Monster (manga)

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Monster
モンスター
(Monsutā)
Monter Manga.png
Copertina del primo volume del manga
Generethriller, poliziesco
Manga
AutoreNaoki Urasawa
EditoreShōgakukan
RivistaBig Comic Original
Targetseinen
1ª edizione5 dicembre 1994 – 20 dicembre 2001
Tankōbon18 (completa)
Editore it.Panini Comics - Planet Manga
Collana 1ª ed. it.Manga Storie
1ª edizione it.2003 – 2005
Volumi it.18 (completa)
Serie TV anime
AutoreNaoki Urasawa
RegiaMasayuki Kojima
Char. designShigeru Fujita
Dir. artisticaYuji Ikeda
MusicheIkuo Hoshina, Kazunari Sengoku
StudioMadhouse
ReteNippon Television
1ª TV6 aprile 2004 – 27 settembre 2005
Episodi74 (completa)
Durata ep.24 min

Monster[1] (モンスター Monsutā?) è un manga scritto e disegnato da Naoki Urasawa. È stato pubblicato sulla rivista Big Comic Original di Shōgakukan tra il 1994 e il 2001 e in seguito raccolto in 18 volumi tankōbon. La storia, ambientata in Germania, segue il brillante neurochirurgo giapponese Kenzo Tenma e i suoi sforzi per fermare Johan Liebert, un suo ex paziente diventato un pericoloso serial killer. Al termine della pubblicazione dell'opera, nel 2002, Urasawa ha scritto e illustrato il romanzo Another Monster, che ripercorre gli eventi del manga dal punto di vista di un giornalista d'inchiesta. Un adattamento anime del manga è stato prodotto da Madhouse e trasmesso da aprile 2004 a settembre 2005 su Nippon Television.

Panini Comics ha curato un'edizione italiana del manga tra il 2003 e il 2005, e ha pubblicato anche Another Monster il 21 giugno 2012[2]. Monster si è rivelato un successo commerciale e di critica, è stato insignito di numerosi premi ed è considerato uno dei migliori manga di tutti i tempi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Capitoli di Monster.

Düsseldorf, 1986. Il giovane e brillante neurochirurgo giapponese Kenzo Tenma salva un bambino, Johan Liebert, da morte certa, dopo che era stato trovato ferito con una pallottola alla testa; anche sua sorella gemella Anna viene ricoverata all'ospedale in stato di shock. Il fatto di aver scelto di operare il bambino invece del sindaco viene però criticato dal direttore, e Tenma perde il suo status sociale. In seguito i due gemelli spariscono improvvisamente, mentre nel presidio ospedaliero si verificano alcuni delitti che vedono coinvolti i principali oppositori di Tenma.

Nove anni dopo Tenzo è stato promosso a direttore di dipartimento, quando Johan commette una nuova serie di efferati omicidi di cui Tenma viene ritenuto il principale indiziato da parte dell'ispettore di polizia Lunge del Bundeskriminalamt. Venuto a sapere che l'assassino è proprio Johan, Tenma decide di lasciarsi alle spalle il lavoro e gli amici per catturarlo e ucciderlo, in modo da rimediare all'errore fatto nove anni prima e scagionarsi. Il tutto mentre la polizia continua a braccarlo.

