Elliott Van Zandt

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Elliott Van Zandt
Elliott Van Zandt al Milan.jpg
Van Zandt come preparatore atletico del Milan
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Allenatore
Carriera
Carriera da allenatore
1947-1951Italia Italia
1952-?Turchia Turchia
Palmarès
Italia Italia
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Bronzo Alessandria 1951
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

«Fundamentals, fundamentals, fundamentals!»

(Motto di Elliott Van Zandt)

Elliott Van Zandt (Hot Springs, 1915Oceano Atlantico, 25 ottobre 1959) è stato un allenatore di pallacanestro, allenatore di baseball e preparatore atletico statunitense.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Van Zandt era un capitano di fanteria di colore dell'Athletic Department dell'esercito statunitense. Originario dell'Arkansas, si era diplomato in educazione fisica a Chicago[1].

Van Zandt è stato commissario tecnico della nazionale italiana maschile dal 1947 al 1952, chiamato dall'allora presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Aldo Mairano, affinché portasse i giocatori italiani ad un livello di gioco più elevato.[2]
Alla guida della nazionale disputò gli Europei 1947, in coppia con Mino Pasquini, e da solo al comando, disputò le olimpiadi di Londra 1948, classificandosi al diciassettesimo posto, e gli Europei 1951, dove la squadra azzurra giunse al quinto posto.
Nelle 45 partite dirette dal 1948, la squadra di Van Zandt vinse 33 gare e ne perse solo 12[3].

Nel periodo 1955-1958, è stato capo allenatore della squadra di baseball CUS Milano, vincendo con tale compagine il Campionato italiano di baseball del 1958 della FIPaB (Federazione Italiana Palla Base), appartenente al CONI e denominata poi a partire dal 1970 FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball).

A fine 1958 è entrato a far parte dello staff dirigenziale, in qualità di preparatore atletico, dell'Associazione Calcio Milan, con cui ha vinto uno scudetto[4].

Morì nell'ottobre 1959 all'età di 44 anni per una grave malattia. Il decesso avvenne sul volo che avrebbe dovuto riportarlo a Chicago per effettuare un trapianto di rene[5].
Qualche anno dopo la sua morte, la FIP istituì il «Premio Van Zandt», da assegnare all'allenatore italiano che si fosse distinto nell'opera di istruzione e di educazione tecnica e morale. Aide Fava di Pesaro, nella stagione '65-'66, fu il primo a essere insignito da tale riconoscimento, seguito da Fabio Fabiano (Petrarca) e Mario Meroli (Reyer Venezia), nelle due edizioni successive. Valerio Bianchini l'ha definito «il primo vero coach approdato in Italia»[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dal Boom alla prima metà degli anni '80 Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.. MuseoDelBasket.com.
  2. ^ Un viaggio all'interno di questi Ottanta anni. FIP.it.
  3. ^ Commissari tecnici dal dopoguerra ad oggi Archiviato il 30 giugno 2007 in Internet Archive.. FIP.it.
  4. ^ Alberto Figliolia. Un coach sempre in... Gamba. TellusFolio.it, 30 gennaio 2006.
  5. ^ Il coach che predicava i fondamentali. basketcatanese.it.