Mendinho

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Mendinho, o anche le varianti Meendinho, Mendiño e Meendiño (... – ...), è stato un poeta iberico medievale.

Niente si conosce di Mendinho se non tramite inferenza. Gli studiosi di solito ipotizzano in base al riferimento al santuario di San Simión (nell'attuale isola di San Simón, Rías Baixas di Vigo, Spagna) che egli fosse galiziano. E si deduce il suo nome (senza nessuno ausilio di patronimici o toponimi), il suo stile e il luogo della sua canzone nei manoscritti (il Cancioneiro da Vaticana, Biblioteca Vaticana, e il Cancioneiro da Biblioteca Nacional, Lisbona, Portogallo) che egli fosse uno jogral - un menestrello non-nobile.

Mendinho potrebbe essere stato attivo all'inizio del XIII secolo, facendo di lui uno dei primi poeti di questo genere la cui opera si è conservata. Gli viene attribuita una sola cantiga de amigo[1] (canzone con voce narrante femminile rivolta al suo amante), Sedia-m' eu na ermida de San Simion, ma è tra le più famose del corpo dei quasi 1685 testi della lirica galiziano-portoghese. È stato ammirato per la sua immaginazione[2], il suo ritmo e il suo parallelismo semantico e formale (tra cui il sistema di strofe alternate con i suoni-rima -on(or)/-ar). Il testo nei manoscritti è problematico e molto discusso nella lettura, specialmente per quanto concerne il ritornello.

Nel 1998, il Día das Letras Galegas (Giorno delle Lettre Galiziane) venne dedicato a Mendinho, insieme a Martín Codax e a Xohán de Cangas. Il suo solo componimento noto è arrangiato con musica di Alain Oulman, il compositore francese e collaboratore musicale a lungo termine della grande cantante fado portoghese Amália Rodrigues.

Sediam'eu na ermida de San Simión[modifica | modifica wikitesto]

Testo di Cohen 2003, leggermente modificato.

Galiziano-portoghese: Italiano:

Sedia-m'eu na ermida de San Simion
e cercaron-mi as ondas, que grandes son,
eu atendend'o meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

Estando na ermida ant'o altar,
cercaron-mi as ondas grandes do mar,
eu atendend'o meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

E cercaron-mi as ondas, que grandes son:
non ei i barqueiro, nen remador,
eu atendend'o meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

E cercaron-mi as ondas do alto mar:
non ei i barqueiro, nen sei remar,
eu atendendo meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

Non ei i barqueiro, nen remador:
e morrerei fremosa no mar maior,
eu atendend'o meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

Non ei i barqueiro, nen sei remar:
e morrerei eu fremosa no alto mar,
eu atendend'o meu amigo,
eu atendend'o meu amigo.

Stavo nell'eremo di San Simeone
attorniato da onde di gran dimensione,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

Stando nell'eremo, davanti all'altare,
accerchiato dalle grandi onde del mare,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

E stretto da onde, di gran dimensione:
non avevo barcaiolo, né rematore,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

E circondato dalle alte onde del mare:
senza nocchier, senza saper remare,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

Non avea nocchiere e nessun rematore:
e morrò, povera me, nell'immenso mare,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

Non avea nocchier, né sapea remare,
e morrò, povera me, nell'immenso mare,
in attesa del mio amico,
in attesa del mio amico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rip Cohen. 500 Cantigas d’Amigo, edição crítica/critical edition. Porto: Campo das Letras, 2003
  2. ^ I critici parlano della ragazza come di un essere timoroso delle onde della propria passione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (PT) Cohen, Rip. 500 Cantigas d’ Amigo: Edição Crítica (Porto: Campo das Letras, 2003).
  • (PT) Ferreira, M. do Rosário. Águas Doces, Águas Salgadas: da funcionalidade dos motivos aquáticos nas cantigas de amigo (Oporto: Granito, 1999), pp. 41–53.
  • (PT) Montero, Xesús Alonso. “Fortuna literaria de Meendiño”, in Estudos Portugueses. Homenagem a Luciana Stegagno Picchio (Lisbona: Difel, 1991), pp. 86–109
  • (PT) Oliveira, António Resende de. Depois do Espectáculo Trovadoresco. a estrutura dos cancioneiros peninsulares e as recolhas dos séculos XIII e XIV (Lisbona: Edições Colibri, 1994), pp. 391–92.
  • (PT) Reckert, Stephen & Helder Macedo. Do cancioneiro de Amigo (Lisbona: Assírio e Alvim, 1996), pp. 145–51.
  • (PT) Tavani, Giuseppe. "Meendinho", in G. Lanciani & G. Tavani, edd., Dicionário da Literatura Medieval Galega e Portuguesa (Lisbona: Caminho, 1993), p. 456.
  • (PT) Tavani, Giuseppe. Trovadores e Jograis: Introdução à poesia medieval galego-portuguesa (Lisbona: Caminho, 2002), pp. 417–18.

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