Leone Giacomo Ossola

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Leone Giacomo Ossola, O.F.M.Cap.
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Pro Domino rapiens et rugiens
 
Incarichi ricoperti
 
Nato12 maggio 1887 a Vallo di Caluso
Ordinato presbitero28 ottobre 1909
Nominato vescovo22 settembre 1937 da papa Pio XI
Consacrato vescovo17 ottobre 1937 dal cardinale Pietro Fumasoni Biondi
Elevato arcivescovo11 giugno 1951 da papa Pio XII
Deceduto17 ottobre 1951 (64 anni) a Brescia
 

Leone Giacomo Ossola (Vallo di Caluso, 12 maggio 1887Brescia, 17 ottobre 1951) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Leone Ossola nacque a Vallo, frazione di Caluso il 12 maggio 1887. A dieci anni entrò nell'Ordine dei frati minori cappuccini, dove nel 1903, dopo aver pronunciato i voti, assunse il nome di Leone. Compì il noviziato a Racconigi e proseguì i suoi studi a Busca e Revello. A Roma si diplomò all'Istituto Leoniano di Alta Letteratura e conseguì il baccellierato in Diritto Canonico. Venne ordinato sacerdote il 28 ottobre 1909 a Torino[1].

Primi anni di attività[modifica | modifica wikitesto]

In seguito fu mandato nuovamente a Busca come direttore e professore dello studentato dei Frati Cappuccini del Piemonte, insegnando in diverse scuole in provincia di Cuneo[1]. Nel 1919 divenne vicesegretario generale dell'Ordine dei frati minori cappuccini[2].

A Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922 divenne parroco a San Lorenzo al Verano a Roma, basilica affidata alla cura dei Cappuccini del Piemonte. Vista l'estensione della parrocchia, padre Leone da Caluso si adoperò per la costruzione di una nuova chiesa e di una nuova parrocchia. Nel dicembre 1934 furono completati i lavori per la Chiesa di Sant'Ippolito di cui divenne il primo parroco[2].

Fu nominato Camerlengo di Roma e papa Pio XI gli affidò l'incarico di predicare gli esercizi spirituali in Vaticano nel 1933[2].

In Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 settembre 1937 venne nominato vicario apostolico di Harar, in Etiopia, e vescovo titolare di Salona. Il 17 ottobre 1937 fu consacrato vescovo nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura dal cardinale Pietro Fumasoni Biondi. In Etiopia fece costruire il seminario, la cattedrale, numerose chiese, orfanotrofi, lebbrosari e fondò anche un monastero di suore[3].

A Novara[modifica | modifica wikitesto]

A causa del conflitto, non potendo più stare in Africa, il 19 ottobre 1943 papa Pio XII lo nominò amministratore apostolico di Novara. In questo ruolo non fu tenuto a prestare giuramento alla RSI[4] e poté attivarsi in numerose azioni a beneficio degli oppositori politici imprigionati e in generale della popolazione oppressa dal regime. Si guadagnò di conseguenza la nomea di vescovo dei partigiani e le autorità nazifasciste iniziarono a diffidare di lui[5].

Nei convulsi giorni della Liberazione si adoperò anche per alleviare i patimenti di coloro che, presi prigionieri dai partigiani, subivano dure rappresaglie. Un esempio ricordato dal suo segretario Carlo Brugo, in cui prese le parti delle donne del Servizio Ausiliario Femminile[5]:

«I partigiani volevano fare sfilare nude per Novara le Ausiliarie prigioniere, ma il vescovo Monsignor Ossola, venuto a conoscenza di quanto si stava progettando, si presentò al comando partigiano e minacciò di sfilare anche lui nudo, assieme alle prigioniere, dopodiché i partigiani rinunciarono a mettere in atto il loro progetto.»

(Dalle memorie di Monsignor Carlo Brugo[6])

Il 9 settembre 1945 fu nominato vescovo di Novara[7]. Il suo impegno per la città di Novara e per l'intera diocesi durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, e in particolare nei giorni della liberazione, gli guadagnarono il titolo di Defensor Civitatis[8].

