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Lavaggio del cervello

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Rappresentazione satirica del lavaggio del cervello

Il lavaggio del cervello (conosciuto anche come controllo mentale, rieducazione, persuasione coercitiva, controllo del pensiero, plagio psicologico o riforma del pensiero) è una controversa teoria secondo la quale un soggetto può essere indottrinato in un modo che causi "un indebolimento dell'autonomia, un'incapacità di pensare autonomamente, e una distruzione delle credenze e delle affiliazioni. In questo contesto, il lavaggio del cervello si riferisce alla rieducazione involontaria di valori e credenze basici".[1]

Le teorie del lavaggio del cervello e del controllo mentale vennero inizialmente sviluppate durante la Guerra di Corea per spiegare come i regimi totalitari sembravano indottrinare sistematicamente i prigionieri di guerra attraverso la propaganda e le tecniche di tortura. Queste teorie vennero in seguito modificate ed estese da alcuni psicologi come Margaret Singer e Phillip Zimbardo per spiegare la conversione ad alcuni Nuovi Movimenti Religiosi (NMR). Questo produsse un certo dibattito scientifico e legale[2], fino agli anni '80, quando la quasi unanimità degli studiosi e dei giuristi, fra cui Eileen Barker, James Richardson, Melton J. Gordon e molti altri ancora, rigettarono questo genere di teorie.[3]

Altre varianti di queste teorie sono state proposte da altri studiosi come Robert Cialdini, Stanley A. Deetz, Robert Jay Lifton, Michael J. Freeman, Daniel Romanovsky, Kathleen Taylor, e Benjamin Zablocki. Il concetto di controllo mentale è stato a volte menzionato in alcuni processi legali, specialmente quelli riguardanti la custodia dei minori, così come in diversi film di fantascienza e come critica alla politica e alla cultura organizzativa. Comunque, secondo la maggioranza degli studiosi, la teoria del controllo mentale e le sue varianti non sono accettate come fatto scientifico.[4][5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cina antica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Margaret Thaler Singer[6], il termine venne introdotto per la prima volta in Occidente nel libro "Brain-washing in Red China. The calculated destruction of men's minds" (Lavaggio del cervello nella Cina Rossa. La distruzione calcolata della mente dell'uomo[7]), scritto nel 1951 da Edward Hunter (1902-1978), giornalista americano corrispondente da Hong Kong ed agente della CIA.

L'autore si basò su interviste a cinesi e stranieri che arrivavano a Hong Kong dalla Cina comunista. Il processo usato veniva chiamato "hse nao" (洗脑, pinyin: xí nǎo), che letteralmente significa "lavare il cervello" o "pulire la mente". Questo processo sarebbe stato introdotto nei campi di rieducazione della Cina maoista sin dai primi anni cinquanta per poi diffondersi in Corea.[8]

Il "lavaggio del cervello" prevedeva l'uso della scrittura quotidiana su un diario, come strumento di confessione e di delazione, oltre a varie altre tecniche di spoliazione, di umiliazione, di diminuzione dell'autostima degli ostaggi, di controllo delle informazioni, di manipolazione e di propaganda.[9]

Il lavaggio del cervello nella Guerra di Corea sfatato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956, dopo aver riesaminato il concetto di lavaggio del cervello a seguito della Guerra di Corea, l'esercito americano pubblicò un rapporto intitolato Communist Interrogation, Indoctrination, and Exploitation of Prisoners of War che definiva il lavaggio del cervello "un luogo comune diffuso.[10] Il rapporto dichiarava che "ricerche esaustive di diverse agenzie governative non hanno potuto rivelare nemmeno un caso documentato di "lavaggio del cervello" di un prigioniero di guerra americano in Corea".[10]

