Ion Storm

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Ion Storm Inc.
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Azienda privata
Fondazione 15 novembre 1996 a Dallas, Texas[1]
Fondata da John Romero, Tom Hall
Chiusura 11 febbraio 2005 per acquisizione da parte di Eidos Interactive[2]
Sede principale Texas Texas, Dallas - Chase Tower 54th / 55th floor[1]
Filiali Texas Texas, Austin[1]
Persone chiave John Romero (1996-2001)
Tom Hall (1996-2001)
Warren Spector (1997-2004)
Settore Videogiochi
Prodotti Deus Ex
Daikatana
Anachronox
Deus Ex: Invisible War
Thief: Deadly Shadows
Dipendenti 51 ~ 200[3]

Ion Storm Inc. era un'azienda di sviluppo di videogiochi per computer fondata nello Stato del Texas da John Romero e Tom Hall a Dallas il 15 novembre 1996.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio a Dallas[modifica | modifica wikitesto]

Quando uscì da id Software, John Romero incontrò Tom Hall, che a sua volta aveva lasciato 3D Realms, e decisero di fondare una nuova società a Dallas, nel 1996, chiamandola "Ion Storm".[1] Con all'inizio circa 10 sviluppatori, la sede di Ion Storm era in principio situata all'edificio di Dallas, il "The Quadrangle", ed è lì dove Romero iniziò subito a lavorare a Daikatana, mentre Hall stava iniziando a porre le basi per il suo Anachronox.[1] John approfittò, l'anno successivo, all'Electronic Entertainment Expo 1997 per mostrare Daikatana per la prima volta, mentre girava sul Quake engine; i piani iniziali volevano vedere il gioco completato e pubblicato su questo motore grafico, tuttavia quando Romero venne a sapere che id Software era al lavoro sull'id Tech 2 decise di aspettare pazientemente, per poi metterne le mani sul codice sorgente un volta pubblicato Quake II. Nell'attesa iniziò a stabilire i primi contratti di pubblicazione con Eidos Interactive.[1]

Tom Hall, John Romero e Warren Spector agli uffici di Dallas di Ion Storm, nel 1999.

Daikatana e l'id Tech 2[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la sede di Ion Storm venne spostata alla Chase Tower, verso la fine del 1997, Romero convinse Warren Spector a lasciare Looking Glass Studios, che in quel momento si trovava in procinto di problemi finanziari, per entrare in Ion Storm.[1] Spector accettò, stabilì la filiale di Ion Storm a Austin, e iniziò immediatamente a lavorare su un gioco che avrebbe fatto la storia: Deus Ex.[1] Fu anche in quell'anno che si verificò uno degli eventi più ambigui e controversi della storia dei videogiochi: fu diffuso un cartello pubblicitario di Daikatana costituito da uno sfondo rosso con una scritta in caratteri neri che recitava «John Romero's about to make you his bitch» ("John Romero su come sta per farti diventare la sua puttana") e in basso «Suck it down» ("Succhialo");[4] il cartellone non menzionava neppure il titolo del gioco, riportando solo il logo di Ion Storm, ed è comprensibile di come attirò moltissime critiche da parte dell'opinione pubblica.[1]

La JPMorgan Chase Tower, sede principale di Ion Storm dal 1997.

Il 1998 fu un anno piuttosto problematico per Ion Storm: quando venne rilasciato Quake II, Romero si accorse che il codice sorgente dell'id Tech 2 era più complesso del previsto e che eseguire un porting per Daikatana avrebbe richiesto più tempo del solito.[1] Oltre a questo molti sviluppatori interni a Ion Storm, non videro di buon occhio questo accanirsi di Romero per lavorare con l'id Tech 2, e crebbe un certo malcontento, che portò alla fine del 1998 all'uscita volontaria di ben 10 dipendenti dall'azienda, oltre che al mancato rilascio per Natale, previsto per Daikatana.[1] Nel 1999, poi, dopo aver assunto altri dipendenti Romero iniziò a lavorare duro per ricostruire Daikatana con l'id Tech 2, cercando di poter ottenere del materiale decente da mostrare all'Electronic Entertainment Expo 1999; ironicamente però, a giugno, durante la fiera Daikatana venne mostrato con un famerate pari a solo 12 fotogrammi per secondo, a causa della complessità e della mala ottimizzazione del motore grafico.[1] Eidos Interactive specificò a Romero che si era stancata di aspettare un processo di sviluppo così lungo e infruttuoso per il gioco, tanto che John per calmare le acque accettò di cedere la sua Ion Storm sotto quota di maggioranza azionaria ad Eidos, rendendola di fatto proprietà di quest'ultima.[1]

