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Demareteion

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Demareteion
Demareteion con Aretusa dall'aspetto della regina Demarete.
AutoreMaestro del Demareteion
DataDopo il 480 a.C.
Materialeargento
Ubicazionesconosciuta

Demaréteion (in greco antico Δημαρέτειον?) è il nome di una moneta di Siracusa, così chiamata da Diodoro Siculo ed Esichio. Si tratta di una moneta rara, coniata già in origine in pochi esemplari, del valore di dieci dracme e una delle poche ad essere descritte nei classici greci.

La moneta, attribuita al periodo del tiranno Gelone, prende il nome dalla sua consorte Demarete. L'origine di tale dedica, secondo Diodoro, sarebbe da ricercare nell'intervento della donna a favore dei prigionieri cartaginesi, che sarebbero stati liberati grazie a lei e che per gratitudine avrebbero regalato alla città cento talenti d'oro[1]:

(greco antico)
«[...] οἱ δὲ Καρχηδόνιοι παραδόξως τῆς σωτηρίας τετευχότες ταῦτά τε δώσειν προσεδέξαντο καὶ στέφανον χρυσοῦν τῇ γυναικὶ τοῦ Γέλωνος Δαμαρέτῃ προσωμολόγησαν. αὕτη γὰρ ὑπ᾽ αὐτῶν ἀξιωθεῖσα συνήργησε πλεῖστον εἰς τὴν σύνθεσιν τῆς εἰρήνης, καὶ στεφανωθεῖσα ὑπ᾽ αὐτῶν ἑκατὸν ταλάντοις χρυσίου, νόμισμα ἐξέκοψε τὸ κληθὲν ἀπ᾽ ἐκείνης Δαμαρέτειον: τοῦτο δ᾽ εἶχε μὲν Ἀττικὰς δραχμὰς δέκα, ἐκλήθη δὲ παρὰ τοῖς Σικελιώταις ἀπὸ τοῦ σταθμοῦ πεντηκοντάλιτρον.»
(italiano)
«[...] I Cartaginesi, avendo ottenuto inaspettatamente la loro liberazione, non solo accettarono queste condizioni, ma promisero di dare anche una corona d’oro a Demarete, la moglie di Gelone. Poiché Demarete in base alla loro richiesta aveva dato il massimo aiuto per la conclusione della pace; e quando ebbe ricevuto da loro la corona d’oro da cento talenti, ella coniò una moneta che da lei fu chiamata Demareteion. Questa valeva dieci dracme ateniesi.»

Esichio di Alessandria, un grammatico greco, nel suo glossario, dà alla moneta questo nome con le stesse motivazioni di Diodoro:

(greco antico)
«Δημαρέτειον· νόμισμα ἐν Σικελίᾳ, ὑπὸ Γέλωνος κοπέν, ἐπιδούσης αὐτῷ Δημαρέτης τῆς γυναικὸς εἰς αὐτὸ τὸν κόσμον»
(italiano)
«Demareteion: moneta della Sicilia, battuta sotto Gelone, avendogli dato sua moglie Demarete i gioielli»

Secondo Erich Boehringer il più antico decadrammo di Siracusa risaliva al 480 a.C. ed era proprio il suddetto Demareteion[2]; l'ipotesi venne però confutata dal numismatico Colin M. Kraay, che invece datava la moneta al 461 a.C. sostenendo che il vero Demareteion fosse sconosciuto[3]. Ulteriori studi di Christof Boehringer sostennero che fosse stata battuta da Gerone I intorno al 470 a.C. per propagandare il suo governo[4]. Altri studi, come quelli dell'archeologo Denis Knoepfler, datano la moneta intorno al 472 a.C. (ovvero gli anni successivi alla battaglia di Imera) poiché si pensa che sia stata coniata in occasione della vittoria di Gerone I su Terillo[5]: ciò troverebbe conferma nella sostituzione del qoppa col kappa su alcuni esemplari della moneta, un processo avvenuto posteriormente al 478 a.C.[6] Di parere più estremo fu il numismatico Neville Keith Rutter, che in un articolo del 1993 sostenne che la moneta fosse un’invenzione creata dalle fonti letterarie antiche.[7] Oggi è considerata un’emissione successiva alla battaglia di Imera del 480 a.C.

