Immersione in apnea

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Un'apneista con una monopinna.

L'apnea è stata la prima forma d'immersione praticata dall'uomo e rappresenta ancor oggi il modo più istintivo di andare sott'acqua.

La possibilità di immergersi in apnea si fonda sull'adattamento fisiologico chiamato "riflesso d'immersione" che accomuna tutti i mammiferi, dal delfino al bradipo, dalla foca al cane, anche se in gradi diversi. Il riflesso d'immersione è sorprendentemente sviluppato nell'uomo, sebbene non sia un animale prevalentemente acquatico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini delle esplorazione dei fondali marini, effettuate con questa tecnica per vari scopi, si perdono nella notte dei tempi e coinvolgono la cultura di molti paesi.[senza fonte] I primi apneisti si spingevano sott'acqua per effettuare la pesca in apnea e raccogliere conchiglie, oggetti preziosi o utili quali il corallo, le perle o le spugne. L'apnea fu usata, anche per scopi bellici, già dall'antichità:[senza fonte] i Romani furono fra i primi a utilizzare gli urinatores per operazioni di sabotaggio delle navi nemiche[non spiega chi fossero gli urinatores e non si capisce come avvenisse il sabotaggio].

Il primo record di immersione in apnea registrato non aveva una valenza sportiva, ma militare: nel 1913 la corazzata Regina Margherita si trovava davanti all'isola di Scarpanto, nei mari della Grecia. A causa di un'errata rilevazione della profondità venne gettata l'ancora in un tratto con fondale tra i 70 e gli 80 metri. Questa, giunta di slancio alla fine della catena, la spezzò (causando, tra l'altro, la morte del primo ufficiale) perdendosi sul fondo. Per recuperarla si cercò anche tra la popolazione locale qualcuno in grado di esplorare il fondale. Molti indicarono in Georgios Haggi Statti (probabilmente Hagystatis), un pescatore di spugne locale, l'unico in grado di riuscire nell'impresa. I medici di bordo, dubbiosi, lo visitarono trovando evidenti segni di enfisema polmonare, una grave lesione a un timpano e la totale mancanza dell'altro, nonché l'incapacità di trattenere il respiro a secco per più di un minuto. Ciò nonostante, con l'ausilio di un aiutante e di una pietra da 15 kg legata ad una cima, Haggi Statti riuscì sorprendentemente a ritrovare l'ancora dispersa compiendo nei giorni successivi una serie di tuffi fra i 50 e gli 80 metri. L'impresa venne certificata dalla presenza di numerosi testimoni ufficiali Rivista Marittima della Marina militare italiana.[senza fonte]

L'impresa di Haggi Statti fu per lungo tempo ritenuta una prestazione del tutto eccezionale, quasi miracolosa, e per molti anni l'apnea rimase inconsapevole di se stessa e delle proprie potenzialità, fino a che, a metà Novecento, esplose una vera e propria "corsa alla profondità" che vide protagonisti autentici pionieri come Raimondo Bucher (primo primatista di apnea ufficiale nel 1952), Ennio Falco, Enzo Maiorca, Stefano Makula, Jacques Mayol e, più recentemente, Pipin Ferreras, Umberto Pelizzari e Gianluca Genoni.

L'apnea pura, con il suo profondismo (cioè immergersi negli abissi con le proprie forze), presenta aspetti per certi versi straordinari: la riscoperta della propria acquaticità va di pari passo con la conoscenza di se stessi e dei propri limiti psicofisici.

Fisiologia dell'apnea[modifica | modifica sorgente]

Due persone durante un'apnea nel Blue Hole a Dahab, in Sinai.

L'aria contenuta negli alveoli polmonari, a causa degli scambi gassosi con il sangue, ha una composizione diversa da quella atmosferica. Laddove l'aria atmosferica è costituita al 78% da azoto, al 21% da ossigeno, da piccole percentuali di altri gas e da una minima concentrazione di anidride carbonica, l'aria presente negli alveoli ha una concentrazione di ossigeno pari al 15% circa e di anidride carbonica pari al 5,6%. Le concentrazioni nel sangue sono ancora diverse, ma, grazie alla respirazione ed al continuo scambio gassoso, le concentrazioni dei vari gas restano costanti.

