Isabella Appiano

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Isabella Appiano
Principessa di Piombino
Stemma
In carica 31 ottobre 1611 - 10 aprile 1628
Predecessore Rodolfo II imperatore
Successore Filippo IV di Spagna
Nome completo Isabella Appiano d'Aragona de Mendoza
Altri titoli Marchesa di Populonia, signora d'Elba e Montecristo, duchessa consorte di Bracciano
Nascita Roma, 1586
Morte Roma, 5 agosto 1661
Dinastia Appiano
Padre Alessandro d'Appiano
Madre Isabella de Mendoza
Coniugi Giorgio de Mendoza,
conte di Binasco;
Paolo Giordano II Orsini,
duca di Bracciano
Figli Barbara de Mendoza
Polissena de Mendoza
Religione Cattolicesimo

Isabella Appiano (Roma, 1586Roma, 5 agosto 1661) era figlia del principe di Piombino Alessandro Appiano e di Isabella de Mendoza, nel 1611, nonostante le dure opposizioni, succedette al fratello Jacopo VII (ma il territorio fu occupato dagli imperiali) e fu principessa sovrana di Piombino per 17 anni, dal 31 ottobre di quell'anno al 10 aprile 1628.
Fu l'ultima esponente degli Appiano, la prima dinastia regnante su Piombino, cui subentreranno i Ludovisi, i Boncompagni-Ludovisi e i Bonaparte[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Giordano II Orsini

Era la secondogenita del principe di Piombino Alessandro Appiano. Alla morte del padre, nel 1589, ella succedette insieme al fratello minore Jacopo VII sotto la reggenza della madre Isabella.[2]
Nel 1603 il giovane principe morì a 22 anni e l'imperatore Rodolfo II occupò il territorio facendolo amministrare da un vicario per otto anni, fino al 1611: una sollevazione dei parenti degli Appiano, però, rimise sul trono la venticinquenne Isabella.
Isabella fu la prima principessa]] di Piombino, ma già due sue antenate, Paola Colonna e Caterina Appiano, ricoprirono il ruolo di signora.
Nel 1602 Isabella sposò a Genova Giorgio de Mendoza, conte di Binasco, congiunto di sua madre (+1619): dall'unione nacquero Barbara e Polissena, erede e futura sposa di Niccolò Ludovisi.[3]
Vedova, la principessa convolò a nuove nozze, a Roma nel 1622, con il duca di Bracciano Paolo Giordano II Orsini (+1591), figlio di Virginio. Trasferitasi nel maestoso Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, che alternava con la Cittadella di Piombino, Isabella e il consorte posarono per alcuni ritratti e medaglie compiuti da Simon Vouet e dalla scuola del Canova.
Nel 1628 Filippo IV di Spagna fece invadere il principato e lo tenne fino al 1634, dopo avere deposto Isabella e Paolo Giordano. In quell'anno il sovrano spagnolo restituì lo Staterello al genero di Isabella, Niccolò I Ludovisi, sposo della figlia Polissena: il loro erede Gregorio Filippo morì precocemente e la dinastia, ormai slegata dagli Appiano, proseguì sino ai nostri giorni con la prole della seconda moglie Costanza Pamphili.
L'anziana Isabella, ormai non più principessa di Piombino, morì a Roma, all'età di 84 anni, il 5 agosto 1661.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carrara, p.39
  2. ^ Cappelletti, p51
  3. ^ Carrara, p.57
  4. ^ Cappelletti, p.57

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Cappelletti, Storia della città e Stato di Piombino, Livorno 1897
  • M. Carrara, Signori e Principi di Piombino, Pontedera 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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