Palazzo Angelo Giovanni Spinola

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Palazzo Angelo Giovanni Spinola
Palazzo Angelo Giovanni Spinola 01.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàGenova
IndirizzoVia Giuseppe Garibaldi, 5
Coordinate44°24′39.61″N 8°56′01.32″E / 44.411003°N 8.9337°E44.411003; 8.9337Coordinate: 44°24′39.61″N 8°56′01.32″E / 44.411003°N 8.9337°E44.411003; 8.9337
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1558-1576; 1580
Inaugurazione1576
Usouffici
Realizzazione
AppaltatoreAngelo Giovanni Spinola
Giulio Spinola
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli di Genova
(EN) Genoa: Le Strade Nuove and the system of the Palazzi dei Rolli
Palazzo Angelo Giovanni Spinola 03.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2006
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il palazzo Angelo Giovanni Spinola o palazzo Spinola , detto della Banca d'America già sede del Circolo Artistico Tunnel è un edificio sito in via Garibaldi al civico 5 nel centro storico di Genova, inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Gli interni ospitano un vasto ciclo pittorico dei maggiori interpreti del manierismo a Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fratelli Calvi, Battaglia di Gherardo Spinola contro i Fiorentini

Fu iniziato nel 1558 per Angelo Giovanni Spinola, ambasciatore della Repubblica di Genova in Spagna e banchiere dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo, e completato nel 1576, sotto il figlio Giulio, che dopo una carriera militare che lo portò a prendere parte alla battaglia di Lepanto e alla presa di Lisbona, per poi divenire banchiere del re di Spagna Filippo II d'Asburgo[1].

A quest'ultimo si devono gli sbancamenti di parte della collina posteriore, intorno al 1580, che permisero l'ampliamento del cortile e del giardino. Autore del progetto fu Giovanni Ponzello, "architetto camerale" di Genova. Non fu mai realizzata il prospetto della facciata da questi progettato, e documentato dalle incisioni di Rubens[2][3]. Dall'inizio del XX secolo è sede di uffici bancari. Il giardino a terrazze con ninfei fu distrutto per la sistemazione viaria della piazza Portello.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo presenta una facciata che lascia scorgere, a fatica, gli affreschi dei fratelli Calvi, cui forse collaborò Lazzaro Tavarone. Le cornici delle finestre con finto timpano in marmo sono decorate con maschere satiresche e coppie di genietti alati. Al primo piano, fra le finestre sono dipinte figure di Imperatori Romani, assisi su alti basamenti con coppie di prigioni ai piedi. Si distinguono in particolare Nerone e Claudio. Ai piani superiori, figure maschili e femminili circondate da simboli di guerra, imprese e panoplie con le armi degli Spinola. Sia in facciata, sia negli affreschi dell'atrio, i Calvi vollero celebrare i committenti: i vari membri della nobile famiglia compaiono vestiti come condottieri romani, chiara allusione al valore ed alla grandezza della stirpe[4].

Interni[modifica | modifica wikitesto]

Nell’atrio di ingresso, la bottega di Antonio, Aurelio e Felice Calvi, realizza la decorazione ad affresco con figure allegoriche e segni zodiacali, dominata al centro dal riquadro ottagonale con la Battaglia di Gherardo Spinola contro i Fiorentini. Nel vestibolo, e nelle numerose sale a piano terra la medesima bottega realizza imprese militari, fra cui la battaglia di Lepanto e decorazioni a tematica mitologica[5].

Salendo ai piani superiori per un bello scalone affrescato da "grottesche" troviamo affreschi di Andrea Semino, Bernardo Castello e di Lazzaro Tavarone. Nel Piano nobile, l'antisala, è opera di Bernardo Castello, del 1592 con, La famiglia di Dario ai piedi di Alessandro Magno. Nel salone Andrea Semino dipinse nel riquadro centrale Alessandro Magno incontra Simitre, regina delle Amazzoni. Le sale ad est sono opera di Bernardo Castello: la sala di Antonio, di Ottaviano, di Scipione. Le sale ad ovest, invece, sono a cura di Lazzaro Tavaroneː la sala di Cesare e la sala di Pompeo.

In particolare un affresco, attribuito a Andrea Semino, conserva la preziosa immagine del palazzo come era alla sua origine, visto dal lato monte: grazie ad esso si può comprendere l'originale modo di "costruire in costa", adottato dagli architetti di Strada Nuova. Per la costruzione di questi palazzi si dovettero superare le difficoltà poste da un terreno accidentato che dalla collina scendeva rapidamente a valle. La realizzazione di monumentali scaloni interni e scenografici giardini terrazzati all'esterno permisero di superare, in maniera brillante e innovativa, il problema.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La pittura in Liguria. Il Cinquecento, Parma, Elena, Editore: Banca Carige (1999), p. 281 e seg.
  2. ^ Boero F.M., Poleggi E., Raggi De Marini M.T., Circolo Artistico Tunnel, Genova 1987, pp. 42-50
  3. ^ Rubens P.P., Palazzi di Genova, Antwerp 1622 (e 1652), (Palazzi Antichi: “Palazzo F”)
  4. ^ [www.liguria.beniculturali.it/getFile.php?id=721 (a cura di Elena Calandra) Policromia e uso del colore in Liguria].
  5. ^ Parma E. (a cura di), La pittura in Liguria: il Cinquecento, Genova 1999, pp. 281-291

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]