  • ipossia: Durante l'apnea viene interrotta la respirazione, ma ovviamente non lo scambio gassoso; si ha quindi una progressiva riduzione della concentrazione di ossigeno nell'aria contenuta negli alveoli e di conseguenza nel sangue. Se la concentrazione cala sotto un certo livello (pari al 10% nell'aria alveolare), non è più sufficiente per garantire il funzionamento del metabolismo; l'ipossia determina perdita di coscienza (sincope) e, in mancanza di intervento immediato, danni cerebrali gravi e morte.
  • ipercapnia: contestualmente durante l'apnea aumenta la concentrazione negli alveoli e nel sangue dell'anidride carbonica. L'aumento della concentrazione oltre il 7% ha come conseguenza l'attivazione di alcuni stimoli chemiotattici che attivano la muscolatura respiratoria provocando delle contrazioni involontarie del diaframma. Se la concentrazione sale ulteriormente si ha un calo di funzionamento del cuore e dell'apparato muscolare; oltre il 10% insorge la paralisi respiratoria, cessa l'attività cardiaca e si ha la morte.

Come si evince da quanto descritto sopra, l'ipossia non ha alcun segnale premonitore mentre l'ipercapnia è corredata da una serie di "segnali d'allarme".

I pericoli dell'iperventilazione[modifica | modifica sorgente]

L'iperventilazione è un espediente un tempo molto usato con l'illusione di poter migliorare le proprie prestazioni apneistiche.

Questa manovra consiste nell'aumentare la frequenza degli atti respiratori mediante inspirazioni ed espirazioni molto rapide. Conseguenza di questa manovra è il drastico abbassamento della concentrazione di anidride carbonica nel sangue, mentre rimane pressoché invariata la concentrazione di ossigeno.

Dal momento che i recettori nervosi responsabili della sensazione di fame d'aria sono sensibili all'aumento di anidride carbonica e non alla diminuzione di ossigeno, l'iperventilazione ritarda il sopraggiungere degli allarmi dell'ipercapnia che in situazione normale, ovvero senza iperventilazione, ha luogo molto prima che il livello di ossigeno cali sotto valori pericolosi. Se l'iperventilazione è stata eccessiva, lo stato di ipossia sopraggiunge prima degli allarmi dell'ipercapnia determinando la perdita di conoscenza dell'apneista (sincope) che può ulteriormente aggravarsi con l'eventuale allagamento dei polmoni (cosiddetta sincope umida), tanto più grave se si verifica in acqua dolce o inquinata.

In sostanza la manovra di iper ventilazione inibisce gli allarmi e da l'illusione di una apnea più prolungata e meno "faticosa", in realtà ciò che accade è che l'apneista si avvicina al limite senza averne la percezione e rischia seriamente di andare in black out senza nemmeno avvertire la fame d'aria. È, inoltre, dimostrato che la manovra di iperventilazione, inducendo una frequenza cardiaca accelerata aumenta il consumo di ossigeno generando un peggioramento delle prestazioni dell'apneista.

Per riconoscere uno stato di iperventilazione, ossia per stabilire se si sta preparando correttamente un'apnea, si possono tenere sotto controllo i due sintomi più evidenti che sono la frequenza cardiaca ed il formicolio alle estremità degli arti superiori. Se la frequenza cardiaca è al di sopra della soglia nominale dei 100 bpm oppure se si avvertono formicolii a mani e dita allora si è in iperventilazione e non si deve iniziare la prestazione.

La sicurezza nell'apnea[modifica | modifica sorgente]

La presenza di un sistema di assistenza e soccorso ben organizzato è condizione assolutamente necessaria alla pratica di qualunque forma di immersione in apnea. Le norme di sicurezza sono poche e molto semplici e consentono di risolvere senza conseguenze la maggior parte degli incidenti possibili, ma la mancata osservazione di una sola di esse può avere conseguenze drammatiche.

