Evelyn Waugh

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Evelyn Waugh

Evelyn Arthur John Waugh (Londra, 28 ottobre 1903Taunton, 10 aprile 1966) è stato uno scrittore britannico. È conosciuto per i suoi romanzi satirici: Declino e caduta, Scoop, Una manciata di polvere e Il caro estinto sono i più famosi. Nei suoi lavori più personali (come Ritorno a Brideshead e la trilogia di Spada e onore) si può distinguere l'influenza della sua biografia e della sua conversione al cattolicesimo.

Molti dei lavori dell'autore criticano l'aristocrazia inglese e l'alta società, bersagliati dalla sua satira. Ma tali opere dimostrano che l'alta società, paradossalmente, ha sempre giocato una forte attrazione sull'autore. Waugh inoltre ha scritto racconti, tre biografie e il primo volume di un'autobiografia incompiuta. Anche i suoi racconti di viaggio e i suoi numerosi diari sono stati pubblicati.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Arthur Waugh (18661943), saggista abbastanza conosciuto e direttore della casa editrice Chapman and Hall e fratello di Alec (1898-1981), anche lui scrittore, Evelyn fu educato alla scuola di Heath Mount a Hampstead e al Lancing College. Da ragazzo era bravo a disegnare e per qualche tempo fu incerto tra carriera artistica o letteraria.

Frequentò l'università allo Hertford College di Oxford, da dove uscì nel 1924 col minimo diploma (erano stati anni di goliardia e dissipazione, anche omosessuale, per quanto questo aspetto fu poi nascosto[1]). Si iscrisse quindi a una scuola d'arte che abbandonò e fece per poco tempo l'insegnante nel Galles, da dove si licenziò nella speranza di seguire Charles Kenneth Scott Moncrieff (che stava traducendo Proust) come segretario a Firenze. Quando ciò non fu possibile (lo scozzese ci ripensò), Evelyn tentò il suicidio (ovvero come racconterà in chiave quasi comica voleva annegarsi ma aveva paura delle meduse[2]). Dopo qualche viaggio in Francia, Scozia e Grecia, si mise a lavorare per il "Daily Express" dove pubblicò qualche articolo anonimo, ma venne presto licenziato. Iniziò allora un corso di falegnameria, facendo recensioni per il mensile "The Boookman". Aveva nel frattempo scritto la novella The Balance (pubblicata nel 1926), e si era appassionato dei Preraffaelliti (scrivendo una biografia di Dante Gabriele Rossetti pubblicata poi nel 1928).

Nell'autunno del 1927 incontrò l'omonima Evelyn Gardner che sposò a luglio 1928. Subito dopo il matrimonio pubblicò Declino e caduta (Decline and Fall) che ottenne grande successo e iniziò a scrivere per "The Observer". La rosolia di cui si ammalò la moglie fu il motivo per una crociera nel Mediterraneo, durante la quale scrisse Vile Bodies (1930, secondo grande successo). Al ritorno in Inghilterra però la moglie lo tradì e fuggì con un amico comune. I due si separarono nel 1929 e ottennero l'annullamento nel 1936. Nel frattempo scrisse Labels, ricordi di viaggio.

Il 27 settembre 1930 si convertì al cattolicesimo (già da giovane aveva pensato di prendere gli ordini nella chiesa anglicana). Pur rispettando molto la Chiesa e soprattutto il suo aspetto formale, il suo umorismo lo portava però spesso verso la blasfemia. Partì per un lungo viaggio in Africa, toccando l'Etiopia (dove assistette alla incornonazione di Hailé Selassié I, il Kenya, il Congo belga (oggi Zaire) e il Sudafrica. Anche da questo viaggio trasse materia per libri (Remote People e Black Mischief).

Tra il 1931 e il 1934 scrisse grande parte dei racconti di Mr Loveday's Little Outing and other sad stories (1936), dapprima su varie riviste (principalmente su "Harper's Bazaar"), quindi partecipò alla sceneggiatura tratta da Vile Bodies (scritta con John Paddy Carstairs) ma il film non fu realizzato (la regia doveva essere di Basil Dean) e vide tratto dallo stesso uno spettacolo teatrale scritto da Dennis Bradley. Fece quindi un viaggio in Brasile, spedizione interrotta che gli suggerì il resoconto Ninety-Two Days e la novella The Man Who Liked Dickens (1933, poi integrata nel romanzo A Handful of Dust).

