John Gustafson

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John Gustafson
John Gustafson cropped from Roxy Music - TopPop 1973 06.png
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereRock progressivo
Hard rock
Periodo di attività musicale1959 – 2014
GruppiRoxy Music, Gillian, Eugenio Finardi

John Frederick Gustafson (Liverpool, 8 agosto 1942Whitstable, 12 settembre 2014) è stato un bassista e cantante britannico.

È considerato da parte della critica fra i più importanti bassisti di Liverpool, secondo solo a Paul McCartney[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gustafson nacque a Liverpool da padre svedese e da madre irlandese. Si accostò per la prima volta a uno strumento musicale grazie al fratello maggiore che gli regalò una chitarra, in un periodo che vedeva nella città inglese la fioritura di un gran numero di gruppi beat[2]. Gustafson divenne un assiduo frequentatore della scena artistica di Liverpool e dintorni, proprio al tempo dell'esplosione del rock and roll, momento che per la ricchezza di stimoli musicali e culturali egli stesso definì “irripetibile”. All'inizio della carriera ebbe modo di venire a contatto sul piano umano oltre che artistico con molti musicisti del Merseyside, e nel clima di promiscuità musicale si trovò a suonare persino con i Beatles: in una circostanza al Grosvenor Ballroom di Wallasey si esibì in sostituzione di George Harrison[3], e nell'agosto del 1961 fu chiamato sul palco a unirsi al gruppo di John Lennon, sostituendo al basso Paul McCartney impegnato sornionamente nel ruolo di vocalist secondo i canoni dei crooner allora in voga[4].

La carriera musicale di Gustafson ebbe inizio alla fine degli anni cinquanta con la sua partecipazione al gruppo Cass & the Cassanovas, capitanato da Brian Casser (che aveva Casey Jones come nome d'arte) a cui si erano uniti Adrian Barber e Johnny Hutchingson. Alla formazione, che necessitava di un bassista, si aggregò uno squattrinato John Gustafson che ebbe il suo strumento ricavato da una chitarra riconvertita a cui erano state sostituite le sei corde con quelle del basso. A seguito dell'abbandono del leader nel 1961, i restanti membri del gruppo si ribattezzarono The Big Three (in riferimento ai tre protagonisti della Conferenza di Jalta[2]), divenendo uno dei complessi più popolari del Merseyside[5] e, fra gli anni 1961 e 1963, suonando in diverse occasioni come complesso di spalla dei Beatles[6].

Entrati nella scuderia di Brian Epstein, con un repertorio di rhythm and blues americano Gustafson e i Big Three fecero una sfiancante gavetta allo Star Club di Amburgo; al ritorno in patria registrarono per la Decca Records il singolo Some Other Guy – esecuzione di cui il bassista si dichiarò insoddisfatto – e la stessa casa discografica nell'agosto del 1963 incise una loro esibizione live al Cavern Club; ma il gruppo non decollò neppure a seguito del cambio del manager e così Gustafson passò ai Merseybeats, componendo Really Mystified, considerato uno dei dischi migliori della formazione[2].

Nel 1969, dopo un paio d'anni senza impegni fissi, il musicista approdò agli Episode Six[2], gruppo noto per la militanza di Ian Gillan e Roger Glover e in cui Gustafson condivise il palco fra gli altri con il tastierista Pete Robinson e il batterista Mick Underwood. Poco dopo questi ultimi due strumentisti decisero con Gustafson di lasciare la formazione per fondare nel settembre 1969 i Quatermass, gruppo originale dalle sonorità progressive rock che però non ebbe molta fortuna da parte di critica e pubblico e che perciò si sciolse nella primavera del 1971[7]. Con il trio effettuò una tournée statunitense e in terra americana il gruppo ebbe l'occasione di alternarsi sul palcoscenico con Buddy Miles, Billy Preston e gli Earth, Wind & Fire, fra i tanti[1]. Nel frattempo, assieme ad altri prestigiosi nomi del rock britannico, prese parte nel 1970 alla registrazione del doppio album Jesus Christ Superstar, interpretando il ruolo di Simone Zelota[8].

Dopo l'esperienza con i Quatermass, Gustafson si unì agli Hard Stuff, poi ai Baltik e successivamente ai Roxy Music, a cui contribuì dal 1973 al 1976[7], e poi collaborò assieme a svariati altri gruppi musicali[3] fra i quali la Ian Gillan Band e in seguito i rinati Pirates, capitanati da Johnny Kidd. Fra queste molteplici esperienze, il bassista ebbe l'opportunità nel 1975 di incidere il suo primo e unico disco da solista, intitolato Goose Grease, dato alle stampe soltanto nel 1997[1]. Negli ultimi anni di carriera aveva lavorato come sessionman assieme a musicisti di fama tra i quali Steve Hackett, Rick Wakeman, Jerry Lee Lewis e Ian Hunter[9].