  • Sistema di coppia: l'apneista deve sempre, prima di ogni apnea, individuare un compagno che lo tenga d'occhio e che sia pronto a intervenire in caso di incidente. Il compagno dev'essere almeno allo stesso livello di chi si sta cimentando nella prova e, naturalmente, dev'essere preparato per portare a termine le operazioni di recupero e di primo soccorso. Anche (e soprattutto) all'interno di gruppi numerosi, l'apneista deve individuare in modo chiaro ed univoco il suo compagno.
  • Apnea profonda: fondamentale, nell'apnea profonda, è la presenza del cavo guida, che possa indicare all'apneista la via più diretta per la superficie e fornire, in caso di necessità, un supporto per raggiungerla. È buona norma, specialmente su tuffi oltre l'80% del proprio massimale, predisporre un cavo di sicurezza che vincoli l'apneista, in caso di incidente, ad almeno 2 m dal cavo guida. Su apnee molto profonde (da quantificare in base a molti fattori, tra cui la visibilità e la temperatura dell'acqua) l'assistenza di superficie offerta dagli altri apneisti non è più sufficiente e diventa importante poter contare su sommozzatori d'assistenza in fondo al cavo e a quote intermedie, ciascuno munito di pallone di sollevamento d'emergenza. L'assistenza di superficie rimane comunque fondamentale in quanto, per effetto del brusco abbassamento della pressione parziale di ossigeno, il pericolo di sincope è massimo durante gli ultimi 15 m della risalita.
  • Apnea in assetto variabile: valgono gli stessi accorgimenti dell'apnea profonda in generale. Se non si dispone di sommozzatori di assistenza è necessario limitare la profondità e raddoppiare il sistema di coppia: si scende due apneisti per volta e ciascuno deve avere il proprio assistente di superficie. La zavorra dev'essere interamente sulla slitta, in modo da facilitare la risalita anche in caso di emergenza. Se la risalita è affidata a un pallone di sollevamento, a meno che non sia comunque possibile risalire autonomamente con ampi margini di sicurezza, è fondamentale disporre di un sommozzatore di assistenza con pallone di sollevamento d'emergenza.
  • Apnea dinamica: nell'apnea dinamica il compagno deve seguire l'apneista durante tutta la prova dalla superficie reggendosi a una tavoletta o altro sistema di galleggiamento, che verrà utilizzata per offrire un primo sostegno all'apneista alla fine della prova. Questa sicurezza, apparentemente esagerata, si rende necessaria perché l'ambiente sicuro di una piscina spesso può indurre l'apneista a "esagerare", spingendosi pericolosamente ai propri limiti.
  • 'Pesca subacquea: anche se "scomoda", perché la presenza di più apneisti può spaventare il pesce, è fondamentale il sistema di coppia. Gli incidenti succedono in tutte le discipline dell'apnea ma, mentre nellapnea pura gli incidenti mortali sono assai rari, nella pesca subacquea, proprio per la tendenza a sottovalutare questo aspetto, un incidente banale può portare alla morte. Va inoltre considerato che la pesca in coppia non dev'essere ritenuta un peso, si tratta di un'ottima occasione per stare in compagnia di amici e spesso, soprattutto nella pesca in tana, può far molto comodo contare sull'aiuto di un altro pescatore..

L'emocompensazione[modifica | modifica sorgente]

Uno dei fenomeni più particolari che coinvolgono l'organismo nelle discese molto profonde è lo spostamento del sangue dalle zone periferiche del nostro corpo (mani, braccia, piedi, gambe), verso il tronco. Questo movimento di sangue viene chiamato emocompensazione (blood shift).

Questa particolare capacità di adattamento, che accomuna l'uomo a tutti i mammiferi marini e che incoraggia le tesi di coloro che ci vogliono discendenti dal mare, instaura all'interno del nostro torace una massa liquida incomprimibile che ne impedisce l'implosione (i francesi, con un'espressione pittoresca, chiamano questo fenomeno erezione polmonare, gli inglesi più semplicemente, spostamento del sangue).

Attività agonistica[modifica | modifica sorgente]

Nell'attività agonistica legata all'apnea si distinguono tre tipologie, ovvero discipline di piscina: 1) apnea statica; 2) apnea dinamica (con e senza attrezzature), immersioni lineari con pinne, monopinna o a rana subacquea; discipline in acque libere, mare o lago: 3) apnea profonda. Quest'ultima tipologia a sua volta si divide in:

