Arcidiocesi di Gerapoli di Frigia

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Gerapoli di Frigia
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Hierapolitana in Phrygia
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Gerapoli di Frigia
Tomba dell'apostolo san Filippo
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita ?
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Gerapoli di Frigia
Diocesi suffraganee Metellopoli, Dionisiopoli, Anastasiopoli, Attuda, Mossina, Foba, Ancira, Sinao, Tiberiopoli, Cadi, Ezani
Eretta I secolo
Soppressa circa XIV secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
Vista della chiesa di San Filippo e della tomba dell'apostolo.
Il Martyrion di san Filippo.
Panorama sulle rovine di Hierapolis.
Il teatro di Hierapolis.

L'arcidiocesi di Gerapoli di Frigia (in latino: Archidioecesis Hierapolitana in Phrygia) è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gerapoli di Frigia, le cui rovine si trovano presso la città di Pamukkale nell'odierna Turchia, è un'antica sede metropolitana della provincia romana della Frigia Pacaziana nella diocesi civile di Asia e nel patriarcato di Costantinopoli.

La tradizione cristiana attribuisce l'evangelizzazione di Gerapoli all'apostolo Filippo, che avrebbe istituito il primo vescovo della comunità, Ero (Heros). Una comunità cristiana a Gerapoli è menzionata anche nella lettera ai Colossesi di san Paolo (4,13).

Il Martirologio romano, alla data del 22 ottobre, menziona il vescovo Abercio, che subì il martirio all'epoca dell'imperatore Marco Antonino: «Hierapoli, in Phrygia, sancti Abercii Episcopi, qui sub Marco Antonino Imperatore claruit». Lo stesso martirologio menziona altri due santi vescovi di Gerapoli: Papia, annoverato tra i padri apostolici;[1] e Claudio Apollinare, scrittore ecclesiastico, autore di una apologia del cristianesimo dedicata all'imperatore Marco Aurelio.[2]

Inizialmente suffraganea dell'arcidiocesi di Laodicea, a partire dal V secolo è attestata come sede arcivescovile autocefala: nel 457 l'imperatore Leone I il Trace inviò a tutti i metropoliti e gli arcivescovi dell'impero una lettera per sapere se il concilio di Calcedonia doveva essere mantenuto e se l'elezione di Timoteo Eluro come vescovo di Alessandria era da considerarsi valida. Filippo di Gerapoli è menzionato in 49º posizione dopo i metropoliti; questo documento è la prova dell'elevazione di Gerapoli di Frigia ad arcidiocesi autocefala. Nel secolo successivo l'arcidiocesi è attestata come sede metropolitana: infatti nel concilio ecumenico del 553 il vescovo Aussanone è menzionato tra i metropoliti della Frigia.

Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Gerapoli è elencata al 33º e ultimo posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli, segno di una sua recente istituzione. In questa Notitia le sono attribuite cinque diocesi suffraganee: Metellopoli, Dionisiopoli, Anastasiopoli[3], Attuda e Mossina.[4]

Nella Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) Gerapoli è passata al 41º posto fra le metropolie del Patriarcato e le sono assegnate nove suffraganee: non ci sono più le sedi di Dionisiopoli e di Anastasiopoli, mentre appaiono le diocesi di Foba, Ancira Ferrea, Sinao, Tiberiopoli, Cadi e Ezani.[5] Gerapoli di Frigia è documentata nelle Notitiae Episcopatuum costantinopolitane fino al XIV secolo.[6]

Gli scavi archeologici, condotti dal 1957 da una équipe di ricercatori e studiosi italiani, hanno condotto alla scoperta di diversi luoghi di culto cristiani. Tra gli edifici, è stato riportato alla luce il vasto complesso legato al culto e alla memoria di san Filippo apostolo, comprensivo di un luogo per le abluzione[7], del cosiddetto Martyrion, vasto complesso a pianta ottagonale con cupola,[8] e della chiesa di San Filippo[9], all'interno della quale è stata rinvenuta la tomba dell'apostolo.[10] Inoltre gli scavi hanno portato alla scoperta di alcune chiese, tra cui la cattedrale.[11]

Oggi Gerapoli di Frigia è annoverata tra le sedi arcivescovili titolari della Chiesa cattolica; il titolo non è più assegnato dal 10 aprile 1969.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi e arcivescovi greci[12][modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