Sugli eventi storici dell'epoca prendeva posizioni volutamente scandalistiche, ammirando Mussolini (soprattutto per la Colonia eritrea), o Franco e provocando gli amici con uscite inaspettate, riconsiderate in parte dopo la pubblicazione dei diari, ma inequivocabilmente filo-fasciste in Waugh in Abyssinia (1936).

Nel 1935 pubblicò Edmund Campion: A Biography, biografia del missionario gesuita e frequentò Ronald Knox (sul quale anche scriverà una biografia nel 1959). Scrisse quindi il romanzo Scoop (sul mondo dei giornalisti, pubblicato nel 1938) e fu coinvolto in un altro film (per la regia di Alexander Korda) che non venne realizzato (il titolo sarebbe stato Lovelies over London). Poté quindi sposare Laura Herbert, sua seconda moglie, con la quale ebbe sei figli: Teresa, Auberon (poi anche lui scrittore), Mary (morta in fasce), Margaret, Harriet May e Septimus (nati tra il 1938 e il 1946).

Scrisse poi quel che resterà con il titolo di Work Suspended (romanzo interrotto e pubblicato come racconto) e Robbery under Law in Messico ed entrò, senza dover svolgere la formazione prevista, come ufficiale dei Royal Marines per i quali si recò in Egitto e partecipò alla battaglia di Creta. Pare che come capitano fosse odioso e inetto[3], tanto che gli diedero un permesso perché scrivesse un nuovo romanzo (Brideshead Revisited, uscito poi nel 1945) ma in realtà per levarselo di torno. Dopo qualche mese, finito il libro, Evelyn si ripresentò a servizio, e venne spedito in Croazia. Durante il viaggio di ritorno passò da Roma dove fu ricevuto dal Papa, ma il resoconto della missione che presentò a Londra venne mal considerato (attaccava Tito che invece era alleato del Regno Unito).

Alla fine della guerra lavorò a una biografia di Sant'Elena che poi trasformò nel romanzo Helena (1950) e raccolse un'antologia dei vecchi reportage di viaggio in When the Going was Good (dove manca e non cita nemmeno Robbery under Law, di cui si deve essere pentito). Nel 1946 seguì, con qualche leggerezza, il Processo di Norimberga, poi venne invitato per una conferenza a Madrid ma non gli venne pagato il viaggio di ritorno e dovette rientrare per interessamento del console britannico (esperienza raccontata in Scott-King's Modern Europe del 1947, la cui critica al sistema di conferenze fatte a solo scopo di partecipare al successivo buffet farà da modello a molti episodi di romanzi ambientati nei "campus" universitari, quasi una genere a sé[4]).

Un viaggio a Hollywood per un film anch'esso non realizzato (tratto da Brideshead Revisited per la MGM) e l'impressione di follia che ne trasse visitando il cimitero di Forest Lawn gli ispirò The Loved One (Il caro estinto), forse il suo capolavoro, uscito prima a puntate su "Horizon" e poi in volume da Chapman and Hall nel 1948). Venne quindi inviato in Scandinavia dal "Daily Telegraph" e andò per suo conto a Parigi (dove incontrò Paul Claudel).

Anche il nuovo tentativo del 1950 di trarre un film da Brideshead Revisited (nonostante avesse tra gli sceneggiatori Graham Greene) non andò in porto. Nel 1951 venne mandato da "Life" in Medio Oriente, poi si mise a scrivere la trilogia Sword of Honour. Dopo il primo volume (Men at Arms, uscito nel 1952) fece viaggi in Sicilia e a Goa in India e in Ceylon dove tra insonnia e dosi eccessive di sonniferi e con il costante problema dell'alcolismo si procurò diversi problemi e incidenti. Tuttavia riuscì comunque a scrivere Love Among the Ruins (1953) e The Ordeal of Gilbert Pinfold (1957).

Nel 1955 uscì il secondo volume della trilogia: Officers and Gentlemen (dove nella prefazione diceva di aver rinunciato a scrivere l'annunciato terzo volume). Nel frattempo andò a far visita a Ian Fleming in Giamaica. Lasciò il Gloucestershire e si trasferì nel Somerset. Due viaggi in Rhodesia lo spinsero a scrivere A Tourist in Africa (1960).

