Massimo Carmassi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Massimo Carmassi (San Giuliano Terme, 5 giugno 1943) è un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Massimo Carmassi si è laureato presso la Facoltà di Architettura di Firenze nel 1970. Ha fondato l'Ufficio Progetti della città di Pisa nel 1974, che ha poi diretto sino al 1990. È stato dal 1981 al 1985 presidente dell'Ordine degli Architetti di Pisa e Provincia. Tra i vari riconoscimenti ha ricevuto, nel 1993, la Medaglia Heinrich Tessenow dalla Heinrich-Tessenow-Gesellschaft e.V. (Alfred Toepfer Stiftung F.V.S.) e nel 2015, la Medaglia d'oro all'architettura italiana[1]. È stato inoltre nominato Accademico ordinario nella classe di Architettura dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e Accademico di San Luca[2]. È membro dell'Internationale Bauakademie Berlin[3] e Honorary Fellow dell'American Institute of Architects. Il suo lavoro si svolge sia nel settore del restauro che in quello della nuova architettura e della progettazione urbana. È stato per molti anni Professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e ha precedentemente insegnato “Progettazione Architettonica” presso le Facoltà di Architettura di Ferrara, Genova, Torino, Reggio Calabria, all'Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana), presso la Hochschule der Kunst di Berlino e la Syracuse University di New York.

Filosofia progettuale[modifica | modifica wikitesto]

“Di fatto le architetture antiche si presentano ai nostri occhi come la somma degli infiniti interventi di generazioni di committenti, abitanti, architetti; si tratta di architetture figlie di molti autori, spesso sconosciuti. Tutto ciò ha generato in questi edifici un grande valore, una rara bellezza difficilmente catalogabile e dettata spesso dal caso o dalla contingenza: il nostro fine ultimo è quello di conservare e restituire tale ricchezza, non solo in termini di patrimonio documentario ma anche in termini di combinazione estetica.”[4] Per contro le nuove architetture aspirano ad una certa continuità con la storia, non tanto in termini stilistici, quanto per la filosofia costruttiva e la sintassi compositiva, dominate da una aspirazione alla lunga durata e dalla disponibilità a consentire la trasformazione dell'uso delle opere nel tempo, senza che queste perdano la loro identità.

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

Architettura e progettazione urbana
Restauri
  • Pisa 1979/98: Recupero della cerchia delle mura medioevali degli edifici e delle aree circostanti
  • Pisa 1989: Restauro del Teatro Comunale Giuseppe Verdi
  • Siena 1992: l'Ospedale di Santa Maria della Scala. Restauro per complesso multifunzionale destinato a Museo. Concorso, 2º classificato
  • Lipsia, Germania 1995: Ricostruzione della Markt Galerie nel centro storico per residenza ed uffici – concorso, 1º premio
  • Senigallia 1998: Restauro del Foro Annonario come Biblioteca Comunale e Archivio Storico
  • Gavorrano 2001: Restauro dell'insediamento minerario di Ravi-Marchi
  • Guastalla (RE) 2001: Restauro del Palazzo Ducale dei Gonzaga come Museo e Biblioteca Comunale
  • Ferrara 2002: Polo museale d'arte moderna e contemporanea di Ferrara, progetto
  • Lucca 2002: Restauro del Real Collegio nel Convento di S. Frediano come museo di arte sacra
  • Verona 2009: Restauro del Silos di ponente e del panificio della Caserma di S. Marta per la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi
  • Roma 2009: Restauro della “Pelanda” dell'ex mattatoio (Roma) al Testaccio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Finalisti vincitori Edizione 2015.[collegamento interrotto]
  2. ^ Pagina ufficiale sul sito della storica accademia romana, su accademiasanluca.it (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2011).
  3. ^ Organizzazione presieduta dall'architetto tedesco Hans Kollhoff, finalizzata alla ricostruzione dell'Accademia di Architettura di Berlino, progettata da Karl Friedrich Schinkel e distrutta durante il secondo conflitto mondiale.
  4. ^ cit. Davide Turrini, Il restauro secondo Massimo Carmassi, intervista in “Costruire in laterizio”, n°127 gennaio/febbraio, pp. 40-43

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Progetti per una città. Pisa 1975-85, Electa, Milano 1986;
  • G. Ciucci, Francesco Dal Co, Atlante dell'Architettura Italiana del Novecento, Electa, Milano, 1991, p. 71;
  • S. Polano con M. Mulazzani, Guida all'architettura italiana del '900, Electa, Milano, 1991, pp. 370–371
  • Massimo Carmassi, Pisa, il rilievo della città, a cura di F. Sainati, Alinea Editrice, Firenze, 1991
  • Architettura della semplicità, Electa, Milano 1992;
  • Presidenza del Consiglio dei ministri (a cura di), Immagini dell'architettura italiana 1970-1990, Poligrafico, Roma, 1993 p. 84;
  • Il Restauro del Teatro Verdi di Pisa, Pacini, Pisa 1994;
  • Red., Massimo Carmassi, voce in Enciclopedia Treccani. Volume di aggiornamento, Enciclopedia, Roma 1995
  • G. Lelli (a cura di), Massimo Carmassi. Progetto urbano e architettura, Alinea, Firenze, 1996
  • Del Restauro: quattordici case, Electa, Milano 1998;
  • V. Fontana, Gli ultimi vent'anni, in Profilo di architettura italiana del Novecento, Marsilio, Venezia, 1999, pp. 283;
  • Massimo Carmassi, in V. Magnago Lampugnani (a cura di), Dizionario dell'architettura del Novecento, Skira, Ginevra-Milano, 2000 p. 78
  • M. Carmassi, Approcci Metodologici, Progetto di restauro, Metodologie di progettazione del Restauro, in Il Manuale del Restauro Architettonico, (direttore scientifico L. Zevi), Mancosu Editore, Roma, 2001, PP. 151–211
  • E. Godoli (cura di), Architetture del Novecento. La Toscana, Regione Toscana-Fondazione Michelucci-Edizioni Polistampa, Firenze, 2001 pp. 156-159, 304-311, 324-325;
  • R. Ingersoll, Massimo Carmassi, in “c3korea”, n. 214, 2002 pp. 68–145 (monografico);
  • Massimo & Gabriella Carmassi, Senigallia Pubblic Library, Verba Volant, Londra 2002;
  • The Phaidon Atlas of contemporary world architecture, Phaidon Press, London, 2004 p. 569:
  • M. Mulazzani, Opere e progetti, Massimo e Gabriella Carmassi, Electa, collana Documenti di architettura, introduzione di F. Dal Co, Electa, Milano 2004
  • AA. VV., Identità dell'architettura italiana 3, introduzione di Paolo Zermani, Edizioni Diabasis, pp. 34–35;
  • Massimo Carmassi, Pisa, la ricostruzione di San Michele in Borgo, Il Poligrafo, Padova 2005;
  • Massimo Carmassi, Conservazione e architettura, Progetto per il campus universitario di Verona, Marsilio, Venezia 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN96413774 · ISNI (EN0000 0001 2213 7006 · SBN IT\ICCU\CFIV\073307 · LCCN (ENnr93024746 · GND (DE121206130 · ULAN (EN500099112