Kirikù e la strega Karabà

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Kirikù e la strega Karabà
Kiriku e la strega Karaba.jpg
il piccolo Kirikù
Titolo originaleKirikou et la Sorcière
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia, Belgio, Lussemburgo, Lettonia, Ungheria
Anno1998
Durata71 min
Rapporto1,66:1
Genereanimazione, avventura, fantastico
RegiaMichel Ocelot
SoggettoMichel Ocelot
SceneggiaturaMichel Ocelot
Distribuzione in italianoMikado Film
MontaggioDominique Lefever
MusicheYoussou N'Dour
StoryboardMichel Ocelot
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Kirikou et la Sorcière logo.jpg
Logo ufficiale del film

Kirikù e la strega Karabà (Kirikou et la Sorcière) è un lungometraggio animato del 1998 ideato, scritto e diretto da Michel Ocelot, basatosi su d'un racconto folkloristico dell'Africa occidentale.[1]

Dal film sono state tratte altre due pellicole midquel (episodi ambientati all'interno del primo film): Kirikù e gli animali selvaggi (2005), scritto assieme ad una squadra composita di sceneggiatori e diretto da Ocelot insieme all'animatore Bénédicte Galup (cosa più unica che rara nella filmografia del cineasta francese, solitamente unico sceneggiatore e regista delle proprie pellicole), e Kirikù e gli uomini e le donne (2012), diretto dal solo Ocelot.

Inoltre è stato prodotto un videogioco platform, Kirikù, pubblicato nel 2001 da Wanadoo e sviluppato da Étranges Libellules per PlayStation, Planet Interactive per Game Boy Color e da Krysalide per Microsoft Windows.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un villaggio africano dove sono rimasti solo anziani, donne e bambini, nasce Kirikù, un bambino minuscolo e prodigioso che taglia da solo il cordone ombelicale della madre e fin dai primi istanti di vita è totalmente autonomo, indipendente, intelligente ed in grado di badare a sé stesso. Kirikù viene subito a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà, che ha sottratto l'acqua dalla fonte del paese ed ha divorato tutti gli uomini del villaggio, i quali, uno dopo l'altro, hanno tentato di affrontarla.

L'ultimo dei fratelli della madre di Kirikù decide a sua volta di recarsi da Karabà. Kirikù, che vuole vedere la strega, si nasconde sotto un cappello raccolto dallo zio; la strega, sentendo la voce del piccolo, pensa che il cappello sia magico e chiede all'uomo di consegnarglielo, dicendo che in cambio lascerà in pace il villaggio. Scoperto che si tratta di un semplice cappello, Karabà invia nel villaggio alcuni dei suoi feticci obbligando le donne a consegnare tutti i gioielli e l'oro in loro possesso e minacciando sciagure a chi non obbedirà. Una delle donne tenta di nascondere una collana, ma i feticci la scoprono e appiccano il fuoco alla sua capanna.

Tra l'incredulità e la diffidenza generale, il piccolo eroe riesce a sventare i piani della strega liberando i bambini rapiti dai suoi feticci e restituendo l'acqua alla tribù, dopo aver scoperto che la fonte era ostruita da un gigantesco animale che beveva tutta l'acqua, che il bambino riesce ad eliminare con un coltello rovente.

Kirikù, ormai diventato il bersaglio principale della strega per le sue buone azioni, continua a chiedersi il motivo per cui la strega sia così cattiva, domanda a cui nessuno sembra conoscere la risposta. L'unica persona che conosce e racconta sempre la verità su tutto, potendo quindi risolvere il dilemma, è il Saggio della Montagna, nonno di Kirikù, che vive dal lato opposto della casa della strega. Kirikù vi si reca e, per evitare di essere scoperto dai feticci (in particolare da quello sul tetto, che sorveglia sempre la zona, il cui sguardo arriva molto lontano), si scava una galleria sotto la casa usando il pugnale di suo padre. Quando, dopo aver superato i numerosi ostacoli e dopo essersi anche travestito da uccello per non essere riconosciuto, si trova alla presenza del nonno, egli gli svela il mistero: Karabà odia qualsiasi essere umano in quanto soffre giorno e notte a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata molto in profondità nella schiena da alcuni uomini; non riesce a togliersi la spina e non vuole farlo perché ritiene che così perderebbe i poteri magici e proverebbe nuovamente il dolore atroce che ha già patito una volta. Il Saggio spiega anche che Karabà sfrutta l'ignoranza e la superstizione della gente del villaggio, in quanto la donna, in realtà, non ha mai sbranato nessun uomo e non ha introdotto nella fonte l'animale che la bloccava (il quale, assetato, sarebbe entrato da solo nella fonte quando era piccolo e sarebbe poi diventato enorme a furia di bere); il fatto che tutto ciò sia stato opera della strega è ciò che credono le persone del villaggio, e Karabà non ha smentito tali convinzioni per rimanere temuta da tutti, acquistando in questo modo sempre più potere

Kirikù, inizialmente scettico, alla fine decide di architettare un piano per liberare la strega dal suo dolore e, ripercorrendo la galleria che aveva scavato all'andata, sbuca nella casa di Karabà; le ruba quindi tutti i suoi gioielli, scavando un buco sotto il cestino che li contiene, per poi farsi individuare dal feticcio sul tetto. La strega, arrabbiata, esce per cercarlo, e Kirikù, nascostosi nel frattempo sugli alberi, aspetta che lei si chini per saltarle addosso e strapparle la spina con i denti: dopo aver provato un grandissimo dolore, come previsto, Karabà cessa di soffrire e mostra il suo lato buono e gentile, ringrazia Kirikù e su sua richiesta gli dà un bacio che lo fa diventare fisicamente adulto, completando la sua essenza (essendo già nato con la mente di un adulto). I due decidono di sposarsi e tornano al villaggio.

All'inizio la gente del villaggio li vuole allontanare entrambi, odiando e volendo uccidere la strega per il male che credono che essa abbia fatto in passato e non riconoscendo Kirikù adulto nell'uomo che l’accompagna. La madre di Kirikù però riconosce il figlio, sciogliendo ogni dubbio; subito dopo arriva il Saggio, accompagnato dagli uomini che avevano affrontato Karabà, i quali spiegano che la strega non aveva mai ucciso né mangiato nessuno di loro ma li aveva semplicemente tramutati in feticci obbedienti, e predicando l'importanza del perdono.

Il film quindi si conclude con una grande e felice riunione tra tutti i personaggi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì nei cinema italiani il 22 dicembre 1999, distribuito da Mikado Film.

È andato in onda per la prima volta su Rai 3 domenica 29 dicembre 2002 per festeggiare la fine dell'anno. Fu trasmesso senza alcuno stacco pubblicitario dopo il programma Melevisione, che era eccezionalmente in prima serata alle 20:50 con la puntata speciale Una sorpresa per il re.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) This is animation, su ghibliworld.com. URL consultato il 25 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2008).
  2. ^ (FREN) Kirikou a 20 ans, su annecy.org, 11 dicembre 2018. URL consultato il 5 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN299660413 · LCCN (ENno2011056768 · BNF (FRcb14460815w (data)