Tenma scopre ben presto che Anna si è ripresa e conduce una vita normale con dei genitori adottivi, facendosi chiamare Nina, anche se non ricorda nulla del proprio passato. Dopo averla protetta da Johann, che intendeva rapirla, Tenma trova in lei e in altri personaggi dei preziosi alleati, e grazie alla memoria della ragazza che inzia a riaffiorare e alle sue indagini comincia a dissipare le nubi addensate sul misterioso passato dei due gemelli. La sua ricerca attraverso l'Europa centrale lo porta a dissotterrare una serie di atrocità connesse all'origine di questo "mostro": dai tentativi della Repubblica Democratica Tedesca di usare un orfanotrofio segreto, noto come 511 Kinderheim, per creare dei soldati potenziati attraverso crudeli condizionamenti psicologici, agli esperimenti eugenetici condotti da Franz Bonaparta e dagli altri leader di un'organizzazione neofascista nell'ex Cecoslovacchia.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Kenzo Tenma (天馬 賢三 Tenma Kenzō?)
Doppiato da: Hidenobu Kiuchi, Miki Ono (bambino)
Neurochirurgo giapponese che lavora presso l'Eisler Memorial Hospital di Düsseldorf. È nato il 2 gennaio 1958 a Yokohama[3], figlio del proprietario di una piccola clinica privata[4]; crescendo sviluppa una grande passione per la medicina e decide di trasferirsi in Germania per conseguire il dottorato e lavorare nell'ospedale del suo protettore Udo Heinemann[4][3]. È un tipo generoso e altruista, che dà la massima priorità ai suoi pazienti e al loro benessere, e ha un elevato spirito umanitario. Risulta però anche piuttosto mite e ingenuo, motivo per cui inizialmente viene sfruttato dai suoi superiori e colleghi e manipolato dallo stesso Heinemann. Viene incolpato dei vari delitti commessi da Johan, e, per riabilitare il suo nome e rimediare al senso di colpa per aver ridato la vita al "mostro", si mette sulle sue tracce dando il via alla narrazione.
Johan Liebert (ヨハン・リーベルト Yohan Rīberuto?)
Doppiato da: Nozomu Sasaki, Yūto Uemura (bambino)
Efferato serial killer noto come il "mostro". È il fratello gemello di Anna, anche se entrambi non conoscono il loro vero nome in quanto sono passati di adozione in adozione fin da piccoli. Originario della Cecoslovacchia, ha subito gli esperimenti eugenetici di Franz Bonaparta e le atrocità dell'orfanotrofio Kinderheim 511. Il suo disegno sembra essere quello di uccidere chiunque conosca la sua identità, come fa con tutti i genitori adottivi e con i personaggi che fanno parte del suo passato. È scaltro, manipolatore e crudele, commettendo i suoi crimini senza la minima empatia; inoltre sfrutta il suo carisma e intelligenza per manipolare e corrompere chi gli sta intorno, spesso al solo fine di provocare dolore e distruzione. È chiamato "Johan Ribert" nella prima edizione italiana.
Nina Fortner (ニナ・フォルトナー Nina Forutonā?) / Anna Liebert (アンナ・リーベルト Anna Rīberuto?)
Doppiata da: Mamiko Noto, May Tsukada (bambina)
Sorella gemella di Johan. È nata in Cecoslovacchia, dove ha subito i condizionamenti di Franz Bonaparta e ha assistito all'orrore dell'uccisione di massa alla Villa delle Rose. In seguito è fuggita in Germania ed è cresciuta insieme a Johan presso genitori adottivi. Dopo l'uccisione dei Liebert, Anna viene adottata da una nuova famiglia a Heidelberg, dove viene ribattezzata Nina Fortner e cresce serena dimenticando ogni cosa del suo passato. È una ragazza gentile, intelligente e determinata. Dopo che Johan cerca di rapirla e viene salvata da Kenzo, i ricordi del suo passato iniziano a riaffiorare e Nina si mette a indagare prima con Tenma e poi in solitaria per cercare di fermare il fratello. È chiamata "Nina Folltoner" e "Anna Ribert" nella prima edizione italiana.
Heinrich Lunge (ハインリッヒ・ルンゲ Hainrihhi Runge?)
Doppiato da: Tsutomu Isobe
Ispettore del Bundeskriminalamt. Viene posto a capo delle indagini sulle morti all'Eisler Memorial Hospital e fin da subito i suoi sospetti ricadono su Kenzo; sviluppa poi la teoria che Johan sia in realtà una seconda personalità di Tenma. È dotato di un'eccellente memoria e ha l'abitudine di immagazzinare le informazioni digitando i dati come su una tastiera invisibile. Durante la sua carriera è sempre riuscito a risolvere ogni caso, ed è talmente ossessionato dal suo lavoro da trascurare completamente la sua famiglia. In seguito per dei suoi atteggiamenti gli vengono tolti tutti gli incarichi e la famiglia lo abbandona, così la sua caccia a Kenzo diventa la sua ragione di vita.
Eva Heinemann (エヴァ・ハイネマン Evua Haineman?)
Doppiata da: Mami Koyama
Figlia del direttore dell'Eisler Memorial Hospital e fidanzata di Tenma. È una donna sofisticata e viziata, che è legata a Kenzo soprattutto per il suo rango sociale ed economico. Dopo la rottura del fidanzamento e la morte del padre, tenta di riconciliarsi con Tenma ma questi la rifiuta. Cade quindi nella depressione e nell'alcolismo, e, pur di vendicarsi di Kenzo, decide di tacere prove che lo scagionerebbero e di collaborare con Lunge e Roberto alla sua cattura.
