Ducato di Bracciano

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Ducato di Bracciano
Ducato di Bracciano - Stemma
Dati amministrativi
Lingue parlate Italiano e dialetto
Capitale Bracciano
Dipendente da bandiera Stato Pontificio
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta
(ducato)
Nascita 1560 con Paolo Giordano I Orsini
Causa Investitura da parte del papa Pio IV
Fine 1696 con Flavio I Orsini
Causa Vendita del ducato ad alcune famiglie nobili romane e incorporazione nello Stato della Chiesa
Territorio e popolazione
Bacino geografico Italia centrale
Massima estensione 881 k circa[1]
nel secolo XVI
Popolazione 5700 abitanti circa[2]
nel secolo XVI
Economia
Valuta Pontificia
Risorse Agricoltura, allevamento, artigianato, itticoltura, industria mineraria
Commerci con Feudi vicini
Religione e società
Religione di Stato Cattolicesimo
Classi sociali Nobiltà, clero,
artigiani, contadini
Evoluzione storica
Preceduto da bandiera Stato Pontificio
Succeduto da bandiera Stato Pontificio

Il ducato di Bracciano è stato un feudo pontificio, situato intorno all'omonimo lago e amministrato da un ramo della famiglia Orsini con rango signorile (dal 1417) e ducale (dal 1560 al 1696).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bracciano e il castello Orsini nel Seicento
Paolo Giordano I, primo duca sovrano di Bracciano
Flavio Orsini, ultimo duca sovrano

Nel 1558 si celebrarono le nozze fra Paolo Giordano I Orsini, erede di Girolamo e di Francesca Sforza di Santa Fiora, e Isabella de' Medici, figlia del duca di Firenze Cosimo I. Per accattivarsi la famiglia della sposa il papa Pio IV elevò la signoria di Bracciano a ducato, sottomettendogli nuovi territori: ciò comportò per l'Orsini ulteriori disponibilità economiche. Il feudo conobbe in tale periodo un certo fermento per le attività produttive volute dal duca, quali la trasformazione dello zolfo e del ferro, la manifattura degli arazzi, rese possibili dall'abbondanza di acqua proveniente da un acquedotto da lui fatto realizzare.[3]

Il dominio degli Orsini su Bracciano era però iniziato nel 1417 con Carlo, discendente da Napoleone Orsini, morto intorno al 1267. Fu investito del titolo di signore di Bracciano dal papa Martino V. Alla sua morte, nel 1445, si avvicendarono Napoleone (anche conte di Tagliacozzo, rifece completamente la rocca già appartenuta ai Prefetti di Vico), Gentile Virginio, Gian Giordano, Girolamo e Paolo Giordano I. Questi fu il primo di una famiglia romana a ricevere dal pontefice la qualifica ducale: in seguito, dopo il consolidamento del potere della Chiesa, venne messa in atto una politica contraria ai baroni e, gradualmente, tutti i feudi rientrarono sotto la sua completa autorità.[4]

Al novello duca erano state conferite le classiche prerogative feudali: imposizione di tributi, facoltà di battere moneta (che non usò), asilo politico, il cosiddetto mero et mixto imperio (ovvero l'esercizio del potere giudicante nella giurisdizione civile e penale).
Il ducato comprendeva sette terre: Bracciano, Anguillara (legata all'Orsini da unione personale, quindi autonoma e con il rango di conte, poi marchese, spettante al primogenito della casata), Cerveteri, Trevignano, Monterano, Campagnano e Formello, nonché altre venticinque tenute, tra cui Palo e Viano.[5]

Vassalli del Papa e del re di Spagna, i vari rami degli Orsini erano riusciti a costituire globalmente un vasto stato feudale che incominciava dalle contee di Tagliacozzo (da cui ebbe origine la linea di Bracciano), Alba e Carsoli, nel viceregno di Napoli, proseguiva nei territori intorno a Subiaco fino ad arrivare al mar Tirreno, presso il castello di Palo, dopo aver attraversato la zona del lago Sabatino, vigilando così sulle più importanti arterie d'accesso a Roma. Fu Napoleone I Orsini a scegliere Bracciano come piccola "capitale" e a trasformare il maniero in una piazzaforte militare e, al contempo, in una dimora signorile, sede di un'elegante corte.[6]
Gli Orsini di Bracciano, oltre ai menzionati castelli, risiedevano soprattutto nel palazzo romano di Monte Giordano e avevano designato la collegiata braccianese di Santo Stefano come luogo di sepoltura.

