Herakleidas

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Tetradracma
Catana Tetradrachm 877953.jpg
Testa Apollo di prospetto, leggermente girato, con corona di alloro; a destra: HPAKΛEIΔAΣ Auriga su quadriga veloce; sopra una Nike in volo; in esergo, KATANAIΩ[N] e sotto un pesce
AR; 26mm, 16,99 g
Tetradramma di Kimon
Syracuse Dionysios Kimon 630117.jpg
Aretusa, di faccia, leggermente girata a sinistra, capelli sciolti, delfini che nuotano tra i capelli; AREΘOΣA in giro; [ΚΙΜΩΝ] sull'ampyx, piccolo ΣΩ nascosto tra i capelli sulla sinistra. Aretusa su quadriga veloce a sinistra, tiene le redini; sopra Nike che cammina e incorona Aretusa, la meta caduta sotto gli zoccoli dei cavalli, spiga di grano in esergo.
AR; 17,10 g

Herakleidas (in greco antico: ῾Ηρακλείδας) (fl. 413-403 - a.C.[1].; ...) è un medaglista e un incisore di conii greco antico, attivo nella monetazione di Catana; fa parte del ristretto numero di incisori di conii dell'antichità di cui si conosce il nome, tramandato dalla firma sulle monete.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Herakleidas è noto tramite le firme apposte nei conii delle monete di Catana.

A Catana, hanno inciso diversi artista: Prokles, Euainetos, Choirion ed Herakleidas.[2]

Lui e Choirion sono gli unici ad aver inciso conii solo per questa zecca[1]. Le sue monete sono databili tra la battaglia dell'Asinaro, del 413 a.C. e il 403 a.C. quando Dionisio I conquista Catana[1].

Gli sono attribuiti vari conii. Sicuramente suoi sono quelli che recano la sua firma, sul dritto di due tetradracmi. In entrambi questi conii è raffigurato Apollo, quasi di prospetto, con i capelli sciolti, circondati da una corona di alloro a tre foglie[1].

L'immagine ricorda quella dell'Aretusa incisa da Kimon, ma c'è incertezza su quale sia la moneta che precede l'altra[1].

È riportata anche una dracma con la firma HPAKΛEIΔA al dritto e con quella di Choirion (ΧΟΙΡΙΩΝ) al rovescio[3].

Esiste anche un tetradracma che reca come firma una semplice Η, ma l'attribuzione a Herakleidas non è sicura[2].

Le monete arcaiche di Catana firmate H o )( non sono da attribuire a questo artista[2][3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Stazio
  2. ^ a b c Weil, p. 16
  3. ^ a b Forrer, p. 479

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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