Siracusa: decadracma
Quadriga lenta condotta da auriga, con Nike che vola e incorona i cavalli. Testa laureata di Aretusa con faccia di Damarete; quattro delfini intorno.
AR, 17,22 g; circa 470-466 a.C.

Al dritto è rappresentato un auriga con il kentron nella mano destra e le redini in entrambe le mani, mentre guida lentamente una quadriga verso destra. Sopra di lui, in alto, si trova la dea Nike in volo verso destra, mentre incorona i cavalli con una corona tenuta con entrambe le mani.

Al rovescio è raffigurata una testa femminile rivolta a destra, identificabile come Demarete nei panni di Aretusa. I capelli dietro sono raccolti, sul capo reca una corona di foglie d'alloro e indossa dei gioielli: degli orecchini a cerchio con un pendente e una collana di perle. Intorno ha quattro delfini che nuotano in senso orario.

L'etnico, cioè il nome degli abitanti al genitivo plurale, è scritto in senso antiorario ed intervallato ai delfini: ΣV-RAK-OΣI-ON (syrakosion): quest'ultimo è scritto utilizzando la rho arcaica (R) piuttosto che la classica (Ρ, ρ); inoltre non c'è alcuna differenziazione tra la omicron e la omega.

Conii e catalogazione

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Del Demareteion sono noti tre conii d'incudine (dritto) e cinque conii di martello (rovescio). Questi coni sono associati in sette diverse combinazioni[8]:

combinazione dritto rovescio esemplari noti collezioni
C1 O1 R1 3 Berlino, Londra, Parigi
C2 O1 R2 2 Londra, coll. privata
C3 O2 R1 2 Boston, New York
C4 O1 R2 3 Londra, Glasgow, San Pietroburgo
C5 O2 R2 2 Berlino, Lisbona
C6 O2 R4 1 Acireale
C7 O3 R5 4 Bruxelles, coll. privata, Vienna, coll. privata
Catalogazione
Sear920
Boehringer375
BMC63
Gulbenkian 254

Il maestro del demareteion

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Leontini: tetradracma
Quadriga lenta condotta da auriga incoronato dalla Nike che vola; leone corrente in esergo. L EO N TIN O Testa laureata di Apollo, tre foglie di alloro intorno, in basso leone.
AR, 16,10g; circa 470-465 a.C.

Il nome dell'incisore dei conii del Demareteion non è noto, tuttavia allo stesso artista, noto come "Maestro del Demareteion", sono attribuite altre monete, coniate nello stesso periodo e con alcune caratteristiche simili

  • tetradracma di Siracusa che ha la stessa descrizione del demareteion (Boehringer 380, B.M.C. 64)
  • tetradracma di Leontini: la quadriga è molto simile al demareteion, all'esergo presenta il leone. La testa è di Apollo ed è circondata da quattro chicchi di orzo (B.M.C. 9)
  • tetradracma di Leontini: la quadriga è molto simile al demareteion, all'esergo presenta il leone. La testa è femminile ed ai lati sono raffigurate tre foglie di alloro. Un leone è raffigurato anche sotto la testa femminile (B.M.C. 10)
  • tetradracma di Leontini: simile alla precedente. La testa al rovescio è di Apollo. (B.M.C. 10)
  1. Diodoro Siculo, 26, v.3, in Bibliotheca Historica, vol. 11.
  2. (DE) Erich Boehringer, Die Münzen von Syrakus, Berlino, 1929.
  3. (EN) Colin Mackennal Kraay, Archaic and Classical Greek Coins, Londra, 1976.
  4. (DE) Christof Boehringer, Hieron’s Aitna und das Hieroneion, in Jahrbuch für Numismatik und Geldgeschichte, XVIII, 1968.
  5. (FR) Denis Knoepfler, La chronologie du monnayage de Syracuse sous les Deinoménides: nouvelles données et critères méconnus, in Schweizerische Numismatische Rundschau, LXXI, Berna, 1992.
  6. (EN) Reginald Stuart Poole, Barclay Vincent Head e Percy Gardner, A Catalogue of Greek Coins in the British Museum, Sicily (PDF), Londra, 1876.
  7. (EN) Neville Keith Rutter, The Myth of the Demareteion, in Chiron, XXIII, 1993.
  8. Schwabacher: Das Demareteion

Voci correlate

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Altri progetti

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