  • apnea in assetto costante (con e senza attrezzatura): si possono utilizzare solo le proprie forze, raggiungendo senza zavorra e solo con le pinne la quota e risalendo poi lungo il cavo guida senza però toccarlo; nelle più recenti versioni anche l'assetto costante senza pinne (a rana lungo il cavo guida. Record che appartiene al neozelandese William Trubridge) e l'immersione libera (il peso/assetto resta costante ma si ha la libertà di aiutarsi con le braccia lungo il cavo guida, senza poter indossare alcuna pinna)
  • apnea in assetto variabile regolamentato: si scende usando una slitta zavorrata (massimo 30 kg) e si risale poi pinneggiando o aiutandosi con il cavo guida.
  • apnea in assetto variabile assoluto (anche conosciuta come No-Limits, dallo slogan di un importante sponsor): si scende zavorrati senza limiti di peso e si risale utilizzando un pallone o altri sistemi analoghi di riemersione (galleggianti solidi come ha fatto Herbert Nitsch). È la specialità con cui si raggiungono le profondità maggiori, ma anche tra le più pericolose.

L'attività agonistica è relativamente recente, l'organizzazione del primo campionato mondiale (vinto dalla squadra italiana) risale al 1996 (AIDA) e si deve ad una rivista del settore, le competizioni successive non hanno avuto cadenza regolare.

Da notare che, per quanto riguarda l'Italia, l'unico organo riconosciuto dal Comitato Internazionale Olimpico per organizzare l'attività agonistica è la FIPSAS Federazione riconosciuta dalla CMAS.

Record mondiali[modifica | modifica sorgente]

Si intendono solo quelli omologati dalla AIDA International.

UOMINI
# Nome internazionale
specialità
Sigla Nome italiano
specialità
Atleta Nazione Luogo Data Misura
1 Constant Weight Without Fins CNF Assetto costante senza pinne William Trubridge Nuova Zelanda Nuova Zelanda Dean's Blue Hole (Bahamas) 16-dic-2010 -101 m
2 Constant Weight CWT Assetto costante Alexey Molchanov Russia Russia Kalamata (Grecia) 19-set-2013 -128 m
3 Dynamic Without Fins DNF Dinamica senza pinne Goran Čolak Croazia Croazia Pančevo (Serbia) 21-nov-2013 225 m
4 Dynamic With Fins DYN Dinamica con pinne Goran Čolak Croazia Croazia Belgrado (Serbia) 28-giu-2013 281 m
5 Static Apnea STA Apnea statica Branko Petrovic Serbia Serbia Belgrado (Serbia) 7-gen-2011 12'11"
6 Free Immersion FIM Apnea libera William Trubridge Nuova Zelanda Nuova Zelanda Dean's Blue Hole (Bahamas) 10-apr-2011 -121 m
7 Variable Weight VWT Assetto variabile Herbert Nitsch Austria Austria Dean's Blue Hole (Bahamas) 7-dic-2007 -142 m
8 No-Limits NLT Assetto variabile assoluto Herbert Nitsch Austria Austria Spetses (Grecia) 14-giu-2007 -214 m
DONNE
# Nome internazionale
specialità
Sigla Nome italiano
specialità
Atleta Nazione Luogo Data Misura
1 Constant Weight Without Fins CNF Assetto costante senza pinne Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Dean's Blue Hole (Bahamas) 3-dic-2009 -62 m
2 Constant Weight CWT Assetto costante Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Sharm el-Sheikh (Egitto) 25-set-2009 -101 m
3 Dynamic Without Fins DNF Dinamica senza pinne Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Belgrado (Serbia) 27-giu-2013 182 m
4 Dynamic With Fins DYN Dinamica con pinne Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Belgrado (Serbia) 28-giu-2013 234 m
5 Static Apnea STA Apnea statica Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Belgrado (Serbia) 29-giu-2013 9'02"
6 Free Immersion FIM Apnea libera Natal'ja Vadimovna Molčanova Russia Russia Sharm el-Sheikh (Egitto) 27-set-2009 -90 m
7 Variable Weight VWT Assetto variabile Annelie Pompe Svezia Svezia Sharm el-Sheikh (Egitto) 5-ott-2010 -126 m
8 No-Limits NLT Assetto variabile assoluto Tanya Streeter Regno Unito Regno Unito Turks e Caicos (Caraibi) 17-ago-2002 -160 m

Altre discipline[modifica | modifica sorgente]

Altre discipline oltre quelle "canoniche" elencate sopra sono:

Alcune di queste hanno visto sviluppata una discreta attività agonistica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]