Oratorio di San Lorenzo (Palermo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oratorio di San Lorenzo
Oratorio di San Lorenzo.JPG
Interno dell'oratorio
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàPalermo-Stemma.png Palermo
Religionecattolica
TitolareSan Lorenzo
DiocesiPalermo
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1570c.

Coordinate: 38°07′00.07″N 13°21′59.15″E / 38.116687°N 13.36643°E38.116687; 13.36643

L'oratorio di San Lorenzo è un luogo di culto cattolico situato nel centro storico di Palermo ove si trovano molti oratori sorti tra la fine del Cinquecento e il secolo successivo. È ubicato nel mandamento Kalsa o Tribunali nei pressi di Corso Vittorio Emanuele adiacente alla basilica di San Francesco d'Assisi.[1]

La denominazione di oratorio, nei documenti d'epoca, fa riferimento alla sede architettonica ed istituzionale di compagnie, confraternite e congregazioni, le quali erano associazioni di laici attendenti ad esercizi spirituali ed obbedienti ad un regolamento che disciplinava i rapporti con la Chiesa in materia di culto.[2]

« Corsi a quell’oratorio in via Immacolatella, proprio dietro la chiesa del convento mio. Entrai: mi parve d’entrare in paradiso. Torno torno alle pareti, in cielo, sull’altare, eran stucchi finemente modellati, fasce, riquadri, statue, cornici, d’un color bianchissimo di latte, e qua e là incastri d’oro zecchino stralucente, festoni, cartigli, fiori e fogliame, cornucopie, fiamme, conchiglie, croci, raggiere, pennacchi, nappe, cordoncini... Eran nicchie con scene della vita dei santi Lorenzo e Francesco, e angeli gioiosi, infanti ignudi e tondi, che caracollavan su per nuvole, cortine e cascate, a volute, a torciglioni. Ma più grandi e più evidenti eran statue di donne che venivano innanti sopra mensolette, dame vaghissime, nobili signore, in positure di grazia o imperiose. Ero abbagliato, anche per un raggio di sole che, da una finestra, colpendo la gran ninfa di cristallo, venia ad investirmi sulla faccia. »

(Vincenzo Consolo[3])

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Statua in stucco di Giacomo Serpotta.

L'oratorio di San Lorenzo fu costruito nella seconda metà del Cinquecento su una preesistente cappella dedicata a san Lorenzo, successivamente data in concessione ai frati del vicino convento di san Francesco. Nel 1569 la chiesa fu affidata alla Compagnia di san Francesco.

Per l'oratorio, Michelangelo Merisi da Caravaggio dipinse la pala d'altare raffigurante la Natività con i santi Francesco e Lorenzo, che fu trafugata nella notte fra il 17 e il 18 ottobre del 1969.

Del 1699 è la splendida decorazione a stucchi di Giacomo Serpotta, con le statue raffiguranti le Virtù, e gli otto teatrini sulle pareti che raccontano le storie dei due santi. Gli stucchi si mostrano in tutta la straripante ricchezza inventiva del Serpotta che, forse, ha raggiunto in queste realizzazioni il punto più alto della sua arte.[4][1]

Per celebrare san Lorenzo e san Francesco d'Assisi sono realizzati i seguenti «Teatrini»:

  • San Lorenzo dona i beni della Chiesa ai poveri, San Lorenzo e Papa Sisto II, Spoliazione di San Lorenzo prima del martirio, Ultima preghiera.
  • La tentazione di Francesco, San Francesco veste un povero, La preghiera del Santo al Sultano o L'incontro a Damietta, San Francesco riceve le stimmate.

Un grande altorilievo ricopre la parete di fondo dell'aula con San Lorenzo subisce il martirio sulla graticola. Sull'arco del presbiterio è presente San Francesco regge il cordiglio dell'Ordine.

I riquadri sono delimitati dalle statue allegoriche dell'Umiltà, Gloria, Accoglienza, Penitenza, Costanza, Misericordia, Carità, Elemosina, Verità, Fede.

Sono documentati gli arredi d'ebano intarsiati d'avorio e madreperla, e l'ambiente affrescato da Guglielmo Borremans con la scena raffigurante Giacobbe impartisce la benedizione ai figli.[5]

La Natività del Caravaggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi.
La Natività del Caravaggio

Vi era esposta la pala Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi del Caravaggio (cm 298 x 197) del 1609.[1]

La scena della nascita del Bambin Gesù è presentata nella semplice forma del presepe, mentre l'ambientazione è nella stalla indicata in alto dalle travi e dalla dimessa sistemazione della Madonna e del Bambino. L'angelo dall'alto taglia la spazialità fisica e mentale della composizione scenografica recando il cartiglio della messa natalizia.

Il riferimento al presepe di Greccio (quello legato alla figura di san Francesco), vivissimo nella tradizione dei conventuali, è espresso con forza in questo dipinto, dove la semplicità dell'impianto ed il rigore cromatico concentrano l'attenzione dell'osservatore sulla silenziosa contemplazione del mistero dell'incarnazione divina.

Il furto[modifica | modifica wikitesto]

La tela venne trafugata tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall'oratorio di San Lorenzo dov'era sempre stata. Date le buone condizioni di conservazione, il critico Roberto Longhi l'aveva definita "l'opera meglio conservata tra quelle che il Caravaggio aveva prodotto in Sicilia". Non è stata mai ritrovata.

Compagnia di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Il sodalizio aveva il compito di provvedere alla degna sepoltura dei poveri della Kalsa, impegno che poi si trasformò nel partecipare alla solenne processione di san Francesco e dell'Immacolata Concezione.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Vincenzo Mortillaro, pp. 23
  2. ^ Pagina 108, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1], Palermo, Reale Stamperia, 1800
  3. ^ Retablo, Sellerio editore Palermo, 2009.
  4. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 80
  5. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]