Wolfgang Grimmer (ヴォルフガング・グリマー Vuorufugangu Gurimā?)
Doppiato da: Hideyuki Tanaka, Shiho Kawaragi (bambino)
Ex-spia divenuto giornalista freelance. Svolge ricerche sui maltrattamenti subiti dai bambini negli orfanotrofi della Germania Est, in particolare sul 511 Kinderheim, nel quale è lui stesso cresciuto. Si presenta come una persona sempre cordiale e sorridente, in quanto a causa delle violenze subite non è in grado di esprimere le proprie emozioni. Inoltre ha sviluppato una doppia personalità: quella di un feroce combattente che prende il sopravvento in momenti di pericolo o quando è sotto stress e che ha chiamato "Il magnifico Steiner", dal nome di un personaggio della tv che guardava da bambino. Dopo aver incontrato casualmente Kenzo decide di aiutarlo nelle sue indagini.
Roberto (ロベルト Roberuto?)
Doppiato da: Nobuyuki Katsube
L'esecutore più fidato di Johan. Uomo forte e corpulento, è cresciuto anch'egli all'orfanotrofio 511 Kinderheim, dove ha sviluppato una forte ammirazione per Johan. Contrasta in più occasioni Tenma, Nina e i loro compagni. Nell'opera viene fatto intuire che Roberto sia Adolf Reinhart (アドルフ・ラインハルト Adorufu Rainharuto?), il nipote del colonnello Ranke e il miglior amico d'infanzia di Wolfgang Grimmer; tuttavia nel romanzo Another Monster l'avvocato Fritz Wardemann afferma che la descrizione fornita da Grimmer potrebbe riferirsi a un altro orfano del 511 Kinderheim.
Helmut Wolf (ヘルムート・ヴォルフ Herumūto Vuorufu?)
Doppiato da: Kōichi Kitamura
Generale della Germania Est, fu colui che trovò i gemelli quando questi lasciarono la Cecoslovacchia. Dopo aver dato a Johan il suo nome, lo portò all'orfanotrofio speciale 511 Kinderheim per farlo diventare un leader del comunismo.
Rudy Gillen (ルーディ・ギーレン Rūdi Gīren?)
Doppiato da: Takayuki Sugō
Vecchio compagno d'università di Tenma e ora luminare nel campo della psicologia criminale, inizialmente non crede alla versione di Tenma ma è poi costretto a ricredersi, fornendogli molti aiuti.
Julius Reichwein (ユーリウス・ライヒワイン Yūriusu Raihiwain?)
Doppiato da: Ichirō Nagai
Vecchio professore di Gillen e ora psicoterapeuta. In seguito alla morte del suo amico Richard, viene coinvolto nel caso Johan e aiuta Tenma e Nina.
Fritz Wardemann (フリッツ・ヴァーデマン Furittsu Vuādeman?)
Doppiato da: Ryūsuke Ōbayashi
Avvocato che difende gli innocenti. Suo padre fu condannato per spionaggio e morì in carcere, per poi venir giudicato innocente.
Franz Bonaparta (フランツ・ボナパルタ Furantsu Bonaparuta?)
Doppiato da: Nachi Nozawa
Pseudonimo dell'autore di libri illustrati Klaus Poppe (クラウス・ポッペ Kurausu Poppe?); alto ufficiale della polizia segreta e ideatore di esperimenti per l'alterazione della psiche umana.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto si presenta come un giallo dai toni fortemente drammatici. Si tratta di un thriller più che un poliziesco. Nell'opera sono presenti tutte le caratteristiche tipiche della narrazione urasawaiana: trama complessa, sottotrame che coinvolgono tutti i personaggi (primari e non), sequenze frenetiche che si alternano a momenti di maggior sospensione ed un attento approfondimento della psicologia dei personaggi. Nello specifico, si può notare che l'autore, con grande perizia, utilizza colpi di scena sapientemente dosati per introdurre il lettore in una narrazione dal respiro sempre più ampio, che parte dal confronto tra Tenma e Johan per arrivare alla terribile rivelazione finale che riguarda più personaggi. Quanto alle sottotrame, esse sono state accuratamente pianificate. Queste si articolano perfettamente con la trama principale creando un ordito intricatissimo. Entrambi i nuclei narrativi (dello schema dominante e delle sottotrame) contribuiscono ad una costruzione coinvolgente e ricca di suspense. E riguardo all'approfondimento psicologico dei personaggi bisogna dire che questo non interessa solo quelli principali, ma anche quelli secondari che risultano ben caratterizzati e perfettamente credibili e verosimili, esattamente come i protagonisti. Queste analisi tendono soprattutto ad evidenziare il lato più debole e oscuro dei personaggi e, per esteso, dell'uomo. Si possono dunque osservare i conflitti di Kenzo Tenma, la lucida follia di Johan e molto altro dal vasto repertorio delle bassezze umane. Dal punto di vista della realizzazione tecnica si può dire che nulla sia stato lasciato al caso: il disegno è realistico e preciso, con una grande attenzione alla espressioni facciali dei personaggi, le inquadrature di effetto e dal taglio cinematografico.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Capitoli di Monster.

