Fabio Tuiach

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Fabio Tuiach
Nazionalità Italia Italia
Altezza 188 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi mediomassimi
Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 32
Vinti (KO) 27 (15)
Persi (KO) 5 (3)
Pareggiati 0
Palmarès
Campionati italiani 0 1 0
Campionati italiani juniores 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 30-12-2014

Fabio Tuiach (Trieste, 4 giugno 1980) è un pugile e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto a Melara, quartiere alla periferia est di Trieste, comincia a praticare la boxe a 16 anni sotto la guida dell'ex campione d'Italia dei pesi piuma Nevio Carbi. Termina gli studi fino alla terza media e svolge lavori come portuale.[1]

Debutta da peso medio con una vittoria lampo in 80 secondi. Vince undici match consecutivi prima del limite e successivamente sale nella categoria dei mediomassimi dove conquista il titolo di campione d'Italia juniores. Viene convocato nella nazionale azzurra e partecipa senza fortuna agli internazionali di Londra. Nel 2000 vince il titolo seconda serie dilettanti dei pesi supermassimi e l'anno successivo perde ai punti in finale dei campionati assoluti contro il campione olimpico Roberto Cammarelle.

Nel 2003 decide di passare professionista, chiudendo così la propria carriera dilettantistica con uno score di 60 match disputati e 45 vittorie (di cui 13 prima del limite).

Il 30 aprile 2004, al Palanorda di Bergamo, debutta da peso cruiser e vince per ko al 2º round contro il più esperto slovacco Marian Miko.[2] Il 10 febbraio 2006 ottiene la chance per il titolo italiano ed affronta il campione Paolo Ferrara, a Trieste, davanti ad un palazzetto gremito di tifosi.[2] Vince per ko al 7º round dopo un combattimento intenso, e riporta in Friuli Venezia Giulia un titolo italiano che mancava dai tempi di Nevio Carbi.

Nel 2007 vince il titolo del Mediterraneo sigla WBC battendo il francese Enis Boussandel.[2] Il1 febbraio del 2008 un lutto famigliare sconvolge la sua vita, e la carriera ne risente. Nell'ottobre dello stesso anno si batte per il titolo europeo EBU, finendo al tappeto nel corso del 2º round, sotto i ganci del campione Marco Huck[2] Alle visite di reintegro la FPI gli nega l'idoneità medica all'attività sportiva. Ripete gli esami nel marzo del 2009 ma ottiene un nuovo parere negativo.

Torna sul ring nel 2012, passando alla categoria dei pesi massimi.[2] Nell'agosto del 2013 lancia la sfida a Matteo Modugno per il titolo italiano ma viene sconfitto per ko tecnico al 6º round. Il 13 dicembre 2014, a Trieste, conquista il titolo dei massimi (lasciato vacante proprio da Modugno), battendo Gianluca Mandras squalificato nel corso del 9º round. Immediatamente la WBO lo nomina co-sfidante al titolo europeo di sigla. Il 13 giugno 2015 però, al Palasport di Brescia, Tuiach perde maldestramente il titolo italiano appena conquistato contro il pugile sardo Salvatore Erittu, che si impone con verdetto unanime dei giudici. All'indomani della sconfitta, inaspettatamente, la WBO gli conferma la nomina a co-sfidante europeo, ed il 12 luglio 2015, a Magdeburg, Tuiach affronta il tedesco Michael Wallisch finendo K.O. nel corso della seconda ripresa.

Il 15 luglio 2018 sul ring di Sequals batte ai punti il casertano Sergio Romano nell'incontro clou al Trofeo Carnera, diventando campione italiano, titolo che perderà l'8 dicembre dello stesso anno al palasport di Montichiari (BS) contro Ivan Di Berardino, per KO tecnico alla seconda ripresa.[3]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative del 5 giugno 2016 viene eletto in quota Lega come consigliere. A seguito di polemiche per aver affermato che il femminicidio non esiste, ed è una invenzione della sinistra, il vicesindaco ne chiese l'espulsione. [4] Tuiach annuncia quindi il passaggio al partito di estrema destra Forza Nuova [5]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Ha sollevato polemiche la sua affermazione: "Maometto? Era un pedofilo e noi non accetteremo mai questa cultura".[6]

Ha giustificato l'omicidio di Stefano Cucchi da parte delle forze dell'ordine con la motivazione che essendo lui spacciatore se lo sarebbe meritato.[7][8]

Nel gennaio 2019 propone una mozione per impedire il Gay pride a Trieste asserendo, senza prove, che «i Gay Pride in passato si sono macchiati di sconcerie ed atti osceni anche davanti ai bambini» richiedendo alla «diocesi di Trieste di organizzare, con tutti i cattolici, un rosario pubblico riparatore all'abominio del gay pride».[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Curriculum Vitae, Comune di Trieste (PDF), su documenti.comune.trieste.it. URL consultato l'11-10-2018.
  2. ^ a b c d e Record di Fabio Tuiach, su boxrec.com. URL consultato il 7-2-2014.
  3. ^ Boxe, Di Berardino spodesta Tuiach nei massimi a Montichiari, su gazzetta.it. URL consultato l'11-01-2019.
  4. ^ Frasi choc sul femminicidio, Roberti: "Chiederò l'espulsione di Tuiach dalla Lega Nord", su ilpiccolo.gelocal.it. URL consultato il 10-10-2018.
  5. ^ L’Italia neofascista che sale sul ring gridando “A noi!”, su rep.repubblica.it. URL consultato il 10-10-2018.
  6. ^ “Maometto pedofilo”, la frase choc del consigliere della Lega Fabio Tuiach, su unionesarda.it. URL consultato il 10-10-2018.
  7. ^ Redazione, Fabio Tuiach: "Stefano Cucchi spacciatore eroinomane", su Trieste Cafe, 13 ottobre 2018. URL consultato il 25 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2019).
  8. ^ Tuiach contro Cucchi: "È meglio che sia morto”, su TriestePrima. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  9. ^ Redazione, Mozione Tuiach: «Gay Pride in passato si sono macchiati di sconcerie anche davanti ai bambini», su Trieste Cafe, 24 gennaio 2019. URL consultato il 25 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2019).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]