I vescovi di Gerapoli di Frigia appaiono confusi con i vescovi di Gerapoli di Isauria e di Gerapoli di Siria, perché nelle fonti citate le cronotassi delle tre sedi non sono distinte.[21]

  • Antonio di Alessandria, O.F.M. † (31 luglio 1346 - 25 maggio 1349 nominato arcivescovo di Durazzo)
  • Stefano di Larolo, O.F.M. † (8 luglio 1349 - ?)
  • Giovanni † (circa 1360)
  • Andrea † (? deceduto)
  • Siffrido di Esfelt † (2 maggio 1397 - ?)
  • Teodorico di Endorf, O.S.B. † (18 dicembre 1409 - ?)
  • Corrado Ströber, O.F.M. † (26 agosto 1444 - ?)
  • Basilio, O.S.M. † (10 ottobre 1446 - ?)
  • Gerlaco, O.P. † (24 gennaio 1449 - ? deceduto)
  • Battista, O.P. † (23 gennaio 1450 - ?)
  • Jodoco, O.P. † (30 aprile 1453 - ? deceduto)
  • Giacomo Botin, O.S.B. † (8 agosto 1464 - ?)
  • Gosvino Haex, O.C. † (15 maggio 1469 - ?)
  • Guillaume Thurin, O.P. † (31 agosto 1478 - ?)
  • Vincenzo Trilles, O.F.M. † (1490 - ?)
  • Guichard de Beysard † (27 gennaio 1496 - ? deceduto)
  • Emmanuel † (1497 - ?)
  • Lorenzo Perez † (1498 - ?)
  • Jodoco de Sillenen † (30 agosto 1497 - ?)
  • Michele, O.S.B. † (17 luglio 1517 - ?)
  • Gundisalvo Amorin, O.P. † (19 giugno 1518 - ?)
  • Giovanni di Parigi, O.P. † (26 ottobre 1519 - ?)
  • Giovanni de Campo, O.C. † (7 gennaio 1523 - 30 settembre 1528 deceduto)
  • Andrea Withimai † (6 settembre 1525 - ?)
  • Tommaso † (? deceduto)
  • Vincenzo Scevola Lombardo, O.P. † (21 maggio 1528 - ?)
  • Giorgio Kalteisen † (8 gennaio 1552 - ?)
  • Andrés de Oviedo, S.J. † (23 gennaio 1555 - 22 dicembre 1562 succeduto patriarca di Etiopia)
  • Filiberto Milliet † (4 aprile 1590 - 6 maggio 1591 succeduto vescovo di San Giovanni di Moriana)
  • Pietro Belli † (24 ottobre 1611 - ?)
  • Pierre Dinet † (3 agosto 1616 - 30 novembre 1619 succeduto vescovo di Mâcon)
  • François Lefèvre de Caumartin † (4 dicembre 1617 - 17 dicembre 1617 succeduto vescovo di Amiens)
  • Giovanni de Rocha, S.J. † (6 marzo 1623 - ? deceduto)
  • Melezio Smotrziski † (5 giugno 1631 - ?)
  • Giovanni Enrico Anetano † (6 luglio 1665 - 18 giugno 1693 deceduto)
  • Gregorio Cabe †
  • Antonio Tasca † (26 dicembre 1726 - 22 dicembre 1736 deceduto)
  • Carlo Maria Lomellino † (18 aprile 1742 - ?)
  • Daniel Murray † (30 giugno 1809 - 11 maggio 1823 succeduto arcivescovo di Dublino)
  • Ramón Montero † (13 marzo 1826 - 15 marzo 1830 confermato vescovo di Coria)
  • Paul François Marie Goethals, S.J. † (5 febbraio 1878 - 25 novembre 1886 nominato arcivescovo di Calcutta)
  • Concetto Focaccetti † (23 maggio 1887 - 26 settembre 1889 deceduto)
  • Carlo Aslanian † (23 settembre 1890 - giugno 1897 deceduto)
  • Julien-François-Pierre Carmené † (24 marzo 1898 - 23 agosto 1908 deceduto)
  • Louis-François Sueur † (1º dicembre 1908 - 7 ottobre 1914 deceduto)
  • Celso Benigno Luigi Costantini † (22 luglio 1921 - 9 settembre 1922 nominato arcivescovo titolare di Teodosiopoli di Arcadia)
  • Louis Couppé, M.S.C. † (18 dicembre 1925 - 20 luglio 1926 deceduto)
  • Alban Goodier, S.J. † (1º ottobre 1926 - 13 marzo 1939 deceduto)
  • Lorenzo Maria Balconi, P.I.M.E. † (3 agosto 1939 - 10 aprile 1969 deceduto)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Hierapoli, in Phrygia, beati Papiae, ejusdem civitatis Episcopi, qui sancti Joannis Senioris auditor, Polycarpi autem sodalis fuit» (22 febbraio).
  2. ^ «Hierapoli, in Asia, sancti Apollinaris Episcopi, qui, sub Marco Antonino Vero, sanctitate atque doctrina floruit» (8 gennaio).
