L'educazione fisica delle fanciulle

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L'educazione fisica delle fanciulle
Titolo originale The Fine Art of Love: Mine Ha-Ha
Lingua originale inglese
Paese di produzione Cechia, Regno Unito, Italia
Anno 2005
Durata 102 min
Genere drammatico, sentimentale
Regia John Irvin
Soggetto Frank Wedekind (romanzo)
Sceneggiatura Alberto Lattuada, Ottavio Jemma, James Carrington, Sadie Jones
Produttore Jan Balzer, Ida Di Benedetto, Dirk K. van den Berg
Produttore esecutivo Mario Cotone
Casa di produzione Balzer International Films, Box Film. Creative Partners Ltd, Titania Produzioni
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Fabio Zamarion
Montaggio Louisa Harding, Roberto Perpignani
Musiche Paul Grabowsky
Scenografia Dante Ferretti
Costumi Carlo Poggioli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'educazione fisica delle fanciulle è un film del 2005 diretto da John Irvin e tratto dalla novella Mine-Haha oder Über die körperliche Erziehung der jungen Mädchen (1903)[1] del drammaturgo tedesco Frank Wedekind.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In Turingia, negli anni a cavallo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, sei ragazze di sedici anni sono ospiti fin dall'infanzia di un lussuoso collegio dove apprendono l'arte della musica, della danza e delle buone maniere.

All'apparenza tutto sembra ideale, nonostante la severità del corpo insegnante e le regole del collegio (per esempio è vietato ogni contatto con l'esterno); si lavora duramente, soprattutto in vista dell'ambito premio che consiste nel prendere parte al più prestigioso balletto del paese e, per la migliore, di diventare l'étoile. Un mondo ordinato e severo, ma anche, in fondo, sereno, dove le ragazze, che sono cresciute insieme, riescono comunque a ritagliarsi momenti idilliaci, fra un laghetto, la cascata e il parco, dove nuotano e giocano.

Ma in realtà, dietro la facciata si nasconde un terribile segreto gelosamente custodito dalla direttrice. Il collegio non è altro che il vivaio che raccoglie ragazze orfane o abbandonate dai genitori per "coltivare" la fanciulla "migliore", la ballerina che sarà la "prescelta" del principe.

Il tragico e violento finale del film rivelerà per quale efferato scopo la ragazza migliore è stata educata e poi prescelta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il romanzo e il film siano ambientati in Turingia, la pellicola è stata girata in realtà a Liberec e Mariánské Lázně, nella Repubblica Ceca; e in Umbria, presso la Cascata delle Marmore e a Papigno.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Tratto da un romanzo di Frank Wedekind recitano i flani pubblicitari. Farebbero meglio a non farlo perché purtroppo il film è un pasticcio che non rende onore al libro. A partire dal cast che paga il prezzo della coproduzione e mostra, tra gli altri, un improbabile Lo Verso nei panni di un poliziotto austriaco che, per di più, nella versione originale, parla in inglese. Con quel volto non se lo può permettere. Ma il problema più evidente di questo film è il sovraccarico di toni che non risparmia alcun personaggio, a partire da una Bisset che è una pallida memoria dell'attrice a cui Truffaut insegnava come disporre le mani in una delle inquadrature piu' dense di quel capolavoro che è Effetto notte. Irvin poi non sa quale strada scegliere e fa rimpiangere il fatto che Alberto Lattuada (a cui si attribuisce con Ottavio Jemma una sceneggiatura che poi risulta rivista da ben due persone) non abbia potuto realizzare in proprio il progetto. Perché lui, abile "scopritore" di attrici in fiore, avrebbe saputo dare un orientamento al film. Irvin sembra invece un Hamilton (ricordate Bilitis?) timoroso di osare nello sguardo sui corpi adolescenziali. Vira allora nel thriller da "castello degli orrori" inanellando una serie di personaggi femminili alla Crudelia DeMon tra cui spicca una Galatea Ranzi con il labbro costantemente atteggiato alla perfidia. Ma anche qui sfiora il ridicolo in quella che vorrebbe essere una escalation di sofferenze per le collegiali-prigioniere e trova invece il suo culmine in uno stupro compiuto da un principe che, non si sa perché, ha dovuto attendere la lunga trafila dell'educazione alla danza delle fanciulle per poter avere l'etoile. L'Impero che sta per confrontarsi con la Prima Guerra Mondiale sta sullo sfondo, ma così sullo sfondo, che bisogna farlo riemergere con due battute di dialogo. Ma non basta. »

(MYmovies.it[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ed. italiana: Frank Wedekind, Mine-Haha ovvero Dell'educazione fisica delle fanciulle, Gli Adelphi, Adelphi, Milano 2005, ISBN 8845920402.
  2. ^ L'educazione fisica delle fanciulle, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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