Paolo Giordano II Orsini

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Paolo Giordano II
Portret van Paolo Giordano II Orsini, hertog van Bracciano Paulus Jord II Bracciani Dux (titel op object), RP-P-1918-2016.jpg
Ritratto di Paolo Giordano II Orsini, incisione, opera di Ottavio Leoni, 1625 (Fitzwilliam Museum)
Duca di Bracciano
Stemma
In carica 9 settembre 1615[1]
1656
Predecessore Virginio Orsini[1]
Successore Ferdinando Orsini[1]
Principe consorte di Piombino
In carica gennaio 1622[1]
10 aprile 1628
Predecessore Giorgio de Mendoza
Successore Elisabetta di Borbone-Francia
Altri titoli Principe del Sacro Romano Impero[1] (26 giugno 1625[1])
Conte Palatino[1] (6 maggio 1638[1])
Nascita Roma,[1] Stato Pontificio (oggi Italia), 1591[1]
Morte Bracciano,[1] Ducato di Bracciano (oggi Italia), 1656[1] (64-65 anni)
Dinastia Orsini
Padre Virginio Orsini[1]
Madre Flavia Damasceni Peretti[1]
Consorte Isabella Appiano[1]
Figli Ippolito[1] (ill.)
Religione Cattolicesimo

Paolo Giordano II Orsini (Roma, 1591[2]Bracciano, 1656[2]), figlio del duca Virginio Orsini e della duchessa Flavia Damasceni Peretti, fu un nobile, mecenate, poeta e artista dilettante italiano e fu il terzo duca di Bracciano.

Nel gennaio[1] del 1622[1] sposò la principessa Isabella Appiano[1] e come suo marito fu principe consorte di Piombino.

Il 26 giugno 1625 l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo gli concesse il rango di "principe del Sacro Romano Impero", confermatogli il 6 maggio 1638 con tre diplomi, aggiungendo il titolo di "Conte Palatino" e la facoltà di battere moneta.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe a Firenze, dove frequentava la Casa Medici. Alla morte del padre, Virginio Orsini, nel 1615 ereditò il ducato di Bracciano.

A Roma nel 1622 divenne il secondo marito della vedova Isabella Appiani (ca. 1630-1635), l'ultimo esponente degli Appiano[3][4] Fu nominato principe del Sacro Romano Impero da Ferdinando II il 18 luglio 1623.

Visse nel suo castello di Bracciano, dove raccolse una "preziosa"[2] collezione d'arte, che comprendeva, tra gli altri, dipinti di Tintoretto, Salvator Rosa, e Daniele da Volterra, incisioni di Albrecht Dürer e Ottavio Leoni, sculture di Gian Lorenzo Bernini e Johann Jakob Kornmann. Ebbe corrispondenza sullo stato delle arti in Italia con Cristina di Svezia[5] Morì nel 1656.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Carla Benocci, ORSINI, Paolo Giordano, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 5 gennaio 2019.
  2. ^ a b c DBI.
  3. ^ Licurgo Cappelletti, Storia della città e Stato di Piombino, Livorno 1897
  4. ^ M. Carrara, Signori e Principi di Piombino, Pontedera 1996.
  5. ^ Orsini, Paolo Giordano, II (Italian patron, poet, and amateur artist, 1591-1656)
  6. ^ The Jack and Belle Linsky Collection in the Metropolitan Museum of Art: Bust of Paolo Giordano II Orsini, Duke of Bracciano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Bracciano Successore
Virginio Orsini 1615–1656 Ferdinando Orsini
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