Luigi Maglione

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Luigi Maglione
cardinale di Santa Romana Chiesa
Luigi Maglione 1927.jpg
L'allora mons. Maglione davanti al Palazzo dell'Eliseo, in una fotografia del 1º gennaio 1927
Coat of arms of Luigi Maglione.svg
Fides et labor
 
Incarichi ricoperti
 
Nato2 marzo 1877, Casoria
Ordinato presbitero25 luglio 1901 dall'arcivescovo Giuseppe Ceppetelli (poi patriarca)
Nominato arcivescovo1º settembre 1920 da papa Benedetto XV
Consacrato arcivescovo26 settembre 1920 dal cardinale Pietro Gasparri
Creato cardinale16 dicembre 1935 da papa Pio XI
Deceduto22 agosto 1944, Casoria
 

Luigi Maglione (Casoria, 2 marzo 1877Casoria, 22 agosto 1944) è stato un diplomatico della Santa Sede, poi cardinale di curia fino a diventare Cardinale Segretario di Stato.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Maglione nacque a Casoria (NA)[1] da famiglia di possidenti.

Studiò all'Almo collegio Capranica ed in diverse università romane; si laureò sia in filosofia sia in teologia. Fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1901 per l'Arcidiocesi di Napoli e, fino al 1908, lavorò come vicario nell'Arcidiocesi di Napoli.

Nel contempo proseguì gli studi ed entrò, nel 1908, nel servizio diplomatico vaticano, dove lavorò fino al 1918 presso la Segreteria di Stato.

Nel periodo 1915-1918 a tali impegni aggiunse pure l'insegnamento presso la Pontificia Accademia[2].

La carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1918 Papa Benedetto XV lo nominò rappresentante papale temporaneo presso la Società delle Nazioni e inviato in Svizzera[3]. In questo paese Maglione sarà inviato come nunzio nel 1920, anno in cui egli viene nominato vescovo con il titolo di Cesarea di Palestina. L'ordinazione episcopale gli sarà impartita dal Cardinal Segretario di Stato Pietro Gasparri.

Il Cardinal Maglione in occasione della visita del Ministro degli Esteri italiano e genero di Mussolini Conte Galeazzo Ciano

Dal 1926 al 1935 è sempre attivo come nunzio, ora però in Francia: gli accordi Briand-Maglione per la questione degli onori liturgici riservati alla Francia dalla Santa Sede producono, nel regime fascista, l'accusa di "francofilia"[4] che avrebbe animato la segreteria di Stato, nella quale egli esercitava un ruolo importante[5]. Secondo Luigi Federzoni addirittura "durante il Consiglio dei ministri del 3 gennaio 1927 Mussolini (...) ha manifestato la sua giusta indignazione per la condanna dell’Action française, unico movimento serio (egli ha aggiunto) contro la Massoneria e contro il Cartel, dopo il pietoso naufragio di Valois. La condanna è stata poi ribadita dall’incredibile discorso filobrandista e filosocietario pronunciato da monsignor Maglione il giorno di Capodanno, a nome del corpo diplomatico, a elogio e sostegno di un regime scristianizzatore, qual è quello della Repubblica di Doumergue e compagni"[6].

Pio XI lo crea cardinale con il titolo di Santa Pudenziana nel 1935 e lo nomina in seguito, nel 1938, Prefetto della Congregazione del Concilio. Partecipò al conclave del 1939 e fu anche inserito nella lista dei papabili, con i cardinali Elia Dalla Costa e Ildefonso Schuster[7].

Maglione Cardinale Segretario di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 Pio XII – appena salito al soglio di Pietro – lo nominò Cardinale Segretario di Stato; dallo stesso anno diresse pure il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.

Quale principale collaboratore di Pio XII durante la Seconda guerra mondiale, si occupò di lenire le ferite inferte al senso di umanità dalle conseguenze del conflitto bellico, sia di parte alleata[8] che di parte opposta[9].