I prigionieri di guerra americani catturati in Corea del Nord venivano torturati con la fame, le percosse, le marce della morte forzate, l'esposizione a temperature estreme, legandoli in posizioni stressanti, negandogli le cure mediche, ma le violenze non avevano nessuna relazione con l'indottrinamento "al quale la Corea del Nord non era particolarmente interessata".[10] In contrasto, i prigioneri di guerra sotto la custodia della Cina comunista affrontavano un programma coordinato di interrogatori e indottrinamento. Comunque, "la sistematica tortura fisica non veniva impiegata in relazione agli interrogatori e l'indottrinamento".[10]

La tecnica cinese "più insidiosa" ed efficace secondo il rapporto dell'esercito americano era una gioviale dimostrazione di falsa amicizia, la quale persuase alcuni militari a fare dichiarazioni anti-americane e, in pochi casi isolati, a rifiutare il rimpatrio e a rimanere in Cina:

"Quando un soldato americano veniva catturato dai cinesi, gli veniva data una vigorosa stretta di mano e una pacca sulla spalla. Il nemico si 'presentava' come un amico dei 'lavoratori' d'America [...] In molti casi i cinesi non perquisivano i prigionieri, ma spesso gli offrivano sigarette americane. Questa dimostrazione di amicizia coglieva la maggior parte degli americani totalmente alla sprovvista e non si riprendevano mai dalla prima impressione lasciata dai cinesi [...] Dopo il contatto iniziale con il nemico, alcuni americani sembravano credere che il nemico era sincero e inoffensivo. Si rilassavano e si lasciavano cullare in una trappola camuffata di cooperazione con lo scaltro nemico".[10]

Due studi accademici sul rimpatrio dei prigionieri americani di guerra di Robert Jay Lifton[11] e Edgar Schein[12] conclusero che il lavaggio del cervello (chiamato "riforma del pensiero" da Lifton e "persuasione coercitiva" da Schein), se mai si verificò, ebbe al massimo effetti temporanei. Nel 1961, entrambi pubblicarono ulteriori espansioni delle loro ricerche. Schein pubblicò Persuasione Coercitiva[13] e Lifton pubblicò Riforma del pensiero e Psicologia del Totalitarismo.[14][9]

I Nuovi Movimenti Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

James Richardson osserva che se i Nuovi Movimenti Religiosi avessero accesso a potenti tecniche di lavaggio del cervello, ci si aspetterebbe che abbiano alti indici di crescita, eppure la maggior parte non ha avuto notevole successo nell'affiliazione. La maggior parte degli aderenti partecipa solo per un breve periodo, e il successo nel trattenere i membri è limitato.[15] Per questo ed altri motivi, i sociologi delle religioni fra cui David Bromley ed Anson Shupe considerano l'idea secondo cui i "culti" stiano lavando il cervello ai giovani americani "implausibile".[16] In aggiunta, Thomas Robbins, Massimo Introvigne, Lorne Dawson, Gordon Melton, Marc Galanter, e Saul Levine, fra gli altri ricercatori di NMR, hanno stabilito, con l'appoggio di tribunali, rilevanti associazioni professionali e comunità scientifiche che non esiste nessuna teoria scientifica generalmente accettata, basata su ricerche metodologicamente solide, che sostenga le teorie del lavaggio del cervello come proposto dai movimenti anti-sette.[17][8]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Controllo mentale.

Il lavaggio del cervello si riferisce a un processo dove un gruppo o individui userebbe "sistematicamente metodi manipolativi non etici per persuadere gli altri a conformarsi ai desideri dei manipolatori, spesso a svantaggio della persona manipolata".[18]

A mettere in atto tali attività possono essere per esempio gruppi religiosi, una setta, terroristi o anche il governo di uno stato totalitario. Esso potrebbe inoltre anche rientrare in una più ampia strategia di controllo mentale.

I Italia, secondo l’Associazione Nazionale Familiari delle Vittime delle Sette, una differenza rispetto al plagio psicologico consisterebbe nel fatto che, nel lavaggio del cervello, "le persone sanno perfettamente chi è il loro nemico e le tecniche di condizionamento sono attuate contro la volontà del soggetto, utilizzando sovente modi brutali, come le sevizie fisiche"[19].