Monster è stato scritto e disegnato da Naoki Urasawa e pubblicato in Giappone a cadenza periodica sulla rivista Big Comic Original da dicembre 1994 a dicembre 2001. I 162 capitoli sono stati in seguito raccolti in 18 volumi tankōbon, editi da Shōgakukan e pubblicati dal 30 giugno 1995 al 28 febbraio 2002. Durante la scrittura di Monster, nel 1999, Urasawa iniziò a lavorare al manga 20th Century Boys, che è poi proseguito dopo la conclusione di Monster. Tra il 30 gennaio e il 29 agosto 2008, Monster è stato ripubblicato in una nuova edizione kanzenban in nove volumi[5][6].

L'opera è stata esportata in tutto il mondo e pubblicata in Nord America da Viz Media[7], in Germania da Egmont Manga & Anime, in Francia e Paesi Bassi da Kana, in Spagna da Planeta DeAgostini, in Brasile da Conrad Editora, in Argentina da Larp Editores, a Taiwan da Tong Li Publishing e in Messico da Grupo Editorial Vid[8]. Un adattamento in italiano è stato edito dalla Panini Comics in 18 volumi corrispondenti agli originali giapponesi e pubblicati a cadenza mensile da ottobre 2003 a marzo 2005. L'edizione Monster Deluxe, in nove albi, adatta invece la kanzenban giapponese e comprende alcune pagine a colori e una traduzione rivista e corretta; essa è stata pubblicata bimestralmente dal 31 ottobre 2010 al 18 febbraio 2012.

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Titoli di testa dell'anime

Il manga è stato adattato da Madhouse in una serie televisiva anime di 74 episodi, scritta da Tatsuhiko Urahata e diretta da Masayuki Kojima, con character design originale dell'animatore dello Studio Ghibli Kitarō Kōsaka. Essa è stata trasmessa settimanalmente dal 7 aprile 2004 al 28 settembre 2005 su Nippon Television e in seguito raccolta in cinque cofanetti DVD da tre dischi ciascuno, distribuiti da VAP tra il 22 dicembre 2004 e il 21 dicembre 2005[9][10].

