi, si prefissa gli obiettivi precisi, le tempistiche realistiche e arriva a elaborare delle soluzioni e un monitoraggio costante degli eventuali progressi; un esempio di obiettivo è integrare il feticismo in una vita sessuale sana, soddisfacente, arricchente e consensuale, per cui si guarisce dal disturbo parafilico; in altre parole, un esempio di obiettivo è trasformare il disturbo parafilico nel più comune e innocuo feticismo sessuale rivolto ai piedi, per cui non si elimina o sanziona l'attrazione sessuale verso i piedi. La psicoterapia ha più facilmente esito positivo se il paziente ammette di avere problemi ed è motivato a cambiare.[343] In generale, gli interventi precoci permettono di prevenire eventuali comportamenti inappropriati futuri invece che curarli.
Un tipo di psicoterapia molto usata per affrontare il disturbo parafilico è la terapia cognitivo-comportamentale (CBT): essa serve a fare emergere con il dialogo e mettere in discussione i pensieri automatici, credenze e comportamenti che vi derivano nel caso siano disfunzionali. Esempi di pensieri modificabili alla base di comportamenti inappropriati e non-adattativi sono le concezioni distorte e irrealistiche che riguardano la sessualità. La CBT include anche l'insegnamento di tecniche di gestione dello stress, di rilassamento progressivo, di respirazione diaframmatica e di meditazione mindfulness per mantenere il controllo dei propri impulsi e reazioni.[344]
Un altro tipo di psicoterapia che si può usare per curare il disturbo parafilico è la terapia psicodinamica, che ricerca le cause del disturbo parafilico (e.g., esperienze infantili) per permettere una migliore comprensione del disturbo, la rielaborazione di eventuali traumi e un eventuale lenizione del malessere. La terapia psicodinamica si può anche svolgere in coppia; questo svolgimento può avvenire nel caso di coppie sessualmente insoddisfatte a causa del disturbo parafilico di uno dei partner (e.g., disfunzioni sessuali) o di una scarsa comprensione del comune feticismo dei piedi. Altre terapie si possono svolgere in famiglia, per cui il paziente ha il sostegno dei familiari o per cui cessano gli eventuali conflitti in corso con i familiari.[343]
La psicoterapia può anche aiutare il paziente a esplorare la propria sessualità anche in nuovi modi, per cui il ricorso al feticismo è smorzato insieme al disturbo parafilico: il feticismo cessa di essere al centro della propria vita sessuale e viene affiancato ad altre forme di intimità sessuale[344] come ad esempio l'esplorazione di altre parti del corpo, l'uso di role-play e l'uso di sex toy.
Solo nei casi più gravi si può optare per unire la psicoterapia alla farmacoterapia (cioè l'uso di soluzioni farmacologiche). Un esempio di farmaco diffuso è gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), degli antidepressivi che servono a lenire il disagio emotivo e dunque a migliorare il controllo degli impulsi; la somministrazione avviene a dosi crescenti. In caso di mancato effetto degli SSRI, vengono usati altri farmaci.[344]
Dopodiché, le sentenze dei tribunali disponibili in archivi online creano i precedenti giuridici che indicano quali reati vengono commessi nel momento in cui sono posti in essere dei comportamenti danneggianti da parte di un soggetto affetto da disturbo parafilico non curato; pertanto, viene specificata la sanzione penale con eventuali aggravanti. La loro ripresa all'interno delle notizie di cronaca può contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica sui propri diritti e doveri. Essere affetti da disturbo parafilico non esonera dalle proprie responsabilità in caso di comportamenti inopportuni. Le Forze dell'Ordine e lo stesso sistema giudiziario sono a tutela della sicurezza delle persone online e offline e le sentenze inflitte servono sia a punire che curare. Inoltre, il dibattito dei giuristi dentro e fuori dal mondo accademico può contribuire a definire meglio queste situazioni in cui sono posti in essere comportamenti che cagionano un danno ingiusto (e.g., comportamenti che denotano un disturbo parafilico).
