Kuwabara kuwabara

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Kuwabara kuwabara (桑原桑原?) è un'espressione giapponese usata per tenere lontani i fulmini quando si è nei pressi di una tempesta, ma è, oggigiorno, utilizzata come una sorta di preghiera per aggiudicarsi la buona sorte e allontanare la sventura.

La parola kuwabara significa letteralmente campo di more e, secondo una esplicazione particolare, esiste una leggenda cinese secondo la quale questi campi non sono mai colpiti dai fulmini.

In contrasto, il giornalista Moku Jōya spiega che "l'origine di kuwabara non è precisamente constatata, ma non ha nulla a che vedere con le piante di more, sebbene significhi effettivamente "campo di more".[1]

Nella mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel nono secolo, ci fu un aristocratico detto Sugawara no Michizane che morì con dentro in corpo un rancore immenso mentre era isolato a Kyūshū, e sfogò la sua rabbia nei fulmini, manovrati dal dio del tuono. Nel 930, Seiryoden della Corte fu colpito da un poderoso lampo. Il Maestro di Onmyo (ying-yang) disse che questa sventura fu la vendetta di Michizane. I due pregarono a lungo per il trapasso dello spirito vendicativo e ci riuscirono, per poi costruire il Santuario Kitano.

La terra posseduta da Michizane era conosciuta come "Kuwabara", quindi le persone pensarono che fosse buona idea proferire di trovarsi o provenire da Kuwabara, facendo esitare lo spirito. Persone simili pronunciavano continuamente "Kuwabara, Kuwabara" quando sentivano un tuono. Questa richiesta è frequente nelle opere della letteratura del periodo Heian, con elementi tipo "Tsureduregusa", un incantesimo con cui contrastare i tuoni e lampi. Chi viveva a Kuwabara a quei tempi pronunciava questa sorta di incantesimo e la terra di Kuwabara, si dice, non è mai stata colpita da un fulmine proprio per l'incantesimo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Joya, Japan And Things Japanese, Routledge, 12 luglio 2017, ISBN 9781136221866. URL consultato il 16 luglio 2018.