La colonna sonora dell'anime è stata composta da Kuniaki Haishima. Oltre alle musiche originali, essa fa uso del brano strumentale Transiente del gruppo cileno Quilapayún. Il compositore britannico David Sylvian venne incaricato di scrivere la canzone di chiusura For the Love of Life in collaborazione con Haishima[11].

GiapponeseKanji」 - RōmajiIn onda
Giapponese[12]
1「ヘルDr.テンマ」 - Heru Dr. Tenma7 aprile 2004
2「転落」 - Tenraku14 aprile 2004
3「殺人事件」 - Satsujin jiken21 aprile 2004
4「処刑の夜」 - Shokei no yoru28 aprile 2004
5「ハイデルベルクの少女」 - Heidelberg no shōjo5 maggio 2004
6「失踪記事」 - Shissō kiji12 maggio 2004
7「惨劇の館」 - Sangeki no kan19 maggio 2004
8「追われる身」 - Owarerumi26 maggio 2004
9「老兵と少女」 - Rōhei to shōjo2 giugno 2004
10「消された過去」 - Kesareta kako9 giugno 2004
11「511キンダーハイム」 - 511 Kinderheim16 giugno 2004
12「ささやかな実験」 - Sasayaka na jikken23 giugno 2004
13「ペトラとシューマン」 - Petra to Schumann30 giugno 2004
14「残された男・残された女」 - Nokosareta otoko ・ Nokosoreta onna7 luglio 2004
15「ビー・マイ・ベイビー」 - Be My Baby14 luglio 2004
16「ヴォルフの告白」 - Wolf no kokuhaku21 luglio 2004
17「再会」 - Saikai28 luglio 2004
18「五杯目の砂糖」 - Gohaime no satō4 agosto 2004
19「怪物の深淵」 - Kaibutsu no shinen11 agosto 2004
20「フライハムへの旅」 - Freiham e no tabi18 agosto 2004
21「幸せな休日」 - Shiawase na kyūjitsu25 agosto 2004
22「ルンゲの罠」 - Lunge no wana1º settembre 2004
23「エヴァの告白」 - Eva no kokuhaku8 settembre 2004
24「男達の食卓」 - Otokotachi no shokutaku15 settembre 2004
Extra「発端」 - Hottan22 settembre 2004
25「木曜日の青年」 - Mokuyōbi no seinen29 settembre 2004
26「秘密の森」 - Himitsu no mori6 ottobre 2004
27「証拠の品」 - Shōko no shina13 ottobre 2004
28「ただ一つの事件」 - Tada hitotsu no jiken20 ottobre 2004
29「処刑」 - Shokei27 ottobre 2004
30「ある決意」 - Aru ketsui3 novembre 2004
31「白日の下へ」 - Hakujitsu no moto e10 novembre 2004
32「聖域」 - Seiiki17 novembre 2004
33「子どもの情景」 - Kodomo no jyōkei24 novembre 2004
34「闇の果て」 - Yami no hate1º dicembre 2004
35「名なしのヒーロー」 - Nanashi no hero8 dicembre 2004
36「混沌の怪物」 - Konton no kaibutsu15 dicembre 2004
37「なまえのないかいぶつ」 - Namae no nai kaibutsu12 gennaio 2005
38「我が目の悪魔」 - Waga me no akuma19 gennaio 2005
39「目の中の地獄」 - Me no naka no jigoku26 gennaio 2005
40「グリマー」 - Grimmer2 febbraio 2005
41「511の亡霊」 - 511 no bōrei9 febbraio 2005
42「超人シュタイナーの冒険」 - Chōjin Shutainā no bōken16 febbraio 2005
43「スーク刑事」 - Sūku keiji23 febbraio 2005
44「二つの闇」 - Futatsu no yami2 marzo 2005
45「怪物の残像」 - Kaibutsu no zanzō9 marzo 2005
46「接点」 - Setten16 marzo 2005
47「悪魔の扉」 - Akuma no tobira23 marzo 2005
48「一番怖いもの」 - Ichiban kowaimono30 marzo 2005
49「一番残酷なこと」 - Ichiban zankokuna koto6 aprile 2005
50「バラの屋敷」 - Bara no yashiki13 aprile 2005
51「怪物のラブレター」 - Kaibutsu no love letter20 aprile 2005
52「脱獄囚・弁護士」 - Bengoshi27 aprile 2005
53「決意」 - Ketsui4 maggio 2005
54「脱走」 - Dassō11 maggio 2005
55「402号室」 - 402 gō shitsu18 maggio 2005
56「終わらない旅」 - Owaranai tabi25 maggio 2005
57「あの日の夜」 - Ano hi no yoru1º giugno 2005
58「いやな仕事」 - Iyana shigoto8 giugno 2005
59「悪魔を見た男」 - Akuma wo mita otoko15 giugno 2005
60「知りすぎた男」 - Shirisugita otoko22 giugno 2005
61「記憶の扉」 - Kioku no tobira29 giugno 2005
62「楽しい食卓」 - Tanoshī shokutaku6 luglio 2005
63「無関係な殺人」 - Mukankei na satsujin13 luglio 2005
64「赤ん坊の憂鬱」 - Akanbō no yūutsu20 luglio 2005
65「ヨハンの足跡」 - Yohan no ashiato27 luglio 2005
66「おかえり」 - Okaeri3 agosto 2005
67「ただいま」 - Tadaima10 agosto 2005
68「ルーエンハイム」 - Ruhenheim17 agosto 2005
69「安らぎの家」 - Yasuragi no ie24 agosto 2005
70「殺戮の町」 - Satsuriku no machi31 agosto 2005
71「超人シュタイナーの怒り」 - Chōjin Shutainā no ikari7 settembre 2005
72「名前のない男」 - Namae no nai otoko14 settembre 2005
73「終わりの風景」 - Owari no fūkei21 settembre 2005
74「本当の怪物」 - Hontō no kaibutsu28 settembre 2005

Romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della pubblicazione del manga, Urasawa ha scritto e illustrato il romanzo Another Monster (もうひとつのMONSTER Mō hitotsu no monsutā?), che ripercorre gli eventi del manga dal punto di vista di un giornalista d'inchiesta Werner Weber. Il volume è stato pubblicato da Shogakukan a partire dal 21 giugno 2002[13].

Film e serie live action[modifica | modifica wikitesto]

La casa di produzione statunitense New Line Cinema si interessò a un adattamento della serie in un lungometraggio live action, e ne acquisì i diritti per una possibile uscita nel 2009. Per scrivere la sceneggiatura fu ingaggiato Josh Olson, tuttavia al progetto non venne poi dato seguito[14]

Nel 2013 fu annunciato che Guillermo del Toro e il network statunitense HBO erano in trattativa per una serie televisiva live action basata su Monster[15]. Nel 2015 del Toro dichiarò che la HBO aveva abbandonato il progetto, ma che il regista era interessato a proporre la serie ad altre emittenti[16].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Monster è ritenuto uno dei migliori lavori di Naoki Urasawa. Sulla piattaforma di Animeclick, Monster è ritenuto il miglior manga di sempre, con un punteggio medio di 9,256 (con 134 valutazioni, di cui 58 con recensione)[17].