Il clamoroso successo di Deus Ex, il disastroso fallimento di Daikatana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 finalmente venne rilasciato Daikatana, che però fu massacrato dalla critica,[5] e trovò un gelido apprezzamento tra il pubblico, dal momento che il gioco non riusci a tener fede alle aspettative dei fan, mostrando una ottimizzazione grafica poco riuscita e un gameplay piuttosto mal gestito.[6] Da un punto di vista commerciale, il titolo riuscì a vendere a mala pena 200.000 copie; un risultato insignificante rispetto al budget di sviluppo di 44 milioni di dollari.[6] A giugno invece venne rilasciato Deus Ex, di Warren Spector, acclamato universalmente come un capolavoro indiscusso[7] grazie alla trama, all'ottimo mix di componente ruolistica e stealth, e alle tematiche cyberpunk e post-moderniste. Deus Ex vinse inoltre il titolo di "Gioco dell'Anno" dal British Academy of Film and Television Arts.[1][8] Eclissato dal successo di Spector, come se non bastasse Romero provò a correggere il tiro in corsa, sviluppando un porting di Daikatana per Nintendo 64; ma a causa della pessima ottimizzazione per la console, anche questa volta il gioco venne bocciato a prescindere.[9] Per quanto riguardava invece Anachronox, di Tom Hall; il titolo era ancora in sviluppo e sarebbe uscito l'anno seguente.[1]

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 venne il momento di Hall, e Anachronox fu pubblicato in giugno ottenendo voti e consensi dalla critica molto buoni,[10] e seppure non raggiungendo i livelli del precedente gioco Ion Storm, Deus Ex, ricevette un'accoglienza di molto superiore a Daikatana.[1] Tuttavia, a causa della scarsa produttività e dei pessimi risultati, Eidos Interactive decise di chiudere gli uffici a Dallas di Ion Storm, licenziando sia John Romero che Tom Hall, che una volta usciti fondarono Monkeystone Games;[1] contemporaneamente gli uffici di Austin, unici rimasti, iniziarono i lavori su Deus Ex: Invisible War e Thief: Deadly Shadows.[1]

Durante il 2003 venne pubblicato Deus Ex: Invisible War: non riuscì a bissare il successo del primo capitolo, anche se ricevette un'ottimo responso da critica, e una tiepida accoglienza dal pubblico.[1][11] L'anno seguente fu pubblicato anche Thief: Deadly Shadows che, seppur senza raggiungere lo stesso successo di Dark Project: L'ombra del ladro e Dark Project II: The Metal Age, ottene responsi da utenti e critica degni di nota;[12] in questo stesso anno Warren Spector decise di lasciare Ion Storm, una perdita che segnò definitivamente il destino dell'azienda.[1]

Infatti, nel 2005, Eidos Interactive, decise di assorbire tutti gli sviluppatori e gli studi di Ion Storm, ad Austin, liquidando de facto l'azienda e facendola sparire dalla circolazione.[1][2]

Giochi di Ion Storm[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Ion Storm, su Giant Bomb. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  2. ^ a b Ion Storm chiude i battenti, su Multiplayer.it, 11 febbraio 2005. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  3. ^ Ion Storm, su LinkedIn. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  4. ^ The Story of Daikatana, su GameSpot. URL consultato il 20 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2000).
  5. ^ John Romero's Daikatana (PC), su GameRankings. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  6. ^ a b Joshua Ong, Five expensive video game failures, su Free Malaysia Today, 14 aprile 2014. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  7. ^ Deus Ex, su Metacritic. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  8. ^ Deus Ex Receives British Award, su Game Spot, 1° novembre 2000. URL consultato il 20 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2013).
  9. ^ John Romero's Daikatana (N64), su GameRankings. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  10. ^ Anachronox, su Metacritic. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  11. ^ Deus Ex: Invisible War, su Metacritic. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  12. ^ Thief: Deadly Shadows, su Metacritic. URL consultato il 20 dicembre 2015.
Controllo di autorità VIAF: (EN124569973 · BNF: (FRcb14042583x (data)