Infine, il pilastro fondamentale e universalmente valido dell'etica sessuale in una società sex-positive, paritaria e sostenibile è l'uso costante del consenso da parte di uomini e donne, a prescindere dall'orientamento sessuale. Una qualunque pratica sessuale che non viola la Legge può essere svolta a seguito di consenso reciproco e esplicito. Il consenso si chiede attraverso la comunicazione chiara/esplicita e diretta, completa, cortese e non insistente dei propri bisogni; il consenso, con lo stesso tipo di comunicazione può essere rifiutato, negoziato, accettato, rinegoziato o ritirato in qualunque momento dalla/dal partner senza cadere nel kink shaming. Sia l'educazione sessuale che la stessa psicoterapia possono insegnare come comunicare in modo efficace ai partner, per cui le dinamiche sessuali e le relazioni intime sono migliorate.[344]
Alcune scene cinematografiche potrebbero fornire un esempio di modello comportamentale positivo da imitare; per quanto da sole non siano sufficienti a insegnare a controllare gli istinti, possono contribuire a educare al consenso. Ad esempio, nella celebre scena del massaggio ai piedi di Rabbia ad Harlem (1991) il protagonista, mentre è in camera da letto con la co-protagonista, si inginocchia davanti al letto su cui è seduta e le chiede con timidezza e sottovoce "Oh, scusami, vorresti che ti massaggi i piedi per te? Posso farlo per te..." ("Oh, I’m sorry, would you like me to rub your feet for you? I can do that for you..."). La donna si scioglie subito in una risatina di piacere, gli comunica in modo chiaro e entusiasta di sì ("Sure, that’d be fun!") perché gradisce molto il gesto e allunga le gambe per porgergli i piedi. Dopo il massaggio, la donna si addormenta sul letto a piedi nudi. L'uomo non si permette di lanciarsi in gesti non consensuali, ma si limita a guardarla e lasciarla dormire.[213]
Note
- ↑ (FR) La comtesse au fouet de Pierre Dumarchey. URL consultato il 21 luglio 2025.
- ↑ (FR) Comtesse au fouet(La) par MAC ORLAN , PIERRE. URL consultato il 21 luglio 2025.
- 1 2 3 Panoramica sulle parafilie e i disturbi parafilici - Disturbi di salute mentale, su Manuale MSD, versione per i pazienti. URL consultato il 20 luglio 2025.
- 1 2 3 (EN) Having a Foot Fetish Doesn't Make You Weird, su Men's Health, 7 ottobre 2020. URL consultato il 25 luglio 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) C Scorolli, S Ghirlanda e M Enquist, Relative prevalence of different fetishes, in International Journal of Impotence Research, vol. 19, n. 4, 1º agosto 2007, pp. 432–437, DOI:10.1038/sj.ijir.3901547. URL consultato il 21 luglio 2025.
- ↑ Rex Ryan's Apparent Foot Fetish not Necessarily Unhealthy – ABC News, su abcnews.go.com, 23 dicembre 2010. URL consultato il 14 marzo 2013.
- ↑ Simone Morano, Erotismo, si diffonde il feticismo del piede, Lettera 43, 30 gennaio 2013. URL consultato il 22 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (EN) Daniel B. Levine, EPATON BAMA ('HER LOVELY FOOTSTEP'): THE EROTICS OF FEET IN ANCIENT GREECE, 1º gennaio 2005. URL consultato il 21 luglio 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Sushil Kumar De, Treatment of Love in Sanskrit Literature (PDF), New Delhi, 1929.
- 1 2 3 Cantico dei cantici, su www.gliscritti.it. URL consultato il 27 luglio 2025.
- 1 2 (EN) Sexual Health Alliance, International Fetish Day, su Sexual Health Alliance, 20 gennaio 2023. URL consultato il 4 settembre 2025.
- ↑ Simone Morano, Baciamo i piedi: storia di un feticista, su goleminformazione.it, 22 marzo 2013. URL consultato il 20 dicembre 2015.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Why are foot fetishes so common?, su Metro, 4 maggio 2020. URL consultato l'11 luglio 2025.
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