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Oliviero Beha

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Oliviero Beha

Oliviero Beha (Firenze, 14 gennaio 1949) è un giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e conduttore radiofonico e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia l'attività di giornalista scrivendo tra l’autunno del 1973 e il maggio del 1976 per Tuttosport e Paese Sera, prima da Madrid, mentre si laurea e pratica atletica leggera (mezzofondo) nelle file del Real Madrid, e poi come corrispondente da Milano.

La parola scritta e quella televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1976 al 1985 lavora a La Repubblica, come inviato, occupandosi di sport e società, svolgendo inchieste in molte parti del mondo e seguendo le manifestazioni sportive internazionali più importanti a partire dalle Olimpiadi. Editorialista e commentatore anche politico per La Rinascita, Il Messaggero e Il Mattino (e successivamente per L'Indipendente), nel 1987 inizia la sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo Va' pensiero, un contenitore culturale in onda su Rai 3 tutte le domeniche.

Ancora per Rai 3, nella stagione 1989-1990, conduce sempre con Andrea Barbato, all’interno di “Fluff”, la “Gazzetta dello spot”, un’analisi critica del mondo della pubblicità. Negli anni seguenti firma, sempre per la Rai, inchieste e speciali televisivi in Italia e all’estero. Ancora per Rai 3, nel 1991, progetta e realizza “Un terno al lotto”, il primo programma televisivo dove domanda ed offerta di lavoro potevano incontrarsi: in due mesi oltre 2.600 persone hanno trovato occupazione grazie alla trasmissione.

Il successo di Radio Zorro[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile 1992 da vita a Radio Zorro, il programma di servizio di Radio Rai più premiato negli ultimi anni: dopo tre stagioni di programmazione breve – venti minuti tutte le mattine sulle frequenze di Radiouno – nell’ottobre 1995 la trasmissione si fonde con lo storico “3131″. Radio Zorro 3131 diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100 mila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta arrivano in media 300 telefonate.

Al successo radiofonico, che porta Oliviero Beha ad essere accreditato come uno dei giornalisti più noti ed autorevoli nel panorama italiano della comunicazione, si lega quello televisivo: dal novembre 1995 al giugno 1996 conduce anche una versione televisiva di successo del programma: Video Zorro, prodotto dalla struttura di Videosapere, in onda tutti i giorni, dalle 13,35 alle 13,55, su Rai 3. Entrambe le trasmissioni gli vengono chiuse dalla dirigenza Rai dell’epoca, di centrosinistra.

Dal giugno 1996 al luglio 1997 è “tollerato” a tardissima ora, andando in onda con Attenti a quei tre, trasmissione del Palinsesto Notturno della Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, su Rai 1 e Rai 3, con tre appuntamenti settimanali. Dal settembre 1998 di nuovo ai microfoni di Radio Rai con Radioacolori in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, su Radio Uno, e poi Beha a colori fino a quando – nel settembre 2004 – la trasmissione radiofonica viene improvvisamente soppressa. Ai vertici Rai c’è il centrodestra. Comincia la serie infinita di cause giudiziarie con l’Azienda.

Il mestiere dell’Autore[modifica | modifica wikitesto]

Autore di testi teatrali rappresentati, in stagione e festival, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno vinto diversi premi: con All’ultimo stadio il Selezione Bancarella, con Anni di cuoio il Chianciano, con Inverso il Selezione Viareggio e il Biella, con Ripercussioni il Capua-Mediterraneo, con Meteko nel 2011 il premio internazionale a l’Aquila “Laudomia Bonanni” etc. Nel novembre 2007 e successivamente vanno in scena VolevoesserePasolini.com e Italiopoli. Tuttora editorialista in riviste a diffusione internazionale nonché relatore in convegni prestigiosi sul linguaggio, la comunicazione, l’ambiente, le istituzioni, lo sport. Ha scritto per l'Unità tra il 2005 e il 2008 mentre nel 2009 ha avviato una collaborazione come editorialista del Fatto Quotidiano di cui è cofondatore.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 marzo 2015 gli è stato conferito il Premio delle Arti Fiorentini nel Mondo.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Va’ pensiero: Conduttore e autore con Andrea Barbato del contenitore culturale in onda su Rai 3 tutte le domeniche tra il settembre del 1987 e il maggio del 1989.

La Gazzetta dello spot: Ancora per Rai 3, nella stagione 1989/1990, conduce sempre con Andrea Barbato, all’interno di Fluff, la Gazzetta dello spot, un’analisi critica del mondo della pubblicità.

Attenti a quei tre: Dal giugno 1996 al luglio 1997 è in onda con Attenti a quei tre, trasmissione del Palinsesto Notturno della Rai dedicata ai problemi della giustizia, in onda, su Rai 1 e Rai 3, con tre appuntamenti settimanali.

Tg3: Dal 2008 al 2010 commenta sul Tg3 delle 19.00, ogni domenica, il campionato di calcio e ogni fatto di costume parasportivo, politico, sociale, economico.

