Mura di Pisa

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Mura di Pisa
Localizzazione
StatoRepubblica di Pisa
Repubblica di Firenze
Granducato di Toscana Granducato di Toscana
Stato attualeItalia Italia
RegioneToscana Toscana
CittàPisa
Informazioni generali
TipoMura cittadine
Altezza11 m
Costruzione1155-1161
CostruttoreCocco Griffi
Condizione attualeRestauro in corso
Proprietario attualeComune di Pisa
Visitabile
Informazioni militari
UtilizzatoreRepubblica di Pisa
Repubblica di Firenze
Granducato di Toscana Granducato di Toscana
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Mura di Pisa, vista da Largo Zeno lungo la SS12 del Brennero
Porta Santa Marta e Fontana Medicea, viste da piazza delle Gondole
Mura di Pisa presso piazza del Duomo verso l'esterno

Le mura di Pisa erano la cinta muraria medioevale della Repubblica di Pisa. In gran parte ancora presenti, circondano il centro storico della città e sono parzialmente visitabili in quota[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziate nel 1155 sotto il consolato di Cocco Griffi, sono il più antico esempio in Italia di mura cittadine quasi completamente conservate. Precedentemente la città aveva avuto una cinta tardo-romana, tutta sulla riva destra, e una più ristretta nel periodo alto-medievale, che tagliò fuori numerosi edifici pubblici quali le terme, l'anfiteatro e il porto, che caddero in rovina e vennero usati come cave di materiale da costruzione.

Gradualmente con la rinata importanza di Pisa e dei suoi commerci marittimi, si svilupparono nuovi quartieri con case, chiese e monasteri, specialmente a est e a nord-est, ma anche a ovest nella zona paludosa del fiume Ozzeri [2]; inoltre sulla sponda sinistra esisteva una città satellite, dove si stabilirono liberamente genti di ogni provenienza e religione, lavorando nelle rimesse per carovane, nelle aree di stoccaggio merci e in altre attività commerciali e manifatturiere.

La delibera della costruzione delle nuove mura avvenne in un periodo di grande prosperità economica e si procedette senza particolare urgenza essendo previsto fin dall'inizio un tempo di realizzazione attorno ai quindici-vent'anni. Furono impiegati diversi tipi di pietra, che creano tuttora vivaci effetti cromatici, dal bianco in basso al rosato nelle merlature, con bozze regolari e ben squadrate (una prerogativa che ha rarissimi esempi analoghi a quell'epoca), e si creò un recinto su entrambe le sponde dell'Arno che includeva 185 ettari di terreno, per un perimetro di circa sei chilometri, uno spessore medio di due metri e venti e un'altezza media di undici metri. Le mura definirono inoltre una nuova impostazione urbanistica pianificata, con l'asse Borgo-Via di Ponte Vecchio e l'Arno a dividerla in quattro settori quadrangolari.

Nelle mura si innalzano ancora alcune torri difensive (la torre di Santa Maria, la torre di Sant'Agnese e la torre del Leone) e vi si aprono le antiche porte.

Le mura vennero restaurate dai Medici dopo l'occupazione della città nel XVI secolo, con la costruzione di una cittadella che fosse adeguata alle nuove tecniche militari delle armi da fuoco. Nel XX secolo alcuni tratti delle mura a sud vennero abbattuti per ragioni urbanistiche e di viabilità[3], ad esempio vicino alla stazione o nell'area di San Paolo a Ripa d'Arno, inoltre alcune parti subirono danni durante la seconda guerra mondiale.

Nell'ultimo scorcio del Novecento le mura pisane sono state danneggiate dallo smog che ne ha causato l'imbrunimento e dal diffondersi di numerosi rampicanti, quali l'edera, che ne hanno compromesso la stabilità con rischio di crollo di alcune parti[4]. Inoltre, molti proprietari di lotti di terreno confinanti con le mura hanno costruito, nel corso degli anni, una lunga serie di superfetazioni, quali garage, magazzini e baracche, in adiacenza ai paramenti murari duecenteschi.

