Monetazione di Locri Epizephyrii

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Locri Epizephirii (o anche Locri Epizefiri, dal greco: Λοκροὶ Επιζεφύριοι, Lokroi Epizephyrioi) fu una città della Magna Grecia, fondata verso il VII secolo a.C. sul mar Ionio da coloni ellenici provenienti dalla Locride greca [1].

Monete[modifica | modifica wikitesto]

Statere
Lokroi 640039.jpg
Testa laureata di Zeus; sotto ΖΕΥΣ Eirene con caduceo seduta su cippo decorato con bucranio; dietro ΛΟΚΡΩΝ, sotto ΕΙΡΗΝΗ
Locri: AR; 6,70 g; HN 2310 [1]
Terina: terzo di statere
SNGOx 1639-o.jpgSNGOx 1639-r.jpg
Testa della ninfa Terina; triscele dietro, TEPINA Nike alata seduta su cippo.
AR (2,36 g); HN 2641[1]
Statere
HN 2324.jpg
Testa di Zeus Aquila con ali aperte, che tiene una lepre morta tra gli artigli; in alto fulmine
AR (20mm, 7,22 g) ; HN 2324[1]
Statere
Lokroi 600108.jpg
Aquila con ali aperte, che stringe una lepre tra gli artigli Fulmine. sotto caduceo; sopra, non leggibile, ΛΟΚΡΩΝ
AR (20mm, 7,54 g; HN 2313[1])
La moneta è stata battuta su un "pegaso": sulla destra si vedono solo la Ω dell'etnico e i capelli di Atena

Nonostante la città già al tempo di Dionisio I fosse, assieme a Croton e Rhegion, tra le più influenti del Brutium, la monetazione inizia relativamente tardi rispetto ad altri centri, solo verso la seconda metà del IV secolo a.C.[2][3][4], quando nel Bruttium erano già attive le zecche di Rhegion, Sybaris, Laus, Kaulonia Croton, Terina. Una delle ipotesi avanzate è che la legislazione di Zaleuco vietasse, come quella di Licurgo, la coniazione di monete.[3]

Nel 388 a.C. Kaulonia fu distrutta da Dionisio e il suo territorio ceduto a Locri. Verso la metà del IV secolo a.C., con l'appoggio di Siracusa che mette temporaneamente sotto scacco Reggio, Locri Epizefiri e Crotone diventano le città più potenti, riuscendo a soddisfare, sino alla liberazione di Reggio dal dominio siracusano, le esigenze monetarie di tutto il Bruttium.[1]

Locri coniò anche molti pegasi, ossia monete simili a quelle emessa da Corinto, con Pegaso in volo al dritto e Atena in elmo corinzio al rovescio.

Primi stateri[modifica | modifica wikitesto]

Zeus - Eirene

Una prima, piccola, emissione di stateri con la testa di Zeus al dritto e al rovescio la figura di Eirene (la pace).[5] Il rovescio di questa moneta è stato messo in relazione con la Nike rappresentata nel rovescio delle ultime monete di Terina da Kraay[6].

Zeus - Aquila

Queste monete sono state seguite da diverse emissioni con lo stesso tipo al dritto e un'aquila al rovescio.[7].

Aquila - fulmine

Oltre a questi due tipi esistono anche stateri con l'aquila al dritto e il fulmine al rovescio.[7]

Piede monetario

Queste tre monete e le frazioni loro associate (trioboli, dioboli ed oboli) vengono coniate secondo il piede attico[7], cioè con didracma da 8,6 grammi.

Pegasi[modifica | modifica wikitesto]

Statere
Sg0483.jpg
Pegaso in volo; sotto fulmine Atena in elmo corinzio, sopra ΛΟΚΡΩΝ
AR (20mm, 8,59 g); HN 2342[1]

Contemporaneamente a Locri vengono coniati dei Pegasi[7].

I Pegasi erano monete coniate a Corinto ed imitate da moltissime polis greche. I pegasi e le "civette" di Atene erano le monete più diffuse nel mondo greco[8].

Sul dritto è rappresentato Pegaso, il cavallo alato della mitologia greca, in volo e sul rovescio la dea Atena, raffigurata con l'elmo corinzio.

Pirro[modifica | modifica wikitesto]

Tetradracma
SNGLloyd 656.jpg
Zeus Dione seduta
AR (16,38 g)

Nel 280 a.C. Locri si allea con Pirro; alla zecca di Locri viene attribuita la coniazione di alcune delle monete coniate nell'Italia da Pirro e che recano il suo nome[3][4][7].

Zeus - Dione

La prima moneta è un tetradracma, definito splendido da Rutter[7] che reca impresso il nome del re dell'Epiro.

La moneta presenta al dritto la testa dello Zeus di Dodona, con lunghi capelli, barba e coronato da una corona di foglie di quercia; sotto la testa la lettera 'A' (alfa).

Al rovescio è rappresentata Dione, che era considerata la moglie di Zeus al santuario di Dodona.

Dione è raffigurata seduta su un trono con un alto schenale. Nella mano destra tiene uno scettro mentre con la sinistra solleva un velo. Ai lati della dea la legenda: ΠΥΡΡΟΥ ΒΑΣΙΛΕΩΣ (pyrrou basileōs, del re Pirro).[7]

Achille - Tethi

Oltre al tetradracma Pirro coniò un didracma con i tipi di Achille e Theti.

Al dritto è raffigurata la testa elmata di Achille.

Al rovescio è raffigurata la madre dell'eroe, la ninfa marina Teti, reclinata su un ippocampo mentre ammira lo scudo che il dio Efesto ha costruito per Achille. Anche su questa moneta la legenda recita ΠΥΡΡΟΥ ΒΑΣΙΛΕΩΣ.

Il tipo fu scelto da Pirro perché amava essere associato ad Achille.

Pistis e Roma[modifica | modifica wikitesto]

Statere
Lokroi 600110.jpg
AR (7,24 g); HN 2347[1]

Verso il 275 a.C. Locri ruppe l'alleanza con Pirro e si alleò con Roma. In questa occasione viene coniata una moneta, uno statere, che celebra la conclusione di un trattato.[4][7]

Al diritto lo statere presenta la testa di Zeus, laureato. Sotto al collo a volte lettere (NE oppure A o altro).

Al rovescio Roma, seduta con uno scudo al suo fianco, è incoronata da Pistis, la dea della Fede o Fedeltà. Le due divinità sono indicate con i nomi ΠΙΣΤΙΣ e ΡΩΜΑ. In esergo l'etnico ΛΟΚΡΩΝ.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Le monete segnate "HN" sono catalogate secondo Rutter ed altri: Historia Nummorum Italy.
  2. ^ Rutter, Greek coinage...
  3. ^ a b c Head, HN
  4. ^ a b c Rutter et al., Historia Nummorum Italy
  5. ^ HN Italy 2310
  6. ^ Colin M. Kraay. Archaic and Classical Greek Coins, Londra 197, p. 197
  7. ^ a b c d e f g h Rutter, Greek ..., pp. 96-99
  8. ^ Head, H.N., "Corinthia"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Cataloghi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]