Gustafson è morto dopo lunga malattia nella sua casa del Kent all'età di 72 anni.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Solista[modifica | modifica wikitesto]

  • 1997 – Goose Grease, Angel Air

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

The Big Three

  • 1973 – Resurrection, Polydor

The Merseybeats

  • 1964 – The Merseybeats, Fontana
  • 1964 – On Stage, Fontana [EP]
  • 1964 – I Think of You, Fontana [EP]
  • 1964 – Wishin' and Hopin', Fontana [EP]
  • 1977 – The Merseybeats Greatest Hits, Look [compilation]
  • 1982 – Beats and Ballads, Edsel [compilation]
  • 1970 – Jesus Christ Superstar (versione originale)

Quatermass

  • 1970 – Quatermass, Harvest - riedizioni con bonus tracks Repertoire (1990-1996) e Akarma Records (2001)
  • 1990 – The Long Road

Hard Stuff

  • 1972 – Bulletproof, Purple
  • 1973 – Bolex Dementia, Purple

Shawn Phillips Band

  • 1974 – Furthermore
  • 1976 – Rumplestiltskin's Resolve

Roxy Music

  • 1973 – Stranded, Island
  • 1974 – Country Life, Island
  • 1975 – Siren, Island
  • 1976 – Viva!, Island

Ian Gillan Band

  • 1976 – Child in Time (Gillan/Fenwick/Gustafson/Moran/Nauseef), Oyster
  • 1977 – Clear Air Turbulence, (Gillan/Fenwick/Gustafson/Towns/Nauseef), Island, rimasterizzato, Eagle 1998
  • 1998 – Scarabus (1977), Island rimasterizzato Eagle
  • 1978 – Live at Budokan Vol 1&2, Virgin (2LP set)
  • 1997 – The Rockfield Mixes, Angel Air
  • 1978 – Live at the Rainbow, Angel Air

Gordon Giltrap Band

  • 1981 – The Peacock Party, PVK
  • 1981 – Live Electric

The Pirates

  • 1986 – Lights Out/I'm into Something Good (Green/Gustafson/Farley) EP
  • 1988 – Still Shakin (Green/Gustafson/Britton), Magnum/Thunderbolt
  • 2001 – Live in Japan (Green/Gustafson/Samson), Thunderbolt

Riedizione [2CD set] Sony/Columbia (2001), Sanctuary (2002), Indigo (2008).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Bruce Elder, John Gustafson - Artist Biography, Allmusic. URL consultato il 9 luglio 2016.
  2. ^ a b c d (EN) Spencer Leigh, John Gustafson: Bass guitarist with the Big Three, who played the Cavern and the Star-Club in Hamburgh but fell apart acrimoniously, The Independent. URL consultato il 9 luglio 2016.
  3. ^ a b (EN) Helen Davies, Tributes to Merseyside musician John Gustafson of The Big Three and Roxy Music, liverpoolecho. URL consultato il 9 luglio 2016.
  4. ^ Lewisohn, p. 44.
  5. ^ Harry, p. 134.
  6. ^ Lewisohn, pp. 43, 44, 51, 74 e 103.
  7. ^ a b G. Carlo Nanni, Quatermass, su Progressivamente Rock. URL consultato il 9 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
  8. ^ (EN) Bruce Elder, Jesus Christ Superstar - Allmusic Review, Allmusic. URL consultato il 9 luglio 2016.
  9. ^ (EN) Nick DeRiso, Ian Gillan, Roxy Music Bassist John Gustafson Dies, Ultimate Classic Rock. URL consultato il 9 luglio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bill Harry, Beatles - L’enciclopedia, Roma, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-232-5. (The Beatles Encyclopedia, Blandford, London, 1997)
  • Mark Lewisohn, La grande storia dei Beatles, Firenze-Milano, Giunti, 2005, ISBN 88-09-04249-2. (The Complete Beatles Chronicle, Pyramid Books, London, 1992)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN107149294431880522808 · ISNI (EN0000 0000 5711 9070 · Europeana agent/base/108034 · BNE (ESXX1784010 (data) · WorldCat Identities (ENviaf-79604697