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Lavaggio del cervello

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Rappresentazione satirica del lavaggio del cervello

Il lavaggio del cervello definisce comunemente una presunta forma di plagio psicologico della quale viene accusato un soggetto quando metta in atto metodi di persuasione che possano influenzare o modificare il libero arbitrio di una persona, in modo da portarla a prendere decisioni altrimenti aliene alla propria volontà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cina antica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Margaret Thaler Singer[1], il termine venne introdotto per la prima volta in Occidente nel libro "Brain-washing in Red China. The calculated destruction of men's minds" (Lavaggio del cervello nella Cina Rossa. La distruzione calcolata della mente dell'uomo[2]), scritto nel 1951 da Edward Hunter (1902-1978), giornalista americano corrispondente da Hong Kong ed agente della CIA, per spiegare alcuni presunti casi di conversione all'ideologia comunista (rivelatisi poi quasi tutti non autentici)[3] da parte di alcuni militari americani in Corea.

Le sette religiose[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni settanta del XX secolo in poi l'interesse ed il dibattito dell'opinione pubblica sul "lavaggio del cervello" ha riguardato i cosiddetti Nuovi Movimenti Religiosi, colpevoli secondo alcuni di usare questa ed altre tecniche sostanzialmente simili come metodi di affiliazione di nuovi adepti.

Gli studiosi dei nuovi movimenti religiosi, invece, non ritengono di rintracciare "lavaggi del cervello" e portano a sostegno delle loro tesi alcune argomentazioni, quali il successo inferiore alle previsioni e al sentire comune riscosso dalle sette, oltre ad un turnover elevato che escluderebbe l'ipotesi di conversioni coercitive e incatenanti, ed infine le sentenze dei tribunali americani, che dal 1990 in poi, hanno, in massima parte, respinto l'accusa di "lavaggio del cervello".[4] In realtà, già nel 1987 l'APA (American Psychological Association), l'ASA (American Sociological Association) e la SSSR (Society for the Scientific Study of Religion) espressero parere negativo su questo genere di teorie, rigettando un rapporto presentato dalla dottoressa Margaret Singer e alcuni suoi collaboratori qualificandolo come "metodologicamente viziato" e "mancante di rigore scientifico" e bollando la teoria del "lavaggio del cervello" come "ipotesi non scientifica".[5]

Nel 2004 ci fu un disegno di legge, mai approvato, che tentava di reintrodurre il reato di "manipolazione mentale", punendo coloro che creavano “dipendenza psicologica” attraverso “tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione”; la stragrande maggioranza degli studiosi si opposero fermamente a questo disegno di legge, giudicandolo "pericoloso, potenzialmente liberticida" , oltre che fondata su teorie "non accettate o accettabili dalla comunità scientifica".[6][3][7]

Il progetto MKULTRA[modifica | modifica wikitesto]

Teorie che coinvolgono il governo USA frequentemente si riferirebbero al progetto MKULTRA; infatti la CIA effettuò per almeno 25 anni test e indagini sull'efficacia del "lavaggio del cervello", arrivando alla conclusione che non era possibile "ricondizionare" un individuo, ammettendo quindi il fallimento delle sue stesse teorie, e addirittura trovandosi costretta a pagare importanti risarcimenti ai familiari delle vittime del progetto.[4][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Margaret Thaler Singer. Cults in Our Midst, ISBN 0787967416
  2. ^ Edward Hunter. Brainwashing in Red China, ASIN B0007HG1JU
  3. ^ a b c moreorless, Perche' diciamo no alla proposta di legge italiana sulla manipolazione mentale, su www.cesnur.org. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  4. ^ a b IDIS-DPF: Il "lavaggio del cervello"
  5. ^ (EN) Phillip Charles Lucas e Thomas Robbins, New Religious Movements in the Twenty-first Century: Legal, Political, and Social Challenges in Global Perspective, Psychology Press, 21 gennaio 2017, p. 234, ISBN 9780415965767. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  6. ^ moreorless, Plagio, studiosi a Ciampi e Berlusconi: 'Fermate quella legge', su www.cesnur.org. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  7. ^ moreorless - www.moreorless.net, FAQ sul lavaggio del cervello e la manipolazione mentale, di Massimo Introvigne, su www.cesnur.org. URL consultato il 21 gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Introvigne, Il lavaggio del cervello: realtà o mito?, Torino, Elledici,Leumann, 2002.
  • E.H. Schein, The Chinese Indoctrination Program for Prisoners of War, Psychiatry, 1956.
  • E. Hunter, Brainwashing in red China. The calculated destruction of men's mind, New York, The Vanguard Press, 1951.
  • R.J. Lifton, Thought reform and the psychology of totalism, New York, Norton Library, 1963.
  • W. Sargant, Battle for the Mind, New York, Doubladay & Company, In. Garden City, 1957.
  • M. Di Fiorino, La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello, Forte dei Marmi, Psichiatria e Territorio vol. I, 1990.
  • L.J. West, Persuasive Techniques in Contemporary Cults: A Public Health Approach, Washington, CULTS and New Religious Movements American Psychiatric Association, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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