Dopo le tragiche vicende delle mogli di Paolo Giordano I, Isabella de' Medici e Vittoria Accoramboni, tra i duchi successivi si distinse Paolo Giordano II, principe del Sacro Romano Impero (1623) e principe consorte di Piombino, come marito della regnante Isabella Appiano, appassionata d'arte. Il feudo ormai si era avviato sulla strada del declino, per la lontananza della famiglia reggente e il suo disinteresse nei confronti delle necessità dei sudditi. L'ultimo duca Flavio, bisognoso di denaro, alienò progressivamente i territori del feudo ad alcune famiglie romane (Chigi, del Grillo) e, infine, Bracciano e il titolo agli Odescalchi nel 1696, cui tuttora appartiene il castello. La seconda moglie, Marie Anne de La Trémoille, una volta vedova, si recò a Madrid dove il re Filippo V le conferì l'incarico di camarera mayor della regina Maria Luisa di Savoia, ma, nel 1714, fu letteralmente cacciata dalla nuova consorte Elisabetta Farnese per le sue continue interferenze nella politica spagnola. L'ultima duchessa sovrana di Bracciano ritornò, dunque, a Roma e morirà nel 1722. I beni immobili rimasti e il rango ducale vennero trasmessi agli Odescalchi, e per un brevissimo periodo, ai Torlonia, ma l'antico feudo fu riassorbito nello Stato Pontificio per volere del papa Innocenzo XII.[7][8]

Feudatari di Bracciano (1417-1560) - (1560-1696)[9][modifica | modifica wikitesto]

Paolo Giordano II
Titolo Nome Periodo Consorte e note
Signore Carlo Orsini 1417 - 1445 Paola Gironima Orsini di Tagliacozzo
Signore Napoleone 1445 - 1480 Francesca Orsini di Monterotondo;
fu anche conte di Tagliacozzo
Signore Gentile Virginio 1480 - 1497 Isabella Orsini di Salerno
Signore Gian Giordano 1497 - 1517 Maria Cecilia d'Aragona-Napoli;
Felice Della Rovere (figlia naturale del papa Giulio II, acquistò il castello di Palo)
Signore Girolamo 1517 - 1545 Francesca Sforza di Santa Fiora
Signore
Duca
Paolo Giordano I 1545 - 1560
1560 - 1585
Isabella de' Medici
Vittoria Accoramboni (unione più volte annullata)
Duca Virginio 1585 - 1615 Flavia Peretti Damasceni
Duca Paolo Giordano II 1615 - 1646 Isabella Appiano, principessa di Piombino;
nominato principe del Sacro Romano Impero da Ferdinando II d'Asburgo il 18 luglio 1623
Duca Ferdinando 1646 - 1660 Giustiniana Orsini
Duca Flavio 1660 - 1696 Ippolita Ludovisi;
Marie Anne de La Trémoille;
ultimo duca sovrano, morì nel 1698

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigismondi, p. 23
  2. ^ Sigismondi, p. 23
  3. ^ Celletti, p.50
  4. ^ Brigante Colonna, p. 46
  5. ^ Brigante Colonna, p. 50
  6. ^ Cavallaro.., p.28
  7. ^ Celletti, p. 97
  8. ^ Carlino Bandinelli, p. 32
  9. ^ Celletti, p. 103

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gustavo Brigante Colonna, Gli Orsini, Ceschina, Milano 1955.
  • Angela Carlino Bandinelli, Bracciano negli occhi della memoria, Mediterranee, Roma 2004.
  • Anna Cavallaro-Almamaria Mignosi Tantillo-Rosella Siligato (a cura di), Bracciano e gli Orsini. Tramonto di un progetto feudale, De Luca, Roma 1981.
  • Vincenzo Celletti, Gli Orsini di Bracciano, Palombi, Roma 1963.
  • Carla Michelli Giaccone, Bracciano e il suo castello, Palombi, Roma 1998.
  • Francesca Sigismondi, Lo Stato degli Orsini. Statuti e diritto proprio nel Ducato di Bracciano, Viella, Roma 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]