Brontolo: Dal marzo 2010 conduce la trasmissione settimanale Brontolo, in onda su Rai 3 tutti i lunedì, dedicata all'approfondimento politico e sociale.

Telepatia: Nel novembre/dicembre 2012 conduce il ciclo di 6 puntate della trasmissione Telepatia, in onda su Rai 3, seconda/terza serata del sabato.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Radio Zorro: Dall'aprile 1992 al giugno 1996 da vita a Radio Zorro, il programma di servizio di RadioRai più premiato negli ultimi anni: dopo tre stagioni di programmazione breve – venti minuti tutte le mattine sulle frequenze di Radiouno – nell’ottobre 1995 la trasmissione si fonde con lo storico “3131″. “Radio Zorro 3131″ diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100 mila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta arrivano in media 300 telefonate. Le altre esperienze radiofoniche riguardano i programmi Radio a colori e Beha a colori.

Inchieste[modifica | modifica wikitesto]

Fece scalpore una sua inchiesta, condotta nel 1984 assieme a Roberto Chiodi, dove asseriva che la partita tra Italia e Camerun del Campionato mondiale di calcio 1982 fosse stata combinata tramite un accordo simultaneo di giocatori di entrambe le squadre. L'ipotesi accusatoria venne quasi subito smentita poiché entrambe le squadre avevano come unico risultato utile la vittoria: alla Nazionale italiana per affrontare nella seconda fase Belgio e URSS ed evitare Argentina e Brasile, al Camerun per passare il turno[1].

È anche vero che, in quell'edizione le gare dell'ultima giornata della fase a gruppi non si giocavano in contemporanea e, in quell'occasione, la Polonia era già qualificata avendo battuto il Perù per 5-1. L'ultimo posto disponibile era conteso tra Italia e Camerun[2] e l'Italia avrebbe dovuto vincere con almeno 4 gol di scarto per ambire al primo posto del girone.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Più volte premiato come giornalista, Oliviero Beha è anche autore di testi teatrali rappresentati, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno ottenuto diversi riconoscimenti, come All'ultimo stadio (Selezione Bancarella), Anni di cuoio (Premio Chianciano), Inverso (Selezione Viareggio, Premio Biella), Ripercussioni (Premio Capua-Mediterraneo), Meteko (Premio Laudomia Bonanni, Inverso (stampato in proprio), 1982.

  • All'ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio, con Franco Ferrarotti, Milano, Rusconi, 1983.
  • Mundialgate, con Roberto Chiodi, Napoli, Pironti, 1984.
  • Ripercussioni, Spinea, Edizioni del Leone, 1986.
  • Anni di cuoio. L'Italia di oggi allo specchio del calcio, il suo sport più amato, la sua malattia più contagiosa, in cui si riflettono vizi e virtù d'un popolo tifoso fino al midollo, Roma, Newton Compton, 1987.
  • Antenne rotte. Note TV di un anti-patico, Roma, Daga, 1990.
  • Anni di merda. Notizie dal fronte del disagio italiano. 1989-1992, Napoli, Pironti, 1993. ISBN 88-7937-054-5.
  • Lo Stige in piazza, Spinea, Edizioni del Leone, 1994.
  • L'Italia non canta più. Battisti, Sanremo, il '68 e i cantautori, Pippo Baudo, la cultura popolare..., Roma, Ediesse, 1997.
  • Sono stato io. Romanzo, Milano, M. Tropea, 2004. ISBN 88-438-0462-6.
  • Crescete & prostituitevi, Milano, BUR, 2005. ISBN 88-17-00755-2.
  • Trilogia della censura. Ieri come oggi, Roma, Avagliano, 2005. ISBN 88-8309-188-4. [Contiene: Mundialgate, Antenne rotte, L'Italia non canta più]
  • Diario di uno spaventapasseri. L'Italia ultima, 1996-2006. Tra Berlusconi e Prodi la recita statica di un paese irreale, Milano, M. Tropea, 2006. ISBN 88-438-0579-7.
  • Indagine sul calcio, con Andrea Di Caro, Milano, BUR, 2006. ISBN 88-17-01063-4.
  • Italiopoli, Milano, Chiarelettere, 2007. ISBN 978-88-6190-000-4.
  • Il paziente italiano. Da Berlusconi al berlusconismo passando per noi, Roma, Avagliano, 2008. ISBN 978-88-8309-259-6.
  • Eros terminal, Milano, Garzanti, 2009. ISBN 978-88-11-66601-1.
  • I nuovi mostri, Milano, Chiarelettere, 2009. ISBN 978-88-6190-081-3.
  • Dopo di Lui il diluvio, Milano, Chiarelettere, 2010. ISBN 978-88-6190-113-1.
  • Meteko, Torino, Aragno, 2010. ISBN 978-88-8419-489-3.
  • Il calcio alla sbarra, con Andrea Di Caro, Milano, BUR Rizzoli, 2011. ISBN 978-88-17-05324-2.
  • Il culo e lo stivale, Milano, Chiarelettere, 2012. ISBN 978-88-6190-212-1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gigi Garanzini, Il romanzo del vecio
  2. ^ 1982:storia di un mondiale e di un vero maestro

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