Muscolo sartorio

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Sartorio
Sartorius.png
Muscolo sartorio in relazione con gli altri muscoli dell'arto inferiore
Anatomia del Gray(EN) Pagina 470
SistemaSistema muscolare
OrigineSpina iliaca anterosuperiore
InserzioneCondilo mediale della tibia
Azioniflessione dell'anca, flessione del ginocchio e medial rotation of the tibia at the knee joint
ArticolazioniArticolazione coxo-femorale Ginocchio
Arteriaarteria femorale
VenaVena femorale superficiale
NervoNervo femorale
Identificatori
TAA04.7.02.016
FMA22353

Il muscolo sartorio è un lungo muscolo nastriforme situato nella parte anteriore della coscia, ed è di fatto il muscolo più lungo del corpo umano [1]. Il nome del muscolo sartorio ("muscolo del sarto") deriva dalla posizione a gamba accavallata tipica dei sarti, infatti per raggiungere questa posizione si utilizza la contrazione proprio di questo muscolo.

Anatomia[modifica | modifica wikitesto]

Origina dalla spina iliaca anteriore superiore e si inserisce sulla superficie mediale dell'epifisi prossimale della tibia per mezzo di un tendine comune ai muscoli gracile e semitendinoso, il quale, per la sua forma, prende il nome di "zampa d'oca" (pes anserinus). Il muscolo sartorio decorre quindi dall'alto in basso e dall'esterno all'interno.

Innervazione[modifica | modifica wikitesto]

È innervato, come tutti i muscoli anteriori della coscia, dal nervo femorale[2].

Azione[modifica | modifica wikitesto]

Consente la rotazione interna della tibia e la flessione della gamba sulla coscia. Inoltre flette, ruota esternamente e abduce la coscia. È importante per la deambulazione.

Rapporti[modifica | modifica wikitesto]

Al di sotto del muscolo sartorio si incontra il canale degli adduttori anche detto di Hunter, che mette in relazione la faccia anteriore del muscolo sartorio con il cavo poplíteo. Il canale degli adduttori dà passaggio ai vasi femorali e al nervo safeno. Il muscolo sartorio è un muscolo biarticolare perché passa attraverso l'articolazione dell'anca e del ginocchio e quindi può agire su entrambe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anatomia del Gray, pagina 470
  2. ^ Anastasi, Capitani et all Trattato di Anatomia Umana, Edi-Ermes, 2012; pagina 260

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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