Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi

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Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi
Michelangelo Merisi da Caravaggio - Nativity with St Francis and St Lawrence - WGA04193.jpg
AutoreMichelangelo Merisi da Caravaggio
Data1600
Tecnicaolio su tela
Dimensioni268×197 cm
Ubicazionerubato

Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi è un dipinto a olio su tela realizzato dal pittore italiano Caravaggio.

Fu trafugato la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo e non è stato ancora recuperato.

La “Natività”, il cui valore di mercato si aggirerebbe oggi intorno ai 30 milioni di euro, è inserita nella lista dei dieci capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

La tela, di cm 268 x 197, racconta la nascita di Cristo, traducendo un realismo autentico che rende l'episodio "vero". I santi, le madonne del Caravaggio hanno le fattezze degli emarginati, dei poveri che egli bene aveva conosciuto durante il suo peregrinare e fuggire in lungo e in largo per l'Italia.

Nella “Natività” palermitana ogni personaggio è colto in un atteggiamento spontaneo: san Giuseppe ci volge le spalle ed è avvolto in uno strano manto verde. Sicuramente molto giovane rispetto all'iconografia tradizionale, dialoga con un personaggio che si trova dietro la figura di san Francesco d'Assisi, che alcuni critici pensano possa essere fra' Leone. La presenza di san Francesco è sicuramente un tributo all'Oratorio, che all'epoca era passato alla Venerabile Compagnia a lui devota costituitasi già nel 1564. La figura a sinistra è san Lorenzo.

La Madonna, qui con le sembianze di una donna comune, ha un aspetto estremamente malinconico, e forse già presagisce il destino del figlio, posto sopra un piccolo giaciglio di paglia. La testa del bue è chiaramente visibile, mentre l'asino si intravede appena. Proprio sopra il Bambino vi è infine un angelo planante, simbolo della gloria divina. Ciò che conferisce particolare drammaticità all'evento è il gioco di colori e luci che caratterizzano questa fase creativa del pittore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

“Ne la natività ritrovato ho lo meo verde, lo meo bel rutilante verde”.

Questa frase, tratta dal libro di Camilleri, “Il colore del sole”, meglio di altre descrive la distensione del Caravaggio, la breve tranquillità ritrovata durante la professata sosta in Sicilia e si riferisce proprio al verde manto di Giuseppe di questa "natività".

Il biografo Giovan Pietro Bellori ne ricorda l'esecuzione per la compagnia dei Bardigli e dei Cordiglieri, dunque durante un presunto soggiorno palermitano del pittore nel 1609. Recentemente Maurizio Calvesi, Michele Cuppone, Giovanni Mendola e Francesca Curti hanno ripreso con nuove prove una suggestione formulata dal Moir, secondo cui il dipinto sarebbe stato realizzato precedentemente, e, nello specifico, sarebbe da ricondursi alla produzione romana e all'anno 1600, con ordinante il commerciante Fabio Nuti che aveva relazioni con l'oratorio. In quell'anno infatti il Nuti commissiona a Caravaggio un dipinto di palmi 12 per 7 o 8, misure sostanzialmente congruenti con quelle del quadro. L'ipotesi è confermata, al di là dello stile e delle caratteristiche tecniche della tela più vicini ai quadri dipinti a Roma che non a quelli siciliani di Siracusa e Messina, da nuovi e importanti ritrovamenti documentari[1]. La tesi è stata accolta da autorevoli studiosi quali Claudio Strinati, Alessandro Zuccari, Keith Christiansen, Vittorio Sgarbi. È possibile pure che Caravaggio non sia mai transitato da Palermo durante il suo soggiorno siciliano, tanto più se da Messina avrebbe raggiunto direttamente Napoli per riavvicinarsi a Roma.

La tela fu commissionata espressamente per celebrare di culto di san Lorenzo e di san Francesco, e collocata nell'oratorio di San Lorenzo a Palermo, posta sull'altare maggiore.[2]

Grazie a un restauro effettuato nel 1951, era in condizioni di conservazione pressoché perfette.

1969: il furto[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 la tela venne trafugata dall'oratorio, dov'erano assenti le misure di sicurezza. Il furto, commissionato dalla mafia siciliana, fu scoperto verso le tre del pomeriggio del 18 da una custode. La sparizione del capolavoro colpirà Leonardo Sciascia, fornendogli lo spunto per il suo ultimo racconto, Una storia semplice.

Da allora, fiorirà una congerie di teorie sul destino dell'opera: una dice che, dopo diversi tentativi di vendita andati a vuoto probabilmente per le precarie condizioni della tela, questa sarebbe stata seppellita nelle campagne di Palermo, insieme a cinque chili di cocaina e ad alcuni milioni di dollari, dal narcotrafficante Gerlando Alberti. Ma nel luogo indicato dal pentito Vincenzo La Piana, nipote di Alberti, la cassa di ferro con la tela non fu trovata.

Un'altra notizia arrivò nel 1980 dallo storico e giornalista britannico Peter Watson. Watson dichiarò che a Laviano, in provincia di Salerno, ebbe un contatto con un mercante d'arte che gli propose la Natività. L'incontro con i ricettatori, fissato per la sera il 23 novembre, coincise con il grande terremoto che devastò la regione e dunque non avvenne mai.

Poi, il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia dichiarò a Giovanni Falcone di essere uno degli autori materiali del furto e che, nello staccare la tela e nell'arrotolarla, questa si sarebbe danneggiata irrimediabilmente. A ciò sarebbe seguita quindi la distruzione dell'opera. Il Nucleo tutela del patrimonio artistico dei Carabinieri accertò però che il furto di cui parlava Mannoia riguardava un altro quadro, attribuito a Vincenzo da Pavia, collocato in una chiesa attigua.

Nel 1996 Giovanni Brusca riferì che il dipinto sarebbe invece stato riconsegnato in cambio di un alleggerimento dell'applicazione dell'articolo 41 bis. Lo Stato italiano rifiutò l'offerta. Un altro pentito, Salvatore Cancemi, dichiarò che la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni della "Cupola" quale simbolo di potere e prestigio.

Nuove informazioni sul destino del dipinto sono arrivate il 9 dicembre 2009, quando durante una deposizione in tribunale il pentito di mafia Gaspare Spatuzza riferisce che la Natività sarebbe stata affidata negli anni Ottanta alla famiglia Pullarà (capimafia del mandamento di Santa Maria del Gesù). I Pullarà avrebbero nascosto l'opera in una stalla fuori città, dove, senza protezione, fu rosicchiata da topi e maiali. I resti della tela sarebbero stati poi bruciati.[3]

Nel 2018, il mafioso Gaetano Grado asserisce che la tela sarebbe stata nascosta, ma all'estero: nel 1970 il boss Badalamenti l'avrebbe trasferita in Svizzera in cambio di una forte somma di franchi ad un antiquario svizzero, giunto a Palermo per definire l'affare. Grado riferisce anche che Badalamenti gli avrebbe detto che il quadro era stato scomposto per essere venduto sul mercato clandestino[4].

In ricordo dell'evento[modifica | modifica wikitesto]

Nello sceneggiato della RAI "Il segreto dell'acqua" (2011) si descrive il fortuito ritrovamento di questa celebre tela rubata.

Il 5 e 6 marzo 2016 al Teatro Massimo di Palermo si è tenuta una manifestazione in ricordo dell'evento con un concerto di Giovanni Sollima e le foto di Letizia Battaglia.[5]

Nel 2016 Sky ha commissionato al laboratorio di Madrid specializzato nella ricostruzione di opere d’arte attraverso analisi scientifiche e tecnologie avanzate Factum Arte, di rimaterializzare la Natività del Caravaggio. La replica è stata in seguito posizionata all’interno dell’Oratorio di San Lorenzo con una cerimonia ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.[6][7][8] Nello stesso anno, Sky ha prodotto il documentario internazionale “Operazione Caravaggio”, realizzato da Sky Arts Production Hub, che racconta la storia dell’opera e la vita dell’artista. Attraverso interviste e materiale d'archivio, il documentario narra le vicende del furto dell'opera nel 1969, il processo di riproduzione e le tecnologie impiegate per ricreare la Natività.[9][10] Il documentario ha debuttato il 27 Gennaio 2017 su Sky Arte.[11]

Il 2 aprile 2018 parte del documentario "Operazione Caravaggio" di Sky è stato mostrato durante la trasmissione Atlantide di LA7 con Andrea Purgatori: Caravaggio, la maledizione e la luce.[12]

La storia del furto è raccontata nel film del 2018 Una storia senza nome di Roberto Andò.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Cuppone, "La Natività di Palermo: un capolavoro del 1600 o del 1609?", 1 gennaio 2016 (dicembre 2015), su news-art.it.
  2. ^ http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Caravaggio%20opere/53%20la%20natività.htm
  3. ^ Clara Serretta, Forse non tutti sanno che in Sicilia... (2015) Newton Compton Editore]
  4. ^ Salvo Palazzolo, «Il giallo del Caravaggio che fu venduto a pezzi», 6 febbraio 2018, La Repubblica
  5. ^ "Il Caravaggio rubato", 30 anni di Palermo raccontata dalle cronache di Attilio Bolzoni e dalle foto di Letizia Battaglia, su Repubblica.it. URL consultato il 16 marzo 2016.
  6. ^ Operazione Caravaggio, Mattarella disvela la copia del capolavoro rubato, su Repubblica.it. URL consultato il 2 aprile 2018.
  7. ^ Operazione Caravaggio, Mattarella disvela la copia del capolavoro rubato, in Repubblica.it, 12 dicembre 2015. URL consultato il 7 agosto 2018.
  8. ^ (IT) Operazione Caravaggio, Mattarella allo Steri disvela la Natività «tecno», in Corriere della Sera. URL consultato il 7 agosto 2018.
  9. ^ Operazione Caravaggio, dal furto al ritorno del capolavoro a Palermo, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 12 dicembre 2015. URL consultato il 7 agosto 2018.
  10. ^ (IT) Palermo, «Operazione Caravaggio»: l’opera trafugata torna a splendere, in Corriere della Sera. URL consultato il 7 agosto 2018.
  11. ^ (IT) Operazione Caravaggio, su Sky Arte il documentario che racconta il prezioso recupero - Digital-News, in Digital News, 27 gennaio 2016. URL consultato il 7 agosto 2018.
  12. ^ Atlantide con Andrea Purgatori - Caravaggio la maledizione e la luce. URL consultato il 7 agosto 2018.

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