  3. ^ Due sono i vescovi certi che si possono attribuire alla sede di Anastasiopoli, Stefano e Ierone, che presero parte ai concili di Costantinopoli del 518 e del 553 (Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 880 e 453). Nello stesso territorio di Anastasiopoli, si trovava la diocesi di Dionisiopoli, e più tardi anche quella di Foba. Cfr. S. Pétridès, v. 7. Anastasiopolis, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. II, Parigi 1914, col. 1491.
  4. ^ Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Parigi 1981, p. 213, nnº 450-455.
  5. ^ Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, p. 286, nnº 633-642.
  6. ^ Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, indice p. 494, voce Hiérapolis, métropole de Phrygia Kapatianè.
  7. ^ Edificio Ottagonale, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento.
  8. ^ Martyrion di San Filippo, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento.
  9. ^ Chiesa di San Filippo, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento.
  10. ^ Francesco D'Andria, Hierapolis. Nella città dell'apostolo Filippo, in Archeo, 2012, pp. 28-43.
  11. ^ Cattedrale, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento.
  12. ^ Lequien confonde la sede di Gerapoli con quella di Geropoli, facendone un'unica diocesi e collocandola nella Frigia Salutare (Siméon Vailhé, Notes de géographie ecclésiastique, in Échos d'Orient, tome 3, nº 6, 1900, p. 333). Alcuni dei vescovi attribuiti da Lequien a Gerapoli appartengono in realtà alla sede omonima di Geropoli.
  13. ^ a b I vescovi Abercio I e Abercio II appartengono in realtà alla diocesi di Geropoli nella Frigia Salutare; Lequien infatti confonde le due sedi episcopali e attribuisce tutti i vescovi alla sede della Frigia Pacaziana. Pétridès, v. Hierapolis, in Catholic Encyclopedia. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 69-70. Per Abercio I vedere: J.-P. Kirsch, v. 1. Abercius, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. I, Parigi 1909, coll. 104-106.
  14. ^ Per Flacco è impossibile stabilire con certezza di quale diocesi fosse vescovo, poiché nella prima metà del IV secolo la Frigia non era ancora divisa in Salutare e Pacaziana; per cui questo vescovo potrebbe appartenere alla sede di Gerapoli nella Frigia Pacaziana oppure alla diocesi di Geropoli nella Frigia Salutare. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 405-406.
  15. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 955-957.
  16. ^ Questo vescovo è escluso da Destephen dalla cronotassi dei vescovi di Gerapoli di Frigia. Secondo Lequien avrebbe preso parte al concilio di Efeso del 449; tuttavia lo stesso autore menziona un vescovo Stefano, metropolita di Gerapoli di Siria, dal 446 al 459 (Oriens christianus, vol. II, col. 928). Si tratta evidentemente dello stesso vescovo.
  17. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 802.
  18. ^ Vescovo documentato da una iscrizione. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 424-425.
  19. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 185.
  20. ^ Vescovo documentato dal suo sigillo episcopale. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 208.
  21. ^ Le cronotassi riportate da Catholic Hierarchy e Gcatholic, citate tra le fonti, sono state integrate con quelle derivanti dai volumi della Hierarchia Catholica Medii Aevi dell'Eubel, ad esclusione dei nomi che Catholic Hierarchy riporta alla pagina relativa a Gerapoli di Isauria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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