Palazzo Giorgio Centurione

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Palazzo Giorgio Centurione
Palazzo Giorgio Centurione 09.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàGenova
IndirizzoVia Lomellini, 5
Coordinate44°24′44.58″N 8°55′45.97″E / 44.412383°N 8.929436°E44.412383; 8.929436Coordinate: 44°24′44.58″N 8°55′45.97″E / 44.412383°N 8.929436°E44.412383; 8.929436
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo; XIX secolo
InaugurazioneXVI secolo
Usoabitazione/uffici
Realizzazione
ArchitettoGaspare Corte
AppaltatoreGiorgio Centurione
CommittenteGiorgio Centurione
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli di Genova
(EN) Genoa: Le Strade Nuove and the system of the Palazzi dei Rolli
PalazzoGiorgioCenturione2.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2006
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il palazzo Giorgio Centurione è un edificio sito in via Lomellini al civico 5 nel centro storico di Genova, inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono scarse notizie del palazzo, che fu edificato alla fine del Cinquecentoprobabilmente dell’architetto Gaspare Corte su incarico di Giorgio Centurione[1], successivamente doge della Repubblica di Genova nel 1621-1622. La figlia di Giorgio Centurione, Virginia (1587-1651), sposata poi con Gaspare Grimaldi Bracelli, fondatrice dell'ordine delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario, fu santificata da papa Giovanni Paolo II nel 2003. Nota come Santa Virginia Centurione Bracelli, iniziò nel palazzo di via Lomellini l'attività di assistenza per bambine povere, proseguita poi nel convento di Monte Calvario, mentre successivamente la congregazione di religiose da lei fondata sotto la protezione di Emanuele Brignole, fondatore del Grande Albergo dei Poveri, prese il nome di "brignoline"[2].

La famiglia Doria lo acquisirà nel XVIII secolo. Parzialmente ricostruito nel XIX secolo (atrio e vano scala), risulta attualmente unito ad altri due edifici retrostanti mediante un ponte che sovrappassa il vico chiuso del Leone e permette l'affaccio su vico dell'Oro[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata presenta una decorazione dipinta con cornici che inquadrano le finestre, timpani semicircolari, architravi con finto mezzanino e specchiature sottofinestra. Portale dorico di marmo con lesene che sorreggono un timpano spezzato semicircolare che ospita una Madonna in trono con Bambino (Regina della città), mentre si notano tracce di arme nobiliare abrasa in corrispondenza della chiave dell'arco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Proposal for the inscription of Genoa Le Strade Nuove and the System of the Palazzi dei Rolli in the Unesco World Heritage List, Volume I - Dossier, p. 250
  2. ^ Virginia Centurione Bracelli, Gianluigi e Riccardo Magaglio, Edisigma editore-Genova
  3. ^ Una reggia repubblicana, Atlante dei palazzi di Genova, Ennio Poleggi, Allemandi & C., Torino, 1998, p. 89

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