Dopo il 25 luglio 1943, "il card. Maglione, Segretario di Stato, chiedeva ai rappresentati diplomatici di Spagna, Portogallo, Argentina e Ungheria di impegnarsi per ottenere dai tedeschi che, in caso di uscita dell’Italia dalla guerra, la Germania rispettasse Roma"[10]. Maglione fu coinvolto anche negli sforzi della Santa Sede per salvare il massimo numero possibile di ebrei dallo sterminio nazista. Dagli 11 volumi dei documenti di archivio vaticani relativi al periodo della guerra, gli Actes et documents du Saint Siege relatifs a la Seconde Guerre Mondiale, emerge che spesso Maglione diede espressamente ai rappresentanti diplomatici vaticani istruzione di intervenire a favore degli ebrei che erano perseguitati o che vivevano sotto la minaccia di essere deportati[11].

I rapporti con Pio XII

Secondo alcuni i rapporti fra Maglione e Pio XII sarebbero stati freddi, tanto che il Papa non avrebbe informato il proprio Segretario di Stato, quando accettò di prendere contatti con il governo del Regno Unito per conto di un gruppo di generali tedeschi, che stavano pianificando il rovesciamento del regime nazista. Un'indiretta comprova, secondo questa interpretazione dei fatti, potrebbe trarsi dalla circostanza che, dopo il decesso di Maglione, Pio XII lasciò vacante, fino alla propria morte, la carica di Cardinal Segretario di Stato. Dall'altro lato v'è un resoconto che afferma l'esatto contrario di questa interpretazione, ricordando innanzitutto che Maglione difese sempre strenuamente l'operato diplomatico di Pio XII durante la guerra con affermazioni come «se ti chiedi perché i documenti inviati dal Pontefice ai vescovi polacchi non sono stati resi pubblici, sappi che in Vaticano sembra cosa migliore seguire le stesse norme che seguono anche i vescovi polacchi..non è questo ciò che è stato fatto? Forse che il Padre della cristianità dovrebbe accrescere le difficoltà dei polacchi nel loro stesso paese?»[12]; la relazione fra Maglione e il Pontefice sarebbe stata così tanto amichevole e salda che gli italiani scherzavano sul fatto dicendo che dovunque andasse Pio senza il suo maglione prendeva freddo.[13] In ogni caso, quando Maglione era nunzio apostolico in Francia, scrivendo al segretario di Stato Pacelli gli si rivolgeva col "tu" e con toni cordiali.

Dopo il rastrellamento del Ghetto, nell'ottobre 1943 "il Segretario di Stato Maglione convocò l’ambasciatore tedesco von Weizsäcker per chiedergli «di salvare tanti innocenti». L’ambasciatore, dopo aver chiesto cosa avrebbe fatto il Vaticano «se le cose avessero [avuto] a continuare», si sentì rispondere: «La Santa Sede non vorrebbe essere messa nella necessità di dire la sua parola di disapprovazione». L’ambasciatore allora continuò: «Io penso alle conseguenze, che provocherebbe un passo della Santa Sede […] Le note direttive vengono da altissimo luogo […] Vostra eminenza mi lascia libero di non “faire état” di questa conversazione?». L’incontro finì con le parole di Maglione: «Intanto ripeto: V. E. mi ha detto che cercherà di fare qualche cosa per i poveri ebrei. La ringrazio. Mi rimetto, quanto al resto, al suo giudizio. Se crede più opportuno di non far menzione di questa nostra conversazione, così sia»"[14].

