Gianfranco Urbani

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Gianfranco Urbani

Gianfranco Urbani, detto Er Pantera (Roma, 20 aprile 1938Latina, 18 maggio 2014[1]), è stato un criminale italiano, esponente dell'organizzazione malavitosa romana Banda della Magliana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 si unisce al gruppo del boss Nicolino Selis con cui inizia la sua carriera di malavitoso e rapinatore di uffici postali, tabaccherie e treni. «Una organizzazione che si dedica per otto mesi, da gennaio all'agosto 1976, al compimento di rapine a mano armata e reati connessi...composta da Lucioli, Selis, Girlando, Urbani, Capogna Renato, Apolloni Franco, Simeoni Raffaele. Tale era l'associazione di base a cui di volta in volta si sono aggiunti altri complici.»[2]

La Banda della Magliana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Banda della Magliana.

Nel 1978, ancora carcerato e introdotto dallo stesso Selis, accettò la proposta di entrare a far parte della nascente Banda della Magliana, ricevendo fin dall'inizio una stecca di trecentomila lire alla settimana.[3] Una volta scarcerato, grazie anche ai suoi contatti con grossi spacciatori thailandesi, si occupò principalmente del traffico di eroina nelle zone del Prenestino e di Villa Gordiani, ad est della capitale.

All'interno della banda fu anche il punto di contatto e tramite con esponenti di primo piano della 'Ndrangheta come Paolo De Stefano, Giuseppe Piromalli e Pasquale Condello e i suoi ottimi rapporti personali con la mafia catanese del boss Nitto Santapaola ne favorirono la collaborazione con il resto del gruppo romano. Tali rapporti e traffici portarono, negli anni ottanta, il giudice Giovanni Falcone a spiccare nei suoi confronti un mandato di cattura.

Nel 1998, dopo 7 anni di latitanza, venne arrestato a Fiumicino con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti sulla tratta balcanica.

Dopo l'ultimo periodo di detenzione, non più giovanissimo, Urbani si è ritirato a Borgo Sabotino, nella campagna pontina, dopo essersi allontanato almeno apparentemente dal giro della grossa malavita. Ma, nel maggio del 2013, viene nuovamente arrestato assieme ad altre 6 persone dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Tivoli in collaborazione con la Squadra Mobile di Roma dopo un'indagine durata 5 mesi, come complice nel furto di 6,8 milioni di euro a un istituto di vigilanza di Guidonia nella notte tra il 22 ed il 23 dicembre del 2012. Scegliendo il rito abbreviato, il 30 gennaio 2014 il Tribunale di Tivoli lo condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione.[4]

Il 17 maggio del 2014, Urbani è deceduto all'età di 76 anni nella clinica San Marco di Latina, dove era ricoverato allo stadio terminale di un tumore ai polmoni.[5]

Il Puma[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Urbani ha ispirato il personaggio del Puma nel libro Romanzo criminale, scritto nel 2002 da Giancarlo De Cataldo e riferito alle vicende realmente avvenute della Banda della Magliana. Nell'omonima serie televisiva, diretta da Stefano Sollima, il personaggio del Puma fu interpretato dall'attore Ivano De Matteo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]