Nel 2014 Ramsey Isler di IGN ha posizionato Johan Liebert al primo posto nella lista dei dieci migliori cattivi degli anime[18].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Monster ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Ha vinto il premio all'eccellenza al primo Japan Media Arts Festival nel 1997[19], il gran premio al terzo premio culturale Osamu Tezuka nel 1999[20] e il 46º premio Shogakukan per i manga nella categoria generale nel 2000[21]. L'edizione italiana è stata insignita del premio Attilio Micheluzzi come miglior serie estera nel 2005[22], mentre quella statunitense è stata inclusa nella lista YALSA del 2007 dei migliori romanzi a fumetti per ragazzi[23], ed è stata candidata agli Eisner Award nel 2007 e 2009 nella categoria per la migliore edizione statunitense di serie giapponese, e nel 2007, 2008 e 2009 come miglior serie in corso[24][25][26]. Nel 2009 Monster ha riportato il premio al miglior manga drammatico all'Anime Expo[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Limitatamente ai numeri 3 e 4 l'edizione italiana ha presentato il sottotitolo L'orrore dentro di noi.
  2. ^ Another Monster, su comics.panini.it, Panini Comics. URL consultato l'11 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2018).
  3. ^ a b Another Monster.
  4. ^ a b Monster, volume 1, capitolo 2.
  5. ^ (JA) MONSTER 完全版 1, su comics.shogakukan.co.jp, Shōgakukan. URL consultato il 10 marzo 2018.
  6. ^ (JA) MONSTER 完全版 9, su comics.shogakukan.co.jp, Shōgakukan. URL consultato il 10 marzo 2018.
  7. ^ (EN) Viz Media to Release Ranma 1/2 Anime on BD/DVD, su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 10 agosto 2013. URL consultato l'11 marzo 2018.
  8. ^ (EN) Scheda sul manga Monster, Anime News Network.
  9. ^ (JA) MONSTER DVD-BOX Chapter 1, su store.vap.co.jp. URL consultato il 22 novembre 2021.
  10. ^ (JA) MONSTER DVD-BOX Chapter 5, su store.vap.co.jp. URL consultato il 22 novembre 2021.
  11. ^ (EN) For the Love of Life, su davidsylvian.net. URL consultato l'11 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2018).
  12. ^ (JA) Monster, su mediaarts-db.bunka.go.jp. URL consultato il 21 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2017).
  13. ^ (JA) もうひとつのMONSTER, su shogakukan.co.jp, Shōgakukan. URL consultato il 13 marzo 2018.
  14. ^ (EN) Josh Olson to Adapt Manga Comic Book Monster, su movieweb.com, 7 agosto 2005. URL consultato il 12 marzo 2018.
  15. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Guillermo Del Toro Is Hatching A 'Monster' Of A Series at HBO, su deadline.com, 24 aprile 2013. URL consultato il 12 marzo 2018.
  16. ^ (EN) Scott Green, Naoki Urasawa's "Monster" Anime Described as 'Stuck In Licensing Quagmire', su crunchyroll.com, Crunchyroll, 3 settembre 2017. URL consultato il 12 marzo 2018.
  17. ^ https://www.animeclick.it/manga/9605/monster
  18. ^ (EN) Top 10 Anime Villains, su IGN, 30 luglio 2014. URL consultato il 22 novembre 2021.
  19. ^ (EN) Manga Division 1997 (1st) Japan Media Arts Festival Archive, su archive.j-mediaarts.jp. URL consultato il 15 marzo 2018.
  20. ^ (JA) 第3回手塚治虫文化賞, su asahi.com, Asahi Shinbun. URL consultato il 15 marzo 2018.
  21. ^ (JA) 小学館漫画賞:歴代受賞者, su shogakukan.co.jp, Shōgakukan. URL consultato il 15 marzo 2018.
  22. ^ Premio Attilio Micheluzzi – COMICON 2005, su comicon.it. URL consultato il 15 marzo 2018.
  23. ^ (EN) 2007 Great Graphic Novels for Teens, su ala.org, American Library Association. URL consultato il 15 marzo 2018.
  24. ^ (EN) Japanese, World Manga Nominated for 2007 Eisner Awards, su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 19 aprile 2007. URL consultato il 15 marzo 2018.
  25. ^ (EN) Manga Listed Among Eisner Award Nominees for 2008, su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 14 aprile 2008. URL consultato il 15 marzo 2018.
  26. ^ (EN) Manga Nominated for 2009 Eisner Awards, su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 7 aprile 2009. URL consultato il 15 marzo 2018.
  27. ^ (EN) SPJA Industry Award Winners Announced at Anime Expo, su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 3 luglio 2009. URL consultato il 15 marzo 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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