Restauro e camminamento in quota[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte del camminamento in quota in un tratto interrotto presso via San Francesco

A partire da gennaio 2012 è iniziato il restauro dei tratti a nord e nord est, la riqualificazione dei terreni adiacenti, il cosiddetto pomerio e il ripristino dei camminamenti in quota realizzato grazie ai fondi del PIUSS e che è terminato alla fine del 2016. Alcune critiche al restauro sono state mosse dall'architetto Massimo Carmassi, direttore dell'Ufficio Progetti di Pisa dal 1974 al 1990, che denuncia la troppa invasività dell'intervento; in particolare, vengono citati gli stucchi in malta bianca, materiale inadatto per tali restauri, il tamponamento parziale dei merli con inserti in laterizio e l'impatto visivo delle ringhiere a protezione del camminamento.[5]

Dal 2013[6], in giorni specifici a discrezione dell'amministrazione comunale, è stato possibile accedere ai camminamenti sulle mura nei tratti via via ultimati, mentre a partire dal 18 maggio 2018 le mura sono regolarmente aperte alle visite.[1]

Il camminamento aperto è lungo 3,1 km e va dalla torre di Santa Maria a Piazza del Rosso, lungo tale tratto i punti di accesso sono presso la torre piezometrica del complesso Marzotto (vicino alla porta Pacis) e presso Piazza delle Gondole.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le mura avevano una lunghezza complessiva di poco meno di 7 km, sono alte in media 11 m con 2 m sotto terra.[7] La composizione delle mura è, nella parte più antica, di grossi blocchi di panchina di provenienza livornese mentre nel resto è un misto di diversi materiali di cui nella parte grigia inferiore sono presenti calcari di San Giuliano Terme e nella parte rosata superiore conci squadrati di breccia di Asciano.[8]

Il tracciato[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Catallo
Porta Calcesana (prima del restauro), dove adesso passa Via Giuseppe Garibaldi

Dall'angolo sudorientale in senso antiorario:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Mura di Pisa sempre aperte, su www.pisainformaflash.it, 21 maggio 2018. URL consultato il 24 maggio 2018.
  2. ^ Antico nome del fiume Serchio che all'epoca aveva un tracciato diverso dall'attuale [1]
  3. ^ Mura di Pisa - Gennaio 1929: la Soprintendenza ne permette la demolizione. Gennaio 2015: il Comune le riqualifica, su Pisa Informa Flash, Comune di Pisa, 10 gennaio 2015. URL consultato il 12 gennaio 2015.
  4. ^ Antonia Casini, Erba, bivacchi e siringhe - L'agonia dei gioielli pisani, in La Nazione, 15 luglio 2010. URL consultato il 2 agosto 2010.
  5. ^ Sul restauro delle mura di Pisa, su Patrimonio sos, 5 gennaio 2013. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  6. ^ Passeggiata sulle mura, su www.pisainformaflash.it, 1º aprile 2013. URL consultato il 24 maggio 2018.
  7. ^ Antiche mura della città di Pisa, su Associazione Stilepisano. URL consultato l'8 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2013).
  8. ^ Piazza Duomo - Mura medievali e porte, su Comune di Pisa - Turismo. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  9. ^ I resti sono tuttora presenti nel parcheggio sotterraneo sotto piazza Vittorio Emanuele II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A.V.V., Pisa: modernità di una città antica, in “Parametro”, n. 96, maggio 1981 (numero monografico dedicato all'Ufficio Progetti del Comune di Pisa)
  • Massimo Carmassi, Il recupero delle preesistenze storiche: le mura di Pisa, in L. Gelsomino (a cura di), Il recupero dell'ambiente urbano, (Recupero edilizio, vol. IV), Oikos-Ente Fiere Saie, Bologna, 1985, pp. 19–63
  • Massimo Carmassi, Pisa: il recupero delle mura urbane. Ridefinizione dell'immagine urbana attraverso il recupero della cinta medievale, in AU. Rivista dell'Arredo Urbano, V, n. 13, gennaio-marzo 1985, pp. 38–57
  • Massimo Carmassi, Pisa, il rilievo della città, a cura di F. Sainati, Alinea Editrice, Firenze, 1991
  • Emilio Tolaini Le mura del XII secolo e altre fortificazioni nella storia urbana di Pisa, Pisa, 2005, Bandecchi & Vivaldi

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]