Morì a Casoria il 22 agosto 1944 all'età di 67 anni.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1939
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1939
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1939

Onorificenze straniera[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://familysearch.org/pal:/MM9.3.1/TH-1942-35761-368-9?cc=2046905&wc=M61Y-XM9:351033401 Atto di nascita del 1877
  2. ^ "Le passage de Maglione et de Pacelli à l’enseignement de la diplomatie ecclésiastique est court mais contribue à les installer dans une position centrale au coeur de la diplomatie romaine": Claude Prudhomme, L'Académie pontificale ecclésiastique et le service du Saint-Siège, MEFRIM: Mélanges de l'École française de Rome : Italie et mediterranée : 116, 1, 2004, p. 70.
  3. ^ María Eugenia Ossandón, I rapporti della Santa Sede con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (1863-1930), Pisa : Fabrizio Serra, Annales theologici : 29, 2, 2015.
  4. ^ Mario Casella, Per una storia dei rapporti tra il fascismo e i vescovi italiani (1929-1943) - Prima parte, Roma : Edizioni di storia e letteratura, Ricerche di storia sociale e religiosa. A. XXXVI, numero 71 - Nuova serie - Gennaio-Giugno, 2007.
  5. ^ Roberto Morozzo della Rocca, Benedetto XV e l'Oriente europeo, Roma : École française de Rome, 2004.
  6. ^ Matteo Baragli, Il Centro nazionale italiano e la Santa sede : profili e progetti del clericofascismo in Italia 1922-1929, Milano : Franco Angeli, Italia contemporanea : 263, 2, 2011, p. 250.
  7. ^ Storia del Cristianesimo 1878-2005, Vol 3 - La Chiesa e le dittature, Periodici San Paolo, Milano, 2005, pag 39
  8. ^ Flavio Giovanni Conti, La Chiesa cattolica e i prigionieri di guerra italiani negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, Milano : Franco Angeli, Mondo contemporaneo : rivista di storia : 3, 2011 , p. 64: "Cicognani il 24 novembre 1942 comunicò al segretario di Stato vaticano card. Luigi Maglione la positiva conclusione circa la creazione dell’Ufficio informazioni per prigionieri, internati e civili anche negli Stati Uniti e lo pregava di far pervenire il ringraziamento del papa al presidente americano e all’ambasciatore presso la Santa Sede Taylor che, nella questione, aveva mostrato «cortesia e benevolenza»."
  9. ^ "De Gaulle riferisce che il cardinal Maglione, benché molto malato, aveva tenuto a parlargli direttamente dicendosi sicuro della disfatta di Vichy, ma confidandogli i suoi timori per l’avvenire. Salutando in lui il nuovo capo del governo francese, auspicava che avrebbe tenuto conto delle sorti degli ecclesiastici in Francia. Con gentilezza, ma con l’abituale determinazione, il Generale, pur rassicurando il prelato sull’operato del suo governo, accennò che tuttavia le posizioni assunte da alcuni membri del clero non gli avrebbero facilitato il compito": V. Sommella, I rapporti tra il governo italiano e il Gouvernement Provisoire de la République Française, 1944-1945 : dalle carte personali del generale de Gaulle, Roma: Società editrice Dante Alighieri, Nuova rivista storica : XCIV, 3, 2010, p. 829.
  10. ^ Fulvio De Giorgi, La Spagna franchista vista dalla Chiesa italiana. 1939-1945, Roma : [poi] Milano : Herder Editrice ; Vita e Pensiero, Rivista di storia della Chiesa in Italia. LUG. DIC., 2004, p. 504.
  11. ^ Pierre Blet, Pio XII e la Seconda guerra mondiale negli Archivi Vaticani, Edizioni San Paolo 1999
  12. ^ Ibidem, p. 73
  13. ^ Ibidem., p. 84
  14. ^ G. Rigano, "PIO XII E IL 16 OTTOBRE 1943. NOTE SUL DIBATTITO STORIOGRAFICO, Rivista di storia della Chiesa in Italia : 1, 2014, p. 175.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Niccolò del Re: I cardinali prefetti della Sacra Congregazione des Concilio dalle origini ad oggi (1564-1964). Apollinaris XXXVII 1964
  • Pierre Blet, Pio XII e la Seconda guerra mondiale negli Archivi Vaticani, Edizioni San Paolo 1999
  • Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Rizzoli, Milano 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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