Fulvio Lucioli

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Fulvio Lucioli detto il Sorcio (Cerveteri, 26 aprile 1954) è un collaboratore di giustizia, ex mafioso italiano ed esponente dell'organizzazione malavitosa romana Banda della Magliana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Operaio della fabbrica Superpila, nel 1975 si unisce al gruppo del boss Nicolino Selis con cui inizia la sua carriera di malavitoso e rapinatore di uffici postali, tabaccherie e treni. Venne soprannominato il Sorcio, grazie alla sua capacità di rosicchiare dovunque ci fosse da prendere o da guadagnare qualcosa.[1]

«Nel 1975, giovane di circa ventun'anni, Lucioli Fulvio conosce Gianni Girlando, già all'epoca dotato di particolari doti delinquenziali e in contatto con Nicolino Selis, Urbani Gianfranco e altri elementi di rispetto della malavita. Preso dall'ammirazione per la personalità del Girlando, con il quale ha conservato un rapporto di amicizia anche dopo averlo accusato di gravi delitti, il Lucioli sale con lo stesso le scale del crimine fino ad arrivare a posizioni di vertice. Si forma quasi immediatamente una organizzazione che si dedica per otto mesi, da gennaio all'agosto 76, al compimento di rapine a mano armata e reati connessi. Il Lucioli racconta che la stessa era composta da lui, Selis, Girlando, Urbani, Capogna Renato, Apolloni Franco, Simeoni Raffaele. Tale era l'associazione di base a cui di volta in volta si sono aggiunti altri complici»

(Requisitoria del Pubblico Ministero Luigi De Ficchy[2])

Arrestato dopo la rapina al treno Chiusi-Siena (10 agosto 1976), fu condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere.[3]

La Banda della Magliana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Banda della Magliana.

Durante la carcerazione accettò la proposta di Edoardo Toscano di entrare a far parte della neonata Banda della Magliana ricevendo, ancora tra le sbarre, una stecca di trecentomila lire alla settimana. Nel 1978, dopo la sua scarcerazione, per conto della banda, si diede al commercio di sostanze stupefacenti nella zona di Ostia, Acilia e Dragona, abbandonando definitivamente le rapine per un settore che si stava rivelando, già da allora, uno dei più redditizi dell'economia criminale.

Agli inizi degli anni ottanta, il progressivo aumento di contrasti, gelosie e rivendicazioni, innalzò paurosamente il livello di tensione e di ostilità tra le varie anime della banda segnando l'inizio della sua disgregazione. Una guerra fredda, una vera e propria faida interna con diversi morti ammazzati, che vide protagonisti, tra gli altri, anche il vecchio gruppo di appartenenza di Lucioli, quello cioè, capeggiato da Selis, il quale troverà la morte il 3 febbraio 1981.

Preoccupato soprattutto della sua incolumità, il Sorcio, che nel frattempo era stato arrestato, il 6 maggio del 1983, dopo alcuni mesi di travaglio interiore decise di iniziare un programma di collaborazione con la giustizia confessando omicidi, rapine, traffici di stupefacenti e parlando dei vari legami della banda con politici, religiosi, massoni, mafiosi e agenti dei servizi segreti deviati. Grazie alle sue testimonianze, il 15 dicembre 1983, gli agenti arrestarono sessantaquattro persone tra boss, seconde linee e fiancheggiatori decapitando, di fatto, l'intera organizzazione.

Al processo, però, la Corte d'assise d'appello, il 14 marzo 1989, derubricò di fatto l'addebito di associazione per delinquere, screditando la figura del Sorcio e definendolo un mitomane e: «una abnormità psichica aggravata da nefaste influenze ambientali a cui sottende un deficit intellettivo meglio definibile come debolezza mentale indice di coscienza non lucida, di stato delirante, di confusione dissociata».[4]

Le sue confessioni vennero però poi riprese in considerazione nel successivo pentimento del boss Maurizio Abbatino. Grazie alle sue rivelazioni, infatti, 3 ottobre del 1995 venne istruito un nuovo maxiprocesso all'intera organizzazione della Banda della Magliana.[5]

Il Sorcio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il Sorcio.

La figura di Lucioli ha ispirato il personaggio del Sorcio nel libro Romanzo criminale, scritto nel 2002 da Giancarlo De Cataldo e riferito alle vicende realmente avvenute della banda della Magliana. Nell'omonimo film che ne verrà poi tratto, diretto da Michele Placido nel 2005, il personaggio del Sorcio fu interpretato dall'attore Elio Germano, mentre nella serie televisiva, diretta da Stefano Sollima, da Roberto Infascelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica, Fulvio Lucioli biografia
  2. ^ Requisitoria del Pubblico Ministero Luigi De Ficchy, 26 novembre 1984.
  3. ^ Bianconi, 2005, p. 30-31
  4. ^ Pino Nicotri, Cronaca Criminale, Baldini Castoldi dalai, 2010, pp. 334–, ISBN 88-6073-739-7. URL consultato il 5 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2015).
  5. ^ Radio Radicale, Processo alla Banda della Magliana Archiviato il 27 novembre 2012 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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