Il programma del controllo mentale della CIA[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999, lo psicologo forense Dick Anthony concluse che la CIA aveva inventato il concetto di "lavaggio del cervello" come una strategia di propaganda per minare le affermazioni comuniste secondo cui i prigionieri di guerra americani nei campi comunisti coreani avevano volontariamente espresso solidarietà per il comunismo. Sostenne che i libri di Edward Hunter (da lui identificato come uno "specialista di psicologia di guerra" segreto della CIA spacciato per giornalista) spinsero la teoria del lavaggio del cervello verso il pubblico generale.[20] Soccombendo alla loro stessa propaganda, per venti anni a partire dai primi anni '50 la CIA e il Dipartimento della Difesa condussero ricerche segrete (specialmente riguardanti il progetto MKULTRA) nel tentativo di sviluppare delle tecniche pratiche di lavaggio del cervello. Gli esperimenti della CIA che usavano varie droghe psichedeliche come LSD e mescalina attinsero dalla ricerca scientifica nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.[21]

La CIA e il governo statunitense arrivarono alla conclusione che non era possibile far cambiare opinioni e tendenze politiche contro la loro volontà e che le presunte tecniche del lavaggio del cervello, in qualunque contesto, si erano rivelate inefficaci.[8][22] Inoltre, dato che gran parte di quegli esperimenti erano illegali all'epoca e vennero eseguiti con l'ausilio di sostanze stupefacenti, il governo americano si trovò costretto a pagare importanti risarcimenti ai familiari delle vittime.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dennis M. Kowal, Brainwashing., Oxford University Press, 1º gennaio 2000, pp. 463–464, DOI:10.1037/10516-173, ISBN 1-55798-650-9. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  2. ^ Wright, Stuart, "Media Coverage of Unconventional Religion: Any "Good News" for Minority Faiths?". Review of Religious Research., 1997, pp. 101-115.
  3. ^ J. Gordon Melton, "Brainwashing and the Cults: The Rise and Fall of a Theory", cesnur.org.
    «"Since the late 1980s, though a significant public belief in cult-brainwashing remains, the academic community-including scholars from psychology, sociology, and religious studies-have shared an almost unanimous consensus that the coercive persuasion/brainwashing thesis proposed by Margaret Singer and her colleagues in the 1980s is without scientific merit."».
  4. ^ (EN) Jamie Cresswell e Bryan Wilson, New Religious Movements: Challenge and Response, Routledge, 6 dicembre 2012, p. 238, ISBN 978-1-134-63696-9. URL consultato il 28 gennaio 2017.
    «"...there has been until now a lack of any convincing scientific evidence which can be applied in a generalised form to show that involvement in a New Religious Movement has any destructive consequences for the psyche of the individual concerned. ... The fact that, in all the ensuing years, no one has succeeded in verifying beyond reasonable doubt any of these claims, has however, never been regarded as a reason to exonerate the groups in any way. ... Thus, up to the time of writing, there has not been one single successful, legal conviction of the Scientology Church, even though this group has come to be regarded as the most dangerous of the new religious organisations. ... The fact that even long-term investigations have as yet failed to produce the desired results continues to be ignored."».
  5. ^ Andrea Morigi, Un mago ispira la legge anti-plagio (PDF), in Libero, 6 luglio 2005.
    «In sostanza si tratta della "manipolazione mentale", nozione sconosciuta nella letteratura scientifica o considerata una stupidaggine dagli psicologi.».
  6. ^ Margaret Thaler Singer. Cults in Our Midst, ISBN 0787967416
  7. ^ Edward Hunter. Brainwashing in Red China, ASIN B0007HG1JU
  8. ^ a b c IDIS-DPF: Il "lavaggio del cervello"
  9. ^ a b [1] copia su Archive.org