Nonostante la dichiarazione precedente scrisse poi il terzo volume della trilogia: Unconditional Surrender (1961) e l'ultimo dei suoi romanzi Basil Seal Rides Again (1963). Tornò quindi dopo trenta anni a visitare la Guyana britannica e il Brasile e scrisse la prima parte di un'autobiografia: A Little Learning (che arriva fino al 1924 e fu pubblicata nel 1964). Gli ultimi anni viveva allucinazioni alcoliche e morì d'infarto il 10 aprile del 1966.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Anche se la scelta di quello che doveva scrivere sembra certe volte casuale o addirittura sbagliato, dietro la scrittura di Evelyn Waugh c'è uno stile ricercato e di qualità che lo rendeva "incapace di scrivere in maniera sciatta"[5]. Unito a questo, vi è un carattere ironico e pungente (che nei casi migliori diventa perfetto humour inglese e nei casi peggiori indugia divertendosi con uscite maleducate e provocazioni). Le due cose spingono a una scrittura in buona parte autobiografica ambientata tra le stravaganze della vita sociale inglese dei ruggenti anni venti e i viaggi africani (ma anche americani e in crociera), con alle spalle una forza parodica non comune che qualche volta eccede nei voli di fantasia fino quasi all'incubo con spunti da letteratura gotica. I suoi personaggi sono spesso odiosi e misantropi, se non addirittura ciarlatani e truffatori (come per esempio considerava i giornalisti[6]), e inoltre odiano i bambini.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi e racconti[modifica | modifica sorgente]

Libri di viaggio[modifica | modifica sorgente]

  • Etichette (Labels) (1930), trad. Franco Salvatorelli, Adelphi, Milano 2006 ISBN 88-459-2128-X
  • Remote People (1931)
  • Ninety-Two Days (1934)
  • Waugh in Abissinia (Waugh In Abyssinia) (1936), trad. Tommaso Giartosio, introduzione di Benedetta Bini, Sellerio, Palermo 1992
  • Robbery Under Law (1939)
  • Quando viaggiare era un piacere (When The Going Was Good) (1946), trad. David Mezzacapa, Adelphi, Milano 1996 ISBN 88-459-1169-1
  • A Tourist in Africa (1960)

Altri[modifica | modifica sorgente]

  • Edmund Campion (1935), trad. Maria Rosaria Schisano, Paoline, Roma 1966
  • The life of the right reverend Ronald Knox, fellow of Trinity College, Oxford and protonotary apostolic to his Holiness Pope Pius XII (1959)
  • A Little Learning (1964)
  • Cattolicesimo americano, La locusta, Vicenza 1975
  • The Diaries of Evelyn Waugh, a cura di Michael Davie, London: Weidenfeld and Nicolson, 1976; London: Phoenix, 2009
  • The Letters of Evelyn Waugh, a cura di Mark Amory, New Haven-New York: Ticknor and Fields, 1980; Harmondsworth: Penguin, 1982
  • The Essays, Articles and Reviews of Evelyn Waugh, a cura di Donat Gallagher, London: Methuen, 1983

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Christopher Sykes, Evelyn Waugh: A Biography, London: Collins, 1975; Harmondsworth: Penguin, 1977
  • Ian Littlewood, The Writings of Evelyn Waugh, Oxford: Blackwell, 1983
  • Jacqueline McDonnell, Evelyn Waugh, London: Macmillan, 1988
  • Selina Hastings, Evelyn Waugh: A Biography, London: Minerva, 1995
  • Douglas Lane Patey, The Life of Evelyn Waugh: A Critical Biography, Oxford-Cambridge: Blackwell, 1998
  • David Wykes, Evelyn Waugh: A Literary Life, Basingstoke: Macmillan Press, 1999

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. la Cronologia al volume di Opere, a cura di Guido Almansi, Bompiani, Milano 2001
  2. ^ A Little Learning (1964).
  3. ^ Cfr. la Cronologia, cit., p. XLVI.
  4. ^ Per esempio Small World di David Lodge.
  5. ^ Sono parole di Guido Almansi, nella Introduzione alle Opere cit., p. VII.
  6. ^ Scoop: A Novel about Journalists.

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