Obelisco (tipografia)

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Versione semplice ed elaborata dell'obelisco a due o tre bracci
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Ortografia · Segno diacritico · modifica

L'obelìsco[1] (o òbelo[2]) è un segno tipografico consistente in una croce a due o tre bracci <>[3]. (Quale nota aggiuntiva, si noti che il termine obelo[4] è usato più spesso per indicare il carattere <÷> che non il segno descritto.)

Di uso limitato (specialistico), si ricorre oggi alla sua forma semplificata: in genere preferita a quella "graziata" (cioè munita di grazie), un tempo più diffusa. Pur non essendo un segno di pausa, si ricordi che l'obelisco non viene mai pronunciato nella lettura: al pari di altri simboli d'uso analogo, come l'asterisco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Obelisco e doppio obelisco in diversi caratteri

L'obelisco nella sua forma attuale si diffuse con il Cristianesimo, essendo comunemente impiegato nei salterî ad indicare una pausa nel canto dei salmi, minore di quella segnalata dall'asterisco. Con la diffusione della stampa, tuttavia, cominciò ad essere utilizzato nella medesima funzione attualmente svolta soprattutto dall'asterisco, come forma di richiamo a note a piè di pagina.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

L'impiego dell'obelisco in tale funzione permane nei testi in cui v'è necessità di organizzare in modo particolarmente strutturato, oppure per designare la data di morte di un personaggio o, ancora, per designare l'estinzione di un fenomeno (ad esempio di una lingua o di una specie biologica), istituzione, uso, oggetto e simili.

In letteratura (e particolarmente in filologia) il testo racchiuso tra due obelischi (detti cruces desperationis) indica la possibilità che la sezione non faccia parte del testo originale; sempre in filologia può rappresentare una porzione di testo mancante a causa di una lacuna di testo, provocata da una mancanza nell'originale, oppure da un insufficiente numero di fonti che tramandano il testo che non permetterebbe una ricostruzione filologica del testo originale[5].

Nel libro dei salmi indica una frase che, essendo più lunga delle altre, deve essere cantata allungando una nota. In biologia, viene aggiunto ad un'unità tassonomica per indicare l'estinzione della categoria.

Negli scacchi indica lo scacco al re (obelisco) o lo scacco matto (doppio obelisco).

In meccanica quantistica, e più in generale in algebra, indica l'operatore aggiunto.

Nella Teoria dello stato di transizione indica tutti i parametri riferiti alla formazione dello Stato attivato.

Codifica informatica[modifica | modifica wikitesto]

nome glifo codice HTML Windows-1252 Mac OS Roman Unicode LaTeX
obelisco Oo  Oo &dagger; oppure &#x2020; 134 (0x86) 160 (0xa0) U+2020 $\dagger$
doppio obelisco Oo  Oo &Dagger; oppure &#x2021; 135 (0x87) 224 (0xe0) U+2021 $\ddagger$
N.B. : &#x****; indica un codice esadecimale; i codici Unicode vengono sempre indicati in esadecimale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal greco obelískos, diminutivo di obelós 'spiedo' (lo Zingarelli).
  2. ^ «Segno a forma di piccolo spiedo, usato dai grammatici greci nei manoscritti per annotazioni o richiami» (così nella IX edizione del Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, curata dal Prof. Giovanni Balducci). Tale definizione sarà poi ridotta (a «Segno usato ecc.») e spostata sotto la voce obelo (1970), alla quale – nel significato 2 di obelisco – rimandano sia lo Zingarelli (dalla Decima edizione appunto) che il Devoto-Oli (1971)
  3. ^ A denotare tale segno sono anche spada (con riferimento all'arma in uso nel Medioevo) e in modo simile l'inglese dagger (propriamente 'daga' e, per estensione, 'pugnale').
  4. ^ Nuovissima Enciclopedia Generale De Agostini. Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara, 1988.
  5. ^ L., su www.rossettiweb.it. URL consultato il 16 giugno 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]