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dimessosi dalla diocesi gaudenziana il 12 giugno 1951, fu nominato arcivescovo titolare di Gerapoli in Frigia. Morì a Brescia il 17 ottobre 1951 ed è sepolto nella cripta della Cattedrale di Novara[9].

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Novara ha più volte espresso riconoscenza verso Leone Ossola:

  • su iniziativa di Cronilde Del Ponte Musso (conosciuta semplicemente come Rina Musso), il 25 aprile 1957 è stato inaugurato un monumento bronzeo che lo ritrae, opera dello scultore novarese Edoardo Tantardini, in viale IV novembre, presso il parco dell'Allea[10][11][5];
  • una via gli è stata intitolata in centro, al termine di via S. Adalgiso[12];
  • nel 2018, in occasione dell'inaugurazione del Giardino dei Giusti presso il parco dell'Allea, Leone Ossola è stato il primo dei giusti ricordati[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Barbè, Capitolo I - La fanciullezza e la vocazione religiosa, pp. 19-22.
  2. ^ a b c Barbè, Capitolo II - Parroco a Roma, a San Lorenzo al Verano, pp. 23-25.
  3. ^ Barbè, Capitolo III - La consacrazione episcopale con destinazione Haràr, pp. 26-30.
  4. ^ Barbè, Capitolo V - La nuova destinazione: Novara - Il Vescovo e la Resistenza, pp. 40-41.
  5. ^ a b c Silvia Giani, Capitolo 8 - Dubitare, disobbedire, resistere, in La storia di Novara - Dalla preistoria ai giorni nostri, CommunityBook - La Storia d'Italia, Nº3/2021, Roma, Typimedia editore, 2021, p. 148, ISBN 978-88-3626-029-4, ISSN 2704-9744 (WC · ACNP). URL consultato il 4 settembre 2022. Ospitato su IDOCPUB.
  6. ^ Pierangelo Pavesi, La colonna Morsero (edizione aggiornata), Copiano (PV), Grafica Ma. Ro. Editrice, 2007, p. 113.
  7. ^ Barbè, Capitolo VII - Il dopoguerra, p. 65.
  8. ^ Monsignor Giacomo Leone Ossola, su Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola "Piero Fornara". URL consultato il 10 aprile 2022.
  9. ^ Barbè, Capitolo VIII - La malattia e la morte, pp. 80-81.
  10. ^ Barbè, Capitolo IX - Il monumento, pp. 80-81.
  11. ^ Barbè, Illustrazioni, p. 122.
  12. ^ Denominazione Vie, su Comune di Novara. URL consultato il 9 aprile 2022.
  13. ^ Anche a Novara il "Giardino dei Giusti", su Comune di Novara, 27 dicembre 2018. URL consultato l'8 aprile 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo titolare di Salona Successore BishopCoA PioM.svg
Frantisek Zapletal 22 settembre 1937 – 19 ottobre 1945 Thomas Lawrence Noa
Predecessore Vicario apostolico di Harar Successore BishopCoA PioM.svg
André-Marie-Elie Jarosseau, O.F.M.Cap. 22 settembre 1937 - 19 ottobre 1943 Urbain-Marie Person, O.F.M.Cap.
Predecessore Amministratore apostolico di Novara Successore BishopCoA PioM.svg
Giuseppe Castelli
(vescovo)
19 ottobre 1943 – 9 settembre 1945 se stesso come vescovo
Predecessore Vescovo di Novara Successore BishopCoA PioM.svg
se stesso come amministratore apostolico 9 settembre 1945 – 11 giugno 1951 Gilla Vincenzo Gremigni, M.S.C.
Predecessore Vescovo titolare di Gerpiniana
(titolo personale di arcivescovo)
Successore BishopCoA PioM.svg
- 11 giugno – 17 ottobre 1951 Adolph Alexander Noser, S.V.D.
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