  10. ^ a b c d e U.S Department of the Army, U.S Gov't Printing Office., Communist Interrogation, Indoctrination, and Exploitation of Prisoners of War., in (Pamphlet number 30-101 ed.)., (15 May 1956), pp. p. 37.
  11. ^ Robert J. Lifton, Home by ship: reaction patterns of american prisoners of war repatriated from north korea, in American Journal of Psychiatry, vol. 110, nº 10, 1° aprile 1954, pp. 732–739, DOI:10.1176/ajp.110.10.732. URL consultato il 04 febbraio 2017.
  12. ^ E. H. Schein, The Chinese indoctrination program for prisoners of war; a study of attempted brainwashing, in Psychiatry, vol. 19, nº 2, 1° maggio 1956, pp. 149–172. URL consultato il 04 febbraio 2017.
  13. ^ Schein, Edgar H., Coercive Persuasion: A Socio-Psychological Analysis of the "Brainwashing" of American Civilian Prisoners by the Chinese Communists., New York:, W.W. Norton., (1971)., ISBN 0-393-00613-1..
  14. ^ Lifton, RJ, Thought Reform and the Psychology of Totalism; a Study of "Brainwashing" in China., Chapel Hill: University of North Carolina Press., (1989) [1961]., ISBN 0-8078-4253-2..
  15. ^ James T. Richardson, The Active vs. Passive Convert: Paradigm Conflict in Conversion/Recruitment Research, in Journal for the Scientific Study of Religion, vol. 24, nº 2, 1° gennaio 1985, pp. 163–179, DOI:10.2307/1386340. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  16. ^ Brainwashing by Religious Cults, su www.religioustolerance.org. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  17. ^ Richardson, James T., "Religion and The Law" in The Oxford Handbook of the Sociology of Religion. Peter Clarke., Oxford Handbooks Online, 2009, p. p. 426.
  18. ^ Michael Langone, Cults: Questions and Answers, su www.csj.org, International Cultic Studies Association. URL consultato il 27 dicembre 2009.
    «Mind control (also referred to as 'brainwashing,' 'coercive persuasion,' 'thought reform,' and the 'systematic manipulation of psychological and social influence') refers to a process in which a group or individual systematically uses unethically manipulative methods to persuade others to conform to the wishes of the manipulator(s), often to the detriment of the person being manipulated.».
  19. ^ Plagio sul sito del Favis, Associazione Nazionale Familiari delle Vittime delle Sette
  20. ^ Anthony, Dick, "Pseudoscience and Minority Religions: An Evaluation of the Brainwashing Theories of Jean-Marie". Social Justice Research. 12 (4), 1999, pp. 421–456, DOI:10.1023/A:1022081411463..
  21. ^ John Marks, The Search for the Manchurian Candidate: The CIA and Mind Control, Times Books, 1979, p. 93, ISBN 0-8129-0773-6.
  22. ^ (EN) Dick Anthony, Pseudoscience and Minority Religions: An Evaluation of the Brainwashing Theories of Jean-Marie Abgrall, in Social Justice Research, vol. 12, nº 4, pp. 421–456, DOI:10.1023/A:1022081411463. URL consultato l'08 febbraio 2017.
  23. ^ moreorless, Perche' diciamo no alla proposta di legge italiana sulla manipolazione mentale, su www.cesnur.org. URL consultato l'08 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Introvigne, Il lavaggio del cervello: realtà o mito?, Torino, Elledici,Leumann, 2002.
  • E.H. Schein, The Chinese Indoctrination Program for Prisoners of War, Psychiatry, 1956.
  • E. Hunter, Brainwashing in red China. The calculated destruction of men's mind, New York, The Vanguard Press, 1951.
  • R.J. Lifton, Thought reform and the psychology of totalism, New York, Norton Library, 1963.
  • W. Sargant, Battle for the Mind, New York, Doubladay & Company, In. Garden City, 1957.
  • M. Di Fiorino, La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello, Forte dei Marmi, Psichiatria e Territorio vol. I, 1990.
  • L.J. West, Persuasive Techniques in Contemporary Cults: A Public Health Approach, Washington, CULTS and New Religious Movements American Psychiatric Association, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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