Crocifissione di sant'Andrea (Caravaggio)

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Crocifissione di Sant'Andrea
Crocifissione di Sant'Andrea
Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1607
Tecnica olio su tela
Dimensioni 202,5×152,7 cm
Ubicazione Cleveland Museum of Art, Cleveland

La Crocifissione di Sant’Andrea è un dipinto a olio su tela (202,5x152,7 cm) del 1607 del pittore Caravaggio. L'opera è conservata presso il Museo d'arte di Cleveland.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro fu realizzato da Caravaggio nel 1607, probabilmente commissionato da don Juan Pimentel y Herrera, conte di Benavente, quando il pittore si trovava ancora a Napoli; forse fu terminato durante il soggiorno maltese dell'artista e spedito nella città partenopea.

Pochi anni dopo il conte, tornato in Spagna, porterà con sé l'opera, esponendola nel proprio palazzo di Valladolid, dove la stessa rimarrà a lungo, come risulta da alcuni inventari. In epoca sconosciuta l’opera verrà trasferita in un convento di clausura di Castiglia, da qui, verosimilmente negli anni '70, nella raccolta Arnaiz a Madrid, dove è stata reperita da Xavier de Salas e quindi riconosciuta come originale (per motivi storici, tecnici ed esecutivi), prima di essere acquistata dal museo di Cleveland, dove si trova tuttora.

È l'unica opera di Caravaggio realizzata per un committente spagnolo.

Sono noti altri tre esemplari di quest'opera. Uno già nella collezione Back-Vega di Vienna, attualmente in collezione privata, dalle dimensioni 198x147.5, attribuito a Caravaggio nel periodo 1954 – 1973 da alcuni storici dell'arte fra i quali Giuseppe Fiocco, Hermann Voss ed Antonio Morassi, ma poi ritenuto copia soprattutto a partire dal 1974, in pratica da quando Xavier de Salas ha reso di pubblico dominio il ritrovamento della versione ora a Cleveland. Dal 2011 l’esemplare ex. Back-Vega viene nuovamente attribuito a Caravaggio, quale seconda versione[1][2]. Gli altri due esemplari sono indiscusse copie: l'uno conservato al Museo Provincial de Santa Cruz, Toledo (Spagna), delle dimensioni 232.5x160, scoperto da Roberto Longhi già nel 1920, è stato molto rovinato durante la Guerra Civile Spagnola ed il suo autore è incerto; l'altro conservato al Musée des Beaux-Arts di Digione (Francia), delle dimensioni 209x151.5, è stato a lungo attribuito ad Abraham Vinck e dal 2011 a Louis Finson[3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La scena, ricavata dalla Legenda Aurea, raffigura il Santo appena legato alla croce (4), mentre il Proconsole Egeas, ai suoi piedi, gli offre di scegliere se abiurare la fede cristiana, o subire il martirio.

Il Santo sceglie ovviamente la morte ed è raffigurato dimagrito come un cero, provato dagli stenti, nell'attimo della morte mentre sbarra gli occhi, spalanca la bocca e le mani gli si contraggono.

La croce a cui è legato l'apostolo non ha la forma decussata (a X), comunemente conosciuta con il nome di "Croce di Sant'Andrea", ma la consueta forma latina, a causa del fatto che quest'iconografia della crocifissione di sant'Andrea divenne comune solamente nel corso del XVII secolo[4].

Numerose le reminiscenze pittorico-scultoree presenti nell'opera, a cominciare dal carnefice di michelangiolesca fattura, oppure la vecchia rugosa in basso a sinistra, molto simile alla scultura del I secolo della "Vecchia ubriaca". La figura del Proconsole Egeas sulla destra rimanda invece alla Incoronazione di spine di Vienna di Caravaggio stesso, eseguita poco tempo prima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una vita per la storia dell'arte: scritti in memoria di Maurizio Marini, a cura di Pietro Loreto; Edizioni etgraphiae 2015: contributo di Pieluigi Carofano alle pag. 104-109 (con citazioni e riferimenti: in particolare ai recenti pareri favorevoli di Mina Gregori, Didier Bodart, Gianni Papi e Bruno Arciprete), pag. 116 e 464. Favorevole inoltre anche il conte Daniele Radini Tedeschi (Caravaggio o della Vulgata, De Luca Editori d’Arte 2011, pag. 211-212, pag. 245).
  2. ^ http://www.pierluigicarofano.it/da-finson-a-caravaggio/ (con fotografia successiva al restauro effettuato nel 2013).
  3. ^ Répertoire des tableaux italiens dans les collections publiques françaises (XIIIe-XIX siècle), RETIF – INHA. http://www.purl.org/inha/agorha/003/131107 (con fotografia).
  4. ^ Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andrea citati da Gregorio di Tours nel